Gratuito patrocinio: transazione e compenso legale

Il compenso all’avvocato spetta anche se la transazione non lo prevede

Un avvocato, dopo essersi rivolto al Tribunale, inizialmente aveva visto respingere il riconoscimento delle proprie spettanze. Il motivo: gli assistiti sono giunti ad una transazione in cui però non era previsto il compenso per la sua assistenza legale. Tuttavia, la Cassazione stabilisce che la transazione della lite non è di ostacolo alla liquidazione del compenso all’avvocato del patrocinio.

Gratuito patrocinio: compenso dell’avvocato non deve necessariamente essere specificato nella transazione

Accade che un avvocato si rivolga al Tribunale dopo aver assistito due soggetti con patrocinio gratuito. Nello specifico, i suoi assistiti sarebbero giunti ad una transazione in cui non vi è alcun indice di compenso per l’assistenza legale. Dunque, egli si muove per ottenere la liquidazione delle sue spettanze, ma inizialmente il Tribunale rigetta la sua istanza.

Quindi, l’avvocato si oppone e, in ricorso, il Tribunale accoglie le sue doglianze: si procede con la liquidazione del suo compenso. A questo punto, interviene il Ministero della Giustizia, che ricorre alla suprema corte: il compenso doveva essere contemplato nell’accordo di transazione. Tuttavia, la Cassazione ne respinge il ricorso: la transazione della lite prescinde dalla liquidazione del compenso dovuto all’avvocato.

Dunque, si afferma il principio secondo cui, l’avvocato della parte ammessa al patrocinio gratuito deve comunque essere liquidato. Infatti: “la rivalsa dello Stato comunque presuppone e postula il diritto del difensore della parte ammessa al patrocinio alla liquidazione delle sue spettanze”. Infine: “Non sembra […] configurabile un onere del difensore di attivarsi allo scopo di inserire nell’accordo transattivo anche la liquidazione del proprio onorario”.

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La delega allo Spid: come funziona

Anomalie Servizi PCT – Consultazioni

Si comunica che a causa di anomalie da parte del sistema Ministeriale (non di Servicematica), si stanno verificando delle interruzioni temporanee. Consigliamo di ripetere l’operazione in un secondo momento, se non dovesse andare a buon fine.

Ricordiamo che sarà possibile depositare telematicamente con Service1, creando un nuovo fascicolo ed inserendo il numero di RG.

Interruzione servizio SIUS-Avvocati

Si avvisano gli utenti che il servizio SIUS-Avvocati non sarà disponibile nella giornata di mercoledì 16 giugno 2021 a partire dalle ore 15:30, per interventi di manutenzione che coinvolgeranno anche i sistemi SIES distrettuali.

Il servizio SIUS-Avvocati riprenderà la piena funzionalità solo dopo l’aggiornamento di tutti i SIES distrettuali, che dovrebbe concludersi entro la mattina del 17 giugno 2021.

Le modifiche potrebbero interessare l’intero territorio nazionale coinvolgendo anche i sistemi del civile.

Link alla notizia: https://pst.giustizia.it/PST/it/pst_3_1.wp?previousPage=homepage&contentId=NEW9171

delega dello spid

La delega allo Spid: come funziona

Dal decreto semplificazioni arriva l’introduzione di possibilità di delega allo Spid

Negli scorsi giorni, con l’approvazione del decreto semplificazioni, è stata introdotta la possibilità di delega allo Spid. L’idea è che chiunque possa delegare il suo accesso a uno o più servizi verso un soggetto titolare dell’identità digitale (Spid). Tuttavia, non sono ancora state diffuse informazioni riguardo le modalità di effettuazione di tale delega, per le quali occorre il Garante della Privacy.

Decreto semplificazioni: la delega è apertura verso chi non ha lo Spid.

31 maggio 2021: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto semplificazioni, dove -art..64 ter- si trova il “Sistema di gestione delle deleghe”. Tale sistema viene affidato alla responsabilità della struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per l’innovazione tecnologica e la transazione digitale. Così, anche i cittadini che hanno meno praticità con la tecnologia possono delegare una persona fidata all’accesso dei servizi digitali delle PA.

Tale presentazione della delega deve rispettare precise modalità, come indicato nell’art.65, comma 1, Codice dell’Amministrazione Digitale. Infatti, si può procedere con istanza e dichiarazione presentata per via telematica e sottoscritte con firma digitale/ elettronica o congiuntamente a documento d’identità. Oppure, ci si può recare agli sportelli delle pubbliche amministrazioni presenti sul territorio e procedere con la modulistica.

Dunque, una volta acquisita la delega al sistema di Gestione, viene generato un attributo qualificato associato all’identità digitale del soggetto delegato. Vale la pena sottolineare che questo stesso attributo vale anche per l’erogazione di servizi in modalità analogica. Infine, attenzione: affinché suddetto Sistema di gestione deleghe possa concretizzarsi, è ancora necessario conoscere il parere del Garante della Privacy.

Non hai ancora attivato lo SPID? Scopri come fare

 

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Conseguenze degli allegati pdf illeggibili nella pec

Notifica atto a mezzo pec con allegato in pdf illeggibile: cosa succede?

La Cassazione torna ad occuparsi delle conseguenze della notifica di un atto a mezzo pec con allegati pdf illeggibili o vuoti.
Nello specifico, un ricorso è dichiarato inammissibile perché, una volta fornita la prova via pec, è onere del destinatario contestarne l’eventuale irregolarità. Infatti: “spetta al destinatario […] rendere edotto il mittente incolpevole delle difficoltà di cognizione del contenuto della comunicazione […]”.

Spetta al destinatario promuovere le contestazioni necessarie ed eventualmente fornirne la prova

Succede che l’impugnazione di una sentenza della Corte di Appello venga notificata a mezzo pec presso il difensore domiciliatario del ricorrente in Cassazione. Inoltre, succede che il controricorrente eccepisca la tardività del ricorso: la notifica sarebbe avvenuta oltre il termine breve di 60 giorni. Tuttavia, il ricorrente replica all’eccezione: il file pdf riguardante la sentenza impugnata contiene solo pagine bianche e puntini neri.

Quindi, secondo il ricorrente, non avendo raggiunto lo scopo, la notifica non potrebbe far decorrere il termine breve per il ricorso in Cassazione. A questo punto, la decisione della Cassazione è chiara e inequivocabile: il ricorso è inammissibile. Infatti, una volta fornita la prova dell’avvenuta accettazione del sistema, l’onere non è più del soggetto mittente.

Infatti, è onere della parte che contesta la regolarità della notificazione fornire la prova della disfunzione del sistema. Con parole degli Ermellini: “Una volta acquisita al processo prova della sussistenza della ricevuta telematica di avvenuta consegna, solo la concreta allegazione, da parte del destinatario, di una qualche disfunzionalità dei sistemi telematici potrebbe giustificare migliori verifiche sul piano informatico, con onere probatorio a carico del medesimo destinatario”.

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Madre condannata a risarcire il figlio


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Madre condannata a risarcire il figlio

Ostacola le visite con il padre: madre condannata a risarcire direttamente il minore

L’aver ostacolato le visite del figlio con il padre le era già costato un’ammonizione, ma ora è anche stata condannata. In effetti, dopo il ricorso da parte dell’avvocato del padre, ella deve risarcire direttamente non il padre, ma proprio il minore. Questo perché il suo comportamento, rendendo difficoltose le modalità di affidamento, ha arrecato danni psicologici e psicopedagogici al piccolo.

