monete in un barattolo

Esdebitazione valida anche con il pagamento del 4% dei debiti: la Cassazione conferma

La Corte di Cassazione ha stabilito che un imprenditore fallito può ottenere l’esdebitazione, anche se ha soddisfatto i creditori concorsuali solo per il 4,09% dei debiti, ritenendo tale percentuale «tutt’altro che irrisoria». La sentenza, n. 26303 del 9 ottobre 2024, afferma che il beneficio dell’inesigibilità dei debiti residui richiede comunque un parziale soddisfacimento dei creditori, come previsto dall’articolo 142 della legge fallimentare.

Nel caso specifico, un imprenditore individuale fallito aveva ottenuto il pagamento di una piccola parte dei debiti verso i creditori privilegiati, ma nonostante ciò il Tribunale di Trento aveva rigettato la sua richiesta di esdebitazione. Dopo aver presentato ricorso, la Cassazione ha accolto la sua domanda, chiarendo che il pagamento parziale dei creditori non preclude l’accesso a tale beneficio, anche nel caso in cui il richiedente abbia patteggiato in ambito penale.

Questa decisione rafforza il principio secondo cui anche percentuali minime di soddisfazione dei creditori possono risultare sufficienti per accedere all’esdebitazione, offrendo una nuova speranza a chi, pur avendo subito il fallimento, intende ripartire senza il peso dei debiti residui.


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Bonus 110% per la Onlus fino al 2025 per installare impianti fotovoltaici

Le Onlus potranno beneficiare del Superbonus 110% per tutto il 2025 per l’installazione di impianti fotovoltaici in strutture come case di cura (categoria D/4). Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 199/2024, specificando che queste organizzazioni senza scopo di lucro potranno usufruire della detrazione fiscale maggiorata e dello sconto in fattura, a patto di rispettare tutte le condizioni previste dalla normativa.

La misura rientra nel quadro dell’efficientamento energetico, offrendo alle Onlus l’opportunità di applicare il regime speciale per le soglie di spesa e favorire così la sostenibilità ambientale nelle loro strutture.


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Bonus Natale: solo 0,27€ al giorno per i lavoratori dipendenti

L’Agenzia delle Entrate ha fornito le prime indicazioni sul cosiddetto “Bonus Natale”, introdotto dal Decreto Legge n. 113/2024 (dl Omnibus). Il bonus, che può arrivare fino a un massimo di 100 euro, sarà riparametrato in base ai giorni effettivi di lavoro del 2024, con un valore di soli 27 centesimi di euro per ciascun giorno lavorativo. Non spetterà, quindi, per le giornate di assenza ingiustificata o sciopero.

Per ottenere il bonus, i lavoratori dipendenti devono soddisfare specifici requisiti economici e familiari. Ad esempio, il coniuge deve essere a carico fiscale del richiedente oppure il lavoratore deve far parte di un nucleo monogenitoriale, quello cioè in cui l’altro genitore è deceduto o non ha riconosciuto il figlio nato fuori dal matrimonio oppure il figlio è stato adottato da un solo genitore (quello destinatario del bonus). Non sono inclusi i genitori conviventi di fatto.

Il bonus sarà erogato con la tredicesima a chi è impiegato a dicembre, mentre chi ha cessato il rapporto di lavoro durante l’anno dovrà attendere la dichiarazione dei redditi del prossimo anno.


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Avvocati nell’Ufficio legislativo del Ministero, firmato protocollo d’intesa

Roma, 10 ottobre 2024 – Favorire il coinvolgimento degli avvocati nelle attività istituzionali svolte dall’Ufficio legislativo di via Arenula. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dal presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco.

Gli avvocati, individuati e proposti dal Cnf al Ministero, collaboreranno sotto la direzione del capo dell’Ufficio Legislativo nelle attività di studio, ricerca e consulenza per la formulazione di pareri, elaborazione di proposte normative nonché di interpretazione della normativa vigente nelle materie di comune interesse inerenti alle competenze del dicastero di via Arenula.

I professionisti coinvolti si impegneranno a non patrocinare, né personalmente né attraverso membri dello studio di cui fanno parte, cause giudiziali o contenziosi, anche stragiudiziali, contro il Ministero durante il rapporto di collaborazione e per un anno successivo alla sua conclusione. Il protocollo ha una durata annuale, rinnovabile entro i limiti del mandato governativo.

