A Palazzo Chigi si è tenuta oggi la riunione convocata dopo l’ondata di attacchi hacker ai sistemi di refrigerazione dei supermercati. Hanno partecipato il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, i vertici dei servizi di intelligence e il direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. La nota ufficiale diffusa al termine parla di un impatto “fortemente limitato” sul territorio italiano.
Secondo Palazzo Chigi sarebbero state colpite “poche unità commerciali” rispetto alle migliaia di punti vendita attivi in Italia. Conad ha confermato almeno cinque negozi coinvolti su circa 3.300 complessivi: due in Veneto e tre in Sicilia, a Catania, Messina e Palermo. Il gruppo afferma di essere intervenuto in tempo, senza gravi perdite di merce, ma non è ancora in grado di quantificare i danni. La polizia postale, in parallelo, parla invece di due soli episodi accertati, in Sicilia ed Emilia-Romagna: i numeri forniti dalle diverse fonti non coincidono.
Secondo il governo, a cedere sono stati sistemi di sicurezza datati, con interfacce esposte direttamente su Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione, mentre la gran parte della distribuzione utilizzerebbe già protezioni aggiornate. Nel caso Conad, l’intrusione è avvenuta intorno alle quattro del mattino di ieri, colpendo i sistemi di monitoraggio della temperatura dei banchi surgelati.
Il governo ha indicato quattro linee di intervento: il monitoraggio e l’analisi della minaccia, già in corso da mesi; contatti costanti con fornitori e venditori della filiera; l’individuazione e la notifica tempestiva dei soggetti esposti; comunicazioni preventive diffuse su larga scala. La polizia postale ha aperto un’indagine.

