Rinnovo protocollo digitalizzazione processi interesse storico

Roma, 30 aprile 2025 – Con la firma del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è stato rinnovato per il triennio 2024/2027 il Protocollo d’Intesa per la digitalizzazione dei processi di interesse storico.

L’accordo è stato sottoscritto per la prima volta il 6 maggio 2015 e ha raccolto successivamente l’adesione del Consiglio Superiore della Magistratura (nel febbraio 2017), del Centro Documentazione Archivio Flamigni e della Cassa delle Ammende (entrambi nel luglio 2020), nell’ottica della cooperazione per il raggiungimento degli obiettivi di ampia divulgazione perseguiti dalla Rete degli archivi per non dimenticare.

Oggetto dell’iniziativa sono stati procedimenti giudiziari di notevole importanza archivistica e documentale, come quelli relativi al Moro bis, ter e quater, alla Strage di Ustica, al processo nei confronti dei Nuclei armati rivoluzionari e per le stragi mafiose del 1993 e 1994 (bombe di via dei Georgofili a Firenze, nelle chiese romane di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano e il fallito attentato allo Stadio Olimpico di Roma).

Nel corso del progetto sono stati coinvolti anche detenuti ristretti presso diverse Case Circondariali sul territorio, impiegati nell’attività di descrizione analitica, riordino, rilegatura e studio delle carte con la consultazione online della documentazione.


LEGGI ANCHE

Gli scritti degli avvocati e il diritto d’autore

Gli scritti degli avvocati e il diritto d’autore

Gli scritti tecnici prodotti dagli avvocati sono protetti dal diritto d’autore? Quale elemento può definirli come opere creative o testi “standard”? Un indirizzo lo offre…

Rapporto GRECO, Nordio: “L’Italia ha un robusto sistema di norme anticorruzione”

Nel rapporto viene evidenziato che “la posizione dell’Italia nei sondaggi dell’opinione pubblica è leggermente migliorata negli ultimi cinque anni, con punteggi compresi tra 50 e…

Google potenzia Gemini: arriva la musica generata con Lyria 3

Crescono le funzioni creative dell’assistente AI: brani su richiesta, integrazione con YouTube e strumenti per tracciare i contenuti generati artificialmente

Cassa Forense, l’Unione Nazionale delle Camere Civili si congratula con la neo eletta presidente Maria Annunziata

L’Unione Nazionale delle Camere Civili, per voce del suo presidente Alberto Del Noce, esprime le più vive e sentite congratulazioni all’avv. Maria Annunziata per la sua elezione a Presidente della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense.

“La sua affermazione – dichiara il presidente Del Noce – rappresenta un traguardo di grande significato, non solo per il prestigioso incarico che è stata chiamata a ricoprire, ma anche per il valore simbolico che assume l’elezione della prima donna alla guida della nostra Cassa. La sua competenza, esperienza e il suo costante impegno nel campo del diritto amministrativo sono garanzia di un’azione illuminata e attenta ai bisogni della categoria”.

L’Unione Nazionale delle Camere Civili si dice certa che sotto la guida dell’avv. Annunziata la Cassa Forense proseguirà nel percorso di innovazione e solidità, assicurando un sistema previdenziale capace di rispondere alle esigenze attuali e future dell’Avvocatura, in un contesto economico e sociale in continua evoluzione.

Il presidente Del Noce ha inoltre confermato la piena disponibilità dell’Unione a collaborare con la nuova Presidenza della Cassa per il perseguimento di obiettivi comuni e il rafforzamento delle tutele previdenziali e assistenziali per tutti gli avvocati.


LEGGI ANCHE

L’insegnante è un pubblico ufficiale

Carcere per il genitore che rivolge minacce per i voti del figlio L’ ordinanza della Cassazione n.14958/2021 stabilisce che rivolgere parole intimidatorie ad un insegnante…

Procura di Roma: nuove linee guida per i sequestri di telefoni e dispositivi digitali

In assenza di un consenso univoco della Cassazione, la Procura romana adotta un orientamento che consente l’acquisizione senza preventiva autorizzazione giudiziaria, imponendo però un rigoroso…

Candidature dalla Ue alle Regioni: il corto circuito della sinistra

Dalla scelta dei nomi calati da Strasburgo ai nodi irrisolti del regionalismo: tra oligarchie di partito, crisi della democrazia interna e bilancio dei 55 anni…