Con questo protocollo potremo avvalerci del preziosissimo contributo degli avvocati indicati dal Cnf, con il quale condividiamo in maniera proficua comuni obiettivi di orientamento giuridico nella prospettiva della migliore attuazione della politica giudiziaria”, ha dichiarato il ministro Nordio, ribadendo “la grande considerazione che il Governo ha per la professione degli avvocati la cui funzione, come ricordato più volte, è strutturale alla giurisdizione”.

Per il presidente del Cnf, Francesco Greco, “la firma del protocollo d’intesa è motivo di grande soddisfazione e di questo ringraziamo il ministro Nordio. Si è finalmente concretizzato un accordo su cui abbiamo lavorato a lungo e che consentirà agli avvocati di rendere stabile il rapporto di collaborazione diretta alla formulazione normativa dell’attività legislativa del Ministero della Giustizia”.


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Cassazione: il sistema di videosorveglianza Argos deve essere omologato per essere legittimo

Con l’ordinanza n. 26315 del 9 ottobre 2024, la Corte Suprema di Cassazione ha stabilito che il sistema di videosorveglianza Argos, utilizzato per l’accertamento delle violazioni, deve essere omologato per garantire la sua funzionalità e precisione, analogamente agli autovelox. Tale procedura di omologazione è un requisito imprescindibile per la legittimità degli accertamenti effettuati.
Nel caso in esame, una società aveva contestato una sanzione amministrativa di 150 euro, emessa dal Comune di Venezia per il transito in un canale in orari vietati. Dopo due decisioni favorevoli alla società, il Comune ha presentato ricorso in Cassazione.

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Indagine a Bari: spiati i conti bancari di Meloni, La Russa e altri politici

La Procura di Bari ha avviato un’inchiesta su un funzionario di Intesa Sanpaolo, accusato di aver effettuato oltre 6.000 accessi abusivi ai conti bancari di importanti figure politiche e pubbliche, tra cui la premier Giorgia Meloni, sua sorella Arianna Meloni, Andrea Giambruno, il presidente del Senato Ignazio La Russa, e i ministri Daniela Santanché e Guido Crosetto. Tra le vittime figurano anche magistrati, imprenditori e sportivi.

Il bancario, già licenziato l’8 agosto per violazione delle norme sulla privacy, è al centro delle indagini condotte dai pm baresi, che stanno cercando di comprendere le motivazioni dietro questi accessi non autorizzati.


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L’abolizione dell’abuso d’ufficio salva i magistrati: molte archiviazioni al Csm

Con una decisione unanime, il Consiglio Superiore della Magistratura ha archiviato una serie di procedimenti contro circa venti magistrati accusati di abuso d’ufficio. Questa ondata di archiviazioni arriva a seguito dell’abrogazione del reato, sancita dal Ddl Nordio due mesi fa. I magistrati coinvolti erano stati denunciati da cittadini che ritenevano che il loro comportamento configurasse gli estremi del reato. Tuttavia, con l’abolizione dell’articolo 323 del codice penale, il Csm ha ritenuto non vi fossero più motivi per procedere.

La cancellazione del reato ha sollevato un acceso dibattito nei tribunali italiani. Diversi pm, infatti, stanno chiedendo che la questione venga sottoposta alla Corte Costituzionale, sostenendo che l’abrogazione violerebbe obblighi internazionali, come la Convenzione ONU di Merida contro la corruzione. Tra i casi più recenti, spicca quello del pm di Cagliari che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale nel processo contro l’ex presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas.

Nel frattempo, i magistrati archiviati al Csm, tra cui nomi noti come Luigi Patronaggio e Sebastiano Ardita, sono stati sollevati da eventuali conseguenze disciplinari. Tuttavia, il dibattito sulla costituzionalità dell’abolizione resta aperto, con la Consulta chiamata a esprimersi nei prossimi mesi.


