Una delegazione dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) ha incontrato venerdì 23 ottobre 2026 la presidente di Cassa Forense, avv. Maria Annunziata, prima donna alla guida dell’ente previdenziale forense in settant’anni di storia. Al centro del confronto, una serie di proposte per rafforzare il sistema di welfare, assistenza e previdenza della categoria, con un focus specifico sui professionisti alle prime armi.
Il nodo principale riguarda la sostenibilità economica dell’accesso alla professione: AIGA ha chiesto una revisione del regime contributivo applicabile ai praticanti iscritti alla Cassa, per ridurre gli ostacoli economici nelle fasi iniziali del percorso forense. La richiesta si inserisce in una linea che l’associazione porta avanti da tempo nei confronti dell’ente, e che in passato ha già prodotto interventi come bandi dedicati e agevolazioni mirate per i più giovani.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate anche proposte in materia di genitorialità, welfare e accesso alle prestazioni assistenziali, con l’obiettivo dichiarato di avvicinare il sistema previdenziale alle esigenze concrete degli iscritti. È stata inoltre confermata, anche per il 2026, la raccolta dei dati per il Rapporto sulla giovane avvocatura, l’indagine periodica con cui AIGA fotografa criticità, esigenze e buone pratiche dell’accesso e dell’esercizio della professione da parte dei più giovani, in vista dell’elaborazione di proposte e strumenti di sostegno mirati.
AIGA ha definito “costruttivo” il confronto, pur ricordando che le valutazioni finali restano di competenza degli organi di governance di Cassa Forense. “L’avvocatura giovane chiede misure che consentano di affrontare con maggiore serenità le sfide della professione e di costruire il proprio futuro professionale e previdenziale”, ha dichiarato il presidente nazionale AIGA, Luigi Bartolomeo Terzo, parlando di “un importante momento di confronto istituzionale” e di “volontà comune di individuare soluzioni concrete e sostenibili nell’interesse dell’intera categoria”.
Per gli studi legali più giovani e per i praticanti, l’esito concreto di questo dialogo — che AIGA promette di proseguire con cadenza costante — inciderà direttamente sui costi di accesso alla professione nei prossimi anni, in un momento in cui il calo delle nuove iscrizioni agli albi resta uno dei temi più dibattuti nella governance dell’avvocatura italiana.

