Cybersicurezza: operazione di Eurojust smantella un malware per il furto di dati

Milano – Un’importante operazione internazionale, coordinata da Eurojust, l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, ha portato alla chiusura di tre server che ospitavano “infostealer”, un tipo di malware specializzato nel furto di dati personali, largamente utilizzato per commettere crimini informatici su scala globale. La notizia arriva direttamente dall’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale.

L’intervento ha visto la collaborazione di autorità di diversi Paesi, tra cui Paesi Bassi, Stati Uniti, Belgio, Portogallo, Regno Unito e Australia. I tre server, localizzati nei Paesi Bassi, sono stati chiusi e due domini sospetti sono stati sequestrati. L’operazione ha portato anche alla formalizzazione di accuse negli Stati Uniti e all’arresto di due persone in Belgio.

Gli infostealer coinvolti, identificati come RedLine e META, hanno preso di mira milioni di utenti in tutto il mondo. Tra i dati sottratti figurano nomi utente, password, indirizzi e-mail, numeri di telefono, portafogli di criptovaluta e cookie di sessione, informazioni che venivano poi rivendute a criminali informatici per attività illecite come il furto di denaro e operazioni di hacking.

L’operazione si è conclusa il 28 ottobre scorso, segnando un passo importante nella lotta contro la criminalità informatica. Per chi teme di essere stato vittima dei malware RedLine e META, una società di sicurezza ha messo a disposizione uno strumento online per verificare se i propri dati sono stati compromessi, fornendo inoltre indicazioni sulle azioni da intraprendere in caso di violazione.


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Omicidio Sharon Verzeni, minacce all’avvocato del reo confesso, solidarietà da AIGA

 L’AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) esprime solidarietà e vicinanza all’avvocato Giacomo Maj, difensore d’ufficio di Moussa Sangare, il trentunenne reo confesso dell’omicidio della giovane Sharon Verzeni, destinatario di una lettera di minacce per il solo fatto di svolgere la sua funzione di difensore. La donna stava rientrando a casa dopo una passeggiata notturna nella strada principale del suo paese, quando è stata colpita a morte da quattro coltellate.

“Tali atti intimidatori rappresentano un attacco non solo alla sua persona, ma a tutta la categoria e ai valori fondamentali della giustizia e del diritto di difesa”. Lo afferma Carlo Foglieni, presidente AIGA.

Per il presidente nazionale AIGA, “la violenza e le intimidazioni nei confronti degli avvocati non possono più essere tollerati, perché mirano a ledere l’autonomia e l’integrità del diritto costituzionale di difesa, pilastro essenziale della nostra democrazia”.

“Al collega Giacomo Maj, socio della sezione AIGA di Bergamo, rinnoviamo il nostro sostegno incondizionato”, spiega Foglieni. “Al tempo stesso, occorre rilevare una volta di più come venga portata avanti una illogica immedesimazione dell’assistito con il proprio difensore, che denunciamo da anni e che trova terreno fertile nella mediaticità dei processi. Un elemento che mina la sicurezza e l’indipendenza dei professionisti che devono, invece, sempre essere preservate”.


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Governo Meloni accelera sulla riforma della giustizia, focus sulla separazione delle carriere dei magistrati

Roma, 29 ottobre – La riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati e la riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) è una delle priorità del governo Meloni, con l’obiettivo di portarla a termine entro la fine della legislatura. Questo il messaggio del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che durante una riunione presso il Ministero della Giustizia ha incontrato i presidenti delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di Camera e Senato, rispettivamente Nazario Pagano (Forza Italia), Alberto Balboni e Ciro Maschio (Fratelli d’Italia), Giulia Bongiorno (Lega), insieme ai capigruppo dei partiti di maggioranza.

Una sfida complessa per la maggioranza

La missione affidata dal governo alla maggioranza si presenta ardua, poiché il calendario parlamentare è già colmo di appuntamenti cruciali entro fine anno. Prima della chiusura natalizia, infatti, si dovranno convertire in legge sette decreti e approvare la legge di Bilancio e il disegno di legge sulla concorrenza entro il 31 dicembre. La conferenza dei capigruppo della Camera, prevista per domani, stabilirà probabilmente la calendarizzazione della proposta di legge per novembre, in modo che il disegno di legge possa essere discusso in Aula a dicembre.

Il presidente della commissione, Nazario Pagano, dovrà trovare spazio per l’avanzamento del testo, conciliandolo con altri provvedimenti prioritari, tra cui il decreto flussi e la proposta di legge Foti, che prevede una riforma della giustizia contabile e delle funzioni di controllo della Corte dei Conti.

Riforma aperta a modifiche, ma solo con consenso di coalizione

Nordio ha spiegato che il testo della riforma non è “blindato” e che saranno possibili modifiche, purché concordate tra tutti i partiti della coalizione di governo. Finora, sono stati presentati circa 250 emendamenti, quasi esclusivamente dall’opposizione. La Lega, per voce di Igor Iezzi, ha depositato tre emendamenti per ribadire il principio della prevalenza della legge italiana su quella europea e limitare il potere dei giudici di disapplicarla, prevedendo solo la possibilità di interpellare la Corte costituzionale. Queste proposte nascono in risposta alla mancata convalida, da parte del tribunale di Roma, del trattenimento dei migranti in Albania, una decisione basata su una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Tuttavia, gli stessi emendamenti potrebbero essere dichiarati inammissibili già nella prossima settimana.

Incontro sui temi delle intercettazioni

La riunione sulla separazione delle carriere è stata preceduta da un altro incontro tra gli esponenti di maggioranza delle commissioni Giustizia, dedicato alle intercettazioni, un tema che resta al centro del dibattito per il suo impatto sulle indagini e sulla privacy.


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Vertice di maggioranza a via Arenula, limite alle intercettazioni escluso per reati di Codice rosso

Roma, 29 ottobre 2024 – La norma relativa all’applicazione del termine dei 45 giorni come limite alle intercettazioni non si applicherà ai reati di Codice Rosso, così come già avviene per i reati di mafia e terrorismo.

È questa l’intesa raggiunta nel corso di un incontro dedicato alla modifica della disciplina in materia di durata delle operazioni di intercettazioni che si è tenuto in via Arenula alla presenza del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, del Viceministro, Francesco Paolo Sisto, dei Sottosegretari Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari.

Hanno partecipato al vertice i Presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato oltre ai capigruppo di maggioranza delle rispettive commissioni.

In base all’intesa raggiunta, la proposta di modifica verrà anticipata da un ordine del giorno cui verrà data attuazione nel primo provvedimento utile, così da non rallentare l’iter di approvazione del DDL proroga intercettazioni.


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Nordio riceve Alan Mitchell: “Italia in linea con le indicazioni del Cpt”

Roma, 29 ottobre 2024 – Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ricevuto questa mattina a via Arenula il Presidente del Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio d’Europa, Alan Mitchell. L’incontro è stata l’occasione per illustrare le iniziative avviate dal governo per affrontare le criticità del sistema carcerario.

Fra gli argomenti principali della visita, il sovraffollamento carcerario, sul quale il ministro Nordio ha sottolineato come le misure adottate dal governo siano in linea con gli standard indicati nel 31° Rapporto del Cpt. Il nostro Paese, ha ricordato il Guardasigilli, ha avviato un piano di razionalizzazione ed ammodernamento del patrimonio edilizio carcerario sotto la guida del nuovo Commissario straordinario, Marco Doglio, finalizzato all’aumento dei posti detentivi anche attraverso la realizzazione di nuovi padiglioni, come dimostrano gli oltre mille posti creati negli istituti di Milano Opera e Bollate e a Roma Rebibbia, utilizzando fondi inseriti nel Pnrr.

Il Guardasigilli ha poi affrontato con il presidente Mitchell il dramma dei suicidi nelle carceri, sul quale il Ministero sta intervenendo con grande attenzione: “abbiamo triplicato le risorse destinate al coinvolgimento di esperti psicologi, passando da 4,5 milioni a 14,5 milioni di euro di investimenti per la prevenzione dei suicidi; stiamo intervenendo in sinergia con altre amministrazioni come il Ministero del Lavoro e il Ministero della Salute, oltre che attraverso la collaborazione con l’associazionismo e con il mondo cattolico. Nei riguardi dei detenuti minorenni – ha precisato il Ministro – possiamo con sollievo affermare che non vi sono stati casi di suicidi negli Ipm. Nei riguardi dei giovani abbiamo avviato diversi progetti per favorire l’integrazione socio-culturale, soprattutto nei contesti dove è forte la presenza della criminalità organizzata, per offrire ai ragazzi concrete alternative di vita”.

