Giustizia e migrazioni: Nordio e Meloni contro la magistratura sulla questione Albania

Mentre i tecnici di Palazzo Chigi lavorano alla stesura di un decreto legge per modificare la lista dei Paesi sicuri e facilitare la gestione extra-territoriale dei migranti, il recente rifiuto della convalida di 12 migranti trasferiti in Albania ha acceso un intenso dibattito tra il governo e la magistratura. La gestione delle migrazioni, particolarmente in riferimento all’Albania, ha posto nuovamente al centro dell’attenzione il delicato equilibrio tra il potere esecutivo e giudiziario.

Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, i governi non possono espellere migranti verso Paesi terzi se vi è anche solo un rischio parziale di condanne a morte, torture o trattamenti degradanti. Questa sentenza, secondo il ministro della Giustizia Carlo Nordio, è stata interpretata in modo restrittivo dalla magistratura italiana, che ha bloccato il trasferimento dei migranti in Albania. In un’intervista a La Repubblica, Nordio ha criticato i giudici romani, sostenendo che la definizione di “Paese sicuro” non spetta alla magistratura, ma è una decisione politica entro i parametri del diritto internazionale.

La polemica ha raggiunto il suo apice quando la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accusato una parte della magistratura di essere “politicizzata e ideologicamente prevenuta”. La diatriba ha assunto toni particolarmente aspri con il coinvolgimento del giudice Marco Patarnello, sostituto procuratore della Corte di Cassazione, il cui messaggio privato ad alcuni colleghi, criticando le politiche di Meloni, è stato diffuso sui social dalla stessa premier. Meloni ha utilizzato questo episodio per rilanciare l’attacco a una parte della magistratura, accusata di ostacolare le decisioni del governo per ragioni politiche, anziché giudiziarie.

Le tensioni tra il governo e la magistratura non si sono limitate a questo episodio. Nordio ha paventato possibili sanzioni disciplinari contro i giudici che, a suo dire, hanno “esondato” dalle loro competenze. Questo ha suscitato una forte reazione da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati, con il presidente Giuseppe Santalucia che ha espresso preoccupazione per i toni “di aggressione senza precedenti” rivolti ai magistrati.

Anche il Partito Democratico, con la sua leader Elly Schlein, ha condannato duramente le dichiarazioni di Nordio, chiedendo le dimissioni del ministro. Schlein ha ribadito che il governo sta dimenticando il principio della separazione dei poteri, sottolineando che i giudici italiani non fanno altro che applicare le normative europee.

Il dibattito su chi abbia l’autorità di definire quali Paesi possano essere considerati sicuri non si esaurisce con le dichiarazioni politiche. Da un lato, il governo intende trasformare l’elenco dei Paesi sicuri in legge di rango primario, rafforzando la propria posizione sulle politiche migratorie; dall’altro, la magistratura, sostenuta anche dall’Unione Camere Penali, insiste che le decisioni dei giudici sono conformi alle normative europee, che impongono criteri rigorosi per evitare il rimpatrio in Paesi dove i diritti umani non sono pienamente garantiti.

 


LEGGI ANCHE

Un sistema di Intelligenza Artificiale capace di evolvere come un cervello umano

Un sistema di IA capace di evolversi e svilupparsi come un cervello umano, che supera anche le varie limitazioni che vengono imposte dall’ambiente esterno. Esattamente…

Phishing e pagamenti digitali: per l’Europa la banca deve rimborsare subito

L’Avvocato generale della Corte di giustizia chiarisce le regole: il cliente va tutelato immediatamente, ma l’istituto può rivalersi se dimostra negligenza grave

Se il commercialista sbaglia, paga anche il cliente

La Cassazione chiarisce: il contribuente deve vigilare sull’operato del professionista fiscale. Esclusa la responsabilità solo se dimostrata frode

Violenza di genere, Nordio: “Educare al rispetto dei diritti delle donne. Le leggi ci sono”

“Normativamente siamo a buon punto, le leggi ci sono, la magistratura opera bene e il Codice Rosso funziona: quello che manca è la educazione al rispetto dei diritti delle donne”.

