Sei un leader o un capo?

Sei un avvocato capo o un avvocato leader?

Un avvocato deve possedere una laurea, l’abilitazione alla professione e l’iscrizione all’ordine. Ma tutto questo è sufficiente per potersi definire un avvocato?

Un professionista affermato ha un pacchetto di clienti tale da permettergli di lavorare con dei collaboratori. Se la tua attività si limita ad un caso una tantum, e gestisci tutto in modo autonomo, significa che devi ancora finire il tuo percorso per divenire un avvocato di successo.

È fondamentale, dunque, che tu sappia se il modo in cui lavori ti porterà verso la strada del capo o del leader.

L’avvocato capo

Un capo è una persona che impartisce ordini e che pretende che le altre persone li eseguano senza molte discussioni. Si basa molto sull’autorità e non sull’autorevolezza. Non ascolta le esigenze dei collaboratori, nessuno lo contraddice ma in molti lo criticano di nascosto.

Un capo corre il rischio di essere “mollato sul più bello”. Le persone ambiziose non tollerano questo modo di affrontare la realtà, e per questo si guardano intorno, abbandonando la nave appena possono. Nella gestione dei collaboratori di uno Studio Legale questa metodologia è molto diffusa, ma non è decisamente produttiva.

L’avvocato leader

Un leader, invece, non impartisce ordini, ma guida i suoi collaboratori. Cerca di restare in sintonia con la squadra, ascoltando attentamente le esigenze di tutti. Se nasce un contrasto, trova dei punti ragionevoli di mediazione.

Un leader è attento alle obiezioni che potrebbero avanzare i suoi collaboratori, le ascolta per trarre insegnamenti e spunti per migliorarsi.

I segnali per riconoscere un leader

Ma come facciamo a capire in quale definizione rientriamo? Certamente non possiamo andare in Studio per chiedere ai collaboratori quale dei due siamo: la risposta sarebbe “sei un leader”!

Dunque, dovremmo fare un’autoanalisi onesta e osservare attentamente i comportamenti che assumono i collaboratori.

Presta attenzione a questi segnali, per capire se sei un leader:

  • i collaboratori vogliono lavorare nel tuo Studio, nonostante abbiano anche altre opportunità;
  • prendi decisioni in fretta, ascoltando e tenendo conto del parere degli altri;
  • i tuoi collaboratori ti dicono chiaramente tutto quello che pensano, anche se lo loro idee sono in contrasto con le tue;
  • tieni la mente aperta alle innovazioni, senza aver paura di apportare cambiamenti nel tuo Studio;
  • la tua attività continua a crescere, e il tuo team è stimato e apprezzato.

Entrare in empatia con i clienti

Una buona leadership ti permette di lavorare al top, e in generale ti aiuta a gestire al meglio i vari aspetti del tuo lavoro.

È importante che anche i clienti ti riconoscano come leader. Spesso gli avvocati sfoggiano il loro sapere, e i clienti, costretti ad affidarsi a loro, alla fine non si fidano. Essere un leader significa saper ascoltare, comprendere e far sentire compresi.

Soltanto dopo essere entrati in empatia con un cliente si potrà iniziare a guidarlo verso le soluzioni più giuste del caso.

Le differenze tra leader e capo

La principale differenza tra leader e capo sta nell’atteggiamento e nelle varie aree di focus.

Un capo punta al profitto, mentre un leader punta al cambiamento e alla crescita.

Un capo si focalizza su specifiche azioni da compiere. Un leader, sui valori che uniscono i collaboratori e che li fanno sentire parte di una comunità.

Un capo pensa di motivare minacciando con delle punizioni. Un leader ispira le persone con il proprio lavoro, offrendo incentivi.

Un capo tende a supervisionare. Un leader preferisce l’innovazione, la creatività, motivando e favorendo un clima di scambio e collaborazione.

Un capo responsabilizza i suoi collaboratori. Un leader si prende la responsabilità, anche dei fallimenti.

Un capo comunica in maniera aggressiva, un leader in modo assertivo.

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