Il Primo Presidente della Corte di Cassazione, il Procuratore Generale della Corte di Cassazione e il Presidente del CNF hanno inviato una lettera congiunta al Min. Cartabia con la quale chiedono le intenzioni a proposito del perdurare dello stato di emergenza.
STATO D’EMERGENZA E GIUSTIZIA
Il termine dello stato di emergenza è attualmente fissato al 30 aprile. Una data molto vicina. Così tanto da creare incertezza tra gli operatori della giustizia.
Viene chiesto dunque al Min. Cartabia di valutare l’eventuale proroga del termine, con tutto ciò che ne consegue, e di comunicare la decisione in tempi brevi e in modo chiaro.
Solo questo darà infatti la possibilità agli Uffici della Corte e della Procura Generale, nonché all’Avvocatura, di affrontare le inevitabili difficoltà organizzative.
IL TESTO DELLA LETTERA AL MIN. CARTABIA
“In data 16 marzi 2021 il Primo Presidente della Corte di Cassazione Pietro Curzio, il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi e la Presidente del CNF Maria Masi, in ragione dell’aggravarsi della pandemia, con una lettera a firma congiunta, hanno sottoposto alla Ministra della Giustizia prof.ssa Marta Cartabia l’opportunità di valutare in tempi rapidi se il termine dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario, attualmente fissato al 20 aprile 2021, debba essere prorogato, e con esso l’attuale regime processuale operante per il giudizio di legittimità (artt. 23 e 24 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137, convertito dalla legge n.176 del 18 dicembre 2020).
La richiesta è stata sottoposta alla Ministra della Giustizia per rappresentare l’oggettiva difficoltà organizzativa in cui si verrebbero a trovare gli Uffici della Corte e della Procura Generale nel perdurare di uno stato di incertezza sul punto, nonché le esigenze dell’Avvocatura di poter operare scelte difensive consapevoli.
Poiché sono stabilite modalità processuali diverse per la trattazione dei ricorsi di legittimità, a seconda che persista o meno lo stato di emergenza sanitaria, è auspicabile che sull’eventuale proroga vi sia una scelta chiara, in tempi brevi.
Tale esigenza è connessa ai tempi richiesti dagli Uffici della Corte di Cassazione per gli adempimenti di cancelleria, per le comunicazioni alle parti e per la gestione delle udienze e delle adunanze, e dalla Procura Generale per effettuare le proprie valutazioni e assumere le opportune conclusioni.”
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