Avvocati nell’Ufficio legislativo del Ministero, firmato protocollo d’intesa

Roma, 10 ottobre 2024 – Favorire il coinvolgimento degli avvocati nelle attività istituzionali svolte dall’Ufficio legislativo di via Arenula. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dal presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco.

Gli avvocati, individuati e proposti dal Cnf al Ministero, collaboreranno sotto la direzione del capo dell’Ufficio Legislativo nelle attività di studio, ricerca e consulenza per la formulazione di pareri, elaborazione di proposte normative nonché di interpretazione della normativa vigente nelle materie di comune interesse inerenti alle competenze del dicastero di via Arenula.

I professionisti coinvolti si impegneranno a non patrocinare, né personalmente né attraverso membri dello studio di cui fanno parte, cause giudiziali o contenziosi, anche stragiudiziali, contro il Ministero durante il rapporto di collaborazione e per un anno successivo alla sua conclusione. Il protocollo ha una durata annuale, rinnovabile entro i limiti del mandato governativo.

Con questo protocollo potremo avvalerci del preziosissimo contributo degli avvocati indicati dal Cnf, con il quale condividiamo in maniera proficua comuni obiettivi di orientamento giuridico nella prospettiva della migliore attuazione della politica giudiziaria”, ha dichiarato il ministro Nordio, ribadendo “la grande considerazione che il Governo ha per la professione degli avvocati la cui funzione, come ricordato più volte, è strutturale alla giurisdizione”.

Per il presidente del Cnf, Francesco Greco, “la firma del protocollo d’intesa è motivo di grande soddisfazione e di questo ringraziamo il ministro Nordio. Si è finalmente concretizzato un accordo su cui abbiamo lavorato a lungo e che consentirà agli avvocati di rendere stabile il rapporto di collaborazione diretta alla formulazione normativa dell’attività legislativa del Ministero della Giustizia”.

vista della Chiesa della Salute di Venezia

Cassazione: il sistema di videosorveglianza Argos deve essere omologato per essere legittimo

Con l’ordinanza n. 26315 del 9 ottobre 2024, la Corte Suprema di Cassazione ha stabilito che il sistema di videosorveglianza Argos, utilizzato per l’accertamento delle violazioni, deve essere omologato per garantire la sua funzionalità e precisione, analogamente agli autovelox. Tale procedura di omologazione è un requisito imprescindibile per la legittimità degli accertamenti effettuati.
Nel caso in esame, una società aveva contestato una sanzione amministrativa di 150 euro, emessa dal Comune di Venezia per il transito in un canale in orari vietati. Dopo due decisioni favorevoli alla società, il Comune ha presentato ricorso in Cassazione.

Indagine a Bari: spiati i conti bancari di Meloni, La Russa e altri politici

La Procura di Bari ha avviato un’inchiesta su un funzionario di Intesa Sanpaolo, accusato di aver effettuato oltre 6.000 accessi abusivi ai conti bancari di importanti figure politiche e pubbliche, tra cui la premier Giorgia Meloni, sua sorella Arianna Meloni, Andrea Giambruno, il presidente del Senato Ignazio La Russa, e i ministri Daniela Santanché e Guido Crosetto. Tra le vittime figurano anche magistrati, imprenditori e sportivi.

Il bancario, già licenziato l’8 agosto per violazione delle norme sulla privacy, è al centro delle indagini condotte dai pm baresi, che stanno cercando di comprendere le motivazioni dietro questi accessi non autorizzati.

uomo che scrive su taccuino

L’abolizione dell’abuso d’ufficio salva i magistrati: molte archiviazioni al Csm

Con una decisione unanime, il Consiglio Superiore della Magistratura ha archiviato una serie di procedimenti contro circa venti magistrati accusati di abuso d’ufficio. Questa ondata di archiviazioni arriva a seguito dell’abrogazione del reato, sancita dal Ddl Nordio due mesi fa. I magistrati coinvolti erano stati denunciati da cittadini che ritenevano che il loro comportamento configurasse gli estremi del reato. Tuttavia, con l’abolizione dell’articolo 323 del codice penale, il Csm ha ritenuto non vi fossero più motivi per procedere.

La cancellazione del reato ha sollevato un acceso dibattito nei tribunali italiani. Diversi pm, infatti, stanno chiedendo che la questione venga sottoposta alla Corte Costituzionale, sostenendo che l’abrogazione violerebbe obblighi internazionali, come la Convenzione ONU di Merida contro la corruzione. Tra i casi più recenti, spicca quello del pm di Cagliari che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale nel processo contro l’ex presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas.

Nel frattempo, i magistrati archiviati al Csm, tra cui nomi noti come Luigi Patronaggio e Sebastiano Ardita, sono stati sollevati da eventuali conseguenze disciplinari. Tuttavia, il dibattito sulla costituzionalità dell’abolizione resta aperto, con la Consulta chiamata a esprimersi nei prossimi mesi.

Accusato di appropriazione indebita, assolto dopo 8 anni: fine di un incubo per un avvocato

Dopo otto anni di battaglie legali, l’avvocato leccese Francesco D’Agata è stato assolto dalla Corte di Cassazione, che ha annullato senza rinvio la condanna che lo aveva colpito. L’accusa era di essersi appropriato di parte del risarcimento di una cliente senegalese, coinvolta in un grave incidente stradale, ma D’Agata ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver agito in base a un accordo con la cliente. La vicenda, raccontata in un articolo a firma di Tiziana Roselli e pubblicata su Il Dubbio, riguarda l’avvocato noto anche per il suo impegno con lo “Sportello dei Diritti” e come ex segretario provinciale dell’Italia dei Valori: è stato arrestato e detenuto per 40 giorni in carcere, oltre a quasi un anno ai domiciliari. La sua reputazione è stata pesantemente danneggiata da una vasta copertura mediatica, scatenata da una conferenza stampa subito dopo il suo arresto.

Nonostante l’assoluzione, la sua vita professionale e personale è stata irrimediabilmente compromessa. «Il carcere è il peggior girone dell’inferno», ha raccontato, denunciando le condizioni critiche del sistema penitenziario italiano e auspicando riforme per evitare abusi della custodia cautelare.

Ora, D’Agata si prepara a riprendere la sua attività legale, ma rimane indeciso su un eventuale ritorno in politica.

Ddl Lavoro approvato alla Camera: ecco le novità su dimissioni, contratti stagionali e flessibilità

Con 158 voti favorevoli, 121 contrari e 2 astenuti, la Camera ha approvato il disegno di legge sul lavoro, che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva. Il provvedimento introduce diverse novità che hanno suscitato critiche da parte di sindacati e opposizioni.

Tra le misure più discusse, la possibilità per i datori di lavoro di interrompere il contratto in caso di assenza ingiustificata oltre i 15 giorni. La norma è stata accusata di facilitare licenziamenti mascherati da dimissioni volontarie, contro cui i sindacati hanno annunciato mobilitazioni.

Il Ddl prevede anche semplificazioni per i contratti di lavoro a tempo determinato e introduce la figura del “contratto ibrido”, che permette di assumere una persona con un contratto misto, parte dipendente e parte autonomo con partita IVA. Si estendono inoltre le tipologie di apprendistato, mirando a migliorare la qualità dell’esperienza formativa.

Non riforma ma applicazione di norme esistenti. Censimento degli immobili e delle case fantasma in arrivo

Il governo si prepara ad adeguare gli estimi catastali per gli immobili che hanno beneficiato del Superbonus 110%, ma non si tratta di una revisione complessiva del catasto. L’obiettivo è piuttosto quello di dare piena attuazione a misure già esistenti, come chiarito da diverse voci interne all’esecutivo.

Ad esempio, a Milano, per una casa di classe A4, sei vani in una zona semicentrale, un innalzamento della classe catastale comporterebbe un aumento del 18%. In caso di una rivalutazione di due classi, si potrebbe arrivare a un rincaro superiore al 38%. Un impatto significativo per chi ha investito nelle ristrutturazioni usufruendo degli incentivi fiscali.

Questa non-riforma del catasto, che il governo ha ribadito essere semplicemente un’applicazione di norme già presenti, riguarda due interventi principali. Il primo è il censimento delle cosiddette “case fantasma”, ossia quelle unità immobiliari che, finora, sono rimaste sconosciute al fisco. Grazie all’uso di foto aeree, sarà possibile individuare queste costruzioni non dichiarate e assoggettarle a imposizione fiscale.

Il secondo intervento riguarda l’obbligo di aggiornare i dati catastali degli immobili (tramite il modello Docfa) entro 30 giorni dalla fine dei lavori, indipendentemente dal fatto che questi abbiano beneficiato o meno di agevolazioni fiscali. Questo aggiornamento è obbligatorio in tutti i casi in cui i lavori apportano modifiche allo stato dell’immobile.

L’“operazione verità” del Tesoro sugli immobili fantasma e sulle ristrutturazioni non sarà però facile da quantificare. Le stime sugli effetti fiscali derivanti dall’adeguamento catastale potrebbero portare a rincari anche a due cifre nei valori su cui si calcolano le imposte. Resta da vedere se l’impatto di questa misura si tradurrà in un aumento generalizzato delle entrate fiscali o se si limiterà a colpire singoli casi isolati.

