Un nuovo benchmark pubblicato il 2 novembre dalla società di ricerca statunitense SemiAnalysis ridimensiona drasticamente le capacità reali dell’intelligenza artificiale nei settori professionali ad alto valore, diritto compreso. Il test, chiamato GDPx e firmato dagli analisti Max Kan, Andrew Megalaa e Dylan Patel, misura le prestazioni dei modelli più avanzati in undici ambiti economici: progettazione di chip, cybersicurezza, biologia, finanza, diritto, trading quantitativo, auto-miglioramento ricorsivo, progettazione hardware, scienza dei materiali, allineamento e ingegneria del software.
Il risultato principale è che il modello migliore in assoluto ottiene appena il 12% di punteggio complessivo, soglia che gli autori definiscono “realmente di frontiera”. A guidare la classifica generale è Claude Opus 5.5, primo in trading quantitativo, progettazione hardware e chip design; segue Gemini 4 Carbon, migliore in biologia, con GPT-6 Astra al vertice negli ambiti dell’auto-miglioramento e della scienza dei materiali.
Il dato più rilevante per gli operatori del diritto riguarda proprio il dominio legale, insieme a quello finanziario: qui la quasi totalità dei modelli testati ha ottenuto un punteggio pari a zero nella valutazione binaria, costringendo i ricercatori a introdurre un punteggio parziale per rendere i risultati leggibili. Le prove legali sono state scritte da esperti di dominio reclutati tra quattordici partner specializzati in ambienti di simulazione, con un processo di controllo qualità che ha scartato quasi la metà dei task equivalenti del precedente standard Terminal Bench 4.0 perché inattendibili.
Per gli avvocati italiani il messaggio pratico è duplice: da un lato conferma che gli strumenti di intelligenza artificiale generativa restano, allo stato attuale, inadeguati a sostituire in autonomia il lavoro di redazione o analisi giuridica complessa; dall’altro segnala che i produttori dei grandi modelli (OpenAI, Google, Anthropic) stanno investendo proprio sul settore legale come terreno di sfida per le prossime versioni, rendendo prevedibile un salto di qualità nel breve periodo che gli studi professionali dovranno monitorare con attenzione.
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