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Concordato preventivo: regole chiare per i debiti

Roma – L’Agenzia delle Entrate ha chiarito i dubbi sul concordato preventivo biennale, pubblicando una circolare dettagliata che fornisce indicazioni precise su come calcolare i debiti per accedere al beneficio.

Debiti totali sotto i 5.000 euro

Per poter aderire al concordato, il contribuente non deve avere debiti fiscali o contributivi che, sommati, superino i 5.000 euro. Questa soglia si applica al totale dei debiti, anche se composti da importi individuali inferiori.

Data di riferimento

Per verificare l’ammissibilità al concordato, si farà riferimento alla situazione debitoria al 31 dicembre 2023. Pertanto, i debiti estinti dopo questa data non saranno considerati.

Debiti sospesi o rateizzati

I debiti oggetto di sospensione o rateazione non concorrono al calcolo della soglia dei 5.000 euro, a condizione che i benefici connessi a tali misure siano ancora validi.

Controlli più stringenti

L’Agenzia delle Entrate ha annunciato un rafforzamento dei controlli nei confronti dei contribuenti che aderiscono al concordato o che ne decadono. Saranno utilizzati tutti gli strumenti a disposizione, comprese le banche dati e le interconnessioni con altri registri pubblici.


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E-commerce verso la sostenibilità: nuove regole per gli imballaggi

Roma – Una svolta green si profila all’orizzonte per il mondo dell’e-commerce. Il governo sta infatti mettendo a punto un nuovo decreto legge che introduce norme più stringenti in materia ambientale, con un occhio di riguardo per la gestione degli imballaggi.

Fino ad ora, le grandi piattaforme come Amazon non erano tenute a occuparsi direttamente dello smaltimento degli imballaggi prodotti dai venditori che utilizzano i loro servizi. Tuttavia, con la nuova normativa, questa situazione è destinata a cambiare.

Chi inquina paga: questo è il principio alla base della nuova regolamentazione. D’ora in poi, anche le aziende che vendono online dovranno farsi carico della corretta gestione dei rifiuti da imballaggio, proprio come accade per i prodotti venduti nei negozi tradizionali.

Come funzionerà? Le piattaforme di e-commerce saranno tenute a offrire servizi specifici per lo smaltimento degli imballaggi, attraverso contratti dedicati. In questo modo, i venditori, anche quelli con sede all’estero, potranno delegare a queste piattaforme l’onere di rispettare le nuove norme ambientali.

Un passo avanti verso un e-commerce più sostenibile: Questa novità rappresenta un importante passo avanti verso un modello di consumo online più rispettoso dell’ambiente. La riduzione dei rifiuti da imballaggio e la promozione di materiali riciclabili sono infatti obiettivi fondamentali per contrastare l’impatto ambientale dell’e-commerce, che negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale.

Cosa significa per i consumatori? A lungo termine, queste nuove regole potrebbero portare a una riduzione dei costi di spedizione e a un aumento della disponibilità di prodotti con imballaggi eco-sostenibili. Inoltre, i consumatori saranno sempre più consapevoli dell’impatto ambientale delle loro scelte di acquisto e potranno premiare le aziende che adottano pratiche più sostenibili.

Attendiamo ora i dettagli definitivi del decreto legge per capire come queste nuove norme verranno applicate nella pratica e quali saranno le loro effettive conseguenze sul mercato dell’e-commerce.


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Cassazione: prevalenza del diritto di difesa sul trattamento dei dati personali in ambito giudiziario

Con l’ordinanza n. 24797 del 16 settembre 2024, la Corte Suprema di Cassazione ha chiarito che, in sede giudiziaria, il diritto a difendersi può prevalere sul diritto alla tutela dei dati personali, secondo quanto previsto dal GDPR. La Corte ha ribadito che, nel contesto di controversie legate a diritti fondamentali, come quelli dei lavoratori, è legittimo l’uso di dati personali senza il consenso dell’interessato, purché ciò avvenga nel rispetto del principio di proporzionalità e del diritto di difesa.

In particolare, gli articoli 17 e 21 del GDPR consentono di non applicare il diritto alla cancellazione dei dati e permettono al titolare del trattamento di proseguire se esistono motivi legittimi prevalenti, specie quando i dati sono necessari per la difesa in giudizio.