Riforma forense, Agorà degli Ordini: Firenze e Bergamo disertano e Roma chiede più consiglieri

ROMA — È stata ufficialmente presentata oggi, 29 aprile 2025, nel corso dell’Agorà dei Presidenti degli Ordini e delle Unioni forensi, la proposta di riforma dell’ordinamento professionale forense, elaborata dal Consiglio Nazionale Forense (CNF) e dall’Organismo Congressuale Forense (OCF) con l’ausilio di specifici gruppi di lavoro. Un disegno di legge organico e articolato in 91 articoli, destinato a riscrivere in profondità le regole che governano la professione di avvocato in Italia.

Una riforma attesa e strutturale

Il testo, nell’intenzione dei suoi promotori, punta a rafforzare l’autonomia e la dignità della professione, semplificare l’assetto organizzativo e disciplinare e tutelare la funzione difensiva. Tra i principali interventi: l’introduzione di regole chiare per i rapporti di monocommittenza e collaborazione continuativa, con contratti scritti e tutele per maternità, malattia e infortunio; la possibilità di pattuire compensi legati al risultato entro il limite del 20% rispetto ai parametri; il rafforzamento del segreto professionale, ora qualificato come principio di ordine pubblico, esteso anche ai supporti digitali e ai collaboratori di studio.

Tirocinio, incompatibilità e governance

Significative novità anche sul fronte dell’accesso alla professione: il tirocinio avrà una durata minima di 18 mesi e sarà obbligatoria la frequenza di scuole forensi accreditate. Viene inoltre confermata l’incompatibilità dell’esercizio forense senza superamento dell’esame di abilitazione. Rivisto pure il regime delle incompatibilità professionali, che diventa più flessibile, e ridefinite le regole sulla durata dei mandati negli Ordini e nel CNF: tre anni, per un massimo di tre consecutivi, con possibilità di un quarto solo in casi particolari.

Tensioni interne e dissenso fiorentino

Ma se il testo ha trovato ampia convergenza nella maggior parte degli Ordini, non sono mancate le tensioni. Assente all’Agorà il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, che con una delibera approvata il 23 aprile ha scelto di disertare l’incontro, facendo proprie le posizioni critiche di Bergamo. Alla base della protesta, il metodo e i tempi ritenuti inadeguati per una riforma così rilevante, che — sostengono Firenze e Bergamo — andrebbe discussa nella sede naturale del Congresso Nazionale Forense, in programma a Torino dal 16 al 18 ottobre prossimi.

Un confronto acceso

Durante i lavori, non sono mancate dinamiche dialettiche. Cellarosi, presidente dell’Unione Regionale dei Consigli degli Ordini Forensi dell’Emilia Romagna (URCOFER) si è soffermato sulla questione del limite ai mandati, mentre Scialla, coordinatore OCF, ha chiarito tra l’altro che il testo sarà trasmesso al ministro e a tutti i gruppi parlamentari, nessuno escluso. Greco, presidente CNF, ha invece precisato: “Al governo e a tutte le forze politiche, massima diffusione e dialogo con tutti”. Nesta, presidente COA Roma, ha contestato l’attuale sistema elettorale del CNF, chiedendo che la riforma includa un criterio proporzionale legato al numero degli iscritti: “Ogni diecimila avvocati, un consigliere”.

Prospettive parlamentari

Con la chiusura dei lavori odierni, il testo verrà ora trasmesso alle forze politiche per l’avvio dell’iter legislativo. Il CNF auspica un’approvazione rapida e condivisa, rivendicando una proposta “nata dal basso” e fondata sui principi costituzionali di autonomia, rappresentatività e funzione pubblica della difesa. Ma il dibattito è solo all’inizio e il Congresso di Torino potrebbe rivelarsi il vero snodo politico interno della riforma.


