11 Ottobre 2021 -

Lo smartphone ti ascolta? Al via l’indagine del garante

Basta pronunciare alcune parole per vedersene comparire la pubblicità sul cellulare I microfoni sempre accesi del tuo smartphone possono carpire informazioni importanti circa i tuoi gusti. In particolare, tali informazioni potrebbero poi essere rivendute a società per specifiche proposte commerciali. Per questo motivo, anche alla luce di quanto emerso da un famoso servizio televisivo, il…

Basta pronunciare alcune parole per vedersene comparire la pubblicità sul cellulare

I microfoni sempre accesi del tuo smartphone possono carpire informazioni importanti circa i tuoi gusti. In particolare, tali informazioni potrebbero poi essere rivendute a società per specifiche proposte commerciali. Per questo motivo, anche alla luce di quanto emerso da un famoso servizio televisivo, il Garante della privacy avvia ora la sua indagine.

I microfoni accesi dello smartphone acquisiscono informazioni: il garante indaga assieme al nucleo frodi

Succede che un servizio televisivo e diversi utenti segnalino come basti pronunciare alcune parole in merito ai loro gusti, viaggi, progetti per vedersi comparire sul cellulare le relative pubblicità. Succede quindi che il Garante della privacy, venuto a conoscenza di tale realtà, avvii la propria indagine. L’interrogativo intorno al quale ruota l’intera faccenda è: davvero gli smartphone ci ascoltano? E, se sì, come?

 

 

Le “spie” sarebbero alcune app intenzionalmente scaricate sui nostri cellulari, sicuramente per altri fini. Tuttavia, alcune di esse, nelle autorizzazioni di accesso al momento del download, richiedono anche l’utilizzo del microfono. Una volta accettate tali condizioni, senza pensarci troppo e senza specifiche informazioni sull’uso che verrà fatto dei propri dati, il gioco è fatto.

Ed è proprio su questo uso illecito dei dati che il Garante della privacy avvia la propria indagine. L’istruttoria, in collaborazione con il Nucleo speciale privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, prevede l’esame di una serie di app tra le più scaricate. Seguirà l’accertamento sull’informativa resa agli utenti: dev’essere chiara e trasparente ed il consenso acquisito correttamente.

Infine, va ricordato che questa nuova attività del Garante si affianca a quella, già avviata, di semplificazione delle informative. Ora, il fine è di arrivare ad utilizzare simboli e immagini per guidare utenti e consumatori alla realizzazione di scelte libere e -soprattutto- consapevoli.

 

LEGGI ANCHE:

GDPR e trattamento dati personali: privacy by default e privacy by design

Relazione 2020 del Garante della Privacy. Al centro, la tutela dei dati personali

Articoli simili

Giornata nazionale “Enzo Tortora”, primo via libera della Camera. L’UCPI: «La memoria degli errori giudiziari è un impegno per il futuro»

L'Unione delle Camere Penali Italiane accoglie con favore l'approvazione del disegno di legge che istituisce la giornata dedicata alle vittime degli errori giudiziari. Dalla Camera…

Al via il bando per sette gigafactory da oltre 30 miliardi di investimenti

L'Unione europea punta a rafforzare la propria sovranità tecnologica con una nuova rete di infrastrutture per l'IA: fino a 10 miliardi di euro di fondi…

Minori online, l’Europa alza il livello di protezione: stretta su TikTok e via libera ai controlli contro gli abusi

La Commissione europea rafforza la strategia per la tutela dei bambini e degli adolescenti nel digitale. Da un lato viene prorogata fino al 2028 la…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto