Omicidio Giulia Tramontano: chiesto l’ergastolo per Impagnatiello, sentenza attesa il 25 novembre

Durante la requisitoria del processo a Milano, la procuratrice aggiunta Letizia Mannella ha chiesto l’ergastolo con 18 mesi di isolamento diurno per Alessandro Impagnatiello, accusato dell’omicidio della compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi. L’accusa ha sottolineato la premeditazione e la crudeltà del delitto, evidenziando le 37 coltellate e la volontà di far scomparire la vittima e il figlio.

La difesa, tuttavia, ha negato la premeditazione, sostenendo che le ricerche su veleno per topi fossero rivolte al feto e non alla madre, e che l’omicidio sia stato un atto impulsivo seguito alla scoperta del tradimento. La sentenza è attesa il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne.


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Controlli nelle mense scolastiche: irregolarità in una su quattro, sanzioni e sequestri

Con l’inizio dell’anno scolastico, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, in collaborazione con il Ministero della Salute, ha avviato un’intensa campagna di ispezioni nelle mense scolastiche, rilevando irregolarità in quasi una su quattro. Su oltre 700 mense controllate in tutta Italia, 170 presentavano problemi, principalmente igienico-strutturali e autorizzativi, con sanzioni per un totale di 130mila euro e sequestri di alimenti non tracciabili o scaduti.

Tra i casi più gravi, a Treviso è stato sequestrato un centro educativo per l’infanzia privo di autorizzazioni e a Pescara un asilo nido ha dovuto sospendere la somministrazione di alimenti per carenze igieniche. A Caserta, un fornitore è stato denunciato per frode nelle pubbliche forniture. Le indagini continueranno per tutto l’anno scolastico.


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Strage di Piazza Fontana, addio a Licia Pinelli, vedova dell’anarchico ingiustamente accusato

È scomparsa a 96 anni a Milano Licia Pinelli, vedova dell’anarchico Giuseppe Pinelli, ingiustamente accusato per la strage di Piazza Fontana. Nata a Senigallia nel 1928, Licia si trasferì a Milano da piccola, dove visse fino alla fine. Moglie di Pino dal 1955, dedicò la sua vita alla ricerca della verità sulla sua morte, ricordata come la “18/a vittima innocente” di Piazza Fontana.

La sezione Barona di Milano dell’ANPI ha dato notizia della sua scomparsa, definendola una donna di “dignità, coerenza e coraggio”. Nel 2009, incontrò la vedova del commissario Calabresi al Quirinale e nel 2015 fu nominata Commendatore al Merito della Repubblica.


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Il tribunale sospende i trattenimenti dei migranti in Albania: chiesto l’intervento della Corte UE

La sezione immigrazione del Tribunale civile di Roma ha sospeso la convalida dei trattenimenti di sette migranti, originari di Egitto e Bangladesh, già trasferiti in Albania nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Gjader. Alla luce del nuovo decreto “Paesi sicuri”, i giudici hanno richiesto un parere alla Corte di giustizia europea, sollevando dubbi sulla compatibilità del decreto con le normative dell’UE. Luciana Sangiovanni, presidente della Sezione per i diritti della persona e immigrazione, ha sottolineato che il giudice ha il dovere di verificare l’applicazione corretta del diritto dell’Unione, prevalente sulla legge nazionale.

La decisione ha sollevato critiche politiche. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha dichiarato che “alcuni magistrati stanno cercando di imporre una linea politica al governo,” mentre Matteo Salvini ha definito la sentenza “politica”, sostenendo che mina la sicurezza dei cittadini italiani.

Intanto, il Viminale ha annunciato che si costituirà davanti alla Corte di giustizia UE per sostenere la propria posizione. I sette migranti saranno riportati in Italia e trasferiti in Puglia per l’esame delle domande d’asilo.


