Chi aspetta un piccolo bonus a fine anno sulla pensione, quest’anno rimarrà a mani vuote. Stando ai dati oggi disponibili, il conguaglio sulla rivalutazione delle pensioni 2026 sarà pari a zero: nessuna somma aggiuntiva da incassare, ma anche nessuna trattenuta da subire.
Il meccanismo alla base della vicenda è quello della perequazione automatica, lo strumento con cui gli assegni pensionistici vengono annualmente adeguati al costo della vita. Ogni anno l’INPS applica dal 1° gennaio una percentuale di rivalutazione provvisoria, calcolata in via previsionale sull’andamento dell’inflazione. Quando, l’anno successivo, l’Istat certifica il dato reale, l’importo provvisorio viene confrontato con quello definitivo: se l’inflazione reale è stata più alta di quella stimata, ai pensionati viene liquidato un arretrato; se è stata più bassa, l’INPS recupera la differenza attraverso una trattenuta. Il conguaglio, in entrambi i casi, viene solitamente regolato sul cedolino di dicembre.
Per il 2026 le due percentuali coincidono. Dal 1° gennaio le pensioni sono state rivalutate in via provvisoria dell’1,4%, sulla base delle previsioni sull’inflazione 2025. L’Istat ha ora certificato che la variazione media annua dell’indice FOI, calcolato al netto dei tabacchi (l’indicatore di riferimento per legge ai fini della perequazione), è risultata esattamente pari all’1,4%. Provvisorio e definitivo si sovrappongono alla perfezione: la differenza aritmetica da recuperare, positiva o negativa, è pertanto nulla.
Non è la prima volta che provvisorio e definitivo si confrontano, ma raramente coincidono in modo così netto. Un precedente istruttivo riguarda la rivalutazione 2023: la percentuale provvisoria applicata da gennaio di quell’anno era del 7,3%, poi corretta al rialzo all’8,1% definitivo. La differenza di 0,8 punti percentuali fu liquidata come arretrato proprio sul cedolino di dicembre 2023, un conguaglio che in molti casi si tradusse in cifre significative per le pensioni più alte. Stavolta, invece, chi si aspettava un esito analogo dovrà rivedere le proprie previsioni di spesa per fine anno.
Per i pensionati la conseguenza pratica è che il cedolino di dicembre 2026 non mostrerà alcuna voce di conguaglio: l’importo mensile percepito durante l’anno resta quello definitivo, senza sorprese né in positivo né in negativo. Il passaggio successivo da monitorare sarà il cedolino di gennaio 2027, quando verrà applicata la nuova rivalutazione provvisoria per il 2027, calcolata sull’inflazione registrata nel 2026.

