Euroleague Women: l’Umana Reyer torna in campo al Taliercio contro il Mersin

Dopo l’esordio vincente in campionato, l’Umana Reyer Venezia torna sul parquet per la prestigiosa Euroleague Women, conquistata grazie alla doppia vittoria nel turno preliminare contro le serbe del KKZ Crvena Zvezda.
Oggi, al Taliercio (palla a due alle 19.30), le ragazze di coach Andrea Mazzon affrontano la temibilissima formazione turca del CIMSA CBK Mersin, una delle più forti e ambiziose d’Europa.

La sfida, valida per la prima giornata del girone D, mette in palio i primi punti di un raggruppamento che comprende anche le francesi del Basket Landes e le spagnole del Casademont Zaragoza, impegnate nella gara d’apertura della competizione.
Per la Reyer si tratta di un impegno di altissimo livello tecnico e fisico: il Mersin, infatti, nelle ultime due stagioni ha raggiunto una semifinale e una finale di Eurolega, confermandosi tra le big del continente.

L’avversario

Le turche schierano un roster stellare e ricco di volti noti del basket europeo. In panchina siede Georgios Dikaioulakos, tecnico che i tifosi italiani conoscono bene per le quattro stagioni alla guida del Famila Schio. In campo, fari puntati sulla playmaker belga Julie Vanloo, reduce dal trionfo con la sua Nazionale agli ultimi Europei, e su due vere top player: Kennedy Burke, finalista nel 2024 con Villeneuve d’Ascq, e Tiffany Hayes, protagonista in WNBA con le Golden State Valkyries al fianco della nostra Kaila Charles.

Proprio Charles rappresenta la grande novità della Reyer rispetto al turno preliminare: il suo esordio in Eurolega con la maglia orogranata promette energia e talento per una gara che richiederà intensità e concentrazione dal primo all’ultimo minuto.

Le parole della vigilia

Coach Andrea Mazzon ha sottolineato il valore dell’occasione:

“C’è grande felicità e orgoglio nell’essere tra le migliori sedici squadre d’Europa. L’Eurolega si decide sui dettagli, e affrontiamo subito una squadra fortissima come Mersin, finalista lo scorso anno. Servirà una partita di massima concentrazione e di grande solidità.”

Anche Mariella Santucci carica l’ambiente:

“Sarà una partita durissima ma stimolante. Affrontiamo le vice-campionesse d’Europa, una squadra esperta e costruita per arrivare fino in fondo. Ci siamo preparate al meglio e vogliamo iniziare con il piede giusto. È la nostra prima partita di Eurolega in casa: aspettiamo tutti i tifosi, il loro sostegno sarà fondamentale!”

Come seguirla

La partita sarà trasmessa in diretta su RaiSport.
Biglietti e informazioni disponibili sul sito ufficiale della Umana Reyer Venezia.


Servicematica è Top Sponsor della Umana Reyer Venezia Women: insieme per condividere valori di squadra, innovazione e passione.


LEGGI ANCHE

edward snowden

Edward Snowden: dieci anni fa cambiò il nostro modo di vedere internet

Dieci anni fa, il 6 giugno 2013, il The Guardian pubblicò il primo articolo di una lunga serie, che riguardava la sorveglianza di massa da…

Gratteri: “Inutili le riforme dalla Cartabia in poi”

Il procuratore capo di Napoli critica le modifiche al sistema giudiziario e difende le intercettazioni come strumento essenziale.

Cybersecurity e compliance: il nuovo perimetro dei diritti e delle imprese

Dal GDPR alla NIS2, fino all’AI Act, la sicurezza dei dati ridisegna il rapporto tra diritto, tecnologia e impresa. Nel dibattito alla Sala Matteotti, l’avvocatura…

Identità digitale, rinnovata la convenzione Spid per altri cinque anni

Lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, continuerà a essere il principale strumento di accesso ai servizi online italiani per altri cinque anni. È stato infatti rinnovato l’accordo tra Assocertificatori, Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che garantisce la prosecuzione del servizio e ne aggiorna gli indirizzi strategici.

La nuova convenzione conferma la volontà di assicurare a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni un accesso sicuro, stabile e continuativo ai servizi digitali, ma introduce anche una novità importante: la possibilità per i gestori di valorizzare economicamente la base utenti secondo logiche di mercato, così da sostenere nel tempo gli investimenti e i costi di gestione del sistema. Una misura volta a garantire la sostenibilità economica e operativa di una piattaforma che, in dieci anni, ha contribuito in modo decisivo alla digitalizzazione del Paese.


