Riforma del catasto attrito politico

Delega fiscale per la modifica del sistema di rilevazione catastale degli immobili

La Legge delega fiscale prevede la riforma del catasto e un modo per non aumentare (ulteriormente) le tasse. Sarà un punto cruciale e di attrito politico nel prossimo periodo, dato che destra e sinistra già manifestano pareri contrastanti in merito. Dunque, si riuscirà a raggiungere un accordo e mettere in pratica ciò che la riforma vuole, una maggiore efficienza in materia?

Attrito politico sulla Riforma del catasto: la sinistra lo vuole, la destra no

È già dalle prossime settimane che i partiti al governo dovranno scendere a compromessi e discussioni in materia delega fiscale. La situazione è critica: finora, l’emendamento alla commissione Finanze alla Camera da via a schermaglie. Comunque, cosa prevede effettivamente la legge di cui si parla?

In particolare, tale norma va letta all’art. 6 – delega al Governo per l’adozione di norme per modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili. Qui, si prevedono nuovi strumenti da mettere a disposizione sia dei comuni che dell’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo? Semplificare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili.

Inoltre, tale norma indica principi e criteri da utilizzare per l’integrazione delle informazioni contenute nel catasto dei fabbricati. Questo dovrà essere disponibile dal 1° gennaio 2026. Poi, tali informazioni non si dovranno usare per la determinazione della base imponibile dei tributi che derivano da risultanze catastali, nonché finalità fiscali.

I principi della delega fiscale alla riforma del catasto

Ora, entriamo più nello specifico di cosa comporta tale legge e la delega ad essa annessa. Nello specifico, all’unità immobiliare si attribuisce:

  • Valore patrimoniale;
  • Rendita attualizzata.

Entrambe le cose si rilevano in base ai valori di mercato. Inoltre, rilevante è l’intenzione di introdurre riduzioni del valore patrimoniale ordinario – gli oneri più gravosi di manutenzione e conservazione.

Ora, quali sono gli immobili parte del classamento sopracitato? Ecco l’elenco:

  • Immobili attualmente non censiti. Oppure, che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso – la categoria catastale che si attribuisce;
  • Terreni edificabili accatastati come agricoli;
  • Immobili abusivi. Per questi, si individuano specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività di accertamento che i comuni svolgono in questo ambito. Inoltre, si garantisce la trasparenza delle medesime attività.

Cosa ne pensa l’Unione Europea sulla riforma del catasto?

Ridurre le agevolazioni fiscali e riformare i valori catastali non aggiornati: queste le indicazioni che l’UE da sempre da all’Italia. Il motivo? Come sempre, è la lotta all’evasione fiscale, in particolare per l’omissione della fatturazione. Quindi, innanzitutto spinge sul rafforzamento dei pagamenti elettronici obbligatori, come da Raccomandazioni all’Italia 2019. E poi, auspica di concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, come da Raccomandazioni 2020.

Attrito politico sulla Riforma del catasto: sfida più ardua sull’invarianza del gettito

La riforma a invarianza del gettito sarà la più dura sfida che il governo italiano dovrà affrontare. Al proposito, il Ministero dell’Economia afferma che dovrà tradursi in una redistribuzione del carico fiscale sulla casa. Così, si adeguano le rendite ai valori di mercato evitando di far crescere l’importo complessivo delle tasse sul mattone.

La Lega parla di patrimoniale sulla casa, mentre Mario Draghi commenta la riforma in questa maniera:

“un’operazione di trasparenza per riequilibrare il carico fiscale. Ci sono tante persone che pagano troppo e tante che pagano meno di quello dovuto”.

 

——————————–

LEGGI ANCHE:

Danno da vacanza rovinata, chi è il responsabile?

Entra in Costituzione la tutela dell’ambiente

Legge sul doppio cognome: inizia l’iter

Verso il testo unico contro l’automatismo di attribuzione del cognome del padre

Si parte da cinque disegni di legge che riguardano il medesimo argomento: la volontà di una legge unica sul doppio cognome. Si tratta di un iter che ha il suo inizio lo scorso 15 febbraio in Commissione giustizia al Senato. Qui, si esaminano i suddetti testi per eliminare la norma attuale, in particolare la parte che riguarda l’attribuzione automatica del cognome paterno ai figli.

