In Italia, il settore giustizia vede una scopertura di organico del 22%. Dunque, mancano 9.739 operatori all’appello su 43.468, ovvero il totale della dotazione organica pubblicato online sul sito del ministero.
La carenza riguarda tutto il Paese, e i numeri sono stati illustrati dal ministero della Giustizia, che il 26 luglio ha pubblicato un interpello nazionale ordinario, in cui vengono comunicate le sedi a disposizione per la mobilità dei dipendenti.
Sul sito, dunque, sono disponibili tutte le schede delle regioni, tranne nel caso del Trentino cha ha una contabilità interna.
Tutte le regioni hanno dei ruoli scoperti: i dati peggiori si registrano in Lombardia, con 1.222 posti scoperti, Campania con 1.151 e Lazio con 1.104 posti mancanti.
Nel Lazio, una scheda è riservata agli Uffici centrali, che si trovano tutti nella capitale e contano carenze per 462 posti: si tratta del personale dei tribunali, dei giudici di pace, delle procure, del ministero e della Cassazione.
L’unica regione che ha un numero a doppia cifra è il Molise, che conta 97 posti mancanti. In Veneto sono scoperte 474 unità e in Emilia-Romagna 465: tra le regioni più grandi, sono quelle che sono messe meglio.
Tali scoperture di organico hanno recentemente interessato tutta l’agenda del governo, in particolare attraverso due decreti dedicati alla PA, sbloccando i concorsi nei mini-enti.
Inoltre, è arrivata la comunicazione da parte del ministero della giustizia dell’apertura di 7 nuovi uffici periferici: 333 assunti a Milano, Torino, Firenze, Venezia, Napoli, Roma e Palermo. Dal prossimo autunno, inoltre, varranno banditi dei concorsi per diversi profili professionali, con scorrimenti di graduatoria.
Leggiamo nella nota diffusa: «Si tratta di un importante passo in avanti verso l’attuazione di un reale decentramento amministrativo, per una maggiore vicinanza del ministero della giustizia ai territori».
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