Crescita costante e primato europeo

Nel 2025 SPID ha registrato un’ulteriore crescita: oltre 52mila nuove identità digitali ogni settimana e più di 630 milioni di accessi solo nel primo semestre.
Secondo le analisi dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, l’89% degli utenti Internet italiani utilizza SPID e l’86% lo fa più volte nel corso dell’anno — percentuali che collocano l’Italia ai vertici europei per diffusione dell’identità digitale.

In totale, 41 milioni di cittadini dispongono di credenziali SPID e nel 2024 si sono superati 1,2 miliardi di accessi, con un impiego sempre più ampio anche nel settore privato: banche, assicurazioni, società di telecomunicazioni e fornitori di servizi utilizzano ormai regolarmente SPID come sistema di autenticazione sicuro e riconosciuto.


Verso un ecosistema digitale più integrato

Il rinnovo della convenzione ha rappresentato anche l’occasione per avviare una riflessione sulle aree di miglioramento e sul futuro dello SPID.
Le parti hanno concordato di istituire un tavolo tecnico permanente dedicato alla sicurezza e all’aggiornamento tecnologico del sistema. Tra i temi all’ordine del giorno figurano la verifica delle identità attive, l’introduzione di strumenti più intuitivi per gli utenti e lo sviluppo di SPID per professionisti e persone giuridiche, in modo da estendere l’identità digitale anche alle realtà aziendali.

Altro obiettivo strategico è l’armonizzazione tra SPID e le identità digitali degli altri Paesi europei, in linea con il progetto di un ecosistema digitale interoperabile, in cui le credenziali di ciascun cittadino possano essere riconosciute reciprocamente in tutta l’Unione.

Infine, il piano prevede nuovi investimenti pubblici e privati per mantenere elevati standard di qualità e sicurezza, assicurando al contempo la stabilità di un servizio che rappresenta oggi una delle infrastrutture digitali più solide d’Europa.


Un’identità digitale sempre più matura

Il rinnovo di SPID segna l’inizio di una nuova fase di consolidamento: più attenta alla sostenibilità economica, alla protezione dei dati e alla semplificazione dell’esperienza utente.
L’Italia si conferma così tra i Paesi più avanzati nella gestione dell’identità digitale, con un modello che, pur nato per il settore pubblico, sta diventando sempre più un riferimento anche per il mercato privato e per la costruzione dell’identità europea del futuro.


LEGGI ANCHE

cassa integrazione proroga

Prorogata la cassa integrazione per Covid-19

Il decreto fiscale stabilisce proroga alla cassa integrazione fino a gennaio 2021 Lo scorso 22 ottobre è entrato in vigore il “Decreto Fiscale” DL. 146/2021,…

Approvata la Riforma del CSM

Giovedì mattina il Senato ha approvato il progetto di riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). La riforma è stata approvata con 173 voti a favore, 37 contrari e 16…

Nasce l’Osservatorio UNCC sul patrocinio a spese dello Stato

L’Unione Nazionale Camere Civili istituisce un nuovo strumento di monitoraggio per verificare come il patrocinio a spese dello Stato viene applicato nei tribunali italiani. Al…

Del Noce, Camere civili: “Affidare ai notai le cause civili? Una proposta in contrasto con la Costituzione”

«Affidare le cause civili ai notai equivarrebbe a tradire i principi costituzionali della giurisdizione».
Con queste parole, l’avvocato Alberto Del Noce, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, ha risposto all’articolo di Giuseppe Fiengo, pubblicato il 3 ottobre su Il Sole 24 Ore nella sezione Norme e Tributi, dal titolo “E se affidassimo le cause civili ai notai”.

Del Noce, nella sua articolata replica, esprime “stupore e profonda contrarietà” verso una proposta che giudica «impropria e incompatibile con l’ordinamento costituzionale».

Secondo il presidente UNCC, attribuire a professionisti privati funzioni proprie del giudice civile significherebbe «abdicare al principio di separazione dei poteri», poiché il giudizio non può essere ridotto a un mero atto tecnico o amministrativo:

«L’attività giurisdizionale – scrive Del Noce – è esercizio della sovranità dello Stato. Implica poteri di coercizione, l’attribuzione di diritti soggettivi e la tutela dei diritti fondamentali. Non può essere delegata a chi non è investito del ruolo di arbitro imparziale né soggetto alle regole disciplinari e di valutazione previste per i magistrati».

L’avvocato civilista evidenzia come una simile scelta produrrebbe effetti dirompenti, creando una “giustizia parallela”, un ramo notarile «destinato a indebolire l’autorevolezza e la coerenza del sistema giudiziario».

