Il Decreto Sicurezza incassa il via libera della Camera con il voto di fiducia, consolidando l’impianto voluto dall’esecutivo e aprendo al contempo un nuovo fronte di confronto politico e istituzionale. Il testo, sostenuto dal Governo e dal Ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi, è stato approvato con 203 voti favorevoli, passando nella sua versione integrale.
Il provvedimento si compone di 33 articoli e introduce una serie articolata di interventi: dal rafforzamento degli strumenti di contrasto alla criminalità all’inasprimento delle sanzioni in occasione di manifestazioni pubbliche, fino al potenziamento degli organici delle forze dell’ordine.
Al centro del dibattito resta però l’articolo 30-bis, norma che prevede il riconoscimento di compensi agli avvocati che assistono cittadini stranieri nei percorsi di rimpatrio volontario. Una disposizione che ha sollevato critiche trasversali, sia sul piano giuridico sia su quello etico, alimentando il confronto all’interno dell’avvocatura e tra le istituzioni.
Proprio su questo punto il Governo starebbe valutando un intervento correttivo. Il tema è stato oggetto anche di interlocuzioni ai più alti livelli istituzionali, con l’attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, da cui si attendono eventuali valutazioni sulla tenuta complessiva della norma.

