9 Giugno 2025 - Forfettari

Flat tax per partite IVA: cresce la convenienza, ma resta il nodo del tetto a 85mila euro

Oltre 1,9 milioni di aderenti nel 2024. Il successo del regime forfettario trainato da giovani e nuove attività, ma il limite dei compensi frena la crescita. E il Fondo Monetario rilancia le critiche

Nei primi tre mesi del 2024, il 74% delle nuove partite IVA ha scelto il regime forfettario. Una tassa piatta al 15% (ridotta al 5% per i primi anni di attività), niente IVA, costi forfettizzati e semplificazioni fiscali: questi gli ingredienti del successo, soprattutto tra i giovani under 35 e chi muove i primi passi come libero professionista o imprenditore.

Il vero nodo resta però il limite dei ricavi fissato a 85mila euro, soglia oltre la quale il contribuente è costretto a uscire dal regime agevolato e passare alla tassazione ordinaria, con un impatto netto che può arrivare a perdere anche 20-25mila euro l’anno, a seconda della categoria. Un freno evidente alla crescita e alla regolarità delle fatturazioni, che rischia di incentivare comportamenti elusivi pur di restare nel perimetro del forfait.

Il problema era già emerso ai tempi del vecchio regime dei minimi e si ripropone oggi, nonostante le richieste — rimaste inascoltate — di alzare ulteriormente la soglia. A sottolinearlo anche il Fondo Monetario Internazionale, che nei giorni scorsi ha suggerito di eliminare la flat tax per i lavoratori autonomi, considerandola iniqua e penalizzante per le casse pubbliche.

I dati ufficiali confermano la portata del fenomeno: nelle dichiarazioni dei redditi 2024, i forfettari hanno superato quota 1,9 milioni, con un reddito medio di 17.092 euro. Cifre lontane dal limite massimo, ma sufficienti a rendere il regime particolarmente conveniente rispetto alla tassazione ordinaria. Per un tecnico informatico con ricavi da 35mila euro, ad esempio, il netto è di oltre 23mila euro col forfait, contro meno di 18mila in regime ordinario.

A complicare il quadro, il recente concordato preventivo biennale per i forfettari, introdotto per il solo 2024, ha visto poche adesioni e sarà ufficialmente cancellato dal 2025, come previsto dal decreto correttivo approvato mercoledì in Consiglio dei ministri.

In attesa di una riforma più organica, la flat tax resta così un’arma a doppio taglio: leva fiscale efficace per il debutto e la sopravvivenza delle piccole partite IVA, ma ostacolo alla crescita strutturata delle attività e alla loro piena emersione nel mercato regolare.

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