«Il giudice non è un semplice applicatore di norme – prosegue Del Noce – ma un interprete del diritto, capace di costruire orientamenti e contribuire alla formazione del diritto vivente. Il notaio, per quanto tecnicamente preparato, non possiede la formazione maturata nel contraddittorio processuale: affidargli funzioni giudicanti significherebbe ridurre il processo a un atto amministrativo».

Il presidente UNCC riconosce che in alcune materie di volontaria giurisdizione (ad esempio, per atti riguardanti minori o amministrazioni di sostegno) il legislatore ha già attribuito ai notai compiti specifici, ma «sempre in assenza di conflitto tra le parti». Spingersi oltre questi limiti – osserva – «significherebbe alterare un equilibrio delicato e minare la funzione stessa della giurisdizione».

Del Noce sottolinea inoltre il valore del confronto dialettico tra le parti come fondamento della crescita del diritto civile:

«Il diritto si evolve dal conflitto di tesi, dalla motivazione delle sentenze, dalla riflessione giuridica. Una giustizia “notarile” impoverirebbe questa funzione evolutiva».

Anche sul piano pratico, Del Noce contesta la pretesa che l’affidamento delle cause ai notai possa ridurre l’arretrato: «Si rischierebbe di ottenere l’effetto opposto, caricando i notai di nuove incombenze e generando un ulteriore contenzioso, stavolta notarile, con una giustizia a due velocità».

Il tema dei costi, poi, apre un ulteriore problema:

«Chi li pagherà, i notai che dovrebbero redigere le sentenze? Lo Stato, che già sostiene le spese della magistratura? Le parti in causa, introducendo una nuova tassa d’accesso alla giustizia? Nessuna di queste soluzioni è sostenibile».

Del Noce interviene anche sul piano storico, confutando l’idea che nel Medioevo i notai “amministrassero giustizia”:

«È vero che partecipavano ai tribunali, ma il loro compito era solo di verbalizzare e conservare gli atti. Le decisioni spettavano ai giudici. Tornare a quel modello sarebbe un passo indietro di secoli».

Il presidente dell’UNCC conclude con un richiamo forte e propositivo:

«Se davvero si vuole migliorare l’efficienza del sistema giudiziario, la strada è un’altra: investire sulla magistratura, potenziarne gli organici, digitalizzare i processi e semplificare le procedure nel rispetto del giusto processo. Lo snellimento delle cause non deve avvenire a scapito del diritto, ma grazie al diritto».

Una posizione netta, quella di Del Noce, che ribadisce la centralità del giudice e dell’avvocatura nel sistema democratico: la giustizia, afferma, «non si vende, non si appalta, e non si delega».


LEGGI ANCHE

Premio “Riccardo Polidoro” 2024: omaggio a una vita di passione e dedizione per i diritti dei detenuti

Oggi, 7 giugno 2024, durante l’Open Day dell’Unione Camere Penali a Rimini -evento sostenuto da Servicematica-, si terrà la consegna del Premio “Riccardo Polidoro” ai…

Giustizia tributaria, Uncat al Consiglio Presidenza Giustizia Tributaria: favorire best practice per gestione udienze tributarie

Oggi incontro al CPGT: consegnata la nota “Brevi osservazioni in tema di miglioramento dei rapporti tra giudici e parti del processo tributario”

truffa telefonica TIM

Attenzione alla truffa telefonica dell’offerta Tim scaduta

I tentativi di truffa non si fermano mai. Infatti, molti utenti stanno lamentando di ricevere delle telefonate da un presunto call center TIM, che cerca…

L’intelligenza artificiale entra negli studi e negli appalti, ma la decisione resta umana

L’intelligenza artificiale non è più soltanto un concetto da laboratorio, ma una realtà che si intreccia sempre più con la vita professionale e amministrativa. Non per sostituire l’uomo, ma per affiancarlo. È questa la filosofia della cosiddetta human-in-the-loop Ai, il modello di cooperazione in cui l’intervento umano resta parte essenziale del ciclo decisionale, anche quando la macchina è in grado di elaborare milioni di dati in pochi secondi.

Nei sistemi pubblici di gestione degli appalti, ad esempio, l’Ai analizza in modo automatico e rapidissimo interi fascicoli di documenti, segnala incongruenze, evidenzia clausole a rischio di contenzioso e propone verifiche incrociate con un corpus normativo in continuo aggiornamento. Ma la parola finale resta all’uomo: il funzionario esperto interpreta i segnali dell’algoritmo, valuta le sfumature che nessuna macchina può cogliere e decide con cognizione e responsabilità. L’intelligenza artificiale, in questo scenario, diventa uno strumento di supporto decisionale, non un sostituto dell’intelligenza critica e dell’etica professionale.

