Pari opportunità, Aiga: “Bene emendamento Abruzzo a sostegno delle neo-mamme professioniste. Sia replicato in tutte le regioni”

ROMA. L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) esprime apprezzamento per il significativo risultato ottenuto dal Coordinamento AIGA Abruzzo con l’approvazione, da parte del Consiglio Regionale abruzzese, dell’emendamento al progetto di legge n. 30 che prevede un contributo specifico a sostegno delle neo-mamme iscritte ad albi professionali che esercitano la libera professione

“Si tratta di un passo fondamentale per garantire pari opportunità”, afferma il presidente nazionale di AIGA, Carlo Foglieni: “Questo importante risultato dimostra l’efficacia di un lavoro sinergico tra le sezioni regionali di AIGA e le istituzioni. È un esempio da seguire in tutte le altre regioni, perché tocca un tema chiave per la professione. La tutela del diritto alla maternità e all’infanzia è centrale per costruire un futuro equo e sostenibile per i professionisti italiani”.

Un traguardo al quale si è arrivati grazie all’impegno del coordinatore regionale di AIGA Abruzzo, Sara Frattura: “Ringrazio l’assessorato regionale alle Politiche Sociali per l’attenzione al tema e la proficua collaborazione”, sottolinea Frattura. “Abbiamo lavorato intensamente al fine di proporre un emendamento pioniere sul tema, che mirasse a ridurre gli ostacoli che spesso impediscono alle professioniste di conciliare maternità e attività professionale, combattendo fenomeni come l’abbandono della professione a seguito della nascita di un figlio”.

“Interventi lungimiranti come questo rappresentano un modello virtuoso che ci auguriamo venga replicato su scala nazionale”, ha aggiunto il Presidente Foglieni. “AIGA Nazionale ribadisce il proprio impegno a sostenere iniziative che favoriscano la parità di genere e rafforzino le tutele per i giovani professionisti, continuando a lavorare affinché misure simili possano essere adottate in tutte le regioni italiane”.


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Offesa alla memoria dei defunti e diritto alla riservatezza: un caso dal Tribunale di Imperia

Con la sentenza n. 682 del 4 novembre 2024, il Tribunale di Imperia ha rigettato le richieste di una donna che, in qualità di discendente di terzo grado di un sopravvissuto al Titanic, aveva intentato causa per tutelare la memoria del bisnonno e la riservatezza familiare, ritenendosi offesa da una biografia romanzata a lui dedicata.

La vicenda

L’attrice contestava la pubblicazione di un libro che, narrando la vita del suo bisnonno, avrebbe travisato fatti storici e biografici, rappresentandolo in maniera negativa e attribuendogli una relazione adulterina con una passeggera del Titanic. La donna denunciava anche l’abuso di fotografie del bisnonno e della nonna, pubblicate senza autorizzazione, oltre alla divulgazione dell’indirizzo di residenza.

La decisione del Tribunale

Il giudice ha respinto la domanda, chiarendo che:

  1. Tutela dell’onore e della reputazione:
    La lesione di tali diritti è possibile solo per persone viventi. Tuttavia, l’offesa alla memoria di un defunto può legittimare i prossimi congiunti a proporre azioni risarcitorie qualora questa leda il loro onore o decoro personale, come già stabilito dalla giurisprudenza.
  2. Genere letterario e verità storica:
    Il Tribunale ha rilevato che l’opera contestata era un romanzo storico e, in quanto tale, non vincolata alla verità storica. L’attribuzione di fatti non veri al defunto, finalizzata a scopi letterari, non configura di per sé un’offesa giuridicamente rilevante.
  3. Diritto alla riservatezza e immagini fotografiche:
    La pubblicazione di immagini senza consenso costituisce una violazione della legge sul diritto d’autore (L. n. 633/1941), ma la lesione del diritto alla riservatezza non comporta automaticamente un risarcimento: il danno deve essere specificamente provato, cosa non avvenuta nel caso in esame.
  4. Finalità lucrativa:
    Il Tribunale ha escluso l’applicabilità delle esimenti previste per scopi didattici o culturali, dato il carattere commerciale dell’opera.

La sentenza sottolinea l’importanza di distinguere tra opera letteraria e cronaca, stabilendo che l’autonomia creativa del romanzo storico può includere elementi di fantasia senza violare diritti individuali, salvo prova contraria. La decisione ribadisce inoltre che la tutela della memoria dei defunti spetta ai prossimi congiunti, ma richiede un danno concreto, non presunto.

Un caso che offre spunti significativi sui confini tra diritto d’autore, libertà artistica e tutela della dignità personale.


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ROMA, 28 novembre – “Sullo sfondo del dibattito sulle riforme che riguardano la magistratura ci sono i problemi reali della giustizia italiana. Le difficoltà a livello di organici e strutture. Problemi che vengono quotidianamente ignorati per dare spazio a temi che in alcun modo impattano sull’efficienza di un sistema che avrebbe bisogno di risorse per essere più efficiente e dar risposte alle legittime domande dei cittadini. Quello che sta accadendo a Prato è la cartina di tornasole di un problema ampio che riguarda diversi distretti e strutture. Su questo ci aspettiamo risposte immediate ed efficaci”, afferma il presidente Giuseppe Santalucia su LaMagistratura.it.


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Ricerca telematica dei beni da pignorare, Aiga: “Bene l’abolizione del contributo unificato”

ROMA. “L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) esprime piena soddisfazione per la decisione di eliminare il contributo unificato di 43,00 euro previsto per l’istanza ex art. 492 bis, comma 1, c.p.c. per la ricerca telematica dei beni da pignorare”. Lo afferma il Presidente di AIGA, Carlo Foglieni.

“Tale proposta – ricorda Foglieni – era stata avanzata dalla nostra associazione con le osservazioni al “Correttivo Cartabia” elaborate dal dipartimento giustizia civile della Giunta Nazionale, coordinato dall’avvocato Alessandro Martinuzzi, e inviate alla Commissione giustizia della Camera e del Senato in occasione dell’audizione dello scorso 16 aprile”.

Adesso, spiega il numero uno dei giovani avvocati, l’auspicio è che “venga accolta anche la richiesta di evitare, come previsto dalla legge di bilancio 2025, l’introduzione nell’attuale impianto codicistico dell’art. 307 bis cpc, il quale contempla una nuova ipotesi di estinzione del processo in caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato”.


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Veneto – La Cassazione ha dichiarato illegittime le multe degli autovelox, richiedendo nuovi parametri per l’omologazione dei dispositivi. Tuttavia, a sette mesi dalla sentenza, le regole necessarie non sono ancora arrivate, mettendo in difficoltà soprattutto i piccoli comuni.

Le multe, oltre a disincentivare la velocità, servivano a finanziare interventi per la sicurezza stradale, come illuminazione e miglioramenti della segnaletica. Ora molti comuni, come Casier, hanno spento i rilevatori per evitare i costi dei ricorsi, mentre Treviso, con maggiori risorse, li tiene attivi accantonando fondi per eventuali cause legali.


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È polemica dopo la bocciatura dell’emendamento al Decreto Legge Fisco che prevedeva l’assunzione di nuovi giudici di pace per sostenere gli uffici sempre più in affanno. La decisione della Commissione Bilancio, motivata dalla mancanza di fondi, ha scatenato la dura reazione di Alberto Del Noce, presidente dell’Unione Nazionale Camere Civili: “Come è possibile che, con 2 miliardi di euro dal PNRR per migliorare il sistema giustizia, non si trovino risorse per arginare questa crisi?”.

Del Noce denuncia un impatto diretto sui cittadini, che già oggi affrontano tempi insostenibili per la fissazione delle udienze: “L’abnorme carico di lavoro rende impossibile rispondere alle richieste di giustizia. La situazione peggiorerà nel 2025 con l’ampliamento delle competenze dei giudici di pace”.

Secondo il Presidente, senza interventi strutturali il sistema rischia il collasso, trasformando il diritto alla giustizia in un privilegio per pochi. “Questa bocciatura non è solo una questione tecnica, ma un segnale di disattenzione verso la giustizia di prossimità, il primo livello di tutela dei diritti dei cittadini”.

Del Noce invoca un cambio di rotta immediato per evitare un peggioramento della crisi: “Il diritto alla giustizia deve essere garantito a tutti, non può essere lasciato morire per questioni di bilancio”.


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Nordio difende Delmastro: “Contro i nemici mortali, le democrazie adottano formule crude”

Durante un’interrogazione parlamentare, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha difeso le dichiarazioni contro la mafia, anche se espresse in toni duri (l'”intima gioia” di Delmastro nel lasciare “senza respiro” coloro che saranno trasportati nel nuovo mezzo della Polizia penitenziaria). Rispondendo al deputato Roberto Giachetti (Italia Viva), che aveva criticato le parole del sottosegretario Andrea Delmastro, Nordio ha affermato: “Quando si tratta di un nemico mortale, le democrazie più avanzate hanno sempre usato formule crude”.

Nordio ha citato Winston Churchill, ricordando i suoi discorsi durante la Seconda guerra mondiale: “Non daremo tregua ai nemici, toglieremo loro il fiato”. Ha aggiunto che, come allora contro il nazismo, espressioni dure sono giustificate anche oggi contro i mafiosi: “Non sono entità astratte, ma persone consegnate allo Stato, eppure nemici della società”.