Doppio cognome: presto una legge unica che eliminerà l’attribuzione automatica del cognome paterno

Effettivamente, si saprà che la norma attuale in assenza di accordi diversi attribuisce il cognome del padre ai figli della coppia. Al proposito, la Consulta la definisce come una supremazia, un retaggio di una concezione patriarcale della famigliaElena Bonetti (Ministra per le Pari Opportunità) annuncia quindi che le proposte di legge dovranno presto approvarsi riunite in un testo unico in Parlamento.

Dove si evince tale sistema d’attribuzione del cognome paterno? Precisamente, nell’art. 262 del Codice Civile. Questo viene più e più volte preso in esame nel corso del tempo dal giudice delle leggi. Per esempio, un’ultima pronuncia in merito risale all’11 febbraio 2021. In quest’occasione si sottolineava come l’attuale disciplina sia:

  • Fonte di squilibrio e disparità tra i genitori;
  • Una negazione del diritto all’identità del minore, che dovrebbe essere libero di tenere anche il cognome materno sin dalla nascita.

Ora, con le nuove norme da approvare la scelta del cognome potrà essere:

  • Materno;
  • Paterno;
  • Entrambi.

A stabilirlo saranno i genitori. E, nell’ipotesi di conflitto tra questi, si pensa a una soluzione di ordine alfabetico, sicuramente più imparziale e democratica.

Norma incostituzionale: dove tutto ha inizio

Nell’occasione sopracitata, la Consulta dichiarava incostituzionale la norma poiché non consente in accordo tra genitori di trasmettere eventualmente solo il cognome materno. Tuttavia, con solo questo giudizio non si risolve il potenziale problema di un disaccordo tra genitori. In questo caso, senza accordo diverso tra le parti, si finiva sempre con l’attribuzione automatica del cognome paterno.

Invece, partendo da questo, si solleva la questione di legittimità costituzionale dell’art. 262, comma 1, del Codice Civile. Lo si fa rispetto agli artt. 2, 3 e 117, comma 1, della Carta, quest’ultimo in relazione agli artt. 8 e 14 della Cedu.

Quindi, è a partire da quell’occasione che più volte si incita la Consulta a intervenire sulla questione. E ora, sembra sia arrivato concretamente il momento di cambiare.

 

——————————–

LEGGI ANCHE:

La Corte di giustizia UE respinge i ricorsi sullo stato di diritto

Giudice condanna Facebook a riaprire l’account di un complottista

Contributi minimi avvocati: modalità di riscossione

Modalità di riscossione dei contributi per gli iscritti a Cassa Forense

Un paio di giorni fa Cassa Forense pubblica sul proprio sito web un’informativa sulle nuove modalità di riscossione dei contributi minimi dell’anno 2022. Gli avvisi di pagamento saranno disponibili a partire dal 18 febbraio, e riscossi esclusivamente con PagoPA o modelli F24. Invece, per quanto riguarda gli iscritti all’esonero contributivo per l’anno 2021 (D.M. 82/2021) ci sono delle istruzioni specifiche.

Cassa Forense: Riscossione contributi minimi previdenziali 2022, tutte le specifiche

Innanzitutto, ricordiamo che è il Consiglio d’Amministrazione (cdA) a rivalutare la contribuzione minima soggettiva obbligatoria per il 2022 nella maniera che segue:

  • € 2.945,00 contributo minimo soggettivo intero;
  • € 1.472,50 con riduzione del 50%;
  • € 736,25 con riduzione dell’ulteriore 50%;

Nello specifico, per quanto riguarda le riduzioni del secondo e terzo punto, si vedano i casi previsti dall’art. 25 comma 2 e art. 26 del Regolamento Unico della Previdenza Forense.

Ora, si attende l’approvazione da parte dei Ministeri competenti degli importi che si quantificano come sopra. Nel frattempo, le prime tre rate si riscuoteranno, a titolo di acconto, tenendo conto della contribuzione 2021 non rivalutata. Le riscossione delle prime tre rate avverrà nei seguenti giorni:

  • 28 febbraio;
  • 30 aprile;
  • 30 giugno.

Invece, per quanto riguarda la quarta rata, essa si fissa nel giorno 30 settembre 2022. E, sarà determinata a saldo, comprendendo anche la rivalutazione ISTAT dell’1,9%.

Il contributo minimo integrativo e di maternità

Il contributo minimo integrativo è ignorabile anche per l’anno in corso. Questo grazie all’abrogazione temporanea (2018-2022). Tuttavia, rimane d’obbligo il 4% sul Volume d’Affari Iva che si procede nel corso del 2022 e da dichiarare nel Mod. 5/2023.