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Avvocati, Cassazione: no al legittimo impedimento per viaggi familiari non inderogabili

La Cassazione, con la sentenza n. 24268 del 10 settembre 2024, ha chiarito che il legittimo impedimento per gli avvocati sottoposti a giudizio disciplinare è valido solo in presenza di un “impedimento assoluto”. Il caso riguardava un avvocato che aveva richiesto il rinvio di un’udienza a causa di un viaggio per “motivi familiari” all’estero. Tuttavia, il biglietto aereo era stato acquistato dopo la comunicazione della data del procedimento.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che non era stata dimostrata l’indifferibilità del viaggio e che la situazione non costituiva un impedimento assoluto. La sentenza ha anche ribadito che l’azione disciplinare per gli avvocati è soggetta a prescrizione, rilevabile d’ufficio, come nel caso di una delle due condotte contestate al professionista.


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Suicidio in carcere ad Ariano Irpino: 71 detenuti morti dall’inizio dell’anno

Un detenuto nigeriano di 32 anni si è tolto la vita ieri pomeriggio nella Casa Circondariale di Ariano Irpino, dopo essere stato trovato impiccato nella sua cella. Nonostante l’intervento immediato degli agenti di Polizia Penitenziaria e dei sanitari, non è stato possibile salvarlo. Il giorno prima, l’uomo aveva aggredito alcuni agenti, causando loro ferite con una prognosi complessiva di 70 giorni.

Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, ha commentato che con questo caso il numero di suicidi tra i detenuti sale a 71 dall’inizio del 2024, a cui si aggiungono sette agenti di Polizia Penitenziaria. De Fazio ha lanciato l’allarme sulla situazione insostenibile delle carceri italiane, caratterizzata da sovraffollamento, carenza di personale e strutture inadeguate, trasformando le prigioni in luoghi di violenza e morte. Ha infine sollecitato misure urgenti per migliorare le condizioni nelle carceri e la salute psichiatrica dei detenuti.


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Mediazioni civili: più tempo e digitale per risolvere le controversie

Il Consiglio dei Ministri esamina oggi, 17 settembre 2024, un decreto che introduce importanti modifiche alla mediazione civile e alla negoziazione assistita dai legali.

Le novità principali riguardano l’incremento dell’uso del digitale e il raddoppio dei tempi a disposizione per raggiungere un accordo, con possibilità di proroga. L’obiettivo è favorire una maggiore partecipazione delle parti e incentivare la risoluzione delle controversie al di fuori delle aule di tribunale.

Il decreto corregge la disciplina della mediazione stabilita dal d.lgs. 28/2010, con interventi analoghi anche per altre procedure extragiudiziali.


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A Rebibbia femminile inaugurazione progetto “Nessuno escluso”

Roma, 16 settembre 2024 – Domani, martedì 17 settembre 2024 alle ore 16, presso la Casa circondariale femminile “Germana Stefanini” di Roma Rebibbia, sarà inaugurato il progetto “Nessuno escluso”, programma nazionale finalizzato a sensibilizzare la comunità penitenziaria sulla cultura giuridica e costituzionale, curato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, Giuffrè Francis Lefebvre e Associazione Antigone.

Alla presentazione è stato invitato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Parteciperanno il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il Capo del DAP Giovanni Russo, il Direttore Comunicazione e Relazioni istituzionali di Giuffrè Francis Lefebvre Antonio Delfino e il Presidente dell’Associazione Antigone Patrizio Gonnella. Interverranno inoltre Irma Conti, componente del Collegio Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, e Nadia Fontana, direttrice della Casa circondariale femminile di Rebibbia.


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Le parole di Senaldi e la risposta di Santalucia: “Sintomo di un malessere della democrazia”

Il 22 agosto 2024, durante la trasmissione televisiva “In Onda” sulla rete La 7, il direttore di Libero Pietro Senaldi ha scatenato polemiche definendo la magistratura italiana come “uno dei cancri del Paese”. Le sue dichiarazioni sono state valutate nel corso della riunione dell’Associazione Nazionale Magistrati nei giorni scorsi, la prima dopo la pausa estiva.

