platea di persone

Vuoti d’organico e vera digitalizzazione, le vere sfide della Giustizia del futuro

Grande successo per la giornata d’apertura del Primo Congresso Giuridico Forense del Lazio, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Roma e dall’UOFL, l’Unione degli Ordini Forensi del Lazio. Ben 2900 gli avvocati iscritti al Congresso, ospitato nei locali dell’Auditorium Conciliazione alla presenza delle massime autorità della Giustizia Nazionale e locale, a cominciare dal Primo Presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano e dal Procuratore Generale Luigi Salvato.

Affidato al Presidente del COA Roma, Paolo Nesta, il discorso di apertura dei lavori. Un intervento nel quale il Presidente ha indicato i temi salienti del Congresso e quelle che sono le sfide che la Giustizia dovrà affrontare nel prossimo futuro, cioè “le problematiche più rilevanti nel contesto giuridico e sociale. Intendo riferirmi alla lentezza dei processi, alla mancanza di adeguate strutture e risorse, ai vuoti di organico dei giudici e del personale amministrativo, all’accesso alla Giustizia troppo spesso precluso o reso difficoltoso, specialmente per le fasce più deboli della popolazione, alla digitalizzazione del sistema giudiziario che purtroppo presenta molteplici criticità, riconducibili in particolare alle difficoltà di accesso e all’inefficienza delle piattaforme, troppe, attualmente esistenti, alla necessità di adeguamento delle disposizioni sulla formazione continua degli Avvocati e dei Magistrati, necessaria in considerazione dell’evoluzione rapida del diritto e delle tecnologie”.

“È la prima volta che gli Ordini Forensi del Lazio, che rappresentano oltre 35000 Avvocati, organizzano insieme un congresso”,

ricorda il Presidente dell’UOFL, David Bacecci, nel suo indirizzo di saluto.
Di particolare interesse le due lectiones magistrales, – “Le nuove frontiere della responsabilità civile” e “l’Avvocatura ieri, oggi e domani” – tenute dall’Avv. Prof. Guido Alpa e dall’Avv. Prof. Franco Coppi, decani di un’Avvocatura che – conclude Nesta –

“ben consapevole del suo ruolo di tutela dei diritti nel tempo del cambiamento globale ed intendendo proteggere i valori fondamentali della Costituzione per rafforzare la nostra democrazia, è pronta a dare, nell’ambito di un confronto serio e costruttivo, il suo contributo d’idee e di proposte concrete per il miglioramento del nostro sistema giuridico e “per ravvivare”, come diceva il grande Piero Calamandrei “nei cuori umani la fede nella vincente giustizia”.


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Processo telematico, dal 30 settembre nuove regole

Roma, 19 settembre 2024 – Deposito più smart e veloce con le nuove specifiche tecniche per il processo telematico. Pubblicate il 7 agosto sul Portale dei servizi telematici del Ministero, dal 30 settembre le nuove regole tecniche saranno efficaci in tutti gli uffici giudiziari.

Si tratta di un ulteriore passo in avanti nell’ottica di rafforzamento del processo di digitalizzazione della giustizia fortemente voluto dal Governo, che si sta realizzando attraverso gli investimenti fin qui sostenuti dal Ministero della Giustizia, con il supporto dei fondi destinati dal Pnrr, per trasformare il sistema italiano in un modello efficiente di digitalizzazione a disposizione dei cittadini.

Tra le principali novità, il via libera al deposito telematico dei file multimediali, sia immagine che audio e video. Non sarà più necessario caricarli su supporti, come penne usb o cd, e chiedere al giudice l’autorizzazione al deposito. Ampliato anche il numero di formati consentiti: non solo i classici mp4 per i video e mp3 per gli audio, ma anche mpeg2, mpeg4, avi, flac, raw, wav e aiff. Sarà possibile il deposito anche dei file compressi, in estensione *.arj, *.zip, *.rar, colmando così una grave lacuna della precedente disciplina.