È lo stesso approccio che la legge italiana intende oggi promuovere nel mondo delle libere professioni. Con l’entrata in vigore, il 10 ottobre, della legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale, i professionisti saranno tenuti a informare i clienti sull’uso di strumenti basati su Ai. Per agevolare questo obbligo, Confprofessioni e Associazione Nazionale Forense (Anf) hanno messo a disposizione un modulo informativo tipo, elaborato dal gruppo di lavoro dell’Università Pontificia Antonianum.

Il documento – utilizzabile da avvocati, medici, consulenti e altri professionisti – è pensato per garantire trasparenza e tutela reciproca. In cinque punti chiarisce se e quale tipologia di intelligenza artificiale venga impiegata (predittiva, generativa, agentica, conversazionale, ecc.), dove risiedano i dati e quali limiti d’uso siano previsti. Fondamentale è il principio della prevalenza del giudizio umano: l’Ai può assistere, ma non sostituire la competenza e la responsabilità del professionista, che resta sempre titolare delle decisioni e garante dei risultati.

Intanto, il dibattito sul futuro digitale dell’avvocatura si sposta a Torino, dove dal 16 al 18 ottobre, presso il Lingotto, si terrà il XXXVI Congresso Nazionale Forense dal titolo “L’Avvocato nel futuro. Pensare da Legale, agire in Digitale”. Sarà un’occasione per discutere di giustizia, etica e intelligenza artificiale, ma soprattutto del ruolo che gli avvocati dovranno assumere in un’epoca in cui la tecnologia trasforma la professione e le relazioni con i cittadini.

Se l’Ai è capace di scandagliare testi, codici e clausole con velocità e precisione impensabili, resta pur sempre l’uomo – con la sua esperienza, sensibilità e capacità di discernimento – a garantire che ogni decisione sia davvero giusta. L’innovazione, dunque, non è una resa alla macchina, ma un nuovo equilibrio: quello tra potenza del calcolo e intelligenza del cuore.


LEGGI ANCHE

Washington e Pechino trovano un’intesa su TikTok

Accordo quadro per il passaggio di proprietà del social: la piattaforma resterà attiva negli Stati Uniti. Trump e Xi pronti a siglare l’intesa definitiva

Innovazione UE: 1,4 miliardi di euro per il deep tech nel 2026

La Commissione europea approva il nuovo programma del Consiglio europeo per l’innovazione: finanziamenti più rapidi e soluzioni high-tech pronte al mercato

carceri suicidi

Disordini nelle carceri: la situazione è sotto controllo secondo il Ministero della Giustizia

Il Ministero della Giustizia ha ribadito il suo impegno nel mantenere la sicurezza all'interno delle strutture penitenziarie e nel contrastare la diffusione di notizie false…

Umana Reyer pronta al debutto in Serie A1 femminile 2025/26

La nuova stagione di Serie A1 femminile 2025/26 è ai nastri di partenza e l’Umana Reyer Venezia è pronta a tornare sul parquet. Il campionato si apre con la 23ª edizione dell’Opening Day, in programma il 4 e 5 ottobre al PalaLeonessa di Brescia, con tutte le partite trasmesse in chiaro su FLIMA.

Le orogranata debutteranno sabato 4 ottobre alle ore 16.15 contro la O.ME.P.S Battipaglia, in una sfida che riporta alla mente l’Opening Day di due stagioni fa, vinto nettamente dalla Reyer per 85-52. Questa volta, però, le avversarie si presentano con una squadra giovanissima – età media poco sopra i 20 anni – guidata dalle veterane Rosa Cupido e Raffaella Potolicchio e dal nuovo coach Cristian Braidotti, alla prima esperienza da capo allenatore in Serie A1.

A chiudere la giornata di sabato sarà la Serata degli Oscar LBF 2025 (ore 21.00, Teatro Borsoni, Via Milano 83 – Brescia), durante la quale sarà premiata Lorela Cubaj come MVP Italiana.

Coach Mazzon: “Dobbiamo trovare energia e concentrazione”

“Le prime due partite di qualificazione all’Eurolega le abbiamo giocate molto bene, così come la semifinale di Supercoppa e i primi 20 minuti contro Schio”, ha dichiarato coach Mazzon. “Siamo ancora lontani dal livello tattico che vogliamo raggiungere, anche perché la preparazione è stata breve – solo due settimane – per presentarci pronte all’Eurolega, un obiettivo importantissimo che ci ha portate tra le migliori 16 squadre d’Europa.

Contro Battipaglia non sarà facile: non incontriamo una delle favorite per lo scudetto, ma una squadra giovane e in crescita. Dovremo giocare con intelligenza e trovare tutta l’energia che abbiamo. Con l’arrivo di Charles abbiamo una rotazione in più: valuteremo le sue condizioni e quelle delle altre giocatrici”.

👉 Il programma completo e tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale Reyer.

Servicematica, Top Sponsor dell’Umana Reyer, conferma il suo sostegno alla squadra per questa stagione, insieme all’impegno a promuovere valori di competenza, determinazione e gioco di squadra, gli stessi che guidano ogni giorno l’innovazione e i progetti dell’azienda.

💬 Continuate a seguirci per aggiornamenti, risultati e approfondimenti dedicati alla nuova stagione Reyer!

Mese europeo della cibersicurezza 2025: riflettori puntati sul phishing

Ha preso il via il Mese europeo della cibersicurezza 2025, l’iniziativa annuale di sensibilizzazione organizzata dalla Commissione europea e dall’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA). L’obiettivo è fornire ai cittadini dell’UE strumenti pratici e conoscenze per difendersi online.

L’edizione di quest’anno concentra i riflettori sul phishing, il metodo più utilizzato dai cybercriminali per violare la sicurezza dei dispositivi digitali. Secondo i dati più recenti, circa il 60% degli attacchi informatici ha origine da tentativi di phishing: e-mail ingannevoli, messaggi fraudolenti o siti web fasulli che spingono l’utente a fornire dati sensibili o credenziali di accesso.

La minaccia del phishing

Il fenomeno del phishing si è evoluto negli anni, assumendo forme sempre più sofisticate: dalle false comunicazioni bancarie che richiedono di inserire codici di sicurezza, fino a portali clonati che replicano perfettamente siti istituzionali o aziendali.
La campagna europea mira a rafforzare la consapevolezza dei cittadini, affinché riconoscano i segnali d’allarme e blocchino i tentativi di truffa prima che possano causare danni economici, reputazionali o sociali.

Le parole delle istituzioni

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha ricordato come la cibersicurezza non sia un tema tecnico riservato agli specialisti, ma una condizione critica per la società intera:

“Gli attacchi di phishing e altre minacce informatiche possono avere conseguenze devastanti, perturbando le infrastrutture critiche e minando la fiducia nel mondo digitale. Rimanendo vigili e adottando semplici misure di protezione online, possiamo tutti svolgere il nostro ruolo nella lotta contro queste minacce, contribuendo a un futuro digitale più sicuro per tutti”.

Opportunità e prospettive

Accanto alla prevenzione, il Mese europeo della cibersicurezza promuove anche le carriere nel settore IT e della sicurezza digitale, sostenendo lo sviluppo della forza lavoro in un contesto in cui il divario di competenze rimane un nodo centrale per l’UE.
L’iniziativa, sostenuta da organizzazioni pubbliche e private in tutta Europa, vuole rafforzare la cultura della sicurezza informatica, diffondendo buone pratiche che coinvolgano non solo gli specialisti, ma anche imprese, istituzioni e semplici cittadini.

Il ruolo di Servicematica

Servicematica sottolinea l’importanza di adottare protocolli di sicurezza efficaci, soprattutto negli studi professionali e nelle pubbliche amministrazioni, spesso bersaglio di campagne di phishing mirate.
La formazione continua, la verifica delle fonti, l’utilizzo di sistemi aggiornati e la consapevolezza del rischio rappresentano strumenti fondamentali per proteggere non solo i dati personali, ma anche l’integrità delle istituzioni e dei servizi ai cittadini.


LEGGI ANCHE

Cyberattacco globale via Microsoft SharePoint: nel mirino agenzie federali USA, università e imprese

Una vulnerabilità nei server locali di SharePoint ha consentito a ignoti hacker di violare almeno due agenzie federali statunitensi, un parlamento statale, istituzioni accademiche, aziende…

La Camera Arbitrale di Milano diventa società benefit: un primato tra giustizia e sostenibilità

Dall’impatto ambientale alla parità di genere, fino al supporto alle imprese in crisi: CAM inaugura una nuova stagione di responsabilità sociale e innovazione nel mondo…

Mimit: i marchi storici non possono essere delocalizzati senza perdere il brand

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha introdotto nuove regole per la tutela dei marchi storici.

