La crescente digitalizzazione dei servizi finanziari sta offrendo nuove opportunità a cittadini e imprese, ma al tempo stesso amplia il terreno d’azione della criminalità informatica. A lanciare l’allarme è l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), che ha recentemente aggiornato le indicazioni rivolte a intermediari, professionisti e soggetti obbligati alla segnalazione di operazioni sospette, evidenziando un incremento significativo delle attività fraudolente online.
I dati mostrano una crescita costante delle segnalazioni riconducibili a truffe e frodi: dalle poco più di novemila registrate nel 2021 si è passati a oltre trentamila nel 2025, con una tendenza che continua a manifestarsi anche nel corso del 2026. Un fenomeno che conferma come le minacce digitali stiano assumendo dimensioni sempre più rilevanti e complesse.
Secondo l’analisi della UIF, le organizzazioni criminali sfruttano strumenti tecnologici avanzati e infrastrutture finanziarie globali per movimentare fondi di provenienza illecita. Tra le tecniche più diffuse figurano le cosiddette “romance scam”, le false opportunità di lavoro, le truffe sugli investimenti e le compromissioni delle caselle di posta elettronica aziendali, spesso finalizzate a dirottare pagamenti o ottenere informazioni sensibili.
Particolare attenzione viene riservata al fenomeno dei “money mule”, persone che, consapevolmente o meno, mettono a disposizione conti correnti, carte di pagamento o portafogli digitali per trasferire denaro collegato ad attività criminali. Questi soggetti rappresentano un elemento chiave nelle operazioni di riciclaggio e occultamento delle somme sottratte alle vittime.
Tra i fattori che stanno contribuendo all’evoluzione delle frodi, la UIF evidenzia il crescente impiego dell’intelligenza artificiale generativa e delle tecnologie di deepfake. Tali strumenti consentono di creare identità apparentemente credibili, imitare volti e voci reali o costruire documentazione falsa con un livello di realismo sempre più elevato. A ciò si aggiunge l’utilizzo di reti private virtuali (VPN), sistemi di anonimizzazione, dispositivi virtuali e identità sintetiche o rubate, che rendono più difficile l’individuazione degli autori delle truffe.
Sul fronte operativo, l’Unità ha introdotto nuovi criteri di classificazione per migliorare la qualità delle segnalazioni. In particolare, vengono previsti specifici codici dedicati alle frodi facilitate dalla tecnologia, al fenomeno dei money mule e alle attività di cybercrime. L’obiettivo è favorire una più efficace collaborazione tra operatori finanziari e autorità competenti, rafforzando la capacità di intercettare tempestivamente i segnali di rischio.
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