Roma, 25 febbraio 2026 – Si è tenuto ieri mattina a Via Arenula un incontro tra il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, accompagnato dal Capo di Gabinetto Dott.ssa Giusi Bartolozzi, e i vertici dell’Organismo Congressuale Forense (OCF). La delegazione, composta dal Coordinatore Fedele Moretti, dal Segretario Elisabetta Brusa e dal Tesoriere Antonino Distefano, ha portato sul tavolo del Guardasigilli le istanze della categoria.
Il confronto ha toccato i fronti caldi del sistema giustizia, a partire dalla riforma della professione forense, per la quale l’OCF ha espresso la necessità di procedere con una ripresa celere dei lavori parlamentari. Un’esigenza, peraltro, già sollecitata dallo stesso Ministro Nordio nei recenti vertici di maggioranza, con l’obiettivo di giungere a un risultato tangibile prima dell’appuntamento referendario di fine marzo.
In merito all’esito dell’incontro, il Coordinatore dell’OCF Fedele Moretti ha dichiarato:
“Il dialogo odierno con il Ministro Nordio ha permesso di riaffermare la centralità dell’Avvocatura nel disegno di una giustizia moderna ed efficiente. Per l’OCF resta prioritario e indifferibile lo sblocco dell’iter della legge professionale, un passaggio fondamentale per dare certezze alla categoria. Abbiamo inoltre ribadito al Ministro l’urgenza della rimodulazione della riforma Cartabia: servono interventi correttivi mirati per superare le criticità operative che professionisti e cittadini riscontrano quotidianamente. Su questi temi, così come sull’appuntamento referendario per la separazione delle carriere verso il quale confermiamo il nostro impegno, l’Avvocatura continuerà a offrire il proprio contributo critico e costruttivo, vigilando affinché le riforme siano sempre orientate alla piena tutela del diritto di difesa.”
Proprio sul fronte del Referendum per la separazione delle carriere, l’OCF ha ribadito la propria linea: l’Avvocatura conferma l’impegno per il SÌ, quale passaggio verso una maggiore terzietà del giudice e l’equilibrio tra accusa e difesa, pilastri di un giusto processo.
Oltre ai nodi ordinamentali, la delegazione ha affrontato le criticità della magistratura onoraria, con la necessità di potenziare organici e strutture, e regolarizzare il personale amministrativo. Ampio spazio è stato dedicato alla situazione carceraria e alla tenuta della geografia giudiziaria, con l’obiettivo di scongiurare una giustizia “distante” dai bisogni dei cittadini e dai territori.
L’incontro si è concluso in un clima di forte sintonia istituzionale e reciproca volontà di collaborazione.
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