Invece, per quanto riguarda il contributo di maternità, lo determina il Consiglio d’Amministrazione e lo si richiederà in un’unica soluzione assieme alla quarta rata. Questa sarà disponibile e generabile in tempo utile vista la scadenza del 20 settembre 2022.

Come effettuare i pagamenti per la riscossione dei contributi minimi previdenziali?

PagoPA o Modelli F24: queste le modalità valide con cui si possono riscuotere i contributi minimi obbligatori. A tal proposito, gli iscritti potranno generare le scadenze previste tramite accesso al sito ufficiale di Cassa Forense. E, seguendo questa procedura: Accessi Riservati -> Posizione Personale -> Pagamenti -> Contributi minimi 2022 scadenze ordinarie.

Cosa cambia per gli iscritti a Cassa Forense con esonero contributivo?

Come da D.M. 82/2021 si prevede una specifica per gli iscritti ammessi all’esonero contributivo per il 2021. Se questi versavano già delle somme per il 2021 da compensare col 2022 (ovvero, 2.300 avvocati) riceveranno istruzioni su misura. In esse si spiegherà come pagare l’eventuale residuo in rata unica entro il 1° ottobre 2022.

La procedura deve avvenire tramite PEC e da spedire entro la metà del mese di marzo 2022. Infine, Cassa Forense ricorda nella comunicazione che ogni dubbio riceverà risposta contattandoli direttamente. E che, a partire da oggi, saranno disponibili gli avvisi di pagamento.

 

——————————–

LEGGI ANCHE:

Milleproroghe caos all’esame delle modifiche

Bocciato referendum su responsabilità dei magistrati

Interruzione servizi informatici settore Esecuzione Penale per modifiche correttive in tutti i distretti di Corte di Appello

Si comunica che, al fine di consentire l’installazione di modifiche correttive sui sistemi dell’esecuzione penale (SIES), si procederà ad attività di aggiornamento nei distretti di

Corte di Appello nel giorno 24/2/2022, a partire dalle ore 15:30.

Il servizio di ricerca tramite il Sistema SIUS Avvocati non sarà pertanto disponibile il 24/2/2022 dalle ore 15:30 fino al termine delle attività, presumibilmente entro le ore 17:00.

Le modifiche potrebbero interessare l’intero territorio nazionale coinvolgendo anche i sistemi del civile.

Ricordiamo che sarà possibile depositare telematicamente con Service1, creando un nuovo fascicolo ed inserendo il numero di RG

Milleproroghe caos all’esame delle modifiche

Governo sotto quattro volte durante la valutazione delle modifiche al decreto Milleproroghe

Nella giornata di ieri, si tenevano le votazioni in commissione alla Camera rispetto alle modifiche del decreto Milleproroghe. Nella notte, il governo va sotto quattro volte e in alcuni casi la maggioranza si spacca. Comunque, passano gli emendamenti riguardo il dietrofront sull’Ilva e sul tetto al contante e si approvano alcune norme che andremo ora a vedere.

Caos all’esame delle modifiche al Milleproroghe: dietrofront sull’Ilva e sul tetto al contante

È l’unione tra i partiti della Lega e Fratelli d’Italia che rende possibile una marcia indietro sul tetto del contante. Dunque, se dal 1° gennaio doveva scendere alla soglia di 1000 euro, ora torna per la durata di un anno a 2000. Di conseguenza, la modifica fa sì che la soglia più bassa entri in vigore il 1° gennaio dell’anno prossimo. La modifica passa per un solo voto e con il parere contrario del governo.

Invece, per quanto riguarda i fondi per le bonifiche, si registrano scontri anche all’interno della stessa maggioranza. Tra l’altro, durante l’esame delle modifiche il governo dava parere contrario all’emendamento che cancella l’articolo sull’ex Ilva. Però, è stato approvato ugualmente: la norma originaria cambiava la destinazione di parte dei fondi Riva; ora, tornano a utilizzarsi per le bonifiche.