Al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sono affidate le conclusioni del convegno “Scenari giuridici e sociali sulla violenza di genere: dalla repressione alla prevenzione e percezione del fenomeno”. L’evento si è tenuto presso la sede della Scuola superiore della magistratura di Castel Capuano; un’occasione per presentare e diffondere il leaflet di sensibilizzazione del Ministero “La violenza mai”.

“Ognuno deve vedere nelle persone un proprio uguale; una sedimentazione psicologica che – ha aggiunto il Guardasigilli – deve essere assistita dalla legge così come è. Non è la legge penale che può risolvere il problema, che è essenzialmente educativo e informativo”.

Organizzato dalla Corte d’appello di Napoli, il convegno è stato introdotto dai saluti della presidente Maria Rosaria Covelli – a capo dell’Osservatorio di via Arenula sull’efficacia delle norme contro la violenza di genere -, del procuratore generale Antonio Gialanella e del procuratore generale della Cassazione Luigi Salvato.


LEGGI ANCHE

Avvocati, il decalogo del cliente ideale

Non esiste un insieme di regole universali che il cliente ideale di un avvocato debba seguire, in quanto ogni caso e ogni relazione tra cliente…

rendering condomino

Conti correnti trasparenti per i condòmini: Il ruolo della banca

In caso di rifiuto da parte dell'amministratore di condominio di fornire copia dell'estratto conto, i condòmini possono rivolgersi direttamente alla banca per ottenere le informazioni…

Il GDPR a 3 anni dalla sua introduzione: la situazione

Il GDPR a 3 anni dalla sua introduzione: la situazione

Qual è la situazione a tre anni dall’introduzione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati 2016/679, anche detto GDPR? IL GDPR Il GDPR è la…

Attacco informatico al Ministero, hacker arrestato: in possesso delle password di 46 magistrati

Carmelo Miano, il 24enne siciliano arrestato con l’accusa di aver violato i server del Ministero della Giustizia e di alcune Procure, deteneva le password di 46 magistrati, tra cui i procuratori di Perugia e Firenze. Le indagini, condotte dalla Procura di Napoli, hanno rivelato che Miano ha effettuato una serie di hacking per mesi.

Durante l’udienza dinanzi ai giudici del Riesame di Napoli, è emerso che l’hacker avrebbe anche avuto accesso alla rete informatica del Ministero. L’avvocato di Miano, Gioacchino Genchi, ha richiesto la scarcerazione del suo assistito, sottolineando che tra le informazioni rubate vi erano anche gli account email dei magistrati che lo stavano indagando. Tuttavia, la Procura si è opposta sia alla scarcerazione che al trasferimento del caso a Perugia, chiedendo invece la conferma della detenzione dell’indagato.


LEGGI ANCHE

“Di carcere ci si ammala”: la crisi della sanità colpisce anche i detenuti

Anche la salute dei detenuti è a rischio. A lanciare l’appello il notiziario dei detenuti della Casa di reclusione di Rebibbia, che ricorda come negli…

Decreto sicurezza, penalisti in allarme: dubbi su droga, social e nuove misure per i minori

Non solo la norma sui rimpatri: l’avvocatura critica l’inasprimento sugli stupefacenti e il sequestro dei contenuti online. Sotto accusa automatismi ritenuti lesivi della proporzionalità della…

Contributi previdenziali e notai: la Cassazione ribadisce la deducibilità dal reddito di lavoro autonomo

Una recente ordinanza della Suprema Corte conferma la deducibilità dei contributi previdenziali obbligatori versati dagli studi associati direttamente dal reddito professionale, con effetti diretti sull’Irap…

“Le somme liquidate mi erano dovute”: la nostra rettifica

Riceviamo e pubblichiamo una richiesta di rettifica che pubblichiamo di seguito, a firma dell’avv. Corrado Schiaffonati

Oggetto: Vs.articolo del 17/10/2024 dal titolo “Rimosso il giudice Giuseppe Bersani: favoriva
avvocati amici, il Csm lo espelle”