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Accusato di appropriazione indebita, assolto dopo 8 anni: fine di un incubo per un avvocato

Dopo otto anni di battaglie legali, l’avvocato leccese Francesco D’Agata è stato assolto dalla Corte di Cassazione, che ha annullato senza rinvio la condanna che lo aveva colpito. L’accusa era di essersi appropriato di parte del risarcimento di una cliente senegalese, coinvolta in un grave incidente stradale, ma D’Agata ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver agito in base a un accordo con la cliente. La vicenda, raccontata in un articolo a firma di Tiziana Roselli e pubblicata su Il Dubbio, riguarda l’avvocato noto anche per il suo impegno con lo “Sportello dei Diritti” e come ex segretario provinciale dell’Italia dei Valori: è stato arrestato e detenuto per 40 giorni in carcere, oltre a quasi un anno ai domiciliari. La sua reputazione è stata pesantemente danneggiata da una vasta copertura mediatica, scatenata da una conferenza stampa subito dopo il suo arresto.

Nonostante l’assoluzione, la sua vita professionale e personale è stata irrimediabilmente compromessa. «Il carcere è il peggior girone dell’inferno», ha raccontato, denunciando le condizioni critiche del sistema penitenziario italiano e auspicando riforme per evitare abusi della custodia cautelare.

Ora, D’Agata si prepara a riprendere la sua attività legale, ma rimane indeciso su un eventuale ritorno in politica.


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Ddl Lavoro approvato alla Camera: ecco le novità su dimissioni, contratti stagionali e flessibilità

Con 158 voti favorevoli, 121 contrari e 2 astenuti, la Camera ha approvato il disegno di legge sul lavoro, che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva. Il provvedimento introduce diverse novità che hanno suscitato critiche da parte di sindacati e opposizioni.

Tra le misure più discusse, la possibilità per i datori di lavoro di interrompere il contratto in caso di assenza ingiustificata oltre i 15 giorni. La norma è stata accusata di facilitare licenziamenti mascherati da dimissioni volontarie, contro cui i sindacati hanno annunciato mobilitazioni.

Il Ddl prevede anche semplificazioni per i contratti di lavoro a tempo determinato e introduce la figura del “contratto ibrido”, che permette di assumere una persona con un contratto misto, parte dipendente e parte autonomo con partita IVA. Si estendono inoltre le tipologie di apprendistato, mirando a migliorare la qualità dell’esperienza formativa.


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Non riforma ma applicazione di norme esistenti. Censimento degli immobili e delle case fantasma in arrivo

Il governo si prepara ad adeguare gli estimi catastali per gli immobili che hanno beneficiato del Superbonus 110%, ma non si tratta di una revisione complessiva del catasto. L’obiettivo è piuttosto quello di dare piena attuazione a misure già esistenti, come chiarito da diverse voci interne all’esecutivo.

Ad esempio, a Milano, per una casa di classe A4, sei vani in una zona semicentrale, un innalzamento della classe catastale comporterebbe un aumento del 18%. In caso di una rivalutazione di due classi, si potrebbe arrivare a un rincaro superiore al 38%. Un impatto significativo per chi ha investito nelle ristrutturazioni usufruendo degli incentivi fiscali.

Questa non-riforma del catasto, che il governo ha ribadito essere semplicemente un’applicazione di norme già presenti, riguarda due interventi principali. Il primo è il censimento delle cosiddette “case fantasma”, ossia quelle unità immobiliari che, finora, sono rimaste sconosciute al fisco. Grazie all’uso di foto aeree, sarà possibile individuare queste costruzioni non dichiarate e assoggettarle a imposizione fiscale.

Il secondo intervento riguarda l’obbligo di aggiornare i dati catastali degli immobili (tramite il modello Docfa) entro 30 giorni dalla fine dei lavori, indipendentemente dal fatto che questi abbiano beneficiato o meno di agevolazioni fiscali. Questo aggiornamento è obbligatorio in tutti i casi in cui i lavori apportano modifiche allo stato dell’immobile.

L’“operazione verità” del Tesoro sugli immobili fantasma e sulle ristrutturazioni non sarà però facile da quantificare. Le stime sugli effetti fiscali derivanti dall’adeguamento catastale potrebbero portare a rincari anche a due cifre nei valori su cui si calcolano le imposte. Resta da vedere se l’impatto di questa misura si tradurrà in un aumento generalizzato delle entrate fiscali o se si limiterà a colpire singoli casi isolati.

In ogni caso, la mossa del governo è chiara: applicare le regole già esistenti per una maggiore equità fiscale e trasparenza, anche se la questione dei rincari è destinata a sollevare dibattiti tra proprietari e operatori del settore.


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