“Non avremmo potuto accettare che le risorse destinate alle bonifiche delle aree contaminate dello stabilimento ex-Ilva di Taranto venissero dirottate su altri fini. Grazie ad un emendamento del Pd abbiamo» restituito quei 575 milioni di euro agli interventi di ambientalizzazione”

Questa la dichiarazione in merito da parte di Ubaldo Paganocapogruppo democratico in commissione Bilancio a Montecitorio, che prosegue dicendo:

“Abbiamo riaffermato un principio e che è alla base delle nostre battaglie: la decarbonizzazione è un obiettivo imprescindibile ma non può essere perseguito a detrimento di altri doveri dello Stato, come il ripristino di un ambiente salubre dove l’acciaieria ha inquinato”.

Decisioni in merito a istruzione e sperimentazione degli animali

Contrariamente ai pareri d’opposizione che il governo aveva nei riguardi del contante e Ilva, si dimostra favorevole a un tema scolastico. Ossia, è favorevole ad una riformulazione sulle graduatorie per l’istruzione. Tuttavia, questa viene bocciata dalle commissioni.

Infine, il governo riceve una cocente sconfitta anche su un’altra questione, dove ancora una volta anche la maggioranza si è divisa. Ossia, la questione della sperimentazione sugli animali: sarà ancora possibile, fino a luglio 2025 procedere con la sperimentazione. In particolare, negli studi sugli xenotrapianti d’organo sulle sostanze d’abuso, tra cui rientrano i farmaci.

——————————–

LEGGI ANCHE:

Bocciato referendum su responsabilità dei magistrati

Decreto con le linee guida per esame avvocatura

Anomalie servizi PCT – Terza PEC

Si comunica che a causa di anomalie da parte del sistema Ministeriale (non di Servicematica), si riscontrano ritardi nella ricezione della terza pec.

Non ci sono comunicazioni da parte del Ministero sulla procedura da eseguire.

Consiglio: contattare la cancelleria di riferimento e verificare se è arrivato il deposito telematico.

Bocciato referendum su responsabilità dei magistrati

Corte Costituzionale ammette i 5 referendum della Lega e ne ferma altri 3

Tre giudizi di inammissibilità e cinque di ammissibilità: questo l’esito del secondo round alla Corte Costituzionale che si esprime sugli 8 referendum in programma. Nello specifico, si promuovono le proposte della Lega mentre si bocciano i quesiti sostenuti da radicali e associazioni. Hanno fatto maggior scalpore le bocciature a cannabis ed eutanasia legale. Ma vediamo ora nello specifico cos’è invece passato.

Bocciato referendum su responsabilità civile magistrati, cannabis ed eutanasia legale, via al dibattito

Indubbiamente, ora il dibattito politico si accenderà sulle tematiche legate all’approvazione dei quesiti del centrodestra. In particolare, tre fra i referendum ammessi sono di importanza rilevante. Ossia, i seguenti.

Innanzitutto, il raggiungimento di una separazione di fatto tra le funzioni di giudice e quelle di pubblico ministero. Si tratta di una battaglia storica del centrodestra che coinvolge in pieno il mondo dell’avvocatura. Infatti, ora sarà obbligatorio scegliere una funzione specifica dopo il superamento del concorso per l’ingresso in magistratura. E quella sarà, sempre.

Inoltre, sarebbero un evento epocale se ricevessero l’approvazione definitiva anche:

La Legge Severino

In particolare, riordiamo che la Legge Severino riguarda la decadenza per i parlamentari condannati definitivamente e per gli amministratori locali, anche in caso di condanna di primo grado. Questa specifica si annullerebbe e dunque si passerebbe alla valutazione compiuta dall’autorità giudiziaria sull’interdizione dai pubblici uffici.

La custodia cautelare

A questo proposito, la custodia cautelare resta possibile solo in questi due casi:

  • Pericolo di fuga;
  • Inquinamento delle prove.

Dunque, si cancellerebbe il pericolo di ripetizione di un altro reato della stessa specie di quello per il quale si sta procedendo. Inoltre, scatta la sanzione con pena superiore a 4 o 5 anni se la misura si eseguirà in carcere.

Inoltre, cederebbe anche la possibilità d’applicazione della misura per il reato di finanziamento illecito ai partiti.

Bocciato referendum su responsabilità civile magistrati, passano due quesiti Riforma Cartabia

Infine, ricordiamo due “minori” quesiti altrettanto ammessi alla Corte Costituzionale nella giornata di ieri. Parliamo di:

  • Voto degli avvocati nei consigli giudiziari;
  • Firme a sostegno delle candidature al Csm.

