19 Aprile 2025 - La scomparsa

Addio ad Alessandro Pace, gigante del diritto costituzionale italiano

Scomparso a 89 anni il giurista e avvocato tra i più influenti del Paese. Maestro di intere generazioni, fu studioso attento dei rapporti tra Stato, governo e diritti fondamentali, con un focus sulla libertà di espressione.

È morto a Roma, all’età di 89 anni, il giurista e avvocato Alessandro Pace, uno dei più autorevoli costituzionalisti italiani. Figura di riferimento nel panorama accademico e giuridico del Paese, Pace ha dedicato la sua lunga carriera allo studio e all’insegnamento del diritto costituzionale, approfondendo in particolare i complessi rapporti tra forma di Stato, forma di governo e diritti fondamentali, con un’attenzione speciale alla libertà di manifestazione del pensiero.

L’annuncio della sua scomparsa è stato dato dall’Associazione Italiana dei Costituzionalisti, della quale fu tra i fondatori, oltre che segretario del consiglio direttivo (1985-1988) e presidente (2006-2009). I funerali si terranno mercoledì 23 aprile alle ore 11:30 presso la chiesa di San Bellarmino, in piazza Ungheria a Roma.

Nato a Lanciano (Chieti) il 30 settembre 1935, Pace si laureò in Giurisprudenza all’Università di Roma nel 1957, formandosi sotto la guida di maestri del calibro di Carlo Esposito e Vezio Crisafulli. Dopo aver conseguito la libera docenza in diritto costituzionale nel 1967, vinse la cattedra nel 1972. Ha insegnato nelle università di Cagliari, Modena, Firenze e Roma “La Sapienza”, dove è stato professore ordinario dal 1990 e poi professore fuori ruolo dal 2007.

Direttore della rivista Giurisprudenza costituzionale dal 1999, e in precedenza condirettore con Leopoldo Elia, faceva parte di importanti comitati scientifici internazionali e ha esercitato la professione forense dinanzi alle supreme magistrature, specializzandosi in questioni costituzionali e in materia di libertà d’espressione e mezzi di comunicazione.

Relatore in numerosi convegni, autore di oltre 220 pubblicazioni — molte delle quali tradotte in diverse lingue — Pace lascia un’impronta indelebile nel mondo del diritto. Tra le sue opere principali figurano La libertà di riunione nella Costituzione italiana (1967), Il potere d’inchiesta delle assemblee legislative (1973), Problematica delle libertà costituzionali (1983), La causa della rigidità costituzionale (1995), I limiti del potere (2008) e molte altre.

Con la sua scomparsa, il mondo accademico e giuridico italiano perde un pensatore rigoroso e una voce autorevole nella difesa e nello studio dei principi costituzionali.

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