LEGGI ANCHE

nordio

Focus | Legge Nordio: abolizione dell’abuso d’ufficio e restrizione del traffico di influenze illecite

Il 10 luglio la Camera ha approvato il disegno di legge del Ministro Nordio. L’articolo 1 di questa legge abroga l’abuso d’ufficio e modifica la…

Giustizia digitale, nessun salto nel buio: la transizione passa dalla sicurezza

Il Ministero conferma una transizione graduale al processo penale telematico, tra flessibilità operativa e monitoraggio tecnologico

Nordio: soddisfazione per l’estradizione di Danilo Coppola

Sull'imprenditore 57enne, arrestato a dicembre scorso e condannato in via definitiva per bancarotta, pende un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d'Appello di Milano per…

Intelligenza artificiale tra regole e innovazione: la sfida dei dati sintetici

L’intelligenza artificiale continua a rivoluzionare settori interi, dalla sanità al diritto, dalla finanza ai media digitali. Alla base di questi progressi c’è la capacità di addestrare sistemi sempre più complessi grazie a enormi volumi di dati. Ma proprio su questo punto si concentra oggi uno dei dibattiti più accesi in Europa e nel resto del mondo: come bilanciare lo sviluppo tecnologico con la tutela della privacy e dei diritti di proprietà intellettuale.

Con il nuovo regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, l’AI Act, approvato nel 2024, e il rafforzamento delle norme GDPR, i riflettori si sono accesi sulle modalità di acquisizione e utilizzo dei dati per addestrare i modelli AI. La normativa europea impone infatti obblighi di trasparenza, responsabilità e rendicontazione alle aziende che sviluppano questi sistemi, chiedendo di rendere pubbliche le fonti di dati utilizzate e di rispettare i diritti d’autore.

Il nodo centrale resta l’uso di contenuti protetti da copyright senza consenso. Le principali realtà del settore, da Google a Meta, da OpenAI a Stability AI, hanno scelto strategie diverse per aggirare o affrontare il problema: c’è chi ricorre a contenuti open source, chi limita l’uso di dati europei o permette agli utenti di escludere i propri contributi dai dataset di addestramento. E intanto, aumentano le azioni legali: celebri quelle di Getty Images contro Stability AI e del New York Times contro OpenAI e Microsoft.

Di fronte a questa stretta normativa, una possibile via d’uscita tecnologica è rappresentata dai dati sintetici, ovvero informazioni generate artificialmente per imitare le caratteristiche statistiche dei dati reali, ma senza contenere dati personali o protetti da copyright. Una soluzione che promette di rispettare privacy e proprietà intellettuale, pur ponendo nuove sfide: riprodurre fedelmente la complessità dei dati reali e prevenire il rischio di bias nei modelli.

Non mancano le criticità: la produzione di dati sintetici richiede validazioni rigorose e non sempre riesce a replicare tutte le sfumature delle situazioni reali. Inoltre, il rischio di creare nuove distorsioni è concreto e i modelli basati su dati sintetici devono essere accuratamente testati prima di essere impiegati su larga scala.

Il futuro dell’intelligenza artificiale si giocherà dunque su un equilibrio delicato tra compliance normativa e innovazione tecnologica. La domanda è aperta: a guidare la prossima fase saranno le aule dei tribunali o i laboratori di ricerca?


LEGGI ANCHE

Cybersicurezza in azienda: amministratori in prima linea tra obblighi e responsabilità

La circolare Assonime n. 23/2025 chiarisce l’impatto del d.lgs. 138/2024 (recepimento della direttiva NIS2): l’adeguata gestione del rischio cyber diventa requisito strategico di governance. Sanzioni,…

Come far crescere lo Studio Legale?

Avere in mente un progetto preciso significa anche avere in mente come raggiungerlo. Non ci sono obiettivi senza pianificazioni di base che consentono di realizzare…

salute avvocati

Un’importante risorsa per la salute degli avvocati

In un recente post social, l’avv. Cosimo Matteucci -noto attivista di politica forense- ha evidenziato un’opportunità preziosa per tutti i colleghi iscritti a Cassa Forense…

Marisa Annunziata alla guida di Cassa Forense

Marisa Annunziata, stimata avvocata amministrativista proveniente dalla Campania, è la nuova presidente di Cassa Forense. L’elezione, giunta in questi minuti, segna un importante cambio al vertice dell’ente previdenziale che tutela gli interessi di migliaia di avvocati italiani.

Iscritta all’Albo degli Avvocati di Salerno dal lontano 1991 e abilitata al patrocinio presso la Corte di Cassazione dal 2003, l’avvocata Annunziata vanta un curriculum di grande spessore. La sua expertise nel diritto amministrativo è ampiamente riconosciuta, come testimonia il suo ruolo di responsabile, sin dal 2002, degli eventi formativi organizzati dal Consiglio Nazionale Forense e dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno in questa specifica area del diritto.

