Si apre uno spiraglio per gli avvocati con pendenze contributive verso Cassa Forense. Nel corso dell’iter di conversione del Decreto Milleproroghe, il Governo ha accolto un ordine del giorno che lo impegna a valutare l’estensione della cosiddetta “rottamazione-quinquies” anche ai contributi dovuti alle Casse professionali privatizzate.
Attualmente, la definizione agevolata introdotta dalla Legge di bilancio 2026 riguarda esclusivamente i debiti contributivi verso l’INPS, lasciando fuori quelli maturati nei confronti degli enti previdenziali di categoria, tra cui Cassa Forense. Una scelta che ha segnato una differenza rispetto alla precedente “rottamazione-quater”, che invece consentiva – su decisione autonoma delle singole Casse – l’accesso alla procedura anche per i carichi affidati agli agenti della riscossione dagli enti privatizzati.
L’ordine del giorno approvato impegna ora l’Esecutivo, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, a valutare un possibile riallineamento della disciplina, introducendo una facoltà di adesione anche per le Casse professionali, nel rispetto della loro autonomia gestionale e finanziaria.
Sul punto si era espresso con forza il Movimento Forense, che nelle scorse settimane aveva predisposto una proposta di modifica normativa per superare l’attuale esclusione dei debiti verso le Casse private. L’obiettivo dichiarato è garantire pari opportunità ai professionisti iscritti, evitando disparità di trattamento rispetto ai contribuenti INPS e favorendo percorsi di regolarizzazione contributiva senza imporre automatismi agli enti previdenziali.
L’accoglimento dell’ordine del giorno rappresenta, secondo l’associazione, un segnale di attenzione verso le esigenze dell’Avvocatura, in un contesto economico che vede molti professionisti alle prese con difficoltà finanziarie e con la necessità di rientrare gradualmente dalle esposizioni contributive.
Resta ora da verificare se e come l’impegno assunto si tradurrà in un intervento normativo concreto. La partita è ancora aperta e passerà dalle valutazioni tecniche e finanziarie del Governo. Per gli iscritti a Cassa Forense, tuttavia, si tratta di un passaggio che riaccende le aspettative su una possibile estensione della definizione agevolata, in equilibrio tra sostegno ai professionisti e tutela della sostenibilità dei sistemi previdenziali di categoria.
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