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Lo scorso 22 novembre, un topo ha causato un blackout al tribunale di Prato, infilandosi in una centralina elettrica e mandando in tilt i servizi, incluse le intercettazioni. La scoperta, fatta dai pm con un’indagine “fuori dai canoni”, ha portato la procura, guidata da Luca Tescaroli, ad aprire un fascicolo sullo stato di degrado della struttura, ipotizzando la violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Il ministero della Giustizia, informato dall’autorità giudiziaria e dalla presidente facente funzione Lucia Schiaretti, ha autorizzato lavori urgenti. Ma i problemi non finiscono: un allarme amianto nei condizionatori impedisce di accendere il riscaldamento. “Le criticità emerse richiedono interventi per la messa a norma”, dichiarano Tescaroli e Schiaretti, annunciando un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità penali.


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Giustizia, il confronto sui meriti. Ratti (Confintesa FP): “Non solo magistrati, il sistema funziona grazie a tutti”

Il dibattito sul futuro della giustizia si accende con le recenti dichiarazioni del Ministro della Giustizia Carlo Nordio e la risposta critica di Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa Funzione Pubblica.

Al centro della discussione, il riconoscimento dei meriti nella gestione del sistema giudiziario e le sfide ancora aperte per il suo miglioramento. Durante un’intervista alla trasmissione XXI secolo, il ministro Nordio ha sottolineato i progressi compiuti grazie alle recenti riforme e ai concorsi avviati per colmare le carenze di personale. “Voglio sottolineare subito che il merito dei risultati finalmente positivi va riconosciuto principalmente alla magistratura. Per la prima volta dalla nascita della Repubblica, entro il 2026, ovvero entro un anno, riusciremo a colmare il vuoto nell’organico dei magistrati, che attualmente registra una carenza del 15%. Questo risultato sarà possibile grazie a ben cinque concorsi in corso,” ha dichiarato. Il Ministro ha inoltre evidenziato l’impegno nella digitalizzazione e nel processo telematico, definendoli strumenti chiave per modernizzare il sistema giudiziario, pur ammettendo le difficoltà inevitabili di ogni innovazione: “Stiamo procedendo a ritmo accelerato e, oltre alle nuove assunzioni di personale amministrativo e magistratuale, stiamo lavorando per rendere il sistema più efficiente e moderno.”

La replica di Claudia Ratti: “Il sistema funziona grazie a tutti”

Le dichiarazioni del Ministro hanno suscitato una reazione critica da parte di Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa Funzione Pubblica, che ha espresso perplessità sull’enfasi posta esclusivamente sulla magistratura.

“Un Ministro della Giustizia, rappresentante di tutto il personale del settore – sia magistratuale che amministrativo – dovrebbe riconoscere che l’intero sistema giudiziario funziona solo grazie alla collaborazione di tutte le sue componenti,” ha affermato Ratti.

Secondo Ratti, paragonare il Ministero della Giustizia a un orologio ben sincronizzato evidenzia l’importanza di ogni ingranaggio, ovvero di tutto il personale, per il funzionamento armonioso del sistema. Pur apprezzando l’assunzione di 10.000 nuovi dipendenti, definita un passo necessario per affrontare la cronica carenza di organico, Ratti ha sottolineato che il merito non può essere attribuito solo ai nuovi arrivati o ai magistrati: “La loro professionalità, per quanto valida, non può cancellare il contributo straordinario di quelle 25-30 mila persone che, con sacrificio e dedizione, hanno sostenuto la macchina della giustizia per decenni.”

Infine, Ratti ha invitato il ministro Nordio a visitare gli uffici giudiziari e a confrontarsi direttamente con i lavoratori per comprendere le sfide quotidiane e valorizzare il contributo di tutto il personale. “Solo attraverso un confronto costruttivo sarà possibile migliorare ulteriormente il sistema e valorizzare appieno il contributo di tutti.”

Al seguente link il video con le dichiarazioni di Nordio e la risposta del Segretario Ratti: https://youtu.be/qR0tUwEK2xw

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L’iniziativa, promossa dal Presidente della Corte d’Appello e dal Procuratore Generale di Napoli, sottolinea l’impegno della magistratura nel supportare le donne che subiscono sopraffazioni, restituendo loro dignità e ascolto.

Con questo minuto di silenzio, il Distretto partecipa alle celebrazioni per la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricordata il 25 novembre, riaffermando il valore dei diritti costituzionali e della giustizia come strumenti di tutela e cambiamento.


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