signora che sorride

Avvocati UNAEP: il 18 e 19 ottobre a Como gli Stati generali con i colleghi di IMLA

Uno scambio di best practice e vedute a 360 gradi sugli aspetti della giustizia e in particolare della professione forense. È questo l’obiettivo del convegno internazionale organizzato da Unaep (Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici) e da IMLA (international Municipal Lawyer association), con il patrocinio della Provincia di Como, il prossimo 18 e 19 ottobre a Como, presso Villa Gallia.

L’evento, che si inserisce nella cornice degli Stati Generali di Unaep, vedrà la partecipazione di avvocati pubblici provenienti da Stati Uniti, Italia, Canada e Svizzera e sarà un’occasione di confronto sulle differenze e le affinità tra i diversi sistemi giudiziari. Fra i temi affrontati, il ruolo degli Enti Locali e degli avvocati pubblici dipendenti, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla professione forense, i contratti pubblici e l’impatto dell’ESG (Ambientale, Sociale e aziendale) sull’amministrazione locale. L’obiettivo è quello di favorire uno scambio di esperienze e conoscenze tra le pubbliche avvocature di diversi Paesi per migliorare le pratiche legali in un contesto internazionale sempre più integrato.

IL PROGRAMMA. Dopo i saluti della presidente di Unaep, avvocato Antonella Trentini, e dell’avvocato Deanna Shanami di IMLA, interverranno, fra gli altri, i Presidenti di Sezione del Consiglio di Stato Michele Corradino e Marco Lipari, insieme al Consigliere di Stato Giuseppe La Greca. Di particolare rilievo sarà il contributo del professor Paolo Sabbioni dell’Università Cattolica, che dialogherà con un Giudice proveniente dal Texas per approfondire le differenze tra i sistemi giudiziari italiano e statunitense.

Ad un anno dal seminario organizzato a Washington dai colleghi di IMLA al quale gli avvocati Unaep avevano partecipato in rappresentanza italiana abbiamo voluto replicare l’incontro inserendolo negli Stati Generali di Unaep proprio per favorire un momento di grande riflessione sulle sfide e sulle prospettive future della professione degli avvocati degli Enti pubblici“, dichiara il presidente di Unaep, Antonella Trentini.


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Dopo l’arrivo all’hotspot di Shengjin, coloro che saranno soggetti a rimpatrio o misure restrittive verranno trasferiti nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Gjader. Gli altri avranno l’opportunità di richiedere asilo o protezione internazionale con procedure accelerate, da completarsi entro 28 giorni. Chi otterrà protezione sarà trasferito in Italia, mentre i respinti saranno rimpatriati.

La partenza della “Libra” da Lampedusa senza migranti a bordo è stata confermata da fonti ufficiali, smentendo l’ipotesi che i profughi fossero stati prelevati dall’hotspot siciliano. Il governo italiano ha attivato i due centri albanesi, previsti dal Protocollo Italia-Albania firmato nel novembre 2023, capaci di ospitare fino a 3000 migranti.

Tuttavia, Amnesty International ha espresso preoccupazione per le possibili violazioni dei diritti umani legate alle misure del protocollo, in particolare per la detenzione automatica e il trattenimento dei migranti in attesa di espulsione e rimpatrio.


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La Cassazione ha anche dichiarato prescritta l’accusa di falsa testimonianza per tutti gli imputati, mentre per Luca Risso, ex compagno di Ruby, l’accusa di riciclaggio è caduta definitivamente.

La nuova fase del processo arriva dopo che la Procura di Milano aveva presentato un ricorso diretto in Cassazione, bypassando l’appello. Secondo il procuratore generale Roberto Aniello, nonostante le imputate fossero state ascoltate come testimoni in modo illegittimo, il reato di corruzione rimane configurabile, poiché le funzioni di pubblico ufficiale sono state esercitate concretamente.

Marysthell Polanco, una delle imputate, ha commentato la decisione con amarezza, dichiarando: “Berlusconi è morto e io rischio la condanna”. La difesa si dice pronta a leggere le motivazioni della sentenza.

