Si chiudono oggi le indagini della Procura di Pavia sulla morte di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. L’atto conclusivo conferma l’impostazione già assunta a maggio, individuando in Andrea Sempio, 38 anni, l’unico indagato per l’omicidio, ma la corredano questa volta con almeno tre nuove relazioni peritali: una sulle misurazioni antropometriche, una sull’analisi delle impronte di scarpe rilevate sulla scena del crimine e una sulle tracce di Dna trovate sotto le unghie della vittima. Non è escluso, secondo quanto emerso, un ulteriore accertamento di natura psichiatrica, subordinato alla collaborazione dello stesso Sempio.
I difensori di Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno dichiarato di poter solo attendere di prendere visione degli atti depositati dalla Procura. Il deposito apre ora i termini per la presentazione di memorie difensive prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, passaggio che porterebbe per la prima volta un imputato davanti a un giudice per la morte della giovane di Garlasco, diciannove anni dopo i fatti.
La vicenda giudiziaria si intreccia con un secondo procedimento parallelo, relativo ad Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, condannato in via definitiva per il delitto e oggi in semilibertà: i suoi legali, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, lavorano da tempo a un’istanza di revisione della sentenza di condanna, che le nuove risultanze investigative su Sempio potrebbero rafforzare sotto il profilo della “prova nuova” richiesta dall’articolo 630 del codice di procedura penale.
Il caso Garlasco resta un banco di prova emblematico sui limiti della prova scientifica a distanza di quasi vent’anni dai fatti, sulla revisione del giudicato quando emergono nuovi elementi tecnici (impronte, dati dattiloscopici, profili genetici) rispetto a quelli disponibili al momento del processo originario, e sul rapporto tra due procedimenti – quello a carico di un condannato definitivo e quello a carico di un nuovo indagato – che riguardano formalmente lo stesso fatto storico.