Il presidente di ANM Giuseppe Santalucia ha commentato le parole di Senaldi, sottolineando la gravità e l’irresponsabilità di tale linguaggio. «È ritornato il termine “cancro” per definire la magistratura. Questo è spia di qualcosa di profondo e grave, di un malessere molto più radicato», ha dichiarato Santalucia. «C’è un uso irresponsabile del linguaggio senza una valutazione del significato, come se della magistratura si potesse dire qualsiasi cosa».

Secondo il presidente dell’ANM, l’uso di termini così pesanti non è semplicemente una questione di scelta lessicale inadeguata, ma un sintomo di un problema più profondo e preoccupante che affligge la democrazia. «Non è la parola fuori posto di un giornalista, ma il sintomo di un malessere della democrazia più radicato. Questo non è critica, è vilipendio dell’ordine giudiziario», ha aggiunto. Santalucia ha enfatizzato che la parola “cancro” dovrebbe essere riservata a fenomeni come la mafia o la criminalità infiltrante, non a coloro che, come i magistrati, si dedicano quotidianamente alla lotta contro esse.

 

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G7 Lavoro: un piano d’azione per un’intelligenza artificiale responsabile e centrata sull’uomo

I ministri del Lavoro dei Paesi del G7 hanno approvato la dichiarazione finale del vertice, in cui vengono delineate le strategie per affrontare le sfide legate all’intelligenza artificiale (IA) nel mondo del lavoro. Il documento si concentra su tre temi cruciali: l’impatto dell’IA sui mercati del lavoro, l’invecchiamento della popolazione e il turnover generazionale, nonché la necessità di adeguare le competenze lavorative alle esigenze del futuro.

La dichiarazione, composta da 24 pagine e 22 paragrafi, propone un piano d’azione per sviluppare un’intelligenza artificiale umanocentrica, responsabile dal punto di vista sociale, e che assicuri lavoro dignitoso e opportunità di riqualificazione per i lavoratori. In particolare, si evidenzia l’importanza di sostenere chi viene sostituito dall’automazione, garantendo un mercato del lavoro inclusivo e resiliente.

Il piano d’azione per l’IA
Tra gli obiettivi principali del piano, vi è la promozione di un’IA che rispetti i diritti dei lavoratori, anche nella catena di approvvigionamento globale. Si riconosce inoltre la necessità di ridurre i divari digitali, che potrebbero ampliare le disuguaglianze sociali ed economiche, con un’attenzione particolare ai Paesi in via di sviluppo e alle economie emergenti.

I ministri hanno sollecitato una stretta collaborazione con il settore privato, le organizzazioni dei lavoratori e la società civile, chiedendo all’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) di fornire il loro supporto nell’attuazione di queste politiche.


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Assemblee condominiali: no alla convocazione WhatsApp, SMS, mail o in cassetta postale

Il Tribunale di Monza ha stabilito con chiarezza quali sono i metodi validi per convocare un’assemblea condominiale, ribadendo che la convocazione fai-da-te è assolutamente vietata. Nella sentenza n. 1734 del 12 giugno 2024, il tribunale ha confermato che l’amministratore deve attenersi scrupolosamente alle modalità previste dalla legge: l’avviso di convocazione può essere inviato solo tramite raccomandata, PEC, fax o consegna a mani. Sono invece esclusi strumenti come l’e-mail, l’immissione nelle cassette postali, gli SMS e i messaggi WhatsApp.

Queste alternative, seppure comode e spesso richieste dai condòmini, non sono legalmente valide. Il mancato rispetto dell’articolo 66 delle disposizioni di attuazione del codice civile comporta infatti l’annullabilità delle delibere assembleari, rendendo nulla qualsiasi decisione presa in un’assemblea convocata in modo irregolare.

Chi deve dimostrare il corretto recapito della convocazione?

La sentenza di Monza si concentra anche sull’onere della prova: spetta all’amministratore dimostrare che la convocazione sia stata correttamente recapitata. In casi di contestazione, solo l’utilizzo di uno dei metodi consentiti dalla legge può garantire la validità della convocazione e delle delibere assembleari. In questo modo, il tribunale ha chiarito i limiti per evitare confusione e potenziali contenziosi tra condòmini e amministratori.


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