Caso Almasri, la Giunta salva i ministri: respinte le richieste del Tribunale

ROMA – Nessuna sorpresa dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Chiamati a esprimersi sulla possibilità di processare i ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano in relazione alle presunte omissioni nell’arresto e nel successivo rimpatrio del generale libico Osama Njeem Almasri, i membri dell’organismo parlamentare hanno respinto la richiesta del Tribunale dei ministri: 13 voti contrari, 6 favorevoli.

Le votazioni, tre in tutto – una per ciascuna posizione – hanno avuto esito identico. La maggioranza ha fatto quadrato, trasformando il voto dell’Aula del 9 ottobre in una pura formalità. Dopo la bocciatura della relazione del dem Federico Gianassi, la Giunta ha nominato nuovo relatore il forzista Pietro Pittalis, mentre le minoranze hanno annunciato una loro relazione, destinata però a restare senza sbocco parlamentare.

Soddisfatto il Guardasigilli: «Sono sempre contento delle decisioni prese in democrazia», ha commentato Nordio.

A complicare il quadro, la posizione della capo di Gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, indagata per false informazioni al pm: il suo caso non è stato esaminato, ma resta aperto il confronto tra chi vorrebbe accomunarla ai ministri e chi la considera perseguibile per via ordinaria.


LEGGI ANCHE

Professionisti stressati e digitali a metà: il vero lusso è il tempo libero

Secondo il nuovo Rapporto dell'Osservatorio del Politecnico di Milano, avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro chiedono più tempo per sé e meno adempimenti. Investimenti digitali…

NFT: norme sulla successione ereditaria

Quali norme regolano la successione ereditaria del fenomeno odierno Non-Fungible Token? Si sa, il digitale diventa giorno per giorno sempre più dominante nelle nostre vite, tanto da andare…

Ricorso inammissibile: i motivi di appello si trovavano nelle pagine eccedenti

Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile un ricorso per aver superato il numero massimo dei caratteri consentiti per fare appello. La IV Sezione, con…

UNCC contro l’emendamento Rastrelli: “Così si colpisce il diritto di difesa”

Roma – L’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) prende posizione con fermezza contro la proposta di modifica n. 1.200 al DDL Zanettin, presentata dall’on. Rastrelli. Secondo il presidente Avv. Alberto Del Noce, l’emendamento rischia di stravolgere la ratio originaria del disegno di legge, che puntava a chiarire i confini della responsabilità professionale dell’avvocato, limitandola a dolo e colpa grave ed escludendo l’attività interpretativa delle norme.

“Avvocato e giudice hanno ruoli diversi”

La contestata definizione di “colpa grave” riprende infatti la disciplina prevista per la responsabilità dei magistrati, includendo l’inosservanza manifesta della legge e la valutazione di fatti “incontrovertibilmente” provati. Ma, avverte Del Noce, si tratta di un parallelo improprio:

«Il giudice decide, l’avvocato difende. Assimilare i due ruoli significa limitare la libertà di contestazione del difensore e minare il diritto costituzionale di difesa», ha dichiarato il presidente UNCC.

I rischi concreti

Secondo l’UNCC, l’emendamento introduce parametri elastici e indeterminati, che potrebbero trasformare ogni argomentazione “inconferente” in fonte di responsabilità civile. Un rischio che avrebbe conseguenze pesanti:

  • favorirebbe una “difesa conformista”, appiattita sulle giurisprudenze consolidate;
  • frenerebbe l’evoluzione del diritto vivente;
  • spianerebbe la strada a sistemi predittivi basati sull’intelligenza artificiale, riducendo il valore aggiunto dell’avvocato umano.

L’estensione ai notai

L’UNCC critica anche l’ipotesi di estendere la disciplina ai notai. «Due funzioni incomparabili – chiarisce Del Noce –: l’avvocato trova legittimazione nell’art. 24 della Costituzione, a presidio del diritto di difesa; il notaio nell’art. 97, quale pubblico ufficiale garante della certezza degli atti. Assimilarne i regimi di responsabilità sarebbe un errore concettuale e normativo».

La richiesta al Parlamento

Per l’Unione Nazionale delle Camere Civili, il DDL Zanettin deve essere approvato nella sua formulazione originaria:

«Non è un privilegio di categoria – conclude Del Noce – ma una garanzia per i cittadini: senza un avvocato libero di difendere senza timori, il giusto processo rischia di ridursi a mera formalità».