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Giulia Cecchettin, un anno dopo il delitto. Zaia: “Il dolore è ancora vivo”

“A distanza di un anno il dolore è ancora vivo ed è uno stato d’animo che si fa ancora più acuto ogni volta che la cronaca ci mette di fronte a un nuovo caso di femminicidio, quando una donna viene uccisa o anche solo maltrattata in nome di un malinteso e innaturale senso di proprietà, di un’incapacità di porsi di fronte alla parità di genere. Ma l’orrenda dinamica dell’omicidio di Giulia Cecchettin ha segnato la vita stessa della nostra comunità come pochi altri, ha tracciato una linea di demarcazione nella consapevolezza sociale oltre la quale nessuno, di fronte a certe situazioni, può più far finta di non vedere, di non sapere. In questo anniversario rinnovo l’abbraccio del Veneto a papà Gino, alla sorella e al fratello, partecipando al loro inesauribile dolore”, ha detto del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, scritte ieri ricordando Giulia Cecchettin, a un anno dalla scomparsa.

Ventidue anni, laureanda di Vigonovo, Padova, Giulia è morta cinque giorni prima della laurea in Ingegneria Biomedica per mano di Filippo Turetta, l’11 novembre 2023. Il suo corpo senza vita sarà ritrovato solo una settimana più tardi, in una scarpata vicino al lago di Barcis, a circa cento chilometri da casa.

“Ho conservato un ricordo vivo dell’intervento del papà al funerale, sono rimasto colpito dal fatto che tanto dolore non impedisse di lasciare spazio ai propositi di dare un senso all’esecrazione suscitata da una simile tragedia, di cogliere un messaggio da cui la società possa crescere e maturare – aggiunge Zaia – Oggi come ieri mi sento al suo fianco. Mentre la giustizia sta facendo il suo corso riguardo le specifiche responsabilità in un avvenimento così tanto efferato e triste, grazie a papà Gino ha preso corpo la Fondazione Giulia Cecchettin che ha tra i suoi propositi il potenziamento del ruolo educativo di scuola e famiglie ai fini di un radicale cambiamento culturale. Un grande messaggio perché nessuno può sottrarsi all’interrogativo sul perché nella nostra comunità possano accadere simili tragedie. È l’unico modo per capire che tra gli uomini c’è ancora chi non trova modo di affermare una superiorità se non nella convinzione che le donne sono inferiori. Un nuovo passo a livello culturale può solo venire con l’impegno di tutti e lo dobbiamo a Giulia e alle tante come lei”.


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Cassazione: responsabilità del venditore per vizi non riconoscibili dell’autovettura

Con la sentenza n. 28838 dell’8 novembre 2024, la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, ha trattato la responsabilità del venditore per i vizi non facilmente riconoscibili di un’autovettura, in relazione all’azione di risarcimento danni ex art. 1494 c.c.

La Corte ha stabilito che, quando il vizio dell’autovettura non è facilmente riconoscibile, come nel caso della rottura del volano, grava sul venditore una presunzione di conoscenza del difetto. Per superare tale presunzione, non basta che il venditore dimostri di non aver conosciuto il vizio, ma deve provare di averlo ignorato senza colpa, circostanza che, nel caso in esame, non è stata dimostrata.

Il caso riguarda un acquirente, P.W., che aveva acquistato una Ford Focus nel 2004 e successivamente riscontrato gravi difetti nell’autovettura. Il Tribunale di Pescara aveva accolto la domanda di risoluzione del contratto e risarcimento danni, condannando il venditore, Autostar S.p.A., a restituire il prezzo. La Corte d’Appello dell’Aquila aveva confermato tale decisione, respingendo il ricorso in appello della società. La Cassazione ha confermato la sentenza, ribadendo la responsabilità del venditore per i vizi non riconoscibili.


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Manovra 2025: stabilizzazione per 2.660 addetti dell’Ufficio del Processo

La Manovra di Bilancio 2025, in fase di conversione parlamentare, prevede la stabilizzazione di 2.660 funzionari e 400 assistenti attualmente impiegati nell’Ufficio del Processo, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei procedimenti civili e penali. Questa misura straordinaria, voluta per attuare il Piano strutturale di medio termine 2025-2029, riguarda il personale che ha maturato almeno 24 mesi di servizio continuativo e che sarà in servizio al 30 giugno 2026.

Attualmente, sono circa 12.000 gli addetti operativi, con altre 3.840 assunzioni già programmate. La spesa stimata per questa stabilizzazione ammonta a 68 milioni di euro per il 2026 e a 136 milioni a partire dal 2027. Inoltre, sono previsti incentivi economici legati al raggiungimento di obiettivi di riduzione dei procedimenti civili, mentre il servizio prestato sarà considerato titolo di preferenza per futuri concorsi.

Il Ministero della Giustizia potrà conferire anche ulteriori incarichi dirigenziali per supportare il raggiungimento degli obiettivi del PNRR e ottimizzare il sistema giudiziario.


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Alberto Del Noce eletto nuovo presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili

Alberto Del Noce è il nuovo presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili per il triennio 2024-2027, eletto a Napoli dall’Assemblea dei delegati al termine di un congresso che ha visto la partecipazione di avvocati da tutta Italia.

A fianco del presidente, sono stati nominati nella Giunta Esecutiva gli avvocati Riccardo Belli, Fabio Sportelli, Mario Spinelli, Rosaria Filloramo, Marco Di Benedetto, Paolo Meneghel, Sergio Terzaghi, Federica Bianchi, Carlo Maria Palmiero, Giovanni Perrotta, Fabio Mezzadri, Monica Ceravolo, Pierpaolo Soggia e Alessandra Cristani. Il Collegio dei Probiviri sarà composto da Maurizio Bocchiola, Marco Vitalizi, Laura Sbrizzi, Francesco Storace e Rossella Vele.

“Con questo nuovo assetto – ha dichiarato Del Noce – e con l’aiuto di tanti colleghi, ci apprestiamo ad affrontare le sfide future con impegno e spirito di servizio, puntando a rafforzare il ruolo dell’avvocatura civile nel panorama giuridico nazionale”.


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Giustizia, le proposte degli avvocati amministrativisti dal Congresso nazionale

Si è concluso a Bari il Congresso Nazionale dell’Unione Nazionale Avvocati Amministrativisti (UNAA), una due giorni che ha registrato un’ampia partecipazione da parte degli avvocati amministrativisti provenienti da tutta Italia. Il congresso si è chiuso con una tavola rotonda cruciale, che ha visto un confronto diretto con le Istituzioni e la politica, registrando la presenza per UNAA della Vice Presidente Daniela Anselmi e di Anna Rossomando (Vice Presidente Senato), Francesco Paolo Sisto (Vice Ministro Giustizia), Filippo Melchiorre (Vice Presidente Commissione Finanze del Senato), Luigi Maruotti (Presidente del Consiglio di Stato) e Giuseppina Adamo (Presidente ANMA).

Il Congresso si chiude con un messaggio forte: la difesa dell’effettività delle tutele è un diritto irrinunciabile per cittadini e imprese, e l’UNAA si impegna a promuovere ogni iniziativa utile per garantirlo.

 Il Congresso consegna alle Istituzioni mozioni di rilevante impatto con l’obiettivo di affrontare le criticità dell’attuale sistema di giustizia amministrativa.

Orazio Abbamonte, Presidente dell’UNAA, ha ribadito con forza che – “Il problema reale della giustizia amministrativa oggi è l’effettività delle tutele. Non basta rispondere in tempi ragionevoli, ma è necessario che la risposta sia adeguata e incisiva. Se velocizzare i processi comporta decisioni di mero rigetto che non apportano alcun cambiamento, non stiamo offrendo una giustizia effettiva.” Abbamonte ha poi evidenziato una preoccupazione più ampia, in quanto si va alimentando il rischio di un drastico ridimensionamento delle tutele per i cittadini. “Su questi temi è nostro dovere accendere il faro, perché il timore” –  ha concluso Abbamonte “è che tra qualche anno si possa rischiare di celebrare non il congresso, ma il funerale della giustizia amministrativa”.

Tra le proposte emerse dal Congresso emerge il rafforzamento del coinvolgimento degli avvocati amministrativisti nella governance della giustizia amministrativa attraverso 3 misure principali: istituzione di Consigli Giudiziari Amministrativi presso ogni TAR e le relative sezioni staccate,  la creazione di un Consiglio Direttivo per il Consiglio di Stato, un organo analogo a quello esistente presso la Corte Suprema di Cassazione e infine l’integrazione degli avvocati amministrativisti nel Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (CPGA).

Molto apprezzata dagli avvocati amministrativisti la posizione di netta apertura del Presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti, il quale ha detto di condividere la necessità di istituire Consigli Giudiziari Amministrativi presso il Consiglio di Stato e ogni TAR, aperti alla partecipazione degli avvocati.

Forte convergenza anche su un altro tema che ha dominato il congresso, ovvero sulla necessità di disciplina rigorosa e regolata per l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nei giudizi amministrativi.

La mozione richiede infatti l’introduzione di una normativa che coinvolga attivamente l’avvocatura nella regolamentazione dei sistemi di IA per assicurare trasparenza e riserva di umanità nelle decisioni automatizzate, con l’impiego dell’IA limitato a funzioni di supporto e mai sostitutive delle competenze del giudice.

Dal Congresso poi l’appello a rafforzare la cooperazione tra giuristi e tecnici mediante un tavolo tecnico permanente per sviluppare soluzioni integrate che rispettino i principi di sicurezza, non discriminazione e affidabilità ed infine unanime adesione politica sulla necessità di intervenire per ridurre i costi di accesso alla giustizia amministrativa, presidio di legalità da favorire in ogni modo secondo il Presidente Maruotti.


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La situazione della giustizia di prossimità dei Giudici di Pace sta assumendo connotati di vera e propria emergenza, in vista soprattutto dell’entrata in vigore dell’aumento di competenza attribuito a tali organi giurisdizionali dalla riforma Cartabia.

Nei giorni scorsi, presso l’Organismo Congressuale Forense (OCF), oltre 130 Ordini d’Italia si sono riuniti per ascoltare l’aggiornamento del monitoraggio elaborato dall’Organismo politico.

Dagli Ordini è arrivato un input chiaro: la richiesta di interventi concreti e tempestivi, con la necessità di portare avanti una decisa interlocuzione politica parallelamente a una forte manifestazione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Gli avvocati chiedono a gran voce un intervento legislativo e di riorganizzazione per evitare che le attività degli uffici di Giustizia siano definitivamente trascinate a picco.

L’OCF ha predisposto e inviato agli Ordini e agli Uffici dei Giudici di Pace dell’intero territorio nazionale un apposito questionario per monitorare le problematiche dei vari Uffici, ottenendo una massiccia adesione e informazioni utilissime per presentare un quadro chiaro della situazione.

I risultati del monitoraggio sui 205 uffici del Giudice di Pace, su un totale di 390, evidenziano criticità significative e mette in luce problematiche strutturali e operative che influiscono negativamente sulla qualità e tempestività del servizio giustizia.

I GdP in servizio sono il 33% di quelli previsti dalla pianta organica.

Nel Nord Italia, nei tribunali monitorati, sono previsti 899 giudici, ma solo 253 sono attualmente in servizio. Al Centro, su 364 giudici previsti, ne operano soltanto 124. Nel Sud, si registrano 261 giudici attivi su 764 previsti, e nelle Isole sono in servizio 134 giudici rispetto ai 324 necessari. Ciò si traduce in gravi ritardi, soprattutto nel deposito delle sentenze.

Negli uffici con pianta organica superiore alle 50 unità, i giudici in servizio sono solo il 20,8% rispetto a quanto previsto dalla pianta organica.

Eclatanti i dati dei maggiori tribunali: a Napoli su 250 giudici in organico, solo 37 sono in servizio; a Roma su 210 giudici in organico, solo 58 sono in servizio; a Milano su 180 giudici in organico, solo 39 sono in servizio.


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