8 Agosto 2025 - CASSAZIONE | La sentenza

Contributi omessi, fino a 25 anni per ottenere la copertura pensionistica

Una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione fissa i tempi: cinque anni per la prescrizione, dieci per l’azienda per attivarsi e altri dieci per il lavoratore. Oltre, resta solo la rendita vitalizia

L’articolo 13 della legge 1338/1962 prevede una tutela speciale per i lavoratori in caso di contributi previdenziali non versati dal datore di lavoro. Anche dopo la prescrizione ordinaria di cinque anni, l’azienda può chiedere di versare una somma a copertura della quota di pensione mancante, così da evitare penalizzazioni nell’assegno finale.

Questa possibilità deve essere esercitata entro i dieci anni successivi alla prescrizione ordinaria, quindi entro 15 anni dal momento in cui i contributi avrebbero dovuto essere versati. Se il datore non si attiva, la stessa facoltà può essere esercitata dal lavoratore, versando in proprio la rendita vitalizia e mantenendo il diritto a chiedere il risarcimento danni al datore.

Con la sentenza n. 22802/2025 a Sezioni Unite, la Cassazione ha chiarito i tempi:

  • 5 anni per la prescrizione definitiva dei contributi dovuti;

  • 10 anni dalla prescrizione per il datore di lavoro per chiedere la costituzione della rendita vitalizia;

  • 10 anni ulteriori per il lavoratore per far valere il proprio diritto al risarcimento del danno.

In totale, il termine massimo per agire è di 25 anni dal mancato versamento dei contributi. Oltre questo limite, resta comunque salva la facoltà del lavoratore di chiedere la costituzione della rendita vitalizia, a proprie spese, per salvaguardare l’anzianità contributiva e il diritto alla pensione.

Articoli simili

EU Kids Act: niente social prima dei 13 anni, account limitati fino ai 15

La Commissione Europea propone un nuovo pacchetto di norme per la sicurezza dei minori online: divieto di accesso ai social per gli under 13, "mini…

Compensi degli avvocati, in arrivo parametri ministeriali ogni due anni e solidarietà nei pagamenti

La legge delega 137/2026 mantiene la libertà di pattuizione tra avvocato e cliente ma introduce l'obbligo solidale di pagamento tra tutte le parti di un…

Se un robot fa danni, chi paga? Dal 30 settembre cambiano le regole del processo, non quelle della colpa

Il d.lgs. 160/2026 non stabilisce un nuovo regime di responsabilità per l'IA: interviene su ciò che finora rendeva queste cause quasi impraticabili, cioè la prova…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto