Fonici, trascrittori e stenotipisti sono figure fondamentali affinché funzioni il Tribunale: a Torino, tuttavia, vengono classificati come impresa di pulizia.
Per questo motivo, nella mattina del 19 marzo 2024, queste figure hanno deciso di protestare di fronte al palazzo di giustizia, anche se manifestazioni del genere sono avvenute in tutta Italia.
Spiegano le lavoratrici e i lavoratori: «Facciamo un lavoro assolutamente necessario senza il quale si bloccherebbero persino le udienze perché tutto quel che viene detto dentro le aule passa attraverso noi, il nostro lavoro e la nostra trascrizione».
«E’ su questo materiale», proseguono, «che poi lavorano gli avvocati e i giudici. Chiediamo l’internalizzazione anche perché ci sono fondi del Pnrr che sono destinati al ministero della Giustizia per l’assunzione di personale».
Dichiara Stefania Trovato della Cgil di Torino: «Vengono classificati come se fossero un’impresa di pulizia. Chiediamo che la loro internalizzazione sia adesso perché a giugno ci sarà il cambio di appalto. A Torino ci sono 14 persone, ma in tutta Italia sono più 1.500. Vorrebbero portare il loro lavoro alla durata dell’udienza, se dura 10 minuti verrebbero pagate per 10 minuti».
«La loro prestazione», conclude, «va dalla mattina alla sera, a disposizione totalmente del Tribunale. Hanno la reperibilità. A noi questo non sta più bene. Vogliamo che ci sia un tavolo ministeriale per riconoscere le loro professionalità».
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