Nel corso della sua carriera, Marisa Annunziata ha maturato significative esperienze in svariati ambiti del diritto amministrativo, tra cui appalti pubblici, gestione dei beni pubblici, diritto sanitario, diritto del lavoro, telecomunicazioni, urbanistica, edilizia, espropriazioni ed energie rinnovabili. La sua attività professionale la vede impegnata abitualmente nel contenzioso amministrativo dinanzi alle diverse autorità giudiziarie competenti e nell’ambito dei procedimenti amministrativi presso le amministrazioni pubbliche.

Il suo impegno per la professione forense si manifesta anche attraverso la collaborazione, iniziata nel 2004, con la rivista “Le Corti Salernitane”, in qualità di componente del Comitato Direttivo. La rivista, a cadenza trimestrale, si occupa di giurisprudenza, dottrina e legislazione ed è realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno.

Nel suo percorso professionale, l’avvocata Annunziata ha ricoperto incarichi di prestigio, tra cui quello di consulente giuridico dell’A.S.L. Salerno/3 per otto anni e attualmente presta consulenza a diversi Comuni delle province di Salerno e Avellino. Ha inoltre fatto parte della Commissione di Esame per l’abilitazione alla professione di Avvocato e ha svolto il ruolo di Sub Commissario dell’ASL Salerno.


LEGGI ANCHE

Giustizia e migrazioni: Nordio e Meloni contro la magistratura sulla questione Albania

Con il Consiglio dei Ministri convocato per discutere la questione, il confronto tra governo e magistratura potrebbe avere ripercussioni significative sul sistema di giustizia e…

Torino e Braga vincono il premio Capitale europea dell’innovazione

Il premio Capitale europea dell'innovazione (iCapital) riconosce il merito delle città che svolgono un ruolo importante nel fornire soluzioni innovative ai cittadini. 

avvocato punti esclamativi

Corrompere onestamente: l’ossimoro di Calamandrei e l’arte della persuasione in tribunale

L’incipit pungente “Corrompere onestamente”: un ossimoro che cattura l’attenzione e disorienta il lettore. È con questa formula provocatoria che Piero Calamandrei, giurista e avvocato, apre…

Milano, boom di mediazioni: più accordi e tempi ridotti grazie alla riforma Cartabia

La mediazione civile e commerciale a Milano segna un anno positivo. È quanto emerge dal bilancio annuale della Camera Arbitrale di Milano, che fotografa i risultati raggiunti nel 2024, il primo anno di piena applicazione delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia alla giustizia civile.

Le richieste di mediazione sono aumentate rispetto al 2023, passando da 1.016 a 1.051. Ma il dato più significativo riguarda gli accordi: nel 2024 sono state raggiunte 270 intese, pari al 26,9% dei procedimenti conclusi, contro i 199 accordi siglati nell’anno precedente, che rappresentavano il 22,9%. Un segnale che il tentativo di mediazione, reso più incisivo dalla riforma, inizia a dare i suoi frutti.

Tempi più rapidi e mediazioni online Anche i tempi di definizione delle pratiche si sono accorciati sensibilmente: la durata media delle procedure è scesa a 95 giorni, rispetto ai 112 registrati nel 2023. Merito anche dell’ampio ricorso alla modalità telematica, che ha caratterizzato il 91% degli incontri.

Cresce il valore delle cause e cambiano le materie Sul fronte dei contenuti, aumentano le controversie legate ai contratti d’opera, agli appalti e alle successioni, categorie per le quali il tentativo di mediazione è ora obbligatorio. In parallelo, sale il valore medio delle controversie trattate, passato da 238.000 euro a 259.000 euro.

La riflessione degli operatori «Il 2024 è stato un anno di consolidamento e crescita per il sistema di mediazione», commenta Stefano Azzali, direttore generale della Camera Arbitrale di Milano. «La riforma Cartabia ha ridefinito il quadro operativo, rendendo la mediazione uno strumento sempre più efficace per la risoluzione delle liti. I dati confermano che il sistema sta rispondendo con dinamismo alle nuove esigenze, offrendo soluzioni rapide e accessibili per cittadini e imprese».

