L’intelligenza artificiale entra negli studi e negli appalti, ma la decisione resta umana

L’intelligenza artificiale non è più soltanto un concetto da laboratorio, ma una realtà che si intreccia sempre più con la vita professionale e amministrativa. Non per sostituire l’uomo, ma per affiancarlo. È questa la filosofia della cosiddetta human-in-the-loop Ai, il modello di cooperazione in cui l’intervento umano resta parte essenziale del ciclo decisionale, anche quando la macchina è in grado di elaborare milioni di dati in pochi secondi.

Nei sistemi pubblici di gestione degli appalti, ad esempio, l’Ai analizza in modo automatico e rapidissimo interi fascicoli di documenti, segnala incongruenze, evidenzia clausole a rischio di contenzioso e propone verifiche incrociate con un corpus normativo in continuo aggiornamento. Ma la parola finale resta all’uomo: il funzionario esperto interpreta i segnali dell’algoritmo, valuta le sfumature che nessuna macchina può cogliere e decide con cognizione e responsabilità. L’intelligenza artificiale, in questo scenario, diventa uno strumento di supporto decisionale, non un sostituto dell’intelligenza critica e dell’etica professionale.

È lo stesso approccio che la legge italiana intende oggi promuovere nel mondo delle libere professioni. Con l’entrata in vigore, il 10 ottobre, della legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale, i professionisti saranno tenuti a informare i clienti sull’uso di strumenti basati su Ai. Per agevolare questo obbligo, Confprofessioni e Associazione Nazionale Forense (Anf) hanno messo a disposizione un modulo informativo tipo, elaborato dal gruppo di lavoro dell’Università Pontificia Antonianum.

Il documento – utilizzabile da avvocati, medici, consulenti e altri professionisti – è pensato per garantire trasparenza e tutela reciproca. In cinque punti chiarisce se e quale tipologia di intelligenza artificiale venga impiegata (predittiva, generativa, agentica, conversazionale, ecc.), dove risiedano i dati e quali limiti d’uso siano previsti. Fondamentale è il principio della prevalenza del giudizio umano: l’Ai può assistere, ma non sostituire la competenza e la responsabilità del professionista, che resta sempre titolare delle decisioni e garante dei risultati.

Intanto, il dibattito sul futuro digitale dell’avvocatura si sposta a Torino, dove dal 16 al 18 ottobre, presso il Lingotto, si terrà il XXXVI Congresso Nazionale Forense dal titolo “L’Avvocato nel futuro. Pensare da Legale, agire in Digitale”. Sarà un’occasione per discutere di giustizia, etica e intelligenza artificiale, ma soprattutto del ruolo che gli avvocati dovranno assumere in un’epoca in cui la tecnologia trasforma la professione e le relazioni con i cittadini.

Se l’Ai è capace di scandagliare testi, codici e clausole con velocità e precisione impensabili, resta pur sempre l’uomo – con la sua esperienza, sensibilità e capacità di discernimento – a garantire che ogni decisione sia davvero giusta. L’innovazione, dunque, non è una resa alla macchina, ma un nuovo equilibrio: quello tra potenza del calcolo e intelligenza del cuore.


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Umana Reyer pronta al debutto in Serie A1 femminile 2025/26

La nuova stagione di Serie A1 femminile 2025/26 è ai nastri di partenza e l’Umana Reyer Venezia è pronta a tornare sul parquet. Il campionato si apre con la 23ª edizione dell’Opening Day, in programma il 4 e 5 ottobre al PalaLeonessa di Brescia, con tutte le partite trasmesse in chiaro su FLIMA.

Le orogranata debutteranno sabato 4 ottobre alle ore 16.15 contro la O.ME.P.S Battipaglia, in una sfida che riporta alla mente l’Opening Day di due stagioni fa, vinto nettamente dalla Reyer per 85-52. Questa volta, però, le avversarie si presentano con una squadra giovanissima – età media poco sopra i 20 anni – guidata dalle veterane Rosa Cupido e Raffaella Potolicchio e dal nuovo coach Cristian Braidotti, alla prima esperienza da capo allenatore in Serie A1.

A chiudere la giornata di sabato sarà la Serata degli Oscar LBF 2025 (ore 21.00, Teatro Borsoni, Via Milano 83 – Brescia), durante la quale sarà premiata Lorela Cubaj come MVP Italiana.

Coach Mazzon: “Dobbiamo trovare energia e concentrazione”

“Le prime due partite di qualificazione all’Eurolega le abbiamo giocate molto bene, così come la semifinale di Supercoppa e i primi 20 minuti contro Schio”, ha dichiarato coach Mazzon. “Siamo ancora lontani dal livello tattico che vogliamo raggiungere, anche perché la preparazione è stata breve – solo due settimane – per presentarci pronte all’Eurolega, un obiettivo importantissimo che ci ha portate tra le migliori 16 squadre d’Europa.

Contro Battipaglia non sarà facile: non incontriamo una delle favorite per lo scudetto, ma una squadra giovane e in crescita. Dovremo giocare con intelligenza e trovare tutta l’energia che abbiamo. Con l’arrivo di Charles abbiamo una rotazione in più: valuteremo le sue condizioni e quelle delle altre giocatrici”.

👉 Il programma completo e tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale Reyer.

Servicematica, Top Sponsor dell’Umana Reyer, conferma il suo sostegno alla squadra per questa stagione, insieme all’impegno a promuovere valori di competenza, determinazione e gioco di squadra, gli stessi che guidano ogni giorno l’innovazione e i progetti dell’azienda.

💬 Continuate a seguirci per aggiornamenti, risultati e approfondimenti dedicati alla nuova stagione Reyer!

Mese europeo della cibersicurezza 2025: riflettori puntati sul phishing

Ha preso il via il Mese europeo della cibersicurezza 2025, l’iniziativa annuale di sensibilizzazione organizzata dalla Commissione europea e dall’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA). L’obiettivo è fornire ai cittadini dell’UE strumenti pratici e conoscenze per difendersi online.

L’edizione di quest’anno concentra i riflettori sul phishing, il metodo più utilizzato dai cybercriminali per violare la sicurezza dei dispositivi digitali. Secondo i dati più recenti, circa il 60% degli attacchi informatici ha origine da tentativi di phishing: e-mail ingannevoli, messaggi fraudolenti o siti web fasulli che spingono l’utente a fornire dati sensibili o credenziali di accesso.

La minaccia del phishing

Il fenomeno del phishing si è evoluto negli anni, assumendo forme sempre più sofisticate: dalle false comunicazioni bancarie che richiedono di inserire codici di sicurezza, fino a portali clonati che replicano perfettamente siti istituzionali o aziendali.
La campagna europea mira a rafforzare la consapevolezza dei cittadini, affinché riconoscano i segnali d’allarme e blocchino i tentativi di truffa prima che possano causare danni economici, reputazionali o sociali.

Le parole delle istituzioni

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha ricordato come la cibersicurezza non sia un tema tecnico riservato agli specialisti, ma una condizione critica per la società intera:

“Gli attacchi di phishing e altre minacce informatiche possono avere conseguenze devastanti, perturbando le infrastrutture critiche e minando la fiducia nel mondo digitale. Rimanendo vigili e adottando semplici misure di protezione online, possiamo tutti svolgere il nostro ruolo nella lotta contro queste minacce, contribuendo a un futuro digitale più sicuro per tutti”.

Opportunità e prospettive

Accanto alla prevenzione, il Mese europeo della cibersicurezza promuove anche le carriere nel settore IT e della sicurezza digitale, sostenendo lo sviluppo della forza lavoro in un contesto in cui il divario di competenze rimane un nodo centrale per l’UE.
L’iniziativa, sostenuta da organizzazioni pubbliche e private in tutta Europa, vuole rafforzare la cultura della sicurezza informatica, diffondendo buone pratiche che coinvolgano non solo gli specialisti, ma anche imprese, istituzioni e semplici cittadini.

Il ruolo di Servicematica

Servicematica sottolinea l’importanza di adottare protocolli di sicurezza efficaci, soprattutto negli studi professionali e nelle pubbliche amministrazioni, spesso bersaglio di campagne di phishing mirate.
La formazione continua, la verifica delle fonti, l’utilizzo di sistemi aggiornati e la consapevolezza del rischio rappresentano strumenti fondamentali per proteggere non solo i dati personali, ma anche l’integrità delle istituzioni e dei servizi ai cittadini.


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Caso Almasri, la Giunta salva i ministri: respinte le richieste del Tribunale

ROMA – Nessuna sorpresa dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Chiamati a esprimersi sulla possibilità di processare i ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano in relazione alle presunte omissioni nell’arresto e nel successivo rimpatrio del generale libico Osama Njeem Almasri, i membri dell’organismo parlamentare hanno respinto la richiesta del Tribunale dei ministri: 13 voti contrari, 6 favorevoli.

Le votazioni, tre in tutto – una per ciascuna posizione – hanno avuto esito identico. La maggioranza ha fatto quadrato, trasformando il voto dell’Aula del 9 ottobre in una pura formalità. Dopo la bocciatura della relazione del dem Federico Gianassi, la Giunta ha nominato nuovo relatore il forzista Pietro Pittalis, mentre le minoranze hanno annunciato una loro relazione, destinata però a restare senza sbocco parlamentare.

Soddisfatto il Guardasigilli: «Sono sempre contento delle decisioni prese in democrazia», ha commentato Nordio.

A complicare il quadro, la posizione della capo di Gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, indagata per false informazioni al pm: il suo caso non è stato esaminato, ma resta aperto il confronto tra chi vorrebbe accomunarla ai ministri e chi la considera perseguibile per via ordinaria.


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UNCC contro l’emendamento Rastrelli: “Così si colpisce il diritto di difesa”

Roma – L’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) prende posizione con fermezza contro la proposta di modifica n. 1.200 al DDL Zanettin, presentata dall’on. Rastrelli. Secondo il presidente Avv. Alberto Del Noce, l’emendamento rischia di stravolgere la ratio originaria del disegno di legge, che puntava a chiarire i confini della responsabilità professionale dell’avvocato, limitandola a dolo e colpa grave ed escludendo l’attività interpretativa delle norme.

“Avvocato e giudice hanno ruoli diversi”

La contestata definizione di “colpa grave” riprende infatti la disciplina prevista per la responsabilità dei magistrati, includendo l’inosservanza manifesta della legge e la valutazione di fatti “incontrovertibilmente” provati. Ma, avverte Del Noce, si tratta di un parallelo improprio:

«Il giudice decide, l’avvocato difende. Assimilare i due ruoli significa limitare la libertà di contestazione del difensore e minare il diritto costituzionale di difesa», ha dichiarato il presidente UNCC.

I rischi concreti

Secondo l’UNCC, l’emendamento introduce parametri elastici e indeterminati, che potrebbero trasformare ogni argomentazione “inconferente” in fonte di responsabilità civile. Un rischio che avrebbe conseguenze pesanti:

  • favorirebbe una “difesa conformista”, appiattita sulle giurisprudenze consolidate;
  • frenerebbe l’evoluzione del diritto vivente;
  • spianerebbe la strada a sistemi predittivi basati sull’intelligenza artificiale, riducendo il valore aggiunto dell’avvocato umano.

L’estensione ai notai

L’UNCC critica anche l’ipotesi di estendere la disciplina ai notai. «Due funzioni incomparabili – chiarisce Del Noce –: l’avvocato trova legittimazione nell’art. 24 della Costituzione, a presidio del diritto di difesa; il notaio nell’art. 97, quale pubblico ufficiale garante della certezza degli atti. Assimilarne i regimi di responsabilità sarebbe un errore concettuale e normativo».

La richiesta al Parlamento

Per l’Unione Nazionale delle Camere Civili, il DDL Zanettin deve essere approvato nella sua formulazione originaria:

«Non è un privilegio di categoria – conclude Del Noce – ma una garanzia per i cittadini: senza un avvocato libero di difendere senza timori, il giusto processo rischia di ridursi a mera formalità».


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Dal carcere al lavoro: stanziato un milione per i laboratori di formazione nelle Marche

Roma, 29 settembre 2025 – Dopo l’intervento di circa 2 milioni di euro a favore dell’esecuzione penale esterna, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, stanzia per la Regione Marche nuove risorse per circa 1 milione di euro per la formazione professionale dei detenuti e lo sviluppo di competenze in laboratori realizzati e attrezzati allo scopo.

Continua e si rafforza l’azione sinergica con il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Si offriranno nuove opportunità ai detenuti di apprendere una professione nei laboratori di panificazione, pastificio, pasticceria, di lavorazione delle ceramiche e mosaici, lavorazione artigianale di manufatti in legno e altro. Sarà attivato un processo per l’attestazione delle competenze da spendere sul mercato del lavoro una volta fuori dal circuito penitenziario.

Il Progetto, ideato con il supporto di Gabriella De Stradis, Direttore generale per il coordinamento delle politiche di coesione, è finanziato nell’ambito del Piano “Una Giustizia più Inclusiva: Inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale anche tramite la riqualificazione delle aree trattamentali” di cui il Ministero della Giustizia è Organismo Intermedio per il Programma Nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”.


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Italia sorpassa la Francia: da “malato d’Europa” a motore di crescita

Il nostro Paese non è più considerato il grande “malato d’Europa” e gli italiani non sono più i maggiori tartassati tra i cittadini dell’Area Euro. Attualmente, tale primato negativo spetta alla Francia, che sta attraversando una crisi politica, sociale ed economica molto preoccupante. In termini di crescita del Pil pro capite, consumi e investimenti, l’Italia ha ampiamente superato la Francia nel corso di quest’anno; quest’ultima ci precede esclusivamente per quanto concerne il carico fiscale.

Tale risultato, però, non può certo essere un motivo di vanto. Anzi. Con un prelievo fiscale pari al 45,2 per cento del Pil, è come se lo scorso anno i contribuenti francesi avessero versato complessivamente 57 miliardi di euro di tasse/contributi in più rispetto a noi italiani[1]. Un importo da far tremare i polsi. Tra tutti i paesi dell’Area Euro nessun altro conta una pressione fiscale superiore a quella francese. Sebbene le famiglie d’oltralpe con figli beneficino di un sistema fiscale ancora favorevole, il prelievo fiscale ha toccato livelli che in Italia non abbiamo mai raggiunto. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA.

Nel confronto con Parigi, vinciamo noi

Ricordiamo, inoltre, che rispetto ai nostri cugini transalpini abbiamo due punti percentuali di disoccupazione in meno[2], l’anno scorso il nostro export è stato superiore di oltre 33 miliardi di dollari[3], lo spread è ai minimi storici e la situazione dei nostri conti pubblici è in netto miglioramento.  Per contro, l’aumento del deficit e del debito pubblico francese hanno causato nelle settimane scorse le dimissioni del primo ministro François Bayrou, che è stato il terzo premier a lasciare l’incarico in poco più di un anno.

I problemi rimangono: ma con PNRR e ZES Unica stiamo meglio

Sia chiaro: i problemi strutturali del nostro Paese sono ancora molto diffusi. Sarebbe scorretto non riconoscerlo. Segnaliamo, ad esempio,  che abbiamo il tasso di occupazione femminile più basso dell’UE, così come il saggio più basso di crescita delle retribuzioni medie, senza contare che in questi ultimi anni si sono accentuate le disuguaglianze sociali. La burocrazia, il fisco, i costi energetici e i deficit infrastrutturali continuano a condizionare negativamente la competitività del nostro sistema produttivo.

Tuttavia, abbiamo superato con maggiore slancio dei principali big europei gli effetti delle crisi che si sono succedute nel triennio 2020-2022, riconducibili, in particolare, al Covid e all’impennata dei costi energetici che ha sospinto all’insù l’inflazione. Un risultato che è stato ottenuto grazie alle tante misure pubbliche di sostegno al reddito che sono state erogate dagli ultimi tre esecutivi e alla grande reazione manifestata da tutto il nostro sistema economico. Inoltre – sottolinea la CGIA – sono stati determinanti anche gli investimenti realizzati dal Governo Meloni con il PNRR e con le risorse impiegate nella ZES Unica[4] che stanno rilanciando il Mezzogiorno. Una ripartizione geografica che, finalmente, si sta lasciando alle spalle decenni e decenni caratterizzati da disoccupazione, difficoltà e ritardi economici.

Post pandemia: in Italia crescita record. In Germania è crisi nera

Grazie alla spinta economica registrata nel biennio 2021-2022, l’economia italiana è quella che tra i principali paesi dell’UE è “uscita” meglio dalla crisi pandemica. Se, infatti, analizziamo l’andamento del Pil reale[5] tra il 2019 e il 2024, l’Italia ha ottenuto una crescita del 5,8 per cento, la Francia del 4,3 e la Germania dello zero. Tra i big europei, solo la Spagna, con il +6,8 per cento, può contare su un incremento della ricchezza prodotta superiore al nostro. La media dei 20 paesi dell’Area Euro è stata del +4,9 per cento. Ci “prendiamo” la leadership, invece, quando analizziamo il trend del Pil reale pro-capite. Sempre tra il 2019 e il 2024, in Italia il “salto” in avanti è stato del 7,2 per cento, in Spagna del 3, in Francia del 2,6, mentre la Germania ha subito una contrazione dell’1,6 per cento.

La media Ue è stata del +3,2 per cento. In virtù del fatto che Germania e Francia sono i due principali paesi di destinazione del nostro export, la CGIA segnala che non possiamo certo rallegrarci se lì le cose non vanno bene. Purtroppo, le ricadute negative si faranno sentire anche nel nostro Paese che dovrà affrontare anche gli effetti negativi causati dai dazi imposti dall’Amministrazione USA guidata dal presidente Trump.

[1] Elaborazione CGIA su dati Eurostat.

[2] Questa comparazione e quelle richiamate più sopra sono state estrapolate dall’ultimo rapporto della EC “European Economic Forecast”, Spring 2025, Institutional paper 318 – may 2025.  

[3] Dati di fonte Ocse.

[4] La Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, è stata istituita il 1° gennaio 2024 con il Decreto-Legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito in Legge n. 162 del 13 novembre 2023 (GU n. 268 del 16 novembre 2023) e  comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna. La Zona Economica Speciale è definita dalla legge come una zona delimitata del territorio dello Stato, nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali, da parte sia delle aziende già operative nei relativi territori, sia di quelle che vi si insedieranno, può beneficiare di speciali condizioni, in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d’impresa. La ZES unica Mezzogiorno mira a fornire un approccio integrato e coerente per sostenere lo sviluppo economico e la crescita nelle regioni interessate attraverso la semplificazione amministrativa (Autorizzazione unica) e l’agevolazione degli investimenti.

[5] Al netto dell’inflazione.


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Avvocati, notai e commercialisti: ecco le nuove regole sull’uso dell’intelligenza artificiale

La legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale segna un punto di svolta per tutte le professioni intellettuali. Non si tratta soltanto di un adattamento tecnico, ma di una ridefinizione del rapporto tra tecnologia e competenze umane. Il principio cardine è chiaro: l’IA potrà affiancare il lavoro dei professionisti, ma non sostituirlo. L’attività intellettuale dovrà restare prevalente, mentre gli algoritmi saranno confinati a compiti di supporto e strumenti operativi.

Obbligo di informativa ai clienti

Dal 10 ottobre, ogni professionista che utilizzi sistemi di intelligenza artificiale dovrà comunicarlo ai propri clienti con linguaggio “chiaro, semplice ed esaustivo”. Una formula che lascia spazio a diverse interpretazioni pratiche, ma che impone comunque trasparenza. Molti ordini professionali stanno già predisponendo modelli e linee guida, sebbene la legge non preveda fac-simile uniformi: ogni informativa dovrà essere adattata al singolo caso.

Secondo i rappresentanti di avvocati, notai e commercialisti, l’informativa dovrà essere inserita nella lettera di incarico, accompagnata da una spiegazione diretta. L’obiettivo è rassicurare il cliente, garantendo che la responsabilità della prestazione resta in capo al professionista, coperto anche da polizze di responsabilità civile.

Codici deontologici da aggiornare

Non tutti i codici professionali contengono già norme dedicate all’uso dell’IA. Alcune categorie, come i giornalisti, hanno introdotto da poco obblighi specifici, mentre per avvocati e notai sono in corso i lavori di aggiornamento. La direzione è quella di inserire l’obbligo di informativa tra i doveri deontologici, a tutela del rapporto fiduciario con il cliente.

Il nodo della formazione

Un futuro decreto delegato disciplinerà i percorsi di formazione e alfabetizzazione digitale, affidati agli Ordini e anche alle associazioni delle professioni non ordinistiche (legge 4/2013). Non sono previsti fondi aggiuntivi, ma il tema è già all’attenzione di molte organizzazioni, che stanno elaborando linee guida e manuali operativi.

La giurisprudenza si muove

Nel frattempo, i tribunali hanno iniziato a fissare i primi paletti. Lo scorso 16 settembre, il Tribunale di Torino ha condannato un avvocato per lite temeraria dopo aver depositato un ricorso generato con il supporto dell’IA: l’atto è stato giudicato “inconferente” e privo di coerenza logica. Una sentenza destinata a fare scuola e che mette in guardia chi pensava di delegare alle macchine la sostanza del proprio lavoro.

Etica e responsabilità

Al di là delle regole, resta centrale la questione etica: l’IA può essere un prezioso alleato, ma solo se usata con consapevolezza e sotto la supervisione costante del professionista. L’essere umano resta il dominus della prestazione, unico garante della qualità, della responsabilità e del rispetto del cliente.


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Servicematica e Reyer Venezia femminile: insieme tra le prime 16 d’Europa

Il basket femminile italiano ha scritto una nuova pagina di storia: la Reyer Venezia ha superato 70-63 il KKZ Crvena Zvezda, conquistando l’accesso all’Eurolega e posizionandosi tra le prime 16 squadre d’Europa. Un risultato straordinario, che Servicematica celebra con orgoglio come top sponsor della formazione orogranata.

Per Servicematica, questa partnership è molto più di un logo sulla maglia: è la condivisione di valori che uniscono sport e impresa. Determinazione, resilienza, spirito di squadra, fiducia nelle donne e nel talento femminile: gli stessi principi che guidano l’innovazione tecnologica dell’azienda trovano nel basket Reyer la loro espressione più autentica.

Sono state micidiali, hanno dimostrato una grande forza mentale – ha commentato coach Andrea Mazzon –. È stata una vittoria di squadra, con 43 punti arrivati dalla panchina”. Una forza confermata dalle parole di Mariella Santucci, MVP della gara: “Abbiamo dimostrato che la nostra vera ricchezza è la compattezza. Tutte hanno contribuito, anche nei momenti più difficili”.

Lo sport femminile è un terreno dove il valore della squadra e la crescita individuale si intrecciano, proprio come accade in un’azienda che crede nelle persone e nei progetti condivisi. Per questo, Servicematica vede nella Reyer Venezia femminile una testimonianza viva di come la passione, unita alla professionalità, possa raggiungere i massimi livelli europei.

La vittoria dell’altro ieri non è solo un traguardo sportivo: è la conferma che, con coraggio e impegno, si possono superare limiti e costruire futuro. Servicematica sarà al fianco della Reyer anche in questa nuova avventura, pronta a trasformare ogni sfida in opportunità, dentro e fuori dal parquet.


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La Camera ha approvato il decreto legge che introduce un pacchetto di misure per accelerare i tempi della giustizia civile, con l’obiettivo di ridurre del 40% la durata dei processi nei tre gradi di giudizio entro giugno 2026, come richiesto dal Pnrr e dai recenti accordi con Bruxelles. Ora il testo passa al Senato per un via libera definitivo, che dovrà arrivare entro il 7 ottobre.

Un obiettivo considerato centrale ma al tempo stesso arduo, se non irrealistico, sia per i tempi stretti sia per la scarsa adesione degli stessi magistrati alle misure previste. Il provvedimento punta infatti anche sull’impiego da remoto di 500 giudici civili, incentivati con un riconoscimento economico (12mila euro lordi) e di carriera, chiamati a definire almeno 50 procedimenti ciascuno. Ma la risposta è stata deludente: soltanto 212 candidature hanno risposto al bando del Csm.

Lo stesso copione si ripete sulle applicazioni in Corte d’appello: dei 20 posti messi a disposizione, ben 4 sono rimasti vacanti. L’ultima versione del decreto tenta di correre ai ripari riaprendo i termini per l’interpello.

Le critiche delle opposizioni

Per le opposizioni si tratta di un provvedimento inefficace. Deborah Serracchiani (Pd) lo ha definito «una toppa peggiore del buco», mentre Roberto Giachetti (Italia Viva) ha parlato senza mezzi termini di «un decreto-sòla».

Le altre novità del decreto

Il testo contiene comunque disposizioni che appaiono di più immediata applicazione. Tra queste:

  • l’utilizzo straordinario dei consiglieri del Massimario in Cassazione per smaltire i ricorsi civili;
  • la possibilità di impiegare i giudici di pace in supplenza quando mancano magistrati togati;
  • la scelta del regime esclusivo per i magistrati onorari anche nell’anno di immissione in ruolo;
  • poteri ai capi degli uffici giudiziari per riorganizzare i carichi di lavoro, in caso di ritardi o squilibri;
  • anticipo dell’operatività per i tirocinanti del concorso ordinario bandito nell’ottobre 2023.

Slittano i tribunali specializzati

Vengono invece rinviate due scadenze importanti: il nuovo Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie entrerà in funzione solo dal 18 ottobre 2026, mentre il pacchetto di competenze aggiuntive dei giudici di pace slitterà al 31 ottobre dello stesso anno. Soppressa, invece, l’idea di attribuire a questi ultimi nuove competenze in materia tavolare.


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Nel terzo quadrimestre del 2025 siamo balzati al 4° posto tra i Paesi del G20 per esportazioni di merci nel mondo. Abbiamo sorpassato il Giappone

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