 

——————————–

LEGGI ANCHE:

La Corte di giustizia UE respinge i ricorsi sullo stato di diritto

La Corte Costituzionale dice no all’eutanasia

La Corte di giustizia UE respinge i ricorsi sullo stato di diritto

Corte UE contro il ricorso di Ungheria e Polonia sullo Stato di diritto

Oggi, la Corte europea di Giustizia respinge il ricorso che i governi della Polonia e Ungheria presentavano. Esso riguardava il regolamento che condiziona l’esborso del denaro comunitario al rispetto dello stato di diritto. Nei mesi scorsi, anche l’avvocato generale si esprimeva contro il ricorso e ora la Commissione europea potrebbe agire contro i due paesi.

Respinto ricorso sullo Stato di diritto, l’esborso del denaro comunitario per Polonia e Ungheria

Ora, la magistratura ordinaria ricorda nella sua sentenza che:

Il regolamento mira […] a proteggere il bilancio dell’Unione europea da pregiudizi derivanti in modo sufficientemente diretto da violazioni dei principi dello stato di diritto, e non già a sanzionare, di per sé, violazioni del genere […] il rispetto da parte degli Stati membri dei valori comuni sui quali l’Unione si fonda […] giustifica la fiducia reciproca tra tali Stati

Poi, a questa testimonianza si aggiunge il commento della Corte europea di Giustizia, che afferma:

“Poiché tale rispetto costituisce una condizione per il godimento di tutti i diritti derivanti dall’applicazione dei Trattati, l’Unione deve essere in grado, nei limiti delle sue attribuzioni, di difendere tali valori”.

Quindi, i giudici comunitari chiedevano ai governi ungherese e polacco di assumersi i costi dell’iter processuale. Inoltre, ricordiamo che la sentenza non può essere oggetto di appello.

Il parere dei liberali: violazione dello stato di diritto? Si blocchino i fondi

A tal proposito, forti sono le voci dei liberali di Renew Europe, che spiegano in un comunicato che la Commissione non ha più scuse. Infatti, proseguono, deve ora applicare il Regolamento già approvato l’anno scorso che prevede di bloccare fondi di coesione nel caso di violazione dello stato di diritto. Effettivamente, Bruxelles si tratteneva finora nell’applicazione delle norme, in attesa della sentenza.

Nello specifico, qual è il danno che affligge i due governi?

  • Varsavia: una controversa riforma della giustizia;
  • Budapest: non rispetta la libertà d’espressione.

Respinto ricorso sullo stato di diritto per Polonia e Ungheria, uno sguardo su quest’ultima

A questo punto, ricordiamo che i piani sono propedeutici all’esborso del denaro proveniente dal Fondo per la Ripresa e la Resilienza. Dunque, alla Polonia spetterebbero sussidi per 23,9 miliardi di euro. Invece, all’Ungheria il denaro a fondo perduto ammonta a 7,2 miliardi di euro.

Tra l’altro, la sentenza aggrava ulteriormente la spaccatura nell’Unione europea in un contesto internazionale difficile. I giorni scorsi si caratterizzavano per essere in piena campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento. Allora, il premier Viktor Orbán faceva intuire la possibilità per l’Ungheria di uscire dall’Unione europea.

Questo fa strano se si considera che nell’ultimo Eurobarometro gli ungheresi si dimostravano tra i più europeisti. Effettivamente, il 53% degli ungheresi ritiene l’Unione “un luogo di stabilità in un mondo caotico”. La media europea è del 50%.

——————————–

LEGGI ANCHE:

Riforma della giustizia: niente toga dopo incarichi di governo

Nuovo standard ETSI per la PEC europea

Giudice condanna Facebook a riaprire l’account di un complottista

Tribunale di Venezia riapre un profilo Facebook chiuso per disinformazione sulla pandemia

Il caso risale all’estate scorsa: un profilo della piattaforma Facebook – ora Meta – postava un link ad un articolo in cui si negava la pandemia. Quindi, il social network seguiva la propria policy contraria alle teorie complottistiche sul Covid-19 e chiude il profilo. Successivamente, un residente di Camponogara, in provincia di Venezia, fa ricorso.

Tribunale di Venezia sostiene il ricorrente e condanna Facebook con una penale

Ebbene sì, la policy della multinazionale Meta ha regole severe contro l’incitamento e la diffusione di notizie false sulla pandemia. Ma il fatto di aver condiviso il link di cui si parlava non è la sola motivazione alla chiusura del profilo dell’individuo di cui la vicenda tratta. Infatti, ad egli viene contestato anche l’uso contemporaneo di più profili differenti nella stessa piattaforma social.