Nella giornata di ieri è apparso sul vostro quotidiano un articolo che riguarda il Giudice Dott.
Giuseppe Bersani e che coinvolge anche la mia persona nella parte in cui si legge:
“…..Un altro episodio riguarda l’avvocato Corrado Schiaffonati, al quale Bersani
avrebbe liquidato somme di denaro significative in occasione del suo trasferimento da Piacenza a
Cremona, senza rispettare i criteri previsti dalla legge. Inoltre, secondo l’incolpazione, il
magistrato avrebbe costretto un azionista di maggioranza di una società a versare a Schiaffonati
una cifra spropositata di 550mila euro, giustificata da una prestazione legale ben al di sotto di tale
valore..”
Ciò premesso Vi significo quanto segue.
Le somme che mi vennero liquidate a titolo di compenso dal Dott. Bersani, peraltro più di sette anni
or sono, mi erano dovute.
Quanto all’importo di Euro 550.000,00, esso mi venne corrisposto nel mese di marzo 2010, quindi
oramai ben quindici anni or sono, da una società che si era resa assuntrice di un concordato
fallimentare, ma del tutto spontaneamente e senza che vi fosse stata “costrizione da parte mia e da
parte del Dott. Bersani” il quale, oltretutto, non doveva nemmeno “essere più lui a liquidarmi i
compensi”, proprio perché era intervenuto il concordato fallimentare.
Purtroppo, e come spesso accade in questo strano paese, alcuni anni or sono venne avviata
un’indagine nei confronti miei e dal Dott. Bersani per i fatti sopra indicati ipotizzando i reati di
abuso d’ufficio e di estorsione in concorso, che venne trasmessa per competenza ex artt.11 c.p.p.
alla Procura della Repubblica di Ancona.
I due Pubblici Ministeri anconetani, dopo approfondite indagini e dopo aver attentamente vagliato
gli atti e i documenti prodotti, si resero conto dell’assoluta infondatezza delle ipotesi delittuose che
erano state contestate a me e al Dott. Bersani, e quindi in data 24/12/2020 avanzarono una richiesta
di archiviazione nei nostri confronti perché le norme che qualcuno assumeva essere state violate
riguardo al primo episodio non erano nemmeno in vigore al tempo dei fatti; quanto al secondo
episodio la motivazione era invece dovuta all’insussistenza dei fatti, e che vi allego con omissis
nella sola parte che mi riguarda.

2 Il Gip di Ancona in data 02/02/2021 accolse la richiesta dei due Pubblici Ministeri e dispose
l’archiviazione del procedimento per entrambi. Suppongo che il decreto di archiviazione sia stato
poi vistato dal Procuratore Generale competente.
Quindi quanto è stato da Voi scritto nel vostro articolo, che ha diffusione nazionale in quanto
consultabile via internet, contiene delle affermazioni che non corrispondono a verità e sono
gravemente lesive della mia reputazione, personale e professionale, in quanto io vengo presentato al
vasto pubblico come un avvocato farabutto che pone in essere delle estorsioni a danno di terzi in
combutta con un Magistrato per ottenere il pagamento di una somma di Euro 550.000,00 che non
gli era dovuta, quando invece dalle risultanze delle indagini è emerso che tanto io quanto il Dott.
Bersani non avevamo ricattato proprio nessuno, e che i danari che mi vennero corrisposti mi erano
legittimamente dovuti.
Inoltre, e a quanto mi costa, per i fatti sopracitati il Dott. Bersani era stato già archiviato anche dalla
sezione disciplinare del CSM con ordinanza n.39/2023 del 20/04/2023.
(…)
Allego: copia della richiesta di archiviazione della procura di Ancona e del decreto di archiviazione
del Gip di Ancona nei confronti miei e del Dott. Bersani.

Piacenza li 18/10/2024

Avv. Corrado Schiaffonati


LEGGI ANCHE

Centrodestra in tensione: guerriglia parlamentare tra Lega e Forza Italia

Divergenze su manovra, giustizia e autonomia mettono alla prova la coalizione.

direttiva NIS 2

Direttiva europea NIS 2: cosa devono fare le aziende per adeguarsi

Il 17 gennaio 2023 è entrata in vigore la Direttiva Ue NIS 2, ovvero un quadro normativo che punta alla creazione di una strategia di…

Accusato di appropriazione indebita, assolto dopo 8 anni: fine di un incubo per un avvocato

L’accusa era di essersi appropriato di parte del risarcimento di una cliente senegalese, coinvolta in un grave incidente stradale

Avvocati: mille euro per ogni figlio a famiglie monogenitoriali

C’è tempo fino al 31 dicembre per presentare la domanda di partecipazione al bando di Cassa Forense, che offre contributi alle famiglie monogenitoriali degli avvocati iscritti. Nei giorni scorsi, l’ente previdenziale ha pubblicato il bando che prevede un contributo di mille euro per ogni famiglia a genitore unico che abbia almeno un figlio a carico di età inferiore ai 26 anni.

Le domande possono essere presentate attraverso il portale dedicato, e si invita a verificare i requisiti specifici per l’accesso ai contributi. Per maggiori dettagli, è possibile consultare il documento ufficiale qui.


LEGGI ANCHE

Studio Legale: come gestire i conflitti

La fiducia gioca un ruolo fondamentale nel successo di qualsiasi impresa. Tuttavia, è qualcosa di estremamente difficile da costruire e da mantenere. È l’ingrediente che…

Export in crescita, anche negli USA

Nel terzo quadrimestre del 2025 siamo balzati al 4° posto tra i Paesi del G20 per esportazioni di merci nel mondo. Abbiamo sorpassato il Giappone

Sospensione per l’avvocato che finge una grave malattia per ottenere denaro

Sospensione per l’avvocato che finge una grave malattia per ottenere denaro

Con la sentenza n. 172/2019, il CNF conferma la sanzione della sospensione disciplinare per l’avvocato che ha finto una malattia grave al fine di ottenere…

Diffamazione via Messenger: quando la Cassazione esclude il reato per mancanza di dolo

Con la sentenza n. 36217 depositata il 27 settembre 2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’invio di messaggi diffamatori su Messenger non integra il delitto di diffamazione in assenza di dolo. La vicenda ha origine dalla condanna di un’imputata da parte della Corte d’Appello dell’Aquila, che l’aveva ritenuta colpevole di diffamazione aggravata per aver condiviso, attraverso la piattaforma di messaggistica di Facebook, una lettera offensiva nei confronti di un avvocato.

Il difensore dell’imputata ha contestato la sentenza, sottolineando che i messaggi erano stati inviati in un contesto privato e che l’imputata non sapeva che più persone avessero accesso a quel canale di comunicazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che per configurare il reato di diffamazione è necessario che l’agente sia consapevole di comunicare con più persone o di agire in modo tale che le informazioni possano diffondersi.

I giudici hanno ribadito che il dolo, nel caso di diffamazione, richiede non solo l’intento di ledere la reputazione altrui, ma anche la consapevolezza che le affermazioni denigratorie possano raggiungere un pubblico più ampio. Nel caso in esame, la mancanza di tale consapevolezza ha portato all’annullamento della sentenza senza rinvio, poiché il reato era estinto per prescrizione.


LEGGI ANCHE

Processi decisionali automatizzati e consenso informato: la giurisprudenza va oltre il GDPR

Processi decisionali automatizzati e consenso informato: la giurisprudenza va oltre il GDPR

Il GDPR è un punto di riferimento normativo per quanto riguarda la tutela dei dati personali. Dalla sua introduzione la giurisprudenza ne ha allargato i…

imu casa

IMU: doppia esenzione per coniugi con esigenze di vita documentate, anche in Comuni diversi

La controversia in oggetto riguarda l’esenzione IMU per l’abitazione principale di una coppia coniugale. I coniugi, pur avendo stabilito la dimora abituale e la residenza…

Intercettazioni, giro di vite sulla durata: pubblicata la legge Zanettin

La Gazzetta Ufficiale ha reso ufficiale la nuova normativa che introduce un limite massimo di 45 giorni per le intercettazioni, salvo proroghe motivate. Diverse le…

Licenziamento per offese al cliente: quando la Cassazione ne conferma la legittimità

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 26440/2024, ha confermato la legittimità del licenziamento di un dipendente che aveva rivolto espressioni sgarbate e scurrili a un cliente. Il lavoratore aveva presentato ricorso, dopo che la Corte d’Appello aveva già evidenziato la gravità del comportamento, aggravato dalla mancanza di scuse e dalla prosecuzione della discussione con toni accesi.

