Influencer, arriva il codice Ateco: riconoscimento ufficiale dal 2025

Dal primo gennaio 2025, la Creator Economy avrà un proprio codice Ateco. Il nuovo sistema di classificazione, predisposto da Istat ed Eurostat con il supporto dell’Associazione Italiana Content & Digital Creators (AICDC) e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, segna un passo fondamentale per il settore dell’influencer marketing e delle nuove professioni digitali.

Cos’è il codice Ateco
Il codice Ateco è una combinazione alfanumerica che identifica le attività economiche delle imprese. Le lettere indicano il macro settore economico, mentre i numeri specificano le categorie di riferimento.

Una svolta per il settore
“Siamo orgogliosi di questo risultato, frutto di oltre un anno di lavoro congiunto con Istat, Eurostat e il sottosegretario Massimo Bitonci”, ha dichiarato Sara Zanotelli, presidente di AICDC. “È una svolta storica per la Creator Economy, un primo passo verso il pieno riconoscimento di queste professioni emergenti”.

Maurizio Valente, vicepresidente dell’associazione, ha sottolineato l’importanza di questo traguardo: “Avere un codice Ateco specifico è parte di una strategia più ampia che punta a definire una regolamentazione fiscale e previdenziale per il settore. Di questo discuteremo nel nostro convegno ‘C come Economy: risposte concrete ad un mondo virtuale’, in programma l’11 dicembre”.


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serie di fascicoli

Perugia, indagini sul giudice-poeta: perquisiti tre studi legali

La Guardia di Finanza ha perquisito ieri gli studi di tre avvocati di Perugia nell’ambito delle indagini sul giudice Ernesto Anastasio, noto come il “giudice-poeta”, accusato di corruzione nell’esercizio della funzione. Coordinata dai magistrati di Firenze, l’inchiesta ha portato al sequestro di fascicoli e supporti informatici legati ai tre professionisti, che difendevano detenuti assistiti dal magistrato napoletano. Anastasio, 54 anni, è stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dal Consiglio Superiore della Magistratura per aver accumulato un arretrato record di 858 fascicoli al Tribunale di Sorveglianza di Perugia.

In un’intervista al Corriere dell’Umbria, Anastasio aveva dichiarato: “Alcuni avvocati obiettivamente hanno ottenuto un po’ di più, ma non perché fossero in procinto di farmi favori. Da parte loro c’è stata maggiore presenza in ufficio, una cordialità, un’intuizione psicologica”.

La reazione dell’avvocatura
Lo scorso dicembre, la Camera Penale di Perugia aveva proclamato tre giorni di astensione dalle udienze per denunciare i ritardi gravi nella definizione dei procedimenti presso la magistratura di sorveglianza, dove operava Anastasio. Un mese prima, l’Ordine degli Avvocati, presieduto da Carlo Orlando, aveva chiesto al magistrato di chiarire le sue dichiarazioni sui presunti favoritismi.

“L’avvocatura si dissocia da simili condotte e non accetta illazioni o paventati addebiti”, aveva affermato il Consiglio dell’Ordine, invitando Anastasio a rivelare i nomi dei legali coinvolti per evitare ombre sull’intera categoria.


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Separazione delle carriere: Caiazza contro Gratteri, “Gravi falsità in TV”

Giandomenico Caiazza, già presidente delle Camere Penali, ha duramente criticato le dichiarazioni del Procuratore Nicola Gratteri durante una recente intervista televisiva con Lilli Gruber. Gratteri aveva affermato che l’obiettivo della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente sarebbe quello di sottoporre la magistratura al potere esecutivo.

“Si tratta di una menzogna grossolana – ha dichiarato Caiazza – poiché il nuovo articolo 104 della Costituzione, previsto dalla riforma, recita chiaramente: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente“.

L’avvocato non ha risparmiato critiche anche al format televisivo: “Questa è la tecnica, sofisticata e sistematica, della disinformazione nei talk show. Invitano personaggi dotati, non sempre meritatamente, di enorme credibilità mediatica e li mettono nella condizione di dire ciò che vogliono, comprese menzogne propagandistiche, senza un contraddittorio qualificato. Una vergogna”.