Decisione che prosegue ed amplia la classica tutela della riservatezza del minore

Mantova, 25 maggio 2021. Succede che, visto l’ostruzionismo frapposto dalla madre alle visite padre-figlio, la madre venga ammonita dal Tribunale. Quindi, succede che l’avvocato legale del padre, depositi ricorso (ex art. 709 ter c.p.c.). Infine, accade che il Tribunale disponga una condanna risarcitoria da parte della madre: il suo comportamento arreca danni psicologici e psicopedagogici al minore.

Il punto centrale, però, non è tanto la condanna a risarcire, quanto il fatto che il soggetto beneficiario di tale risarcimento è il minore. Infatti, è la prima volta che il bambino viene riconosciuto “titolare di un autonomo diritto di ottenere direttamente […] un risarcimento in denaro”. Questo significa che in tale bambino si è riconosciuto un soggetto portatore di diritti superiori, più rilevanti di quelli dei genitori.

Non solo: la decisone include la clausola (“modello Signorini”) da sottoscriversi d’ufficio dai genitori in via di separazione. Si tratta dell’impegno a non pubblicare in rete immagini dei figli e rimuovere tutte quelle già postate. Dunque, anche questa decisione, amplia la tutela della riservatezza del minore e mette il fanciullo al centro, al di sopra delle parti.

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Interruzione servizi settore penale, in tutti i distretti di Corte di Appello

Si comunica che, al fine di consentire l’installazione di modifiche correttive sui sistemi di cognizione penale, si procederà ad attività di aggiornamento nei distretti di Corte di Appello, nel giorno 11/6/2021 dalle ore 14:00 alle ore 16:00. In detto arco temporale i servizi forniti dall’applicativo Consolle penale non saranno disponibili.

Le modifiche potrebbero interessare l’intero territorio nazionale coinvolgendo anche i sistemi del civile.

link alla notizia: https://pst.giustizia.it/PST/it/pst_3_1.wp?previousPage=homepage&contentId=NEW9187

Esami avvocato: tracce fuori linee guida

Tracce lunghe e complesse o riguardanti materie escluse dal novero delle linee guida

Negli scorsi giorni l’Upa (Unione praticanti avvocati) ha denunciato il problema della difficoltà delle tracce d’esame. In effetti, tanto l’Upa quanto la Consulta dei praticanti dell’Aiga, sostengono che i quesiti posti non rientrino nelle linee guida ministeriali.

Non solo: le tracce variano da commissione a commissione, il che potrebbe implicare una disparità di trattamento degli esaminandi.

Tracce troppo lunghe e complesse per il poco tempo a loro disposizione

In questa sessione d’esame particolare, caratterizzata dal covid-19, gli aspiranti avvocati si sono dovuti confrontare anche con difficoltà intrinseche alle tracce. In effetti, secondo l’Unione praticanti avvocati, le tracce date agli esami non corrisponderebbero alle linee guida ministeriali. Nella fattispecie, si fa riferimento a ciò che finora è accaduto nelle Corti di appello di Genova, Firenze, Lecce e Salerno.

A tal proposito, il presidente Upa afferma che talvolta si è trattato di tracce attinenti a materie tassativamente escluse dalle linee guida. Perciò, i candidati non si sarebbero affatto preparati in quelle discipline specifiche e peculiari proprio perché sapevano che erano da escludere. Secondo la Consulta dei praticanti dell’Associazione italiana giovani avvocati, a ciò si aggiunge che le tracce siano troppo lunghe e complesse.

In effetti, in questa sessione, è capitato che ai candidati siano proposti quesiti normalmente sottoposti per la redazione degli scritti classici. Tuttavia, in questo caso non si sono potute avere a disposizione le stesse sette ore di tempo, ma solo 30 minuti. In questo quadro, a poco sembrano valere le rassicurazioni del ministro Cartabia sull’importanza fondamentale da assegnare al doppio orale.

