Movimento Forense: “L’accesso alla giustizia non può dipendere dal pagamento del contributo unificato”

La bozza della Legge di Bilancio ha sollevato preoccupazioni con l’introduzione di una misura che prevede l’estinzione del processo in caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato.

Movimento Forense sottolinea che la giustizia non può essere appannaggio di pochi, e in questo caso dei più abbienti. Il provvedimento, secondo l’associazione, presenta evidenti profili di incostituzionalità, in quanto l’accesso alla giustizia, garantito dall’articolo 24 della Costituzione, non può essere subordinato a un adempimento fiscale. Inoltre, si ricorda che il pagamento del contributo unificato è a carico del cittadino che richiede l’accesso alla giustizia, e non dell’avvocato.

L’applicazione di tale provvedimento limiterebbe ulteriormente l’accesso alla giustizia, già compromesso dai costi elevati dei contributi unificati. Inoltre l’associazione esprime il timore che questi metodi possano essere utilizzati per ridurre il numero di processi, a discapito dei diritti fondamentali dei cittadini.

Pertanto, Movimento Forense invita il Ministero della Giustizia a intervenire in difesa del diritto costituzionalmente garantito e chiede alle istituzioni forensi di agire a tutela delle avvocate, degli avvocati e dei cittadini.


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Google introduce un watermark invisibile per testo generato da AI

Google ha lanciato una nuova tecnologia, SynthID Tezt, che consente di inserire un watermark invisibile nei testi generati da intelligenze artificiali. Questa funzionalità fa parte del Responsible GenAI Toolkit, un pacchetto di strumenti gratuito per sviluppatori, già disponibile sulla piattaforma Hugging Face.

Come funziona il watermark

Per comprendere il funzionamento di SynthID, è utile sapere che le AI generative operano attraverso calcoli probabilistici. Vengono addestrate su enormi volumi di dati e apprendono come formare frasi coerenti sulla base delle probabilità associate a ciascun token (carattere o parola). SynthID sfrutta questo meccanismo intervenendo nei modelli di scelta delle parole, creando un watermark unico che consente di identificare se un testo è stato generato da un’AI come ChatGPT o Gemini.

Limitazioni di SynthID

Nonostante la promessa di identificazione, Google riconosce che SynthID presenta alcune limitazioni. La tecnologia non è efficace per testi brevi, contenuti rielaborati o frasi tradotte, poiché l’intervento nel pattern di scelta dei token potrebbe compromettere la qualità e la precisione del testo.

Altri sviluppi nel settore

Anche altre aziende, come OpenAI, stanno esplorando soluzioni simili per tracciare i contenuti AI. In Cina, le normative impongono già l’inserimento di watermark nei testi generati, e la California sta considerando l’adozione di obblighi simili. Con queste iniziative, l’industria si muove verso una maggiore trasparenza nell’uso delle tecnologie AI.


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Scontro toghe-governo: Nordio valuta un’ispezione su Patarnello

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato di valutare un’ispezione sul caso di Marco Patarnello, sostituto pg di Cassazione, che ha definito la premier Giorgia Meloni «più pericolosa di Berlusconi». Durante il question time alla Camera, l’intera delegazione di Fratelli d’Italia, guidata da Tommaso Foti, ha presentato un’interrogazione chiedendo al ministro di garantire l’imparzialità della magistratura.

Nordio ha espresso stupore per le dichiarazioni di Patarnello, aggiungendo che la gravità della vicenda richiede una valutazione attenta. Ha citato Sergio Mattarella, sottolineando l’importanza della mediazione e della sintesi per il buon funzionamento della democrazia.


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La riforma, che modifica anche l’elezione dei membri del CSM e prevede l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, è stata definita “necessaria” dal presidente della I Commissione, Nazario Pagano (Forza Italia), per garantire un sistema giudiziario più efficiente e indipendente. L’obiettivo è portare il testo al voto della Camera entro dicembre.

