8 Agosto 2025 - ECONOMIA | Siderurgico

Ex Ilva, la doppia faccia di Taranto: salute contro acciaio, ma con la mano allo Stato

Si invoca la chiusura per motivi ambientali, ma senza rinunciare a cassa integrazione, prepensionamenti e finanziamenti pubblici. Tredici anni di rinvii costati fino a 50 miliardi di ricchezza perduta

A Taranto la vicenda dell’ex Ilva si è trasformata in un caso emblematico di contraddizioni e calcoli politici. Da un lato si chiede a gran voce di spegnere per sempre gli altiforni, in nome della salute pubblica e della lotta all’inquinamento. Dall’altro, nessuno sembra disposto a rinunciare ai flussi di denaro provenienti dallo Stato: cassa integrazione a oltranza, prepensionamenti mirati, bonus e fondi straordinari.

In tredici anni di passaggi da tribunali a consigli comunali, l’Italia ha visto sfumare un patrimonio industriale ed economico stimato fra i 40 e i 50 miliardi di euro. Nel frattempo, la classe dirigente locale ha giocato su due tavoli: paladini dell’ambiente davanti alle telecamere, negoziatori di aiuti e garanzie di reddito dietro le quinte.

Il risultato è una città che, complice una narrazione di emergenza permanente, sembra aver istituzionalizzato il diritto al salario indipendentemente dalla produzione. La Regione Puglia, pur denunciando l’impatto ambientale dell’impianto, ha firmato progetti di “riconversione” industriale che suscitano più di una perplessità.

Se davvero l’acciaieria è incompatibile con la salute pubblica — ipotesi sostenuta da studi e dati, ma non priva di autorevoli contestazioni — la scelta dovrebbe essere netta: chiudere e costruire, con risorse e competenze proprie, un nuovo modello di sviluppo.

Ma fino a quando prevarrà la logica del compromesso, Taranto resterà sospesa in un limbo in cui salute, lavoro e futuro si neutralizzano a vicenda, mentre il conto lo pagano sempre gli stessi: i contribuenti.

Articoli simili

AI Act, dal 2 agosto scattano i controlli UE: chatbot e deepfake dovranno dichiararsi

Entrano in applicazione le nuove norme del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale: obblighi di trasparenza per sistemi di IA, contenuti generati artificialmente e deepfake. Obiettivo: contrastare…

Sorvegliati anche in piazza? Il decreto sul riconoscimento facciale e i suoi tre nodi con l’AI Act

Il decreto che recepisce l'AI Act amplia l'uso del riconoscimento facciale da parte della polizia. Ma su autorizzazioni e conservazione dei dati si apre il…

Minori online, l’Europa alza il livello di protezione: stretta su TikTok e via libera ai controlli contro gli abusi

La Commissione europea rafforza la strategia per la tutela dei bambini e degli adolescenti nel digitale. Da un lato viene prorogata fino al 2028 la…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto