Elon Musk ha investito circa un miliardo di dollari in Skydance, la società risultante dalla fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery, completata lo scorso 6 ottobre. L’operazione, riportata da Semafor, si inserisce in una più ampia raccolta di capitale azionario avviata da Skydance, che si trova a gestire un indebitamento complessivo vicino agli 80 miliardi di dollari ereditato dall’integrazione dei due colossi dell’intrattenimento, tra studi cinematografici, piattaforme di streaming — Paramount+ e HBO Max — reti televisive e divisioni informative.
L’investimento di Musk arriva in un contesto di legami finanziari già consolidati con la famiglia Ellison: Larry Ellison, padre del co-amministratore delegato di Skydance David Ellison ed ex membro del consiglio di amministrazione di Tesla, aveva personalmente investito un miliardo di dollari nell’acquisizione di Twitter da parte di Musk nel 2022, e risulta aver garantito personalmente oltre 40 miliardi di dollari di finanziamento azionario per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount. L’ingresso di Musk in Skydance appare quindi come un gesto di reciprocità tra i due imprenditori, più che un’operazione motivata da logiche industriali autonome: l’articolo che ne ha dato notizia non riporta dichiarazioni di Musk sulle ragioni dell’investimento, né la dimensione della quota societaria che ne deriverebbe.
David Ellison e il co-amministratore delegato Ynon Kreiz stanno gestendo l’integrazione operativa dei due gruppi, puntando a un risparmio complessivo stimato in 6 miliardi di dollari nell’arco di un triennio: un obiettivo che misura la portata della sfida industriale affrontata dal nuovo colosso mediatico, chiamato a razionalizzare strutture e costi di due aziende storicamente concorrenti.
L’operazione — pur di entità contenuta rispetto alle dimensioni complessive della fusione Paramount-Warner Bros. Discovery — offre un ulteriore tassello nella mappa delle partecipazioni incrociate tra alcuni dei maggiori investitori tecnologici statunitensi, un intreccio di interessi che negli Stati Uniti sta già alimentando un dibattito, ancora in gran parte assente in Europa, sulla concentrazione di potere economico e mediatico nelle mani di un numero ristretto di soggetti.

