Elon Musk ha pubblicato nelle prime ore di oggi, sul proprio profilo X, i primi dettagli tecnici della costellazione di satelliti “StarMind”, il progetto di SpaceX per portare in orbita capacità di calcolo dedicate all’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale. Secondo il post di Musk, ogni veicolo spaziale della costellazione disporrà di oltre 250 kilowatt di potenza solare media, un valore che supera di circa il 20% quello generato complessivamente dalla Stazione Spaziale Internazionale.
Musk ha collegato il progetto alla collaborazione con Nvidia, paragonando l’architettura di bordo a una versione adattata allo spazio della piattaforma Nvidia VR72, capace — a suo dire — di operare stabilmente attorno ai 250 kW di potenza media, con picchi stimati di circa il 10% superiori alla media. Lo stesso Musk si è definito “cautamente ottimista” sulla fattibilità tecnica di questi target, un’ammissione che lascia margini di incertezza sui tempi reali di realizzazione del progetto.
L’iniziativa si inserisce nella strategia più ampia di SpaceX di spostare parte dell’infrastruttura di calcolo per l’IA fuori dall’atmosfera terrestre, sfruttando l’energia solare continua e il raffreddamento naturale dello spazio per superare i limiti energetici e termici dei data center terrestri. Il progetto arriva in un momento di competizione sempre più serrata tra le principali aziende tecnologiche globali per assicurarsi capacità di calcolo dedicata ai modelli di nuova generazione.
L’annuncio apre interrogativi non banali su giurisdizione, sicurezza dei dati trattati in orbita e applicabilità delle normative terrestri — incluso il diritto europeo in materia di protezione dei dati — a infrastrutture di calcolo che non si trovano più sul suolo di alcuno Stato.