Un trend che sembra destinato a proseguire, in linea con l’obiettivo di alleggerire il carico giudiziario e promuovere forme alternative di giustizia sempre più vicine ai bisogni concreti della società.


LEGGI ANCHE

Trasferte, nuove regole sui rimborsi: obbligo di tracciabilità e rifusione sempre garantita

Dal 2025 scatta l’obbligo di pagamenti tracciati per le spese di trasferta e il datore di lavoro non potrà rifiutare il rimborso. Cambiano le procedure…

Identità digitale europea: la sicurezza di internet è a rischio?

I cittadini europei potrebbero essere sempre più suscettibili alla sorveglianza online da parte dei governi così come agli attacchi informatici. Tutto questo a causa di…

Solo il 36% dei laureati in giurisprudenza decide di diventare avvocato

Fino al 2014 due terzi delle persone laureate in giurisprudenza abbracciavano la libera professione. Tuttavia, per quanto riguarda gli ultimi dati disponibili, risalenti al 2022,…

Concorso per 146 magistrati tributari: fissate le date delle prove scritte

Il conto alla rovescia è iniziato per i candidati al concorso per 146 magistrati tributari. Nella Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie Speciale “Concorsi ed esami” dell’11 aprile 2025, è stato infatti pubblicato il diario delle prove scritte, che si svolgeranno a Roma il 28 e 29 maggio prossimi, presso l’Ergife Palace Hotel di Largo Lorenzo Mossa 8.

I candidati potranno accedere ai locali a partire dalle ore 8.00 e fino alle 9.30, orario entro cui dovranno completare le procedure di ingresso e identificazione, presentandosi muniti di un documento di riconoscimento valido. Le prove avranno una durata di otto ore a partire dalla dettatura della traccia.

Le procedure preliminari Per garantire ordine e regolarità nello svolgimento delle prove, nella giornata precedente, il 27 maggio dalle 9.30 alle 12.00, si terranno le operazioni preliminari: identificazione dei candidati, ritiro della tessera di riconoscimento personale e consegna dei codici e dei testi di legge che sarà possibile consultare durante le prove. L’identificazione avverrà tramite esibizione di un documento valido e del codice identificativo personale, completo di QR code, ricevuto al momento della domanda di partecipazione.

Regole e prescrizioni durante gli scritti Durante gli esami, i candidati non potranno introdurre materiale non autorizzato come telefoni cellulari, smartwatch, dispositivi elettronici, appunti o borse di qualsiasi tipo. Sarà consentito invece portare con sé bevande e alimenti, purché in confezioni trasparenti. La normativa vieta il ritiro anticipato: nessuno potrà abbandonare l’aula né consegnare l’elaborato prima di quattro ore dall’inizio della prova.

Consegna o ritiro Al termine, i partecipanti dovranno consegnare l’elaborato alla commissione esaminatrice o, in caso di ritiro dal concorso, restituire tutto il materiale ricevuto — comprese le tessere di riconoscimento e i fogli protocollo — e ritirare i codici consegnati il giorno prima.


LEGGI ANCHE

Divorzi tech: ormai in tribunale contano selfie e social

Nel mondo di oggi le relazioni coniugali fanno i conti con la costante esposizione delle vite online, tra chat, social network e motori di ricerca.…

Cassazione: niente patrocinio infedele senza attività dinanzi all’autorità giudiziaria

L’avvocato che accetta il mandato ma non promuove l’azione non commette tentativo di truffa se non incamera il compenso

Incontro Ministero – CNF per Giudici di Pace: “Risorse essenziale per il sistema”

L’obiettivo è collocare in una corretta prospettiva temporale il percorso di ampliamento delle nuove competenze della Magistratura onoraria di pace mediante una proroga al 30…

Separazione delle carriere, scintille in Senato: migliaia di emendamenti rallentano la riforma

È scontro aperto a Palazzo Madama sulla riforma della separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante. Dopo il via libera incassato alla Camera lo scorso gennaio, il testo è approdato al Senato, dove la discussione nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia è entrata subito nel vivo. E da oggi si inizia a votare sugli oltre mille emendamenti presentati, la stragrande maggioranza dei quali di segno ostruzionistico.

A sottolineare il clima teso è stato Alberto Balboni, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Prima Commissione, che ha denunciato un atteggiamento di blocco sistematico da parte delle opposizioni. “Così ci vorrebbero sei mesi solo per arrivare al mandato al relatore — ha dichiarato — l’obiettivo è chiaramente portare la maggioranza in Aula senza relatore e poi gridare allo scandalo”. Da qui l’appello a ridurre drasticamente il numero di proposte di modifica e favorire un confronto di merito.

Ma il muro delle opposizioni resta compatto. “Perché dovremmo ritirarli?”, ha replicato senza giri di parole il senatore dem Alfredo Bazoli, che nelle scorse settimane aveva già denunciato in commissione l’impostazione “plebiscitaria” della maggioranza e del ministro Nordio, accusati di voler blindare il testo senza lasciare spazio a correzioni. “È un metodo che preclude il ruolo del Parlamento e rischia di diventare un pericoloso precedente”, ha ribadito Bazoli.

Dietro il braccio di ferro si gioca anche una partita politica di lungo periodo: procrastinare l’approvazione definitiva della riforma significa avvicinare il più possibile il referendum confermativo alle prossime elezioni politiche, offrendo così maggior visibilità alla campagna dell’Associazione Nazionale Magistrati e di altre realtà contrarie al provvedimento.

Intanto, sul fronte dei tempi tecnici, il costituzionalista Giovanni Guzzetta ha chiarito che l’articolo 138 della Costituzione consente due letture: o il conteggio dei tre mesi tra una lettura e l’altra parte dall’approvazione in prima Camera — e in tal caso la riforma sarebbe già potuta tornare a Montecitorio da metà aprile — oppure si calcola dalla seconda lettura, ipotesi oggi meno accreditata. In ogni caso, tra passaggi parlamentari, tempi di pubblicazione, raccolta firme e indizione referendaria, difficilmente si potrà arrivare al voto popolare prima del 2026, nonostante le ambizioni iniziali del ministro Nordio.

La partita è dunque tutt’altro che chiusa, e il rischio concreto è che il Senato si trasformi nelle prossime settimane in un campo di battaglia politica e procedurale, dove il dibattito di merito rischia di essere soffocato dal confronto muscolare fra maggioranza e opposizioni.


LEGGI ANCHE

Il giudice boccia il ricorso scritto dall’IA: mancano coerenza e difesa effettiva

Il Tribunale del lavoro bacchetta l’uso “cieco” dell’intelligenza artificiale negli atti giudiziari: senza il filtro critico dell’avvocato si viola il diritto di difesa

Processo penale telematico, il PDP si aggiorna: i nuovi atti depositabili online

Il Ministero della Giustizia amplia le funzionalità del Portale per il deposito degli atti penali. Ora sarà possibile caricare anche atti delle indagini difensive, comunicazioni…

Nuovo Regolamento Assistenza di Cassa Forense

Dal 1° gennaio 2024 è in vigore il Nuovo Regolamento per l’erogazione dell’Assistenza. Tale regolamento verrà applicato a qualsiasi domanda presentata successivamente al 1° gennaio…

Penalisti in sciopero: tre giorni di astensione contro il nuovo Decreto Sicurezza

Protesta compatta del mondo dell’avvocatura penalista contro il recente Decreto Sicurezza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 aprile scorso ed entrato in vigore il giorno successivo. L’Unione delle Camere Penali Italiane ha indetto per i giorni 5, 6 e 7 maggio 2025 tre giornate di sciopero nazionale, con astensione dalle udienze e da ogni attività penale, denunciando i contenuti e le modalità di approvazione del provvedimento.

Secondo le Camere Penali, il decreto rappresenta un grave vulnus ai principi costituzionali e alle garanzie fondamentali dei cittadini. “Non si tratta di un intervento mirato alla prevenzione dei reati — sottolinea la Camera Penale della Lombardia Orientale — bensì di un pacchetto di misure repressive a costo zero, che rincorre solo esigenze simboliche e mediatiche, senza offrire soluzioni concrete al problema della sicurezza”.

A preoccupare, spiegano i penalisti, è anche l’abuso dello strumento della decretazione d’urgenza, utilizzata senza che sussistano i requisiti previsti dalla Costituzione. Il testo approvato, di fatto, ripropone integralmente il disegno di legge rimasto fermo in Parlamento per oltre un anno.

