Il Consiglio Nazionale Forense, nella sentenza n. 232 del 31 maggio 2024, ha ribadito che il diritto di critica sui provvedimenti giudiziari, sebbene fondamentale per garantire la libertà di espressione, non può mai oltrepassare i confini del rispetto verso l’operato del giudice. Il diritto-dovere di esprimere critiche deve infatti coniugarsi con il rispetto della funzione giudicante, che rappresenta un valore di interesse pubblico e trova fondamento nella Costituzione. Tale principio implica che la critica deve essere rivolta all’operato del giudice, ma senza ledere la sua persona o compromettere la sua funzione. Questo bilanciamento tra il diritto di critica e il rispetto per la funzione della giustizia, in cui la difesa riveste pari dignità, è essenziale per il mantenimento di un equilibrio tra le libertà individuali e il rispetto dell’ordine giuridico.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Nuove regole per le graduatorie: validità estesa a tre anni e assunzioni più flessibili
Il decreto PA 2025 modifica le norme sulle graduatorie dei concorsi pubblici: più tempo per utilizzarle, possibilità di scorrimento senza rinunce dei vincitori e assunzioni…
Intelligenza artificiale, Nordio: “Fondamentale governarne bene l’uso”
Lo ha detto il Ministro della Giustizia nel suo intervento di saluto all'evento collaterale del G7 a presidenza italiana
Studi professionali: arriva la norma UNI
Tutti i dettagli sulla norma UNI1610191 “Studi professionali di avvocati e dottori commercialisti – Principi organizzativi e gestione dei rischi connessi all’esercizio della professione per…

