La Procura della Repubblica di Palermo, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari l’applicazione di misure cautelari nei confronti di nove persone nell’ambito di un’inchiesta per corruzione che coinvolge i vertici della Commissione tecnica specialistica (CTS) della Regione Siciliana, l’organo che rilascia le autorizzazioni ambientali per i grandi progetti industriali ed energetici che si insediano sull’isola.
L’indagato principale è Gaetano Armao, avvocato, ex vicepresidente ed ex assessore della Regione Siciliana, che ha presieduto la CTS fino all’agosto 2026. Insieme a lui risultano indagati il deputato dell’Assemblea regionale siciliana Giuseppe Geremia Lombardo (Movimento per l’Autonomia, nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo), l’avvocato Pierluigi Matta e sei tra manager e imprenditori — Giuseppe Argirò, Marco Gentile Malacarne, Benedetta Costanzo, Luigi Zancla, Mario Lupo e Sergio Vella. Le accuse contestate sono corruzione per l’esercizio della funzione e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, in relazione a un presunto sistema di mazzette finalizzato a orientare i pareri della Commissione su pratiche autorizzative di rilievo economico.
Nella mattinata di oggi sono scattate perquisizioni nelle abitazioni e negli studi professionali di Armao, sia a Palermo sia a Roma, oltre che negli uffici regionali competenti. La Procura ha chiesto gli arresti domiciliari per otto dei nove indagati e il divieto di dimora per il restante; il procedimento è ora nelle mani del GIP, che dovrà valutare la richiesta cautelare prima di eventuali interrogatori di garanzia.
Tra gli indagati figurano due professionisti legali, Armao e Matta, chiamati a rispondere di un’accusa che, se confermata, aprirebbe anche un fronte disciplinare davanti ai rispettivi Consigli dell’Ordine, oltre a quello penale. Resta fermo, in questa fase, il principio della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva: si tratta per ora di una richiesta cautelare della Procura, non di una misura già disposta né di una condanna.