LEGGI ANCHE

Bonifici istantanei senza costi extra: dal 9 gennaio scatta la rivoluzione per i correntisti

Stesse commissioni dei bonifici ordinari grazie al Regolamento UE 2024/886. In arrivo sanzioni per le banche inadempienti

Meta vince in tribunale, ma il copyright nell’era dell’IA resta un terreno minato

Una sentenza della Corte di San Francisco respinge le accuse di violazione del diritto d’autore contro Meta, ma il giudice avverte: l’uso di opere protette…

Patrocinio a spese dello stato, Aiga: “Fondi insufficienti e ritardi cronici”

“Giungono da tutta Italia segnalazioni in merito all’impossibilità ad ottenere il pagamento delle spettanze, a causa dell’esaurimento dei fondi stanziati per la difesa dei non…

Dal carcere al lavoro: stanziato un milione per i laboratori di formazione nelle Marche

Roma, 29 settembre 2025 – Dopo l’intervento di circa 2 milioni di euro a favore dell’esecuzione penale esterna, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, stanzia per la Regione Marche nuove risorse per circa 1 milione di euro per la formazione professionale dei detenuti e lo sviluppo di competenze in laboratori realizzati e attrezzati allo scopo.

Continua e si rafforza l’azione sinergica con il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Si offriranno nuove opportunità ai detenuti di apprendere una professione nei laboratori di panificazione, pastificio, pasticceria, di lavorazione delle ceramiche e mosaici, lavorazione artigianale di manufatti in legno e altro. Sarà attivato un processo per l’attestazione delle competenze da spendere sul mercato del lavoro una volta fuori dal circuito penitenziario.

Il Progetto, ideato con il supporto di Gabriella De Stradis, Direttore generale per il coordinamento delle politiche di coesione, è finanziato nell’ambito del Piano “Una Giustizia più Inclusiva: Inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale anche tramite la riqualificazione delle aree trattamentali” di cui il Ministero della Giustizia è Organismo Intermedio per il Programma Nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”.


LEGGI ANCHE

Economia della cura: il futuro del lavoro tra intelligenza artificiale e tempo libero

L’aumento di produttività grazie alle nuove tecnologie non deve tradursi solo in più beni e servizi, ma può diventare un’occasione per restituire tempo alle persone.…

Anagrafe nazionale: sbloccata la consultazione per gli avvocati

È stato pubblicato in GU il decreto del 6 ottobre 2023 del Ministero dell’Interno sull’aggiornamento dei servizi che si sono resi disponibili dell’Anpr, l’Anagrafe nazionale…

Intelligenza Artificiale in ufficio: risparmia tempo e aumenta la produttività, ma servono regole chiare

Secondo un’indagine, chi usa strumenti di AI al lavoro recupera fino a 50 minuti al giorno. Crescono benefici e timori, mentre le aziende faticano a…

Italia sorpassa la Francia: da “malato d’Europa” a motore di crescita

Il nostro Paese non è più considerato il grande “malato d’Europa” e gli italiani non sono più i maggiori tartassati tra i cittadini dell’Area Euro. Attualmente, tale primato negativo spetta alla Francia, che sta attraversando una crisi politica, sociale ed economica molto preoccupante. In termini di crescita del Pil pro capite, consumi e investimenti, l’Italia ha ampiamente superato la Francia nel corso di quest’anno; quest’ultima ci precede esclusivamente per quanto concerne il carico fiscale.

Tale risultato, però, non può certo essere un motivo di vanto. Anzi. Con un prelievo fiscale pari al 45,2 per cento del Pil, è come se lo scorso anno i contribuenti francesi avessero versato complessivamente 57 miliardi di euro di tasse/contributi in più rispetto a noi italiani[1]. Un importo da far tremare i polsi. Tra tutti i paesi dell’Area Euro nessun altro conta una pressione fiscale superiore a quella francese. Sebbene le famiglie d’oltralpe con figli beneficino di un sistema fiscale ancora favorevole, il prelievo fiscale ha toccato livelli che in Italia non abbiamo mai raggiunto. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA.

Nel confronto con Parigi, vinciamo noi

Ricordiamo, inoltre, che rispetto ai nostri cugini transalpini abbiamo due punti percentuali di disoccupazione in meno[2], l’anno scorso il nostro export è stato superiore di oltre 33 miliardi di dollari[3], lo spread è ai minimi storici e la situazione dei nostri conti pubblici è in netto miglioramento.  Per contro, l’aumento del deficit e del debito pubblico francese hanno causato nelle settimane scorse le dimissioni del primo ministro François Bayrou, che è stato il terzo premier a lasciare l’incarico in poco più di un anno.