Raddoppia la dimensione dei file che è possibile depositare per via telematica: da 30 a 60 megabyte, sia nei procedimenti civili che penali, consentendo alle parti del processo di depositare telematicamente atti e documenti con un unico invio.

Con le nuove specifiche tecniche aumenta anche il numero dei file depositabili attraverso i noti portali ministeriali. Sul Portale dei depositi telematici (PDT), i difensori possono già trasmettere presso qualsiasi ufficio giudiziario italiano oltre 128 atti processuali, ai quali si aggiungono ora gli allegati multimediali; sul Portale delle notizie di reato (PNR) agli oltre 120 atti investigativi che possono depositare le Forze di polizia e gli altri soggetti legittimati, dalla querela all’informativa conclusiva delle indagini, si aggiungono ora gli allegati multimediali.

Più facili anche i pagamenti telematici per tutti gli operatori del mondo giustizia: sul Portale dei servizi telematici (PST) è infatti già operativo il sistema PagoPA.

Le nuove norme ampliano la platea di soggetti che possono iscriversi al Registro generale degli indirizzi elettronici (RE.G.IND.E.) dei domicili digitali. Ad accedere al fascicolo telematico saranno infatti anche i soggetti esterni costituiti in forma di enti privati, nominati ausiliari del giudice, o che collaborino con l’autorità giudiziaria in settori particolari, come quelli della famiglia e dei minori. Le associazioni rappresentative dei consumatori potranno svolgere una funzione di assistenza ai cittadini nei processi di competenza del Giudice di pace.

Per velocizzare i tempi di deposito degli atti processuali e garantire altresì il diritto di difesa degli avvocati, infine, verrà introdotta l’accettazione automatica dei depositi di atti e documenti fatti dai soggetti abilitati esterni, sia nei sistemi civili che in quelli penali, restando l’intervento del cancelliere riservato ai casi residuali di errore bloccante.


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Cassazione: il nuovo nucleo familiare fa decadere il diritto all’assegno di mantenimento

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Il nuovo aggregato familiare, che interrompe il precedente modello di vita matrimoniale, fa decadere il diritto all’assegno, a meno che il coniuge tenuto al pagamento non riesca a dimostrare che il nuovo rapporto non ha le caratteristiche di una convivenza stabile e continuativa.

La Corte ha anche chiarito che la condivisione delle risorse economiche tra i partner può far presumere l’esistenza di una convivenza stabile, mentre in assenza di coabitazione sarà necessaria una rigorosa prova di assistenza morale e materiale tra i partner.


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Via libera della Camera al Ddl Sicurezza: castrazione chimica in odg

L’Aula della Camera ha approvato ieri il disegno di legge Sicurezza con 162 voti favorevoli, 91 contrari e 3 astenuti. Il provvedimento ora passa al Senato, dove la Lega ha già richiesto una corsia preferenziale per l’esame.

Il ddl introduce diverse misure contro le rivolte in carcere, l’occupazione abusiva delle case e la cannabis light. Tra le novità principali, c’è l’introduzione delle bodycam per gli agenti di polizia e l’aggravante per chi protesta contro opere pubbliche strategiche. La legge prevede anche la possibilità di rinvio delle udienze penali per motivi di salute dei familiari degli avvocati e modifica le disposizioni riguardanti le donne in gravidanza o con figli piccoli in carcere: stop all’obbligo di rinvio della pena.

Alcuni punti controversi includono la stretta sulla cannabis light e il nuovo reato di occupazione abusiva di immobili, che ha suscitato critiche per la possibile penalizzazione di chi non può pagare l’affitto. Le opposizioni hanno duramente contestato la norma anti-blocco stradale e la “resistenza passiva” in carcere, considerandole restrittive delle libertà civili.

Il ddl prevede anche l’obbligo di presentare il permesso di soggiorno per acquistare una SIM card e l’introduzione di videocamere durante gli interrogatori per prevenire abusi.

Uscita di scena come emendamento in commissione, la possibilità di accesso alla castrazione chimica rientra come odg.

Il dibattito prosegue al Senato, con ulteriori modifiche e discussioni attese sul futuro della legge.


