Il Consiglio Nazionale Forense (CNF), con la sentenza n. 219 del 27 maggio 2024, ha stabilito che ospitare la sede di uno studio legale presso un’associazione di categoria è una violazione dell’art. 37 del Codice Deontologico Forense. Tale pratica, secondo il CNF, danneggia l’immagine della classe forense, creando un potenziale conflitto di interesse e possibilità di accaparramento della clientela, anche se non vi siano vantaggi economici diretti. Nel caso esaminato, uno studio legale condivideva la sede con un’associazione operante nel risarcimento danni da circolazione stradale, e il CNF ha ritenuto appropriata la sanzione disciplinare della censura.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Cybersicurezza in azienda: amministratori in prima linea tra obblighi e responsabilità
La circolare Assonime n. 23/2025 chiarisce l’impatto del d.lgs. 138/2024 (recepimento della direttiva NIS2): l’adeguata gestione del rischio cyber diventa requisito strategico di governance. Sanzioni,…
Nessuna sanzione per il praticante al Tar in sostituzione del proprio dominus
Non sono previste sanzioni per il praticante avvocato che è stato indotto dal proprio dominus, con un atto scritto, a sostituirlo dinanzi al Tar di…
Ufficio per il Processo, tra stabilizzazione e sfide future
Il Ministero annuncia 6.000 stabilizzazioni, ma ribadisce la natura straordinaria del progetto

