Cosa definisce davvero la nostra epoca? Per il sociologo tedesco Hartmut Rosa, che già nel 2013 pubblicava Accelerazione e alienazione (Einaudi), la risposta è netta: viviamo immersi in un’accelerazione continua. Dodici anni fa sembrava già un cambiamento epocale, ma allora non c’erano né pandemia né intelligenza artificiale a dare ulteriore slancio a questo vortice.
La velocità non è un effetto esclusivo delle innovazioni tecnologiche, ma il frutto di una lunga storia: dal passaggio dai cavalli al treno, fino alla sostituzione delle lettere scritte a mano con la posta elettronica, ogni passo avanti ha compresso spazi e tempi. Con l’IA capace di fare in secondi ciò che un essere umano compie in ore, il ritmo si è ulteriormente impennato.
Eppure, avverte Rosa, il vero motore non è la tecnologia, ma l’organizzazione sociale e produttiva che spinge a sfruttare ogni minuto guadagnato… per fare ancora di più. Se una volta due ore bastavano per rispondere a venti lettere, oggi quello stesso tempo serve per smaltire sessanta email. Il tempo liberato non diventa mai tempo libero: viene subito riempito.
La logica è quella di una competizione permanente. Restare fermi, o rallentare, significa perdere terreno. E allo stesso tempo, la promessa è seducente: un ventaglio di esperienze e opportunità prima impensabile. Viaggi, attività, oggetti – tutto a portata di mano, purché si sappia correre abbastanza per afferrarli.
Ma il cambiamento non riguarda solo il ritmo: modifica anche la traiettoria delle nostre vite. Nelle società agricole, il lavoro passava di padre in figlio; in quelle industriali, si restava nella stessa azienda per decenni. Oggi, invece, gli studi indicano che un lavoratore con buona istruzione cambierà impiego fino a undici volte nel corso della sua vita.
È un segno di libertà o una condanna all’instabilità? Forse entrambe le cose. Di certo, la domanda resta aperta – ed è una di quelle che meritano di accompagnarci, che sia in ufficio o sotto l’ombrellone.
Articoli simili
Nordio rende omaggio alla Resistenza tedesca al Memoriale di Berlino
Durante la visita istituzionale nella capitale tedesca, il ministro della Giustizia ha deposto una corona ai piedi della statua di Claus Schenk Graf von Stauffenberg,…
Nel 2024 registrate oltre 77mila nuove liti avviate da dipendenti della PA, quadruplicate rispetto al 2019. La scuola resta l’epicentro delle controversie, ma crescono anche…
Giustizia, Pnrr e corsa contro il tempo: 500 giudici da remoto per smaltire l’arretrato civile
Il Consiglio Superiore della Magistratura vara le delibere per raggiungere i target europei entro il 30 giugno 2026. L'interpello per i magistrati "virtuali" si aprirà…

