Un nuovo decreto fiscale è pronto a fare il suo ingresso nel panorama normativo italiano, con una serie di misure destinate ad alleggerire e rendere più chiaro il quadro fiscale per imprese e professionisti. Il provvedimento, atteso entro fine maggio, dovrebbe intervenire su vari fronti, dalle spese di trasferta alle imposte sulle opere d’arte, passando per le cessioni di studi professionali e la documentazione internazionale delle multinazionali.
Tra i temi più caldi c’è quello delle spese di trasferta. La normativa in vigore dal 2025 aveva introdotto l’obbligo di tracciabilità per tutte le spese di viaggio e vitto, comprese quelle sostenute all’estero. Una misura che ha subito sollevato perplessità tra le imprese, preoccupate dall’impatto pratico di un obbligo difficile da applicare fuori dai confini nazionali. Il nuovo decreto dovrebbe limitare l’obbligo di tracciabilità alle sole spese sostenute in Italia, rendendo più agevole la gestione amministrativa delle trasferte internazionali.
Novità anche per il mercato dell’arte. Dopo i primi annunci, il Governo punta a introdurre un’aliquota IVA agevolata del 5% sulle cessioni di opere d’arte, seguendo l’esempio di Francia e Germania che hanno già ridotto l’IVA nel settore, rispettivamente al 5% e al 7%. L’obiettivo è rendere più competitivo il mercato italiano e favorire il commercio di dipinti e opere di valore. L’agevolazione potrebbe entrare in vigore già nella seconda parte dell’anno, anche se al Ministero dell’Economia non si esclude di rinviarla a un successivo decreto legislativo di attuazione della delega fiscale.
Tra i correttivi in arrivo figura anche la questione delle cessioni di quote in studi professionali e associazioni. Attualmente, queste operazioni generano plusvalenze o minusvalenze tassate come redditi da lavoro autonomo. L’intenzione sarebbe di spostarle nella categoria dei “redditi diversi”, seguendo la logica già adottata dal recente decreto Irpef-Ires per le operazioni di aggregazione e riorganizzazione degli studi professionali.
In campo internazionale, il decreto dovrebbe intervenire sulla documentazione anti-sanzioni sui disallineamenti fiscali tra Paesi, tema che riguarda le multinazionali che operano in diversi Stati e sfruttano normative differenti per dedurre costi o ottenere vantaggi fiscali. Sul modello del transfer pricing, si punta a introdurre obblighi di documentazione più trasparenti per dimostrare la correttezza delle operazioni e prevenire contestazioni future da parte dell’amministrazione finanziaria italiana.
Infine, un aggiornamento arriva anche dal settore turistico e della ristorazione: l’83% dei terminali POS è già abilitato a gestire la funzionalità delle mance al personale, tassate al 5% come previsto dalla legge di Bilancio 2024. Tuttavia, soltanto il 2% degli esercenti ha effettivamente attivato la funzione, segnale che il settore richiede ancora tempo e supporto per adeguarsi pienamente alla nuova normativa.
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