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“Questo risultato rappresenta un riconoscimento fondamentale per gli avvocati e, soprattutto, per i diritti dei loro assistiti

– dichiara il Presidente del Consiglio Nazionale Forense Francesco Greco –

La tutela delle esigenze personali e familiari dei difensori è imprescindibile per garantire un esercizio sereno della professione forense”.

Il disegno di legge prevede il rinvio delle udienze penali per motivi legati alla salute dei familiari o dei figli degli avvocati, oltre a cause di forza maggiore come malattia, infortunio o gravidanza. Ora il provvedimento passa alla Camera dei deputati per la seconda lettura.


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Una svolta che potrebbe rappresentare un vero “paradiso fiscale” per molte partite IVA.


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Roma, al via il Primo Congresso Giuridico Forense

Quale futuro per la Giustizia italiana e quale ruolo per gli avvocati? Sono i temi al centro del Primo Congresso Giuridico Forense, organizzato dall’Unione degli Ordini Forensi del Lazio, in programma a Roma oggi, 19 settembre, e domani presso l’Auditorium Conciliazione.

L’evento, che rappresenta una straordinaria opportunità di confronto dell’Avvocatura con la società civile, ha tra gli obiettivi quello di fornire un’adeguata prospettiva sul futuro della professione forense. Oltre ad argomenti di specifico interesse per gli avvocati – dall’aggiornamento professionale alle novità in ambito normativo e giurisprudenziale – particolare spazio verrà riservato anche a temi di attualità politica, dall’inserimento dell’Avvocato in Costituzione alla separazione delle carriere, allo stato della giustizia nei Tribunali italiani.

Il Congresso inoltre vuole celebrare e valorizzare la cultura legale e la tradizione giuridica della regione, includendo la presentazione di studi di casi locali, la discussione di tradizioni forensi e giuridiche locali nonché la riflessione sulle influenze culturali e storiche sul sistema giuridico, promuovendo la comprensione più approfondita delle questioni specifiche di una determinata regione, il dialogo, la collaborazione e lo sviluppo nel contesto locale e regionale. Al centro il dialogo e la cooperazione forense fra Ordini su questioni legali di interesse comune, uno scambio particolarmente importante per aree geografiche che condividono problemi legali o sfide simili.

L’apertura del Congresso si terrà con l’intervento del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma Paolo Nesta e i saluti istituzionali del Presidente dell’Unione degli Ordini Forensi del Lazio David Bacecci.


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Foglieni (AIGA): “Introdurre compenso minimo inderogabile per giovani avvocati”

“Introdurre il compenso minimo inderogabile per i giovani avvocati è una necessità. Per permettere alle nuove generazioni di rimanere sul mercato, c’è bisogno di un segnale forte da parte delle istituzioni: non possiamo più attendere”.

A dirlo è Carlo Foglieni, presidente Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati), che organizza a Napoli, dal 26 al 28 prossimi, il Congresso straordinario 2024.

“Sarà l’occasione per incontrarsi e porre alla politica alcune proposte per risollevare le sorti dell’avvocatura – sottolinea Foglieni -. Siamo convinti che serva un maggior welfare e più attenzione verso le donne, con il superamento del gender gap”.

Ma il focus è sempre rivolto ai giovani,

“alle prese con numerose difficoltà. Oltre a un vero e giusto equo compenso, che comprenda anche una radicale accelerazione della procedura per il recupero del compenso professionale, sarebbe opportuno incentivare le Startup degli studi legali, mediante l’introduzione di un regime gestionale e fiscale agevolato (sulla falsa riga dei vecchi minimi) e incentivi economici mirati, possibilmente a fondo perduto, anche attraverso il coinvolgimento delle Regioni e della Cassa Previdenziale”.

Restano in piedi, poi, le

“barriere anagrafiche, che non agevolano lo svolgimento dell’attività professionale da parte delle nuove generazioni. Penso all’assurda regola dei due anni di anzianità per essere iscritti nell’Elenco del patrocinio a spese dello Stato, oppure al mancato rispetto del principio di rotazione nell’assegnazione degli incarichi da parte dei magistrati che, giustificandosi dietro la necessità di avere ausiliari di loro fiducia, tendono a scegliere sempre gli stessi professionisti, quasi mai giovani: prevedere un sistema automatizzato di assegnazione degli incarichi, come già avviene per le difese d’ufficio, così da garantire una volta per tutte trasparenza e pari opportunità, potrebbe essere una soluzione”.

Foglieni illustra anche le proposte di Aiga per i praticanti:

“Siamo alle prese con un calo di laureati in giurisprudenza che negli ultimi anni è stato superiore al 4 per cento. La professione non è più attrattiva, anche in questo caso servono soluzioni radicali come l’introduzione di un compenso minimo sin dall’inizio del praticantato, una battaglia storica dell’Aiga, promuovendo la pubblicazione di bandi regionali per il riconoscimento di contributi per i tirocini obbligatori. Di fondamentale importanza sarà poi reintrodurre il Patrocinio abilitativo, non solo per permettere al praticante di percepire un compenso extra, ma anche per responsabilizzarlo sin da subito. E non dimentico la necessità di rivedere l’attuale sistema delle Scuole Forensi e l’Esame di Stato”.


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Roma – Una svolta per la risoluzione stragiudiziale delle controversie civili. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto che allunga i tempi e amplia le possibilità della mediazione.

Sei mesi per mediare

La novità più rilevante riguarda la durata minima del procedimento di mediazione, che passa da tre a sei mesi. Questo lasso di tempo più ampio dovrebbe favorire un confronto più sereno e approfondito tra le parti, aumentando le possibilità di raggiungere un accordo evitando il ricorso al tribunale.

Digitalizzazione e flessibilità

Il decreto introduce inoltre una distinzione più chiara tra mediazione telematica e partecipazione da remoto agli incontri, rendendo il processo più flessibile e accessibile. Inoltre, si chiariscono le modalità di mediazione per specifiche tipologie di controversie, come quelle condominiali o successorie.

Più tutele per i cittadini

Viene esteso il patrocinio a spese dello Stato per la negoziazione assistita, includendo anche gli stranieri con regolare permesso di soggiorno. Questo provvedimento mira a garantire l’accesso alla giustizia a un numero sempre maggiore di cittadini.


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TikTok nel mirino: la battaglia legale per evitare il divieto negli USA

Il popolare social network cinese TikTok si trova al centro di una disputa legale con il governo degli Stati Uniti, che minaccia di bandire l’app dal territorio americano a partire dal 19 gennaio 2025. A meno che la società madre, ByteDance, non venda TikTok entro tale data, milioni di utenti statunitensi potrebbero vedersi privati di questa piattaforma.

Le preoccupazioni del governo americano ruotano attorno alla sicurezza nazionale. Si teme che i dati degli utenti americani raccolti da TikTok possano finire nelle mani del governo cinese o essere utilizzati per manipolare i contenuti. Sebbene non siano state presentate prove concrete a sostegno di queste accuse, il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che le leggi cinesi potrebbero obbligare ByteDance a condividere i dati con Pechino.

TikTok ha proposto una soluzione alternativa alla vendita, presentando il progetto “Texas”. Questo prevede di trasferire tutti i dati degli utenti americani su server situati negli Stati Uniti e gestiti da Oracle, al fine di mitigare le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale. Un piano simile, “Project Clover”, è stato lanciato in Europa.

La battaglia legale ha sollevato importanti questioni sulla libertà di espressione e sul ruolo della tecnologia nella società. Gli avvocati di TikTok hanno sostenuto che un divieto violerebbe il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, mentre il governo ha sottolineato i rischi per la sicurezza nazionale.

Nel frattempo, circolano voci su un possibile acquirente di TikTok. Amazon, che ha recentemente rafforzato la sua partnership con l’app, è tra i nomi più ricorrenti.

L’opinione pubblica americana sembra essersi ammorbidita nei confronti di TikTok. Un sondaggio ha rilevato che il sostegno al divieto è diminuito negli ultimi mesi.


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