La Procura di Milano si è detta soddisfatta della decisione e fiduciosa sull’esito del nuovo processo.


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Le nuove disposizioni mirano a limitare gli abusi, richiedendo che i creditori aderenti rappresentino almeno il 25% del totale dei crediti. Se il debito pubblico supera il 75%, il cram down non sarà possibile. Inoltre, la dilazione dei pagamenti non potrà superare i 10 anni. Infine, la norma stabilisce che nessun accordo può essere omologato se il debito fiscale supera l’80% del totale dei debiti, o se almeno un terzo deriva da frodi o false documentazioni.

Queste regole stringenti mirano a evitare che le imprese abusino del cram down per scaricare i debiti pubblici senza un reale piano di ripresa aziendale.


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La validità della notifica resta intatta se il destinatario è stato in grado di esercitare adeguatamente il proprio diritto di difesa, senza incertezze sulla provenienza o sull’oggetto della comunicazione. Il caso specifico riguardava una notifica dell’Agenzia delle Entrate Riscossione alla società M. & C. s.r.l. per il recupero di IVA e IRES.


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Per questi motivi l’Anm ha scritto al ministro della Giustizia Nordio, chiedendo un incontro “al fine di essere resi edotti sullo stato dei problemi e su qual tipo di accorgimenti siano stati preposti per l’avvio a soluzione”.

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Dai giornali di oggi vediamo che forse finalmente qualcuno nel centrodestra si è destato dal torpore, ma mercoledì scorso in Senato sui nostri emendamenti dalla maggioranza non si è mossa una foglia. Chiediamo a Giorgia Meloni in persona di intervenire immediatamente per sanare una indecenza che la sua maggioranza ha approvato in poche ore in Senato, buttando a mare anni di lotta a tutela delle vittime di violenza. Se non lo farà, Giorgia Meloni non potrà che essere complice di questo scempio”.

Così le capogruppo M5S in commissione giustizia alla Camera e al Senato Valentina D’Orso e Ada Lopreiato in una nota.


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Lotta alla criminalità organizzata transnazionale, Nordio a Vienna nel ricordo di Falcone e Borsellino

Roma, 14 ottobre 2024 – Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha inaugurato oggi a Vienna, alla presenza di Ghada Waly, Direttore Esecutivo dell’UNODC, la mostra dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, intitolata “Cooperazione nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale – l’esperienza dell’Italia”, realizzata dal Ministero della Giustizia insieme al Ministero degli Affari Esteri e al Ministero dell’Interno.

L’iniziativa apre la campagna di un mese per commemorare la “Giornata internazionale per la prevenzione e la lotta contro tutte le forme di criminalità organizzata transnazionale” ed avviene in concomitanza con la XII sessione della Conferenza degli Stati parte della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (UNTOC), alla quale il Guardasigilli è intervenuto in rappresentanza dell’Italia.

Giovanni Falcone aveva guidato la delegazione italiana alla primissima sessione della Conferenza delle Nazioni Unite (CCPCJ), da cui poi scaturì la sottoscrizione della Convenzione di Palermo nell’aprile 1992.

La storia di Giovanni Falcone, come quella di Paolo Borsellino e tanti altri che sacrificarono la propria vita per le Istituzioni, ci spinge a fare sempre di più nel campo della cooperazione giudiziaria internazionale. Con la condivisione di idee e iniziative non solo rendiamo omaggio al pensiero di uomini come Falcone, che già quarant’anni fa indicavano la necessità di percorrere una comune strada globale nella lotta alla criminalità organizzata, ma soprattutto possiamo concretamente agire a garanzia della sicurezza dei nostri concittadini

ha dichiarato il Ministro Nordio.

Giovanni Falcone – ha ricordato Nordio – diceva che ‘la criminalità organizzata non si vince chiedendo eroismo ai cittadini, ma mettendo in campo in questa lotta tutte le forze migliori delle istituzioni’. L’eredità di questi eroi della legalità può e deve sopravvivere attraverso l’impegno globale di ciascuno di noi per prevenire e combattere tutte le forme di malaffare

ha concluso il Guardasigilli.


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