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Nomina del Commissario Straordinario per l’Edilizia Penitenziaria: Marco Doglio alla guida

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha ufficializzato la nomina del dott. Marco Doglio come Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. La decisione è stata presa su proposta del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in coordinamento con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Il decreto d’incarico è stato firmato ai sensi dell’articolo 4-bis del decreto-legge del 4 luglio 2024, n. 92, successivamente convertito con modifiche dalla legge 8 agosto 2024, n. 112. Il nuovo Commissario avrà il compito cruciale di gestire e realizzare le opere necessarie a far fronte alla grave situazione di sovraffollamento che attanaglia gli istituti penitenziari italiani.

Marco Doglio rimarrà in carica fino al 31 dicembre 2025 e potrà contare su una struttura di supporto composta da un massimo di cinque esperti, per facilitare l’efficacia delle sue azioni. La nomina di Doglio segna un passo significativo verso la riforma del sistema penitenziario, mirando a garantire condizioni di detenzione più dignitose e funzionali.


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Avvocati, l’attività professionale gratuita non deve sfociare nell’accaparramento di clientela

L’indipendenza è un principio fondamentale per gli avvocati, essenziale per garantire un’effettiva difesa, come stabilito dall’art. 9 del Codice Deontologico Forense e dalla Legge n. 247/2012. Tuttavia, il Consiglio Nazionale Forense ha chiarito che l’attività professionale gratuita non deve sfociare nell’accaparramento di clientela.

Secondo la sentenza n. 130 dell’8 aprile 2024, è cruciale che la terzietà dell’avvocato emerga chiaramente, evitando qualsiasi comportamento che possa compromettere la percezione della sua indipendenza. La libertà di adesione a un partito politico è riconosciuta, ma dichiarazioni come l’adesione a progetti di assistenza legale “gratuita” che portano vantaggi professionali diretti, o l’associazione del proprio nome a iniziative politiche, violano le norme deontologiche.

In particolare, l’offerta di prestazioni professionali gratuite o a prezzi simbolici, così come la pubblicità del proprio studio legale tramite assistenza a “zero spese di anticipo”, sono considerate pratiche illecite, in quanto contrastano con la dignità e il decoro necessari nell’esercizio della professione legale.

Il Consiglio ha sottolineato che tali comportamenti non solo danneggiano la reputazione della professione, ma minano anche la fiducia della collettività negli avvocati, che devono operare con correttezza e lealtà.


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Nomina del Commissario Straordinario per l’Edilizia Penitenziaria: Marco Doglio alla guida

La decisione è stata presa su proposta del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in coordinamento con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Quando i fatti privati diventano causa di licenziamento

La giurisprudenza della Cassazione riconosce la giusta causa per condotte extralavorative di particolare gravità.

donne con cartello che manifestano

Sciopero dei direttori del Ministero della Giustizia: oltre il 75% di adesioni in tutta Italia

Roma, 23 settembre 2024 – Lo sciopero nazionale dei direttori del Ministero della Giustizia ha ottenuto un’adesione massiccia, con 1.232 direttori scioperanti, pari a oltre il 75% del totale in servizio. Organizzato dal Coordinamento Nazionale Direttori Giustizia, la protesta segue la grande manifestazione del 10 settembre scorso, che ha visto 600 direttori scendere in piazza davanti alla Cassazione.

Al centro della mobilitazione ci sono la difesa del loro profilo professionale, messo in discussione dall’ultima bozza di Contratto Collettivo Integrativo proposto dal Ministero, e la richiesta di inserimento della categoria nell’area delle Elevate Professionalità (IV area). Presidi si sono svolti nelle città di Napoli, Palermo, Firenze, Bari e Foggia, con il sostegno di oltre 50 vertici di uffici giudiziari.

Intanto, è stata presentata la settima interrogazione parlamentare sul caso, segnale di un crescente interesse politico per una vertenza che potrebbe segnare un passaggio cruciale nella riorganizzazione del personale giudiziario.


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Il compenso all’avvocato spetta anche se la transazione non lo prevede Un avvocato, dopo essersi rivolto al Tribunale, inizialmente aveva visto respingere il riconoscimento delle…

scrivania con due persone e documenti

Legittimo impedimento: una proposta per estenderlo alla giustizia tributaria

Nell’ambito delle riforme sulla giustizia, la senatrice Erika Stefani della Lega ha presentato una proposta di legge, recentemente approvata con modifiche dalla Commissione Giustizia del Senato. Il disegno di legge mira a rafforzare le norme sul legittimo impedimento del difensore, estendendole anche alla giustizia civile e tributaria, settori in cui la tutela è attualmente scarsa o assente.

L’avvocato Alessandro Parrotta, in un articolo su Il Dubbio, ha sottolineato come l’estensione del legittimo impedimento garantirebbe una maggiore equità processuale, evitando disparità nei confronti degli assistiti. Il disegno di legge si inserisce nel quadro più ampio delle riforme dell’attuale governo, volte a riconoscere pari dignità tra magistratura e avvocatura, e potrebbe rappresentare un passo decisivo per colmare le lacune normative e garantire un’applicazione più equilibrata di questo principio fondamentale.


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A margine della 79ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto una serie di incontri di alto livello con i principali esponenti del settore tecnologico. Tra i partecipanti, gli Amministratori Delegati di Google-Alphabet, Sundar Pichai, di Motorola, Greg Brown, e di OpenAI, Sam Altman.

Al centro dei colloqui, lo sviluppo tecnologico globale, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, analizzando sia le opportunità che i rischi. Durante gli incontri si è discusso anche degli investimenti previsti dai diversi gruppi in Italia e di come rafforzare la competitività del Paese nei settori ad alta tecnologia, sfruttando la sua posizione strategica nel Mediterraneo e il patrimonio di eccellenza nella formazione e ricerca.


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Nordio fa causa al Fatto Quotidiano: “Cumulo di falsità”

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato che intraprenderà un’azione legale contro Il Fatto Quotidiano in seguito alla pubblicazione di un articolo che lo accusa di aver favorito il suo dentista, Gian Antonio Favero, attraverso la nuova norma che ha cancellato il reato di abuso d’ufficio. Nordio ha dichiarato di essere “esterrefatto dal cumulo di falsità” e ha smentito qualsiasi legame con Favero, affermando di non essere mai stato suo paziente.

L’articolo in questione, dal titolo provocatorio “Abuso d’ufficio, Nordio salva anche il suo dentista”, descrive Favero come il dentista di fiducia del ministro e sostiene che il medico potrebbe beneficiare della riforma. Favero, che ha patteggiato una condanna per abuso d’ufficio nel 2017, avrebbe dirottato pazienti del Servizio Sanitario Nazionale nei propri studi privati.

Nordio, infastidito dalle insinuazioni, ha deciso di agire per vie legali, ponendo fine, come lui stesso ha dichiarato, alle “frottole scritte” da Il Fatto Quotidiano.


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Cassazione: nullo il compenso dell’avvocato legato all’esito della causa

La Corte di Cassazione ha dichiarato nullo un accordo tra avvocato e cliente che prevedeva un compenso basato sul risultato di una causa di licenziamento. Con la sentenza n. 23738 del 4 settembre 2024, la Suprema Corte ha ribadito che i compensi degli avvocati non possono dipendere dall’esito del processo, come stabilito dall’articolo 13 della legge n. 247/2012, che vieta il cosiddetto “patto di quota lite”.

Nel caso in esame, l’avvocato e il cliente avevano concordato un compenso pari al 15% delle somme ottenute in caso di vittoria. Sebbene il tribunale di primo grado avesse inizialmente considerato legittimo l’accordo, la cliente ha impugnato la decisione sostenendo che la normativa esistente tutela l’indipendenza e l’imparzialità dell’avvocato, impedendo che il compenso sia influenzato dal successo della causa.

La Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l’accordo, ma ha riconosciuto all’avvocato il diritto a un compenso, che sarà ricalcolato in base alle tariffe professionali.


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Iban virtuali: un rischio crescente per il riciclaggio di denaro

Il direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, Enzo Serata, ha recentemente discusso con ItaliaOggi i rischi emergenti legati all’utilizzo dei Virtual IBAN (V-IBAN) nel riciclaggio di denaro. Questi conti, offerti spesso da operatori extracomunitari, sembrano radicati in Stati europei a basso rischio, ma vengono utilizzati per mascherare trasferimenti illeciti attraverso false transazioni commerciali.

Serata ha sottolineato come l’utilizzo di nuove tecnologie stia complicando il monitoraggio di flussi finanziari illeciti, nonostante i progressi nella trasparenza sulle criptovalute. La collaborazione tra le FIU europee rimane essenziale per affrontare queste sfide. Allo stesso tempo, nuovi soggetti, come le squadre di calcio, sono stati coinvolti nelle normative antiriciclaggio, ma necessitano di tempo per adattarsi ai nuovi obblighi.

Inoltre, Serata ha evidenziato che, sebbene il sistema bancario e finanziario italiano stia offrendo un sostegno significativo nel contrasto al riciclaggio, le pubbliche amministrazioni stanno contribuendo ancora troppo poco. Nonostante un aumento delle segnalazioni, il loro impatto rimane marginale.

Infine, con l’introduzione del Regolamento TFR, che rafforza la trasparenza delle transazioni in crypto-asset, l’Italia si prepara a intensificare la sorveglianza antiriciclaggio, anche in questo settore complesso e in rapida evoluzione.


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Fiduciarie: la Corte UE tutela la riservatezza dei soci

La privacy prevale sulla trasparenza societaria. La Corte di giustizia dell’Unione Europea (CGUE), con la sentenza del 12 settembre 2024, ha stabilito che i dati dei detentori di partecipazioni indirette, tramite società fiduciarie, restano riservati. I soci non hanno il diritto incondizionato di conoscere tali informazioni.

La decisione, emessa nelle cause riunite C-17/22 e C-18/22, ha impedito ad alcuni soci di un fondo di investimento tedesco di accedere ai dati personali degli altri soci indiretti, anche se richiesti per finalità legittime come la partecipazione alle assemblee o la negoziazione delle quote. La Corte ha quindi rafforzato la tutela della privacy all’interno delle dinamiche societarie.


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