La Corte d’Appello aveva inoltre considerato i precedenti disciplinari del dipendente, ritenendo congruo il provvedimento di licenziamento. La Cassazione, nel rigettare il ricorso, ha ribadito alcuni principi fondamentali in materia di licenziamento per giusta causa, sottolineando che tali disposizioni devono essere interpretate dal giudice, tenendo conto sia della coscienza generale sia dei principi giuridici richiamati implicitamente dalle norme.


LEGGI ANCHE

Nordio: “Saetta, esempio contro la mafia”

Il 25 settembre 1988 perdeva la vita in un attentato mafioso Antonino Saetta, Presidente della Corte d’appello di Caltanissetta, mentre sulla propria vettura, in compagnia…

sottoscrizione illeggibile

Procura alle liti con sottoscrizione illeggibile: valida o no?

Se non è possibile decifrare la firma, la procura alle liti può essere considerata valida? Con l’ordinanza n. 6426/2021, pubblicata il 9 marzo 2021, la…

Specializzazioni forensi, il Consiglio dell’Ordine di Firenze interpella il CNF: chiarimenti su corsi, requisiti e obblighi informativi

Tre quesiti sottoposti al Consiglio nazionale forense sull’applicazione pratica della normativa sul mantenimento del titolo di avvocato specialista. Il parere n. 29/2025 chiarisce limiti e…

Sicurezza informatica a rischio nella giustizia: preoccupazioni dell’ANM e interrogazione parlamentare di Devis Dori

Le recenti indagini sui molteplici accessi abusivi ai sistemi informatici della rete della giustizia hanno sollevato nuove preoccupazioni circa la sicurezza delle infrastrutture digitali utilizzate nel sistema giudiziario. La vicenda ha spinto l’onorevole Devis Dori a presentare un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Giustizia, chiedendo chiarimenti e provvedimenti urgenti per contrastare i crescenti rischi di cybercriminalità.

L’allarme è stato lanciato dal presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Giuseppe Santalucia, che in una lettera indirizzata al Ministro della Giustizia ha espresso la sua preoccupazione per la vulnerabilità dei sistemi informatici della rete della giustizia. La lettera ha sottolineato la necessità di un incontro urgente per discutere le misure di protezione dei sistemi giudiziari e del lavoro dei magistrati, soprattutto alla luce dell’arresto dell’hacker Carmelo Miano.

Miano, arrestato dalla Polizia Postale al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Napoli, è accusato di aver violato le webmail di numerosi magistrati, comprese quelle degli inquirenti coinvolti nelle sue stesse indagini. Durante l’interrogatorio del 4 ottobre, l’hacker ha ammesso di aver avuto accesso a tali account, ma ha negato di aver visualizzato messaggi personali. Questo episodio ha ulteriormente evidenziato le criticità dei sistemi di sicurezza informatica del Ministero della Giustizia, ritenuti troppo permeabili a interferenze esterne.

Le preoccupazioni dell’ANM si concentrano principalmente sul settore civile, dove le frequenti problematiche informatiche rallentano il lavoro dei magistrati e ostacolano lo svolgimento delle loro funzioni, come lo studio degli atti e il deposito dei provvedimenti.

Non è il primo episodio che solleva interrogativi sulla sicurezza dei dati nel sistema giustizia: lo scorso dicembre, un gruppo di hacker russi aveva attaccato un’azienda che fornisce infrastrutture cloud per la Pubblica Amministrazione, inclusi il Consiglio Superiore della Magistratura e l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

In risposta a questi eventi, Devis Dori ha chiesto al Ministro della Giustizia di adottare misure immediate per rafforzare la sicurezza informatica, coinvolgendo anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Dori ha inoltre invitato il governo a chiarire i fatti per ridimensionare il quadro mediatico allarmistico e per garantire la tutela della privacy dei cittadini.


LEGGI ANCHE

Tajani rilancia la ricetta berlusconiana: «Flat tax al 24% per salvare il ceto medio»

Cresce la tensione con la Lega sugli extraprofitti bancari. Forza Italia insiste su fisco più leggero, meno tasse sul lavoro e riforma della giustizia civile

bando cassa forense corsi formazione professionale

Cassa Forense: bando per la frequenza di corsi di alta formazione professionale

Cassa Forense, nelle iniziative dedicate al sostegno della professione, ha deciso di stanziare 1.500.000,00 euro per un bando per frequentare corsi di alta formazione professionale,…

Nessun diritto alla pensione di anzianità se l’Avvocato resta nell’Albo

Secondo l’ordinanza 27049/2023, la Cassazione stabilisce che, nel caso in cui un avvocato continui ad esercitare la libera professione, non è legittimato alla richiesta di…

Il mondo forense piange l’avvocato professore Giuseppe De Luca

L’Unione delle Camere Penali esprime in una nota profondo cordoglio per la scomparsa dell’avvocato professore Giuseppe De Luca, emerito di procedura penale presso l’Università La Sapienza di Roma. De Luca, figura di spicco nel panorama giuridico italiano, aveva recentemente riflettuto sull’oblio della memoria storica, definendolo una forma di violenza più profonda della frattura stessa, un concetto che oggi risuona particolarmente forte.

La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per l’intera comunità giuridica, che ricorda non solo il suo straordinario contributo accademico, ma anche il suo impegno esemplare nel difendere i valori della dignità umana e della giustizia. L’Unione lo ricorda come un grande maestro del diritto processuale e un esempio insostituibile di virtù civile.


LEGGI ANCHE

Il Nordest si scopre multiculturale: a Mestre i commercianti imparano il bengalese

Nel cuore del Nordest cresce la comunità bangladese: botteghe e scuole si adeguano, ma non mancano polemiche sui social e in politica

imposta di registro atti giudiziari

Rivoluzione nella contabilità degli enti locali a partire dal 2025

A partire dal 2025, i comuni con più di 5 mila abitanti, insieme a regioni e province, saranno chiamati ad adottare una nuova forma di…

cassazione relatore

Deposito telematico degli atti: principi di diritto

Cosa dice la Cassazione sul deposito telematico degli atti La Cassazione ha recentemente chiarito alcuni importanti principi sul deposito telematico degli atti, in particolare in…

Ddl Sicurezza, penalisti in sciopero contro la legge: manifestazione nazionale il 5 novembre

Gli avvocati penalisti italiani sciopereranno il 4, 5 e 6 novembre per protestare contro il ddl Sicurezza, approvato alla Camera e ora in discussione al Senato. L’Unione delle Camere Penali critica duramente il provvedimento, definendolo di matrice “populista e autoritaria”, accusando il Governo di introdurre misure punitive sproporzionate e discriminatorie.

La protesta culminerà il 5 novembre con una manifestazione nazionale a Roma, presso il Centro Congressi “Roma Eventi Fontana di Trevi”, dove interverranno esponenti dell’Avvocatura e dell’Accademia per chiedere modifiche costituzionali al pacchetto sicurezza.

Francesco Petrelli, presidente dell’Unione, ha denunciato come particolarmente ingiusta la norma che vieta ai cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno di sottoscrivere contratti telefonici, aumentando il rischio di esclusione sociale. Petrelli ha anche criticato la proposta della castrazione chimica per i condannati per violenza sessuale, considerandola “incostituzionale e inumana”. Tra le altre misure contestate, l’articolo che rende facoltativo il rinvio della pena per le madri con figli sotto l’anno di età, decisione che potrebbe peggiorare le condizioni delle carceri italiane, già sovraffollate e inadeguate.


LEGGI ANCHE

Nordio, “Grave travisamento. Investimenti aumentati del 25%”

Roma, 13 marzo 2024 – “Sono indignato dal grave e strumentale travisamento – da parte di alcuni esponenti dell’opposizione – delle mie parole pronunciate questa…

palazzo ministero giustizia

Record referendum, via Arenula: solo ieri ben 150mila firme

Nella sola giornata di ieri la piattaforma digitale istituita dal Ministero della Giustizia per le firme per i referendum ha raccolto complessivamente oltre 155.000 mila…

Riforma Processo Civile: cosa succederà al deposito telematico?

Grazie al D.Lgs. n. 149/2022, emanato a seguito della riforma del processo civile (legge 26 novembre 2021, n.206), vengono introdotte alcune novità e modifiche importanti…

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto