Il centrosinistra a guida Pd torna a vincere le Regionali, conquistando l’Emilia-Romagna e riconquistando l’Umbria, strappata alla Lega dopo cinque anni.
In Emilia-Romagna, ferita dalle recenti alluvioni, il successo ha il volto di Michele de Pascale, 39 anni, ex sindaco dem di Ravenna, che ha ottenuto il 56,7% dei voti contro il 40,07% di Elena Ugolini, candidata civica del centrodestra. De Pascale succede a Stefano Bonaccini, dimessosi dopo l’elezione all’Europarlamento, e ha basato parte della sua campagna sul sostegno alle zone colpite dalle calamità.
In Umbria, dopo un serrato testa a testa, la spunta Stefania Proietti, sindaca di Assisi, che ha raccolto il 51,17% delle preferenze contro il 46,14% della governatrice uscente, Donatella Tesei. Proietti, candidata non senza polemiche interne, ha prevalso nonostante le sue posizioni divisive su temi etici.
Astensionismo record
Le elezioni sono state segnate da un calo drastico dell’affluenza: in Emilia-Romagna ha votato solo il 46,42% degli aventi diritto (rispetto al 67,67% del 2020), mentre in Umbria il dato si è fermato al 52,3% (64,69% nel 2019).
Pd protagonista, M5S e Lega in crisi
Il Pd si conferma grande vincitore, primo partito in entrambe le regioni: 42,94% in Emilia-Romagna e 30,35% in Umbria. Male invece il Movimento 5 Stelle, che raccoglie un misero 4,73% in Umbria e addirittura 3,6% in Emilia-Romagna.
Per la Lega è una disfatta: il partito di Salvini crolla al 5,3% in Emilia-Romagna e al 7,7% in Umbria, lontano dai fasti del 30% di qualche anno fa. Fratelli d’Italia, pur in calo, tiene meglio, ottenendo il 23,8% in Emilia-Romagna e sfiorando il 20% in Umbria.
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