Tra le criticità evidenziate figurano l’introduzione di nuove e, a detta degli avvocati, inutili fattispecie di reato, aggravanti prive di logica giuridica, e l’accentuarsi di un approccio esclusivamente repressivo verso fenomeni di marginalità e di dissenso sociale. Un’impostazione che, sottolineano le Camere Penali, rischia di aggravare la già drammatica situazione delle carceri italiane, segnate da sovraffollamento, carenza di attività rieducative e difficoltà nel garantire la salute mentale e fisica dei detenuti.

Per aprire un confronto pubblico e istituzionale sul tema, la Camera Penale della Lombardia Orientale ha convocato per il 5 maggio alle ore 10 un’assemblea straordinaria presso l’aula Panettieri del Tribunale di Brescia. Un’occasione, spiegano i promotori, per discutere criticità, raccogliere proposte e sollecitare modifiche urgenti al decreto, coinvolgendo professionisti, cittadini e rappresentanti politici del territorio.


LEGGI ANCHE

Bando Cassa Forense per premiare i giovani avvocati con votazione più alta

Cassa Forense ha messo a disposizione un nuovo bando per i colleghi più giovani che sono stati abilitati, durante la sessione d’esami 2022, con la…

“Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso”, anteprima per la seconda stagione

Il Matera Film Festival ospiterà l'anteprima della seconda stagione della serie tv con protagonista Massimiliano Gallo.

Nuova modalità di pagamento dei contributi previdenziali con compensazione dei crediti

Nuova modalità di pagamento dei contributi previdenziali con compensazione dei crediti

Cassa Forense comunica che dal 2021 anche gli avvocati potranno utilizzare i crediti nei confronti dell’erario per il pagamento dei contributi previdenziali. La procedura si…

Esame da avvocato, il TAR boccia la Commissione per mancanza di motivazione

Una vicenda destinata a far discutere quella decisa dal Tribunale Amministrativo Regionale lombardo, che ha accolto il ricorso di una candidata esclusa dalla prova orale dell’esame di abilitazione forense per la sessione 2023. Alla base della decisione, la mancata motivazione della valutazione assegnata all’elaborato scritto, giudicato con un punteggio di 14 su 30 ma privo di qualsiasi annotazione o segno grafico a spiegazione della scelta.

La questione ruota intorno alla disciplina dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, da anni oggetto di modifiche e proroghe. Se da un lato la legge professionale forense del 2012 aveva introdotto l’obbligo per le commissioni di accompagnare il voto numerico con osservazioni puntuali, dall’altro la sua applicazione è stata più volte rinviata, lasciando spazio a regole transitorie.

Per la sessione 2023, regolata da un’apposita norma emergenziale, l’esame scritto consisteva nella redazione di un unico atto giudiziario, con la valutazione affidata a tre commissari. Tuttavia, secondo il TAR, la drastica riduzione degli elaborati e il mutato quadro normativo impongono di rivalutare l’obbligo motivazionale, anche alla luce di una giurisprudenza ormai consolidata.

Il Tribunale ha infatti stabilito che il solo punteggio numerico, senza ulteriori indicazioni, non sia più sufficiente a garantire trasparenza e tutela del candidato, violando il principio di motivazione degli atti amministrativi sancito dalla legge n. 241/1990. In assenza di segni grafici o annotazioni che giustifichino la valutazione negativa, il provvedimento è da considerarsi illegittimo.


LEGGI ANCHE

WhatsApp: attenzione a chi ci spia

WhatsApp non è un servizio pensato per la sicurezza, e la sua diffusione la rende l’obiettivo perfetto per la ricerca di vulnerabilità. Esponenti politici, giornalisti…

omino carta ritagliato

Corte Costituzionale: no al genere non binario sui documenti, ma via libera alle operazioni chirurgiche trans senza autorizzazione del giudice

La Corte Costituzionale ha respinto la richiesta del Tribunale di Bolzano di riconoscere il “genere non binario” nei documenti d’identità, ma ha sollecitato il Parlamento…

Cassa Forense, contributo minimo integrativo: rinvio della riscossione a dicembre

Cassa Forense ha deliberato di differire alla data del 31 dicembre 2023 la riscossione del contributo minimo integrativo nella misura di 805 euro. Resta fermo,…

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto