Comuni in allarme per i tagli: protesta bipartisan dei sindaci italiani

I sindaci italiani si trovano in difficoltà a causa dei nuovi tagli previsti per gli Enti locali dalla legge di bilancio. L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) ha presentato emendamenti al Parlamento, segnalando che, a partire dal 2024, i Comuni saranno soggetti a tagli di 300 milioni di euro annui per il 2024-2025 e di 200 milioni per il periodo 2026-2028. Inoltre, sono previste riduzioni dei fondi per investimenti nelle opere pubbliche, con tagli tra il 20% e il 30%. Anche le assunzioni a tempo indeterminato subiranno limitazioni, con un turnover ridotto al 75% per i Comuni con oltre 20 dipendenti.

La protesta: una questione senza colore politico

Sindaci di diverse appartenenze politiche esprimono preoccupazione per l’impatto di questi tagli. Mario Conte, sindaco leghista di Treviso e presidente dell’Anci Veneto, ha denunciato il blocco del turnover, sottolineando come i sindaci già si trovino a coprire carenze di personale. “Tagliare ulteriormente significa mettere a rischio i servizi ai cittadini,” ha affermato Conte, aggiungendo che senza altre fonti di entrate, sarà costretto a ridurre la qualità dei servizi comunali, dal mantenimento delle strade alla pulizia degli spazi pubblici.

Anche Alessandro Canelli, sindaco leghista di Novara, ha espresso forte opposizione, evidenziando che i Comuni hanno già ridotto la propria spesa pubblica dal 2011, passando dall’8,2% al 6,5% della spesa totale nazionale. Un’ulteriore riduzione metterebbe in crisi molte amministrazioni locali, già in difficoltà finanziarie.

L’impatto sulle fasce più deboli della popolazione

Sergio Giordani, sindaco di Padova sostenuto dal centrosinistra, ha messo in guardia sugli effetti sociali della manovra, affermando che “senza modifiche, dovremo tagliare servizi essenziali per i cittadini,” come l’assistenza domiciliare per gli anziani, i servizi per le persone disabili, la manutenzione di parchi e scuole, e le attività culturali e sportive. Giordani ha aggiunto che i tagli colpiranno soprattutto i Comuni più virtuosi e le fasce più deboli della popolazione.


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Giudici di pace, AIGA: “Organico scoperto per il 70%, più magistrati e “decreti ingiuntivi” emessi da avvocati per sgravare gli uffici”

“Il sistema degli uffici dei Giudici di Pace è quasi al collasso: soltanto il 33 per cento dei giudici previsti è in servizio, con una scopertura del 70 per cento. Una situazione drammatica sia per il presente che per il futuro, in vista dell’aumento delle competenze per i Giudici di pace previsto nel 2025. Per questo, AIGA chiede nuovamente che, oltre all’implementazione della pianta organica dei magistrati, venga data la possibilità agli avvocati di emettere direttamente “decreti ingiuntivi”, accogliendo le proposte di legge “Stefani” e “D’Orso” che mirano proprio a trasferire alla professione forense l’emissione delle ingiunzioni di pagamento, alleggerendo notevolmente il carico di lavoro dei Giudici di pace”.

Lo ha affermato Carlo Foglieni, presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), durante la manifestazione “Prima le idee – Ritorno al futuro: partecipare, proporre e condividere”, che si è tenuta a Trani.

Durante il suo intervento, Foglieni ha toccato vari temi di attualità: “AIGA ha già espresso contrarietà alla proposta normativa che prevede l’estinzione del processo in caso di mancato o parziale pagamento del contributo unificato, chiedendo di stralciare tale norma dalla Legge di Bilancio 2025”.

Inoltre, ha manifestato il sostegno di AIGA alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ritenendola “l’ultimo passo verso un’effettiva realizzazione del giusto processo”. 

Foglieni ha anche sottolineato l’importanza dei numerosi interventi del governo in materia di giustizia, pur evidenziando come le continue modifiche normative, spesso scoordinate tra loro, rischiano di complicare ancor di più lo svolgimento della professione forense e di valutare appieno l’effettivo impatto delle riforme sul sistema giustizia”. Per il presidente AIGA, il lavoro va portato avanti “sulla scia di quanto fatto sinora, con l’associazione che ha mantenuto rapporti di interlocuzione costante con il Parlamento, collaborando attivamente con il governo con proposte che mirano a migliorare il sistema giustizia attraverso una visione più strutturata e coerente”, ha aggiunto Foglieni.


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Questo cambio di rotta è stato sancito dalla terza sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 41238 dell’11 novembre 2024, che ha accolto il ricorso di un manager precedentemente condannato per omesso versamento Iva.


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La difesa, tuttavia, ha negato la premeditazione, sostenendo che le ricerche su veleno per topi fossero rivolte al feto e non alla madre, e che l’omicidio sia stato un atto impulsivo seguito alla scoperta del tradimento. La sentenza è attesa il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne.


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Tra i casi più gravi, a Treviso è stato sequestrato un centro educativo per l’infanzia privo di autorizzazioni e a Pescara un asilo nido ha dovuto sospendere la somministrazione di alimenti per carenze igieniche. A Caserta, un fornitore è stato denunciato per frode nelle pubbliche forniture. Le indagini continueranno per tutto l’anno scolastico.


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La sezione Barona di Milano dell’ANPI ha dato notizia della sua scomparsa, definendola una donna di “dignità, coerenza e coraggio”. Nel 2009, incontrò la vedova del commissario Calabresi al Quirinale e nel 2015 fu nominata Commendatore al Merito della Repubblica.