Le opposizioni, però, si oppongono con forza. Il Partito Democratico ha presentato 170 emendamenti soppressivi, accusando il governo di voler “violentare la Costituzione” e minare l’autonomia della magistratura. Anche Italia Viva, Alleanza Verdi-Sinistra e il M5S hanno presentato numerosi emendamenti contro la riforma, definita da Filiberto Zaratti (AVS) un tentativo di “smontare e indebolire” il sistema giudiziario italiano.

Francesco Michelotti (Fratelli d’Italia) ha criticato la sinistra per la mancanza di volontà di dialogo, sottolineando che la riforma è attesa da anni e invocata da molti cittadini e operatori della giustizia.

Nel frattempo, la Lega ha proposto emendamenti che mirano a sancire la prevalenza delle leggi italiane su quelle europee, rispondendo così alle recenti polemiche sulla questione migranti e Albania.


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Patente digitale al via: disponibile per tutti dal 4 dicembre

Da ieri, 50 mila italiani possono scaricare la patente digitale sull’app IO, insieme ad altri documenti come la tessera sanitaria e la Carta europea della disabilità. Questa novità, parte del progetto “Sistema di portafoglio digitale italiano” finanziato dal PNRR, prevede che la patente digitale abbia valore legale e possa essere mostrata alle forze dell’ordine in caso di controllo.

A partire dal 6 novembre, la patente digitale sarà disponibile per 250 mila persone e, dal 4 dicembre, accessibile a tutti. Sarà associata a un QrCode leggibile dalle autorità e sarà l’equivalente digitale della patente fisica. Tuttavia, per viaggiare all’estero sarà ancora necessario esibire i documenti cartacei fino al 2026, quando l’uso della patente digitale sarà esteso anche agli altri paesi dell’Unione Europea.

Per ottenere la patente digitale, basterà scaricare l’app IO, accedere con SPID o CIE e seguire le istruzioni. Il progetto si inserisce nel più ampio piano europeo del portafoglio di identità digitale, che sarà completato entro il 2026.


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Tra le altre misure, cinquanta milioni di euro all’anno saranno destinati all’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), premi per le regioni che migliorano le liste d’attesa, e tre milioni di euro annuali per il supporto psicologico nelle carceri. Questi interventi mirano a rafforzare il sistema sanitario, con particolare attenzione alle carenze di personale e ai servizi essenziali.


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La norma, specificata nell’articolo 10 del disegno di legge, equipara i dipendenti pubblici alle imprese che hanno debiti con la PA, già soggette a simili restrizioni. La disposizione è destinata a entrare in vigore dal 1° gennaio 2026.

Inoltre, il testo prevede altre misure anti-evasione, tra cui l’obbligo di rimborsi tracciabili per spese aziendali come alberghi e trasporti, a partire dal 2025, e la possibilità di firmare digitalmente i processi verbali di accertamento.


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Legge di bilancio, le novità: estinzione del processo in caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato

Legge di bilancio 2025, il governo propone con l’obiettivo di razionalizzare i costi della giustizia modifiche significative al Codice di Procedura Civile e al Testo Unico delle Spese di Giustizia. Vediamo i principali cambiamenti.

Modifiche al Codice di Procedura Civile: introduzione dell’art. 307-bis

Una delle novità di maggior rilievo è l’introduzione dell’art. 307-bis nel Codice di Procedura Civile, che prevede l’estinzione del processo in caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato. Il giudice, alla prima udienza, verificherà la regolarità del pagamento e, in caso di inadempimento, concederà alla parte interessata un termine di 30 giorni per sanare la situazione. Se il pagamento non sarà effettuato entro il termine, il giudice dichiarerà l’estinzione del giudizio.

Questa misura mira a rafforzare l’obbligo del pagamento del contributo unificato, accelerando i tempi dei processi e riducendo l’impatto di procedimenti pendenti senza che le parti abbiano rispettato gli obblighi finanziari.

Accertamento della cittadinanza italiana: nuovo contributo unificato

Un’altra importante disposizione riguarda le controversie relative all’accertamento della cittadinanza italiana. Il contributo unificato per questo tipo di procedimenti è stato fissato a 600 euro per ciascun ricorrente, anche nel caso in cui la domanda venga presentata congiuntamente da più parti. Questa modifica è volta a standardizzare i costi dei processi in materia di cittadinanza, garantendo una maggiore uniformità e prevedibilità delle spese.

Digitalizzazione e spese di giustizia

In linea con il processo di digitalizzazione del sistema giudiziario, il decreto introduce anche nuove disposizioni in materia di trasmissione telematica di duplicati e copie informatiche degli atti. Un nuovo articolo, il 269-bis, stabilisce i costi forfettari per la trasmissione di documenti via posta elettronica o altri mezzi digitali, con un contributo di 8 euro per ogni invio. Il costo per il riversamento di documenti su supporti fisici, come chiavette USB o CD, è fissato a 25 euro.

Questa misura è in linea con l’obiettivo di semplificare e modernizzare le procedure, riducendo i costi legati alla gestione cartacea degli atti e incentivando l’uso della tecnologia per snellire i processi.

Protezione dei fondi per tasse e tributi

Un’altra modifica rilevante riguarda la protezione dei fondi destinati al pagamento di tasse e tributi. È stata introdotta una norma che esclude questi fondi dall’esecuzione forzata, ampliando così la tutela già prevista per gli emolumenti e le pensioni del personale amministrato dal Ministero della Giustizia e dalla Presidenza del Consiglio.

Misure per lo smaltimento dell’arretrato dei ricorsi ex legge Pinto

Il decreto affronta infine il problema dell’arretrato nei ricorsi relativi alla legge Pinto, che riguarda la violazione del termine di ragionevole durata dei processi. Tra le novità, l’introduzione dell’obbligo per i creditori di presentare la documentazione necessaria entro un anno dalla pubblicazione del decreto che accoglie la domanda di equa riparazione, pena la sospensione degli interessi. Questa disposizione mira a velocizzare il processo di pagamento delle somme dovute, riducendo i ritardi e migliorando l’efficienza delle operazioni.


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Congresso nazionale ADGI, le donne giuriste: “Avanti nel percorso per le pari opportunità”

Il Congresso Nazionale dell’Associazione Donne Giuriste Italia (ADGI), che si terrà a Roma dal 28 al 30 ottobre 2024, sarà un momento cruciale per affrontare il tema dell’incidenza del ruolo delle professioni legali sull’economia, sulla società e sullo stato di diritto, con particolare attenzione alla trasversalità delle politiche di genere.

La Presidente Nazionale dell’ADGIAvv. Irma Conti, sottolinea: “Ringrazio tutti i relatori per la loro partecipazione e l’attenzione dimostrata nei confronti della Parità di Genere. Questo dimostra quanto sia urgente trovare soluzioni economiche e sociali che non possano più essere rimandate, nonostante i grandi passi avanti finora compiuti.”

Nel corso delle giornate del congresso, esponenti di alto profilo delle istituzioni politiche, dell’avvocatura e della magistratura si confronteranno sulle conseguenze economiche della mancanza di pari opportunità. In particolare, verranno esaminati gli impatti sul tessuto economico-sociale e le soluzioni necessarie per colmare il divario di genere.

L’Avv. Conti ha ribadito il forte impegno dell’ADGI nella tutela dei diritti, sia dentro che fuori le aule giudiziarie, con un focus sui diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalle norme sovranazionali: “Continueremo a difendere i diritti fino a quando non ci saranno pari opportunità in ogni contesto.”

L’evento vedrà la partecipazione di relatori di prestigio, tra cui Margherita Cassano, prima Presidente della Corte di Cassazione, e Maria Teresa Bellucci, vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che contribuiranno ad arricchire il dibattito con le loro riflessioni.


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