 Grande attenzione anche al rafforzamento del personale negli istituti penitenziari, ha sottolineato Nordio: “nelle strutture detentive per gli adulti, dall’anno 2023, a titolo esemplificativo, sono in corso di assunzione ulteriori 2.568 allievi agenti di Polizia Penitenziaria, che vanno ad aggiungersi ai 3.824 già inseriti a conclusione di precedenti procedure di concorso espletate dall’ottobre 2022”.

 Il Guardasigilli ha infine illustrato il funzionamento del regime del “41-bis” sottolineando che esso trae origine dalla norma ideata da Giovanni Falcone per l’esigenza di recidere i legami fra i capimafia in carcere e il mondo esterno.


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Tecnologie, nel 2025 investimento di 1,4 miliardi di € in deep tech e nell’espansione delle strategiche

Il prossimo anno il Consiglio europeo per l’innovazione (CEI), che fa parte del programma di ricerca e innovazione dell’UE Orizzonte Europa, sosterrà la ricerca europea in deep tech e le imprese start-up ad alto potenziale con 1,4 miliardi di €.

Il programma di lavoro 2025 del CEI, adottato oggi dalla Commissione, prevede un aumento degli investimenti di quasi 200 milioni di € rispetto al 2024.

Iliana Ivanova, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: ”Il Consiglio Europeo per l’innovazione si è rivelato fondamentale per il supporto alle innovazioni pioneristiche da parte dell’UE. Nel 2025 il CEI promuoverà le tecnologie deep tech dell’UE grazie a risorse ancora più consistenti, che ammontano a 1,4 miliardi di € provenienti da Orizzonte Europa, il nostro programma di ricerca e innovazione. Il sostegno mirato, in particolare attraverso l’invito alle iniziative STEP, contribuirà a colmare le carenze critiche di finanziamento e a costruire un ecosistema dell’innovazione più solido e resiliente in Europa.

Oltre a un bilancio più consistente, il programma di lavoro 2025 apporta diversi miglioramenti, tra cui un miglior accesso a finanziamenti azionari per scale-up attraverso il regime “scale-up” della piattaforma  per le tecnologie strategiche per l’Europa del CEI (STEP), introdotto in virtù del regolamento STEP. Previsti anche altri miglioramenti, basati sulle raccomandazioni del Comitato CEI.


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Le giuriste ADGI in congresso: interventi normativi mirati e senza indugio per le pari opportunità

Il Congresso Nazionale dell’Associazione Donne Giuriste Italia (ADGI), in corso di svolgimento a Roma fino al 30 ottobre 2024, è un momento cruciale per affrontare il tema dell’incidenza del ruolo delle professioni legali sull’economia, sulla società e sullo stato di diritto, con particolare attenzione alla trasversalità delle politiche di genere.

Nel corso delle giornate del congresso, esponenti di alto profilo delle istituzioni politiche, dell’avvocatura e della magistratura si confronteranno sulle conseguenze economiche della mancanza di pari opportunità. In particolare, verranno esaminati gli impatti sul tessuto economico-sociale e le soluzioni necessarie per colmare il divario di genere.

L’avv. Conti ha ribadito il forte impegno dell’ADGI nella tutela dei diritti, sia dentro che fuori le aule giudiziarie, con un focus sui diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalle norme sovranazionali: “Non dobbiamo perdere l’occasione offerta dal momento storico in cui le pari opportunità hanno acquisito un ruolo centrale – spiega la Presidente nel suo intervento di apertura dei lavori congressuali – Partendo dalla nostra categoria, prevalentemente di professioniste, abbiamo consegnato le proposte per il conferimento degli incarichi nel rispetto delle pari opportunità, ciò che rappresenta un investimento a costo zero; e per la deducibilità dei costi per le mamme, per la cura dei figli. Ora occorrono atti normativi mirati e senza indugio, così come è stato nel passato quando le donne che ci hanno proceduto hanno esercitato per la prima volta il diritto di voto, esteso loro con decreto legislativo del 1 febbraio 1945”.

Parole di plauso, nell’indirizzo di saluto del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, “per l’impegno che l’associazione Donne Giuriste Italia profonde nell’intraprendere percorsi di politiche di genere volti a realizzare le pari opportunità tra professioniste e professionisti nel mondo del lavoro e nella società. Un impegno che abbraccio convintamente – prosegue l’intervento del Guardasigilli – consapevole di quanto incidano fasi di vita, condizioni ambientali ed anche culturali, nel percorso professionale delle donne, sovente lasciate sole a farsi carico di famiglie, magari con bambini piccoli e genitori anziani cui prestare cura e assistenza”.

L’evento vede la partecipazione di relatori di prestigio, tra cui Margherita Cassano, prima Presidente della Corte di Cassazione, e Maria Teresa Bellucci, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.


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Il Tribunale di Torino ha confermato la legittimità dell’obbligo vaccinale per l’ammissione alle scuole dell’infanzia, affermando che tale requisito non viola né il diritto alla salute né la privacy. La sentenza, emessa dalla prima sezione civile (n. 5037/2024), è arrivata in seguito a un ricorso presentato dai genitori di un bambino escluso dalla scuola per l’infanzia per mancata regolarità vaccinale. I genitori avevano contestato il provvedimento sostenendo che violasse il diritto costituzionale alla salute, fondato sul principio del consenso informato (art. 32 della Costituzione), oltre al diritto alla privacy.


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Niente sospensione condizionale dopo la riduzione di pena in esecuzione

In una recente pronuncia (Cass. Pen., Sez. I, n. 37899 del 15 ottobre 2024), la Corte di Cassazione ha chiarito che il giudice dell’esecuzione non può concedere la sospensione condizionale della pena a un condannato il cui processo si è concluso con giudizio abbreviato e mancata impugnazione, comportando una riduzione di un sesto della pena, ai sensi dell’art. 442, comma 2-bis, c.p.p.

Secondo la Corte, la sospensione condizionale è una valutazione che compete al giudice della cognizione, il quale decide sull’applicazione del beneficio in base ai criteri stabiliti dagli artt. 163 e seguenti del codice penale. In sede esecutiva, tale beneficio può essere concesso solo nei casi di concorso formale o continuazione, escludendo un’applicazione analogica dell’art. 671, comma 3, c.p.p.

La riduzione di pena conseguente alla mancata impugnazione, pur operando a livello esecutivo, non modifica quindi il profilo della sospensione condizionale, in quanto la decisione sulla pena finale appartiene al giudice della cognizione e non può essere rivisitata in fase esecutiva. La Corte ha inoltre precisato che l’assenza di un’espressa previsione normativa impedisce di considerare questa riduzione di pena come influente sugli effetti penali decisi in sede di cognizione.


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CNF: l’attività professionale e l’autoformazione non sostituiscono l’obbligo di aggiornamento continuo

L’attività professionale e l’autoformazione non sostituiscono l’obbligo di aggiornamento continuo per gli avvocati, come ha ribadito il Consiglio Nazionale Forense (CNF) nella recente sentenza n. 171/2024. Il caso è emerso dal ricorso di un’avvocata sospesa per due mesi dal Consiglio Distrettuale di Disciplina (CDD) di Milano per mancato adempimento dell’obbligo formativo.

L’obbligo di formazione e la giurisprudenza

Il CNF ha chiarito che l’obbligo di formazione non può essere surrogato dall’autoformazione né attenuato dagli impegni lavorativi, richiamando anche la giurisprudenza della Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n. 9547/2021) e precedenti interni (CNF, sentenza n. 204/2017), secondo i quali l’intensa attività professionale non esime dal dovere di aggiornamento.

Le circostanze di stato di necessità

Il CNF ha ricordato che solo situazioni di grave necessità, come una malattia grave personale o di un familiare, possono esonerare l’avvocato dall’obbligo formativo senza incorrere in sanzioni disciplinari. In tali casi, la mancanza di richiesta preventiva di esonero non influisce sulla valutazione, costituendo comunque una scriminante, secondo l’articolo 15 del Regolamento CNF n. 6/2014.

Una sanzione ridotta

Pur confermando la violazione dell’obbligo, il CNF ha ritenuto adeguato ridurre la sanzione originaria di sospensione a un avvertimento. Il Consiglio ha infatti accolto il ricorso della professionista, valutando che le circostanze del caso non giustificassero un aggravamento della misura disciplinare.


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