ROMA – Per migliaia di addetti all’Ufficio per il processo sono giorni decisivi. Le prove per la stabilizzazione segnano infatti il passaggio più delicato di un’esperienza nata con il PNRR e diventata, nel giro di pochi anni, uno degli strumenti centrali per accelerare l’attività degli uffici giudiziari.
Il confronto, però, non riguarda soltanto il numero delle assunzioni a tempo indeterminato, ma soprattutto il ruolo che questi lavoratori saranno chiamati a svolgere dopo il 30 giugno, data di scadenza degli attuali contratti. Il tema sta alimentando un acceso dibattito tra organizzazioni sindacali, magistratura e Ministero della Giustizia.
Secondo diverse sigle sindacali e rappresentanti della magistratura associata, il timore è che le professionalità costruite nell’ambito del supporto ai magistrati possano essere progressivamente riallocate verso attività amministrative e di cancelleria, con il rischio di ridimensionare l’impianto originario dell’Ufficio per il processo. Un’ipotesi che, secondo i critici, potrebbe incidere sull’efficienza raggiunta negli ultimi anni dagli uffici giudiziari grazie al contributo degli addetti UPP.
Sul tema è intervenuta anche Confintesa FP, che con una lettera inviata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e ai vertici del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria ha chiesto chiarimenti sulle future Linee Guida annunciate dal Viceministro Francesco Paolo Sisto durante un convegno a Lecce.
Nel documento il sindacato sostiene che eventuali indicazioni ministeriali non possano modificare quanto previsto dal quadro normativo e contrattuale già vigente. In particolare vengono richiamati il D.Lgs. 151/2022, il CCNI Giustizia firmato il 29 aprile 2026 e la circolare DOG del 21 dicembre 2021, che delineano il ruolo degli addetti UPP all’interno dell’organizzazione giudiziaria e il raccordo con le cancellerie.
Secondo Confintesa FP, il punto centrale è evitare interpretazioni che possano alterare gli equilibri definiti dalla contrattazione collettiva o modificare, attraverso atti amministrativi, mansioni e funzioni consolidate negli ultimi anni. Il sindacato sottolinea inoltre che il supporto alle attività amministrative non rappresenterebbe un demansionamento, ma una funzione già prevista nell’assetto normativo dell’Ufficio per il processo.
La questione assume rilievo anche sul piano organizzativo. L’esperienza UPP viene infatti considerata da molti osservatori una delle principali innovazioni introdotte nella macchina giudiziaria italiana, soprattutto per l’impatto sulla riduzione dei tempi dei procedimenti civili e penali. Proprio per questo, il dibattito sulle future mansioni degli addetti è destinato a incidere non soltanto sulle prospettive occupazionali dei lavoratori coinvolti, ma anche sul modello di giustizia che il sistema intende consolidare dopo la stagione del PNRR.
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