I problemi rimangono: ma con PNRR e ZES Unica stiamo meglio

Sia chiaro: i problemi strutturali del nostro Paese sono ancora molto diffusi. Sarebbe scorretto non riconoscerlo. Segnaliamo, ad esempio,  che abbiamo il tasso di occupazione femminile più basso dell’UE, così come il saggio più basso di crescita delle retribuzioni medie, senza contare che in questi ultimi anni si sono accentuate le disuguaglianze sociali. La burocrazia, il fisco, i costi energetici e i deficit infrastrutturali continuano a condizionare negativamente la competitività del nostro sistema produttivo.

Tuttavia, abbiamo superato con maggiore slancio dei principali big europei gli effetti delle crisi che si sono succedute nel triennio 2020-2022, riconducibili, in particolare, al Covid e all’impennata dei costi energetici che ha sospinto all’insù l’inflazione. Un risultato che è stato ottenuto grazie alle tante misure pubbliche di sostegno al reddito che sono state erogate dagli ultimi tre esecutivi e alla grande reazione manifestata da tutto il nostro sistema economico. Inoltre – sottolinea la CGIA – sono stati determinanti anche gli investimenti realizzati dal Governo Meloni con il PNRR e con le risorse impiegate nella ZES Unica[4] che stanno rilanciando il Mezzogiorno. Una ripartizione geografica che, finalmente, si sta lasciando alle spalle decenni e decenni caratterizzati da disoccupazione, difficoltà e ritardi economici.

Post pandemia: in Italia crescita record. In Germania è crisi nera

Grazie alla spinta economica registrata nel biennio 2021-2022, l’economia italiana è quella che tra i principali paesi dell’UE è “uscita” meglio dalla crisi pandemica. Se, infatti, analizziamo l’andamento del Pil reale[5] tra il 2019 e il 2024, l’Italia ha ottenuto una crescita del 5,8 per cento, la Francia del 4,3 e la Germania dello zero. Tra i big europei, solo la Spagna, con il +6,8 per cento, può contare su un incremento della ricchezza prodotta superiore al nostro. La media dei 20 paesi dell’Area Euro è stata del +4,9 per cento. Ci “prendiamo” la leadership, invece, quando analizziamo il trend del Pil reale pro-capite. Sempre tra il 2019 e il 2024, in Italia il “salto” in avanti è stato del 7,2 per cento, in Spagna del 3, in Francia del 2,6, mentre la Germania ha subito una contrazione dell’1,6 per cento.

La media Ue è stata del +3,2 per cento. In virtù del fatto che Germania e Francia sono i due principali paesi di destinazione del nostro export, la CGIA segnala che non possiamo certo rallegrarci se lì le cose non vanno bene. Purtroppo, le ricadute negative si faranno sentire anche nel nostro Paese che dovrà affrontare anche gli effetti negativi causati dai dazi imposti dall’Amministrazione USA guidata dal presidente Trump.

[1] Elaborazione CGIA su dati Eurostat.

[2] Questa comparazione e quelle richiamate più sopra sono state estrapolate dall’ultimo rapporto della EC “European Economic Forecast”, Spring 2025, Institutional paper 318 – may 2025.  

[3] Dati di fonte Ocse.

[4] La Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, è stata istituita il 1° gennaio 2024 con il Decreto-Legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito in Legge n. 162 del 13 novembre 2023 (GU n. 268 del 16 novembre 2023) e  comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna. La Zona Economica Speciale è definita dalla legge come una zona delimitata del territorio dello Stato, nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali, da parte sia delle aziende già operative nei relativi territori, sia di quelle che vi si insedieranno, può beneficiare di speciali condizioni, in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d’impresa. La ZES unica Mezzogiorno mira a fornire un approccio integrato e coerente per sostenere lo sviluppo economico e la crescita nelle regioni interessate attraverso la semplificazione amministrativa (Autorizzazione unica) e l’agevolazione degli investimenti.

[5] Al netto dell’inflazione.


LEGGI ANCHE

riforma giustizia tributaria servicematica

Riforma della giustizia tributaria, istituita la Commissione di lavoro

Con il comunicato n.72 dello scorso 12 aprile 2021, i Ministeri dell’Economia e delle Finanze e della Giustizia hanno dato notizia dell’istituzione della Commissione interministeriale…

Nuove scadenze degli obblighi contributivi per gli avvocati

Nuove scadenze degli obblighi contributivi per gli avvocati

Sul sito CFnews è stata pubblicata la notizia relativa ai nuovi termini per adempiere agli obblighi contributivi di Cassa Forense attualmente sospesi fino al 30…

sciopero penalisti

Sciopero Avvocati Penalisti del 20 marzo 2024

La giunta dell’Ucpi, l’Unione delle Camere penali italiane, con delibera del 2 marzo 2024, ha disposto l’astensione dalle udienze penali e da qualsiasi attività all’interno…

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto