Alta adesione allo sciopero nazionale di 24 ore di medici, infermieri e dirigenti sanitari, con punte fino all’85%, secondo i dati diffusi da Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up. La protesta, che ha portato i sanitari in piazza a Roma, denuncia condizioni di lavoro insostenibili, contratti inadeguati e insufficienti risorse per la sanità pubblica.
Tra le rivendicazioni principali figurano l’aumento delle indennità, la depenalizzazione dell’atto medico, l’assunzione di personale e la richiesta di eliminare il vincolo di esclusività per gli infermieri. Delusione anche per il testo della Manovra, giudicato “insufficiente” dai sindacati, che criticano l’esiguo aumento delle indennità e il rinvio del piano di assunzioni al 2026.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, si è detto disponibile al dialogo per affrontare le questioni ancora irrisolte, inclusa la defiscalizzazione delle indennità e un piano pluriennale di assunzioni, ma i sindacati restano compatti nella protesta, definendo “tampone” l’arrivo di infermieri stranieri.
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