 

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Affidamento condiviso paritetico: orientamenti di Brindisi

Dalla puglia una documentazione che completa e avvia i principi emanati 4 anni fa

Partendo dai princìpi già introdotti nel corso del 2017, il Tribunale di Brindisi introduce un nuovo Piano Genitoriale (PG). Si tratta di uno strumento atto a semplificare e facilitare ulteriormente il raggiungimento degli accordi tra i genitori. Inoltre, è utile anche nel caso di iniziative unilaterali, in quanto permette di affrontare e illustrare situazioni e ruoli più integralmente.

Piano genitoriale: espressione del diritto alla bigenitorialità, all’equilibrio e all’equità

Alla base della documentazione del Tribunale di Brindisi c’è un diritto indisponibile proprio dei figli di genitori separati. Stiamo parlando del diritto di avere con ciascuno dei genitori un rapporto “equilibrato e continuativo”, di ricevere “cura” da entrambi. Quindi, -comma 1 art.337 ter c.c.- la via prioritaria dev’essere la pariteticità teorica e pratica dei genitori, dalla quale allontanarsi solo motivatamente, per oggettivi impedimenti.

Ciò implica che entrambe le parti debbano assumersi adeguati compiti di cura, tranne in mancanza di ragionevoli e documentati impedimenti. Non solo: anche per quanto riguarda ruolo e modalità di erogazione dell’assegno di mantenimento il punto di vista cambia. In effetti, si punta alla partecipazione di entrambi i genitori agli esborsi e -in merito agli aspetti relazionali- all’effettiva utilità della spesa.

Tuttavia, in parallelo con il diritto imprescindibile del figlio, secondo il Tribunale pugliese, va il diritto della donna (madre) all’equità. Infatti, la volontà è di assicurare a uomini e donne gli stessi diritti e le stesse responsabilità come genitori. Questo, a prescindere dalla situazione matrimoniale di riferimento, in tutte le questioni che si riferiscono ai figli (in pieno accordo con la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, New York, 1979 e con la IV Conferenza mondiale sulle donne di Pechino, 1995).

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Concorso magistratura 2021: diario delle prove

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6 diverse sedi per le selezioni ai 310 posti di magistrato ordinario

Si torna a parlare del concorso, per esami, a 310 posti di magistrato ordinario pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 novembre 2019, n.91. Effettivamente, sono state confermate le date delle prove, che -come già anticipato lo scorso 5 maggio– si terranno il 15 e 16 luglio 2021.
Le sedi ove tali prove scritte avranno luogo sono sei, suddivise tra città del nord, del centro e del sud.

Giovedì 15 e venerdì 16 luglio in parallelo nelle sei sedi indicate

Inizialmente, il concorso per la copertura di 310 posti di magistrato era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 Novembre 2019. Tuttavia, la situazione pandemica da Covid-19 ha fatto la data della sua (probabile) effettiva realizzazione ai prossimi 15 e 16 luglio. Dunque, le disposizioni quali i requisiti di partecipazione rimangono invariate, ciò che cambia è -sostanzialmente- la gestione organizzativa della prova.

Infatti, sentito il comitato scientifico, per garantire il necessario distanziamento sociale le prove scritte saranno svolte su sei diverse sedi. Le città sono: Roma -Fiera di Roma, Milano -Fiera di Milano- Rho, Torino -Lingotto, Fiera di Torino, Bologna -Fiera di Bologna, Rimini -Fiera di Rimini e Bari -Nuova Fiera del Levante. Inoltre, in merito all’orario, i candidati con cognome compreso A e L entreranno alle ore 8,00, mentre tra M e Z alle 9,00.

Per parteciparvi, i candidati dovranno portare ed esibire un documento di riconoscimento valido e il codice identificativo contenuto nella ricevuta della domanda. Inoltre, sarà loro possibile consultare i testi dei codici e delle leggi e il dizionario della lingua italiana. Infine, ogni candidato dovrà controllare tali testi, per evitare il loro scarto da parte della Commissione proprio come l’esclusione del candidato dal concorso.

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