 

 


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Carceri, allarme suicidi: quarto caso a Poggioreale dall’inizio dell’anno

Un giovane di 28 anni, originario della provincia di Napoli, si è tolto la vita nel carcere di Poggioreale. A dare la notizia è Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania. Il ragazzo si è impiccato, segnando il quarto suicidio nel penitenziario napoletano dall’inizio del 2024. Con questo caso, salgono a 11 i suicidi nelle carceri campane e a 81 quelli registrati in tutta Italia. Poggioreale e Prato si confermano i penitenziari con il maggior numero di episodi.

“La situazione è drammatica. Il sistema penitenziario è sull’orlo del baratro, ma la politica resta assente. Sovraffollamento, tensioni e condizioni disumane favoriscono gesti estremi e atti di autolesionismo. È una strage silenziosa, su cui nessuno interviene”, denuncia Ciambriello.

I numeri forniti dal garante sono allarmanti: dall’inizio dell’anno sono stati registrati 1.842 tentativi di suicidio e 11.503 atti di autolesionismo nelle carceri italiane. L’età media delle persone suicidatesi è di 40 anni, ma tra di loro ci sono anche otto giovani tra i 18 e i 25 anni.

“Indignarsi non basta più – aggiunge Ciambriello – questi suicidi sono il risultato di omissioni di Stato. È tempo di affrontare questa crisi con misure concrete e non con retorica populista”.


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Spy story a Milano: due imprenditori indagati per spionaggio a favore della Russia

La Procura di Milano, in collaborazione con il Ros dei Carabinieri, ha notificato la chiusura delle indagini preliminari a due imprenditori brianzoli, accusati di aver offerto attività di spionaggio ai servizi di sicurezza russi. L’inchiesta, però, non si ferma: gli investigatori stanno verificando l’eventuale esistenza di una rete più ampia di individui coinvolti e la possibile presenza di agenti russi attivi in Italia, sebbene al momento manchino evidenze specifiche in tal senso.

Il caso, emerso lo scorso aprile quando il più giovane dei due, un 34enne, si è autodenunciato ai Carabinieri, rivela dettagli inquietanti. I due imprenditori, ideologicamente filo-russi, avrebbero proposto la creazione di una rete di “case sicure” a Milano per ospitare cittadini russi in transito, evitando ogni registrazione, e di un sistema di videosorveglianza nelle principali città italiane, con la gestione affidata ai servizi di intelligence russi.

Le attività, che includevano anche il reperimento di documenti Nato e informazioni su obiettivi militari italiani, sarebbero state concordate via Telegram con un agente russo. Tra i compiti effettivamente eseguiti, emerge il monitoraggio di un imprenditore italiano esperto in droni e sicurezza elettronica.

Nonostante la gravità delle accuse, i magistrati non hanno richiesto misure cautelari, mantenendo il riserbo per esigenze investigative. L’inchiesta prosegue, puntando a fare luce su un possibile network di spionaggio che potrebbe rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale.


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Correttivo Cartabia, le ultime novità: un convegno della Federazione Camere Civili del Triveneto

La Federazione delle Camere Civili del Triveneto, in collaborazione con l’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) e con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Padova, organizza un importante convegno dedicato alle ultime novità introdotte dal Correttivo della Riforma Cartabia.

L’evento si terrà il 28 novembre 2024, dalle ore 15:00 alle 18:00, e sarà un’occasione di approfondimento e confronto per avvocati, giuristi e professionisti del settore legale.

I protagonisti dell’evento

La giornata sarà aperta dai saluti istituzionali di:

  • Avv. Rosanna Rovere, Presidente della Federazione delle Camere Civili del Triveneto;
  • Avv. Alberto Del Noce, Presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili;
  • Avv. Francesco Rossi, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Padova.

A introdurre e moderare i lavori sarà Avv. Fabio Spotelli, Consigliere dell’Unione Nazionale delle Camere Civili.

Tra i relatori spiccano nomi di rilievo del panorama giuridico nazionale:

  • Avv. Prof. Fabio Valerini, Consigliere del Centro Studi dell’Unione Nazionale delle Camere Civili;
  • Prof. Avv. Michele Angelo Lupoi, Ordinario di diritto processuale civile presso l’Università di Bologna.

Focus del convegno

Il dibattito sarà incentrato sulle principali innovazioni introdotte dal Correttivo alla Riforma Cartabia, che ha segnato una svolta significativa nell’organizzazione del sistema giudiziario. I temi trattati spazieranno dalle modifiche procedurali alle implicazioni pratiche per i professionisti del diritto.

L’incontro rappresenta un’importante opportunità di aggiornamento per gli avvocati, accreditato dal Consiglio dell’Ordine di Padova con il riconoscimento di 3 crediti formativi in materia generale.

Informazioni utili

La partecipazione è consentita sia in presenza sia tramite piattaforma Zoom, con un limite massimo di 300 partecipanti. Per iscriversi e ottenere i crediti formativi, è necessario seguire le indicazioni presenti al link: servicematica.com/corsi.


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Valditara sui femminicidi: “Mai detto che sono colpa degli immigrati”

Al Salone dello Studente di Roma, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha chiarito le sue dichiarazioni sui femminicidi, respingendo le accuse di aver attribuito il fenomeno all’immigrazione. “Non ho mai detto che il femminicidio è colpa degli immigrati. Ho parlato di un aumento delle violenze sessuali, legato anche alla marginalità e devianza derivanti dall’immigrazione irregolare”.

Valditara ha inoltre criticato la visione ideologica che attribuisce il problema femminile al patriarcato, affermando che giuridicamente questo è superato dal 1975 con la riforma del diritto di famiglia.

A smorzare le polemiche è intervenuto Gino Cecchettin, padre di Giulia, la giovane uccisa un anno fa dall’ex fidanzato. In un incontro a Bologna, ha invitato la premier Giorgia Meloni a contribuire al dibattito sul maschilismo: “Come donna e presidente del Consiglio, può offrire consigli utili a tutte le donne italiane”.


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Venticinque poliziotti penitenziari del carcere Pietro Cerulli di Trapani sono stati colpiti da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta per torture, abuso d’autorità e falso ideologico. Undici sono finiti agli arresti domiciliari, mentre 14 sono stati sospesi dal pubblico ufficio.

L’indagine, avviata nel 2021 dopo denunce di detenuti, ha portato a un totale di 46 indagati. Secondo le accuse, i maltrattamenti avvenivano in aree del penitenziario non coperte da telecamere; successivamente, i dispositivi installati avrebbero registrato violenze reiterate.

L’operazione è stata condotta dal nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria di Palermo, con il supporto di reparti territoriali, su ordine del Gip di Trapani e su richiesta della Procura.


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La delibera, pur senza effetti giuridici, rappresenta una posizione ufficiale del CSM e condanna le dure reazioni governative e mediatiche che hanno colpito i magistrati, arrivando a esporre aspetti privati del presidente del collegio giudicante.

“Le critiche hanno superato i limiti della cronaca e della legittima critica, compromettendo l’autonomia e l’indipendenza della funzione giudiziaria”, si legge nel testo, che richiama al rispetto tra le istituzioni.

Si tratta della prima pratica a tutela che approda a una risoluzione del plenum dal 2009, anno del caso Raimondo Mesiano, legato al lodo Mondadori.


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Tra le rivendicazioni principali figurano l’aumento delle indennità, la depenalizzazione dell’atto medico, l’assunzione di personale e la richiesta di eliminare il vincolo di esclusività per gli infermieri. Delusione anche per il testo della Manovra, giudicato “insufficiente” dai sindacati, che criticano l’esiguo aumento delle indennità e il rinvio del piano di assunzioni al 2026.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, si è detto disponibile al dialogo per affrontare le questioni ancora irrisolte, inclusa la defiscalizzazione delle indennità e un piano pluriennale di assunzioni, ma i sindacati restano compatti nella protesta, definendo “tampone” l’arrivo di infermieri stranieri.


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