Sicché, a quest’ultima contestazione il ricorrente si giustifica affermando che i diversi profili gli servivano per gestire le attività professionali di aziende di amici. A questo punto, il Tribunale di Venezia gli dà ragione con le seguenti parole contenute nella sentenza:

“la chiusura è non giustificata sul piano contrattuale e lesiva di interessi fondamentali come quello alla vita privata e familiare ed alla libera manifestazione del pensiero”

Invece, l’apertura e la fruizione attiva dei diversi profili social non sarebbe intesa dai giudici veneziani come una “condizione adeguata e sufficiente” al blocco. Così, il Tribunale di Venezia condanna Facebook a riaprire il profilo del soggetto in questione. Inoltre, lo fa attribuendo alla condanna una penale di 100 euro al giorno per ogni giorno di ritardo.

 

——————————–

LEGGI ANCHE:

La Corte Costituzionale dice no all’eutanasia

Decreto con le linee guida per esame avvocatura

La Corte Costituzionale dice no all’eutanasia

Corte Costituzionale ritiene inammissibile il referendum sull’omicidio del consenziente: non tutela la vita

Il 15 febbraio la Corte Costituzionale pubblica un Comunicato con cui afferma che il referendum sull’eutanasia è inammissibile. Secondo il parere della Corte la ragione è che l’omicidio del consenziente non tutela la vita, specialmente nei confronti della difesa dei più vulnerabili. Dunque, l’abrogazione dell’art. 579 Codice Penale non preserverebbe la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana.

Eutanasia legale? Corte Costituzionale dice no e boccia il primo dei referendum

Il referendum sull’eutanasia è il primo degli 8 presi in esame dalla Corte Costituzionale nella giornata di ieri. Nonostante si potesse pensare al raggiungimento di un cambiamento in questo delicato quesito, la Corte Costituzionale smentisce le aspettative. La Legge non cambia, non ci sarà alcuna abrogazione parziale dell’articolo del Codice Penale e tale sentenza si depositerà tra qualche giorno.

Le reazioni alla notizia dell’inammissibilità del suicidio consenziente

In linea generale, sembra che le reazioni politiche siano di dispiacere, indipendentemente dal partito di cui fanno parte. Primo fra tutti, ecco il commento di Enrico Letta, segretario del PD:

“La bocciatura da parte della Corte costituzionale del referendum sull’eutanasia legale deve ora spingere il Parlamento ad approvare la legge sul suicidio assistito, secondo le indicazioni della Corte stessa”

Al secondo posto, troviamo Matteo Salvini, segretario della Lega, che afferma di essere dispiaciuto poiché la bocciatura di un referendum non è mai una buona notizia. Mentre Giuseppe Conte fa notare come comunque ci fosse un vuoto normativo che il M5S avrà cura di colmare.

Per quanto riguarda personaggi dallo stretto legame con l’Associazione Luca Coscioni invece, troviamo solo sconfitta e sconforto. Infatti, queste le parole di Mina Welby:

Non me lo aspettavo. Dalla Corte costituzionale mi è arrivata una stilettata al cuore. Sono senza parole e molto triste. Sto pensando a cosa poter fare, vorrei portare avanti l’eredità di mio marito perché era lui che voleva una buona legge sul fine vita. Ora voglio far pressione sui parlamentari perché la legge su cui stanno lavorando diventi una buona legge, che includa tutte le persone che ne avranno bisogno”.

Infine, anche per Marco Cappato – tesoriere dell’Ass. Luca Coscioni – la bocciatura è una pessima notizia per la democrazia del Bel Paese. Tuttavia, sostiene che “la battaglia per l’eutanasia legale non si ferma”.

Chi invece è a favore?

Comunque, non mancano anche i pareri favorevoli alla decisione della Corte Costituzionale. Ad esempio, la senatrice di Udc Paola Binetti afferma che “sulla vita non si vota”. Invece, Alberto Gambino di Scienza e Vita commenta così la questione:

“Soddisfazione e gratitudine verso l’alto magistero dei giudici costituzionali attenti alla tutela dei principi della Carta costituzionale e delle persone più fragili”

 

——————————–

LEGGI ANCHE:

Decreto con le linee guida per esame avvocatura

Like su post razzisti, è istigazione all’odio

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto