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Magistrati e social media, le linee guida del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa

Esiste un vademecum, la “Delibera sull’uso dei mezzi di comunicazione elettronica e dei social media da parte dei magistrati amministrativi“, che spiega a questi ultimi quali siano i comportamenti da seguire quando si espongano al pubblico attraverso piattaforme come Facebook.

Le linee guida sono state elaborate dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa a partire da una riflessione: l’uso dei social da parte dei giudici amministrativi deve tenere conto di di un «bilanciamento tra le prerogative del singolo magistrato, sia nella propria funzione, sia come cittadino, ed i doveri connessi alla propria appartenenza istituzionale ed al proprio status».

CONTENUTO DELLA DELIBERA

Il vademecum sull’uso dei social da parte dei magistrati si articola in 10 punti:

1 Descrizione dell’ambito di applicazione
Le regole riguardano l’uso dei social network, non email o altre forme di corrispondenza privata in forma elettronica.

2 Diritto di utilizzare i social media nel rispetto della professione
Nell’uso dei social, i magistrati devono tenere come riferimento il rispetto dei codici etici e delle norme disciplinari; consapevolezza e senso di responsabilità sono le parole d’ordine.

3 Uso di pseudonimI
I magistrati che vogliano iscriversi a un social network possono evitare di usare il proprio nome reale, a patto che questo espediente non sia un modo per adottare condotte illecite.

4 Uso dei social
L’uso dei social deve avvenire nel rispetto della dignità, dell’integrità, dell’imparzialità e dell’indipendenza propria, della magistratura amministrativa e delle istituzioni che rappresentano.

5 Continenza espressiva
I magistrati devono esprimersi con un linguaggio adeguato e prudente, soprattutto considerando il rischio di perdita e diffusione dei contenuti pubblicati.

6  Divieto di comunicare con alcuni soggetti
Non è permesso ai magistrati comunicare tramite social con le parti e i loro rappresentanti; inoltre, vige il divieto di condividere con il pubblico informazioni sui casi trattati.

7 Divieto di pubblicità
I social non possono essere usati come mezzo pubblicitario di eventuali attività economiche extraistituzionali.

8 Amicizie e connessioni
I magistrati devo valutare chi accettare nella propria rete di contatti social nel rispetto dei principi di diligenza e precauzione.

9 Formazione
La formazione in materia social è un diritto e un dovere dei magistrati. Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa e l’Ufficio studi della Giustizia amministrativa dovranno prevedere iniziative di aggiornamento e formazione in materia.

10 Conoscenza delle impostazioni di privacy e sicurezza
L’uso dei social non può prescindere da una conoscenza adeguata delle impostazioni di sicurezza e privacy delle piattaforme; solo così i magistrati potranno essere consapevoli dei rischi e delle opportunità di questi mezzi di comunicazione, soprattutto quando si tratta di condividere dati personali particolari, come la geolocalizzazione.

Qui il testo completo della “Delibera sull’uso dei mezzi di comunicazione elettronica e dei social media da parte dei magistrati amministrativi“.

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