Un drone Shahed è entrato nello spazio aereo della Lituania nel cuore della notte tra il 14 e 15 settembre, senza alcuna autorizzazione e con una traiettoria diretta verso ovest. A bordo, secondo le informazioni disponibili, era presente un ordigno esplosivo. Ancora da chiarire, invece, l’esatta provenienza del velivolo: l’ipotesi è che possa trattarsi di un drone russo oppure bielorusso.
L’allarme è scattato quando i sistemi di sorveglianza della NATO hanno rilevato la presenza del velivolo non identificato. La segnalazione è stata gestita dal Combined Air Operations Centre (CAOC) di Uedem, in Germania, il centro responsabile del comando e controllo delle operazioni aeree alleate nell’area settentrionale del dispositivo NATO.
La catena di comando ha attivato immediatamente gli assetti disponibili. Dalla Baltic Task Force della NATO, impegnata nella missione di Air Policing nei Paesi baltici, sono decollati due Eurofighter italiani. I caccia hanno ricevuto l’ordine di intercettare il drone e hanno seguito le coordinate trasmesse dal sistema di sorveglianza e controllo.
Dall’allarme alla neutralizzazione sono trascorsi circa venti minuti. I due Eurofighter hanno raggiunto il velivolo, ne hanno verificato la natura e hanno proceduto all’abbattimento. L’operazione si è conclusa prima che il drone potesse proseguire ulteriormente la propria rotta verso ovest.
La presenza di un ordigno esplosivo rende l’episodio particolarmente delicato. Non si è trattato soltanto di un oggetto volante entrato senza autorizzazione nello spazio aereo di un Paese NATO, ma di un velivolo potenzialmente armato. Saranno quindi fondamentali l’analisi dei resti e la ricostruzione della traiettoria per stabilire origine, modalità di ingresso e obiettivo del drone.
L’incidente conferma inoltre il livello di attenzione mantenuto dalla NATO sul fianco orientale dell’Alleanza. La presenza permanente di sistemi radar, centri di comando e caccia pronti al decollo permette di trasformare rapidamente un rilevamento radar in un’operazione di intercettazione.
Per l’Italia, l’episodio mette in evidenza il ruolo operativo degli Eurofighter impegnati nella Baltic Air Policing. Un’allerta proveniente dal sistema di sorveglianza NATO ha portato, nel giro di pochi minuti, al decollo di due caccia italiani e alla neutralizzazione di una minaccia potenzialmente esplosiva nei cieli di un Paese alleato.


