Una larga parte dell’Avvocatura italiana si prepara a scendere in campo per sostenere il Sì al referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. Concluso l’iter parlamentare che introduce la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, ora la battaglia si sposta nella società civile, dove si aprirà una fase di confronto serrato.
Ad aprire il fronte è Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, che definisce la riforma «un passo necessario per una giustizia più equa e credibile». Con il voto del Senato, spiega, «si inaugura una stagione nuova, nella quale superare le dinamiche correntizie che troppo spesso hanno appannato l’autorevolezza della magistratura». Il Cnf, garantisce Greco, offrirà ai cittadini una partecipazione informata e rigorosa, «al di fuori di logiche partitiche», mettendo al centro il contributo tecnico-giuridico dell’Avvocatura.
Entusiasmo anche dalle Camere penali, da anni in prima linea in questa battaglia. Il presidente Francesco Petrelli parla senza esitazioni di una conquista storica: «La piena attuazione del modello accusatorio del 1988 non può prescindere dalla separazione delle carriere. Ora saranno i cittadini a decidere se vogliono un giudice davvero terzo, indipendente dalla politica e libero da logiche associativo-corrente». I penalisti si impegneranno in una campagna referendaria «chiara e corretta», per evitare derive ideologiche e polarizzazioni sterili.
Alla mobilitazione si aggiunge l’Associazione italiana giovani avvocati, che vede nella riforma un’opportunità di maggiore efficienza del sistema. Secondo il presidente Carlo Foglieni, l’intervento costituzionale «garantisce l’autonomia dei magistrati e consolida la specializzazione degli uffici giudicanti e requirenti», con benefici organizzativi e un possibile impatto significativo sulla durata dei processi.
A chiudere il fronte del Sì c’è l’Organismo congressuale forense. Il coordinatore Fedele Moretti si dice certo che gli elettori sapranno cogliere «un’occasione storica per una giustizia migliore e più vicina ai diritti dei cittadini».
La campagna è quindi ai nastri di partenza. E mentre il referendum si avvicina, l’Avvocatura si prepara ad affrontare una sfida decisiva: spiegare agli italiani perché questa riforma, attesa per decenni, dovrebbe finalmente diventare realtà.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Sicurezza stradale, arriva l’obbligo dell’Alcolock: stop all’auto se hai bevuto
Cambia il Codice della Strada: chi è stato sorpreso alla guida con un tasso alcolemico oltre lo 0,8 g/l dovrà installare a proprie spese un…
Truffa dello squillo: come i cybercriminali ci rubano il credito
Venerdì 14 aprile 2023 La wangiri è la truffa dello squillo, della quale si cominciò a parlare in Italia ben 19 anni fa, nel 2004.…
Mai così tanti detenuti nelle carceri minorili
È stato recentemente pubblicato un rapporto dell’associazione Antigone per quanto riguarda la situazione delle carceri minorili italiane. Leggiamo nel rapporto che i detenuti all’interno delle…