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La decisione ha sollevato critiche politiche. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha dichiarato che “alcuni magistrati stanno cercando di imporre una linea politica al governo,” mentre Matteo Salvini ha definito la sentenza “politica”, sostenendo che mina la sicurezza dei cittadini italiani.

Intanto, il Viminale ha annunciato che si costituirà davanti alla Corte di giustizia UE per sostenere la propria posizione. I sette migranti saranno riportati in Italia e trasferiti in Puglia per l’esame delle domande d’asilo.


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“A distanza di un anno il dolore è ancora vivo ed è uno stato d’animo che si fa ancora più acuto ogni volta che la cronaca ci mette di fronte a un nuovo caso di femminicidio, quando una donna viene uccisa o anche solo maltrattata in nome di un malinteso e innaturale senso di proprietà, di un’incapacità di porsi di fronte alla parità di genere. Ma l’orrenda dinamica dell’omicidio di Giulia Cecchettin ha segnato la vita stessa della nostra comunità come pochi altri, ha tracciato una linea di demarcazione nella consapevolezza sociale oltre la quale nessuno, di fronte a certe situazioni, può più far finta di non vedere, di non sapere. In questo anniversario rinnovo l’abbraccio del Veneto a papà Gino, alla sorella e al fratello, partecipando al loro inesauribile dolore”, ha detto del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, scritte ieri ricordando Giulia Cecchettin, a un anno dalla scomparsa.

Ventidue anni, laureanda di Vigonovo, Padova, Giulia è morta cinque giorni prima della laurea in Ingegneria Biomedica per mano di Filippo Turetta, l’11 novembre 2023. Il suo corpo senza vita sarà ritrovato solo una settimana più tardi, in una scarpata vicino al lago di Barcis, a circa cento chilometri da casa.

“Ho conservato un ricordo vivo dell’intervento del papà al funerale, sono rimasto colpito dal fatto che tanto dolore non impedisse di lasciare spazio ai propositi di dare un senso all’esecrazione suscitata da una simile tragedia, di cogliere un messaggio da cui la società possa crescere e maturare – aggiunge Zaia – Oggi come ieri mi sento al suo fianco. Mentre la giustizia sta facendo il suo corso riguardo le specifiche responsabilità in un avvenimento così tanto efferato e triste, grazie a papà Gino ha preso corpo la Fondazione Giulia Cecchettin che ha tra i suoi propositi il potenziamento del ruolo educativo di scuola e famiglie ai fini di un radicale cambiamento culturale. Un grande messaggio perché nessuno può sottrarsi all’interrogativo sul perché nella nostra comunità possano accadere simili tragedie. È l’unico modo per capire che tra gli uomini c’è ancora chi non trova modo di affermare una superiorità se non nella convinzione che le donne sono inferiori. Un nuovo passo a livello culturale può solo venire con l’impegno di tutti e lo dobbiamo a Giulia e alle tante come lei”.


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Cassazione: responsabilità del venditore per vizi non riconoscibili dell’autovettura

Con la sentenza n. 28838 dell’8 novembre 2024, la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, ha trattato la responsabilità del venditore per i vizi non facilmente riconoscibili di un’autovettura, in relazione all’azione di risarcimento danni ex art. 1494 c.c.

La Corte ha stabilito che, quando il vizio dell’autovettura non è facilmente riconoscibile, come nel caso della rottura del volano, grava sul venditore una presunzione di conoscenza del difetto. Per superare tale presunzione, non basta che il venditore dimostri di non aver conosciuto il vizio, ma deve provare di averlo ignorato senza colpa, circostanza che, nel caso in esame, non è stata dimostrata.

Il caso riguarda un acquirente, P.W., che aveva acquistato una Ford Focus nel 2004 e successivamente riscontrato gravi difetti nell’autovettura. Il Tribunale di Pescara aveva accolto la domanda di risoluzione del contratto e risarcimento danni, condannando il venditore, Autostar S.p.A., a restituire il prezzo. La Corte d’Appello dell’Aquila aveva confermato tale decisione, respingendo il ricorso in appello della società. La Cassazione ha confermato la sentenza, ribadendo la responsabilità del venditore per i vizi non riconoscibili.


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Manovra 2025: stabilizzazione per 2.660 addetti dell’Ufficio del Processo

La Manovra di Bilancio 2025, in fase di conversione parlamentare, prevede la stabilizzazione di 2.660 funzionari e 400 assistenti attualmente impiegati nell’Ufficio del Processo, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei procedimenti civili e penali. Questa misura straordinaria, voluta per attuare il Piano strutturale di medio termine 2025-2029, riguarda il personale che ha maturato almeno 24 mesi di servizio continuativo e che sarà in servizio al 30 giugno 2026.

Attualmente, sono circa 12.000 gli addetti operativi, con altre 3.840 assunzioni già programmate. La spesa stimata per questa stabilizzazione ammonta a 68 milioni di euro per il 2026 e a 136 milioni a partire dal 2027. Inoltre, sono previsti incentivi economici legati al raggiungimento di obiettivi di riduzione dei procedimenti civili, mentre il servizio prestato sarà considerato titolo di preferenza per futuri concorsi.

Il Ministero della Giustizia potrà conferire anche ulteriori incarichi dirigenziali per supportare il raggiungimento degli obiettivi del PNRR e ottimizzare il sistema giudiziario.


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