In ogni caso, la mossa del governo è chiara: applicare le regole già esistenti per una maggiore equità fiscale e trasparenza, anche se la questione dei rincari è destinata a sollevare dibattiti tra proprietari e operatori del settore.

uomo alla sbarra

Aumentati fondi per lavoro detenuti, il ministero replica ad Antigone

Roma, 10 ottobre 2024 – Nessun taglio dei fondi per i detenuti che lavorano, ma anzi maggiori investimenti rispetto al passato. Nel piano di investimenti straordinario fin qui realizzato dal Governo e dal Ministero della Giustizia per migliorare le condizioni di esecuzione della pena, il previsto budget di bilancio destinato alla retribuzione del lavoro intramurale dei detenuti, che per il 2024 ammonta a 128 milioni di euro, è stato ulteriormente aumentato con 9 milioni di euro versati dalla Cassa delle Ammende. Di questi, 8 destinati ad aumentare le opportunità di lavoro in carcere e 1 milione per la formazione professionale, il cui budget è stato così raddoppiato (da 1.066.151 a 2.066.151 di euro). Non solo: altri 19 milioni di euro sono stati stanziati per gli sgravi fiscali e le agevolazioni alle imprese previsti dalla legge Smuraglia, al fine di incrementare le opportunità di lavoro all’esterno degli istituti penitenziari.

Non a caso, risultano aumentati sia il numero complessivo dei detenuti lavoranti (passati dai 19.235, prima dell’insediamento del nuovo Governo, agli attuali 20.071), sia il dato di quelli al lavoro per conto di imprese e cooperative all’interno e all’esterno (passati da 3.225, agli attuali 4.097). In sensibile incremento, infine, anche il numero dei detenuti iscritti ai corsi professionali attivati, salito da 3.824 agli attuali 6.423.

Risultano, quindi, – a detta del Ministero- palesemente infondate le critiche avanzate dal Presidente di Antigone che, in una nota, ha scritto di fondi tagliati al 50% per i detenuti lavoranti in carcere. L’aumento delle risorse ha riguardato anche il Provveditorato Regionale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, citato nella nota di Antigone. Al Prap di Torino, esclusivamente per la retribuzione del lavoro dei detenuti, nel 2023 sono stati assegnati fondi pari a euro 12.898.178, saliti nel 2024 a euro 13.243.993.

Carcere Bolzano, Nordio incontra presidente Gramola e presidente Kompatscher

Roma, 9 ottobre 2024 – Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha incontrato il Presidente della Corte d’Appello di Trento, dott. Eugenio Gramola, e il Presidente della Regione, Arno Kompatscher.

Oggetto dell’incontro sono state le problematiche segnalate dal Presidente della Corte anche in ordine alla carenza di un dirigente amministrativo: il Ministro ha garantito che verrà assegnato alla Corte entro novembre. Il Presidente Kompatscher ha richiesto al Ministro il rinnovo del protocollo operativo per l’amministrazione della gestione del personale degli uffici giudiziari del distretto di Trento, ricevendone rassicurazione.

Altra tematica affrontata dal presidente della Regione è stata quella riguardante la struttura carceraria di Bolzano. All’esito dell’autorevole e fruttuoso confronto, il Ministro ha rappresentato che, nelle more dei chiesti pareri istruttori e delle conclusive valutazioni tecniche per la definizione della procedura, ha già attivato un apposito tavolo interministeriale per risolvere la problematica pendente dal lontano 2010.

Sciopero nazionale dei cancellieri esperti: tribunali paralizzati, protesta per il passaggio all’area terza

Il Comitato dei cancellieri esperti del Ministero della Giustizia, di recente costituzione, ha organizzato uno sciopero nazionale che ha registrato un’adesione sorprendente. Nonostante l’assenza di appoggi sindacali e il boicottaggio da parte di alcune sigle, la mobilitazione ha coinvolto oltre il 70% della categoria su base nazionale, secondo i dati ANSA. Questo ha portato alla sospensione di udienze e servizi in diversi tribunali, dimostrando l’importanza di questi 3.000 professionisti per il sistema giudiziario italiano.

I cancellieri esperti, pur consapevoli della crisi che affligge il settore della giustizia, con una cronica carenza di personale, hanno deciso di alzare la voce. “Offriamo un servizio vitale per la società e mettiamo passione nel nostro lavoro, ma la misura è colma”, affermano in una nota diffusa dal Comitato. Al centro della protesta, la richiesta del passaggio all’area terza, livello funzionale che rifletterebbe meglio le competenze e le mansioni specifiche della categoria.

Il Comitato critica la tendenza a livellare indistintamente i ruoli professionali all’interno del Ministero, con conseguente dequalificazione e demansionamento dei cancellieri esperti. “Non è accettabile che figure professionali così diverse vengano trattate come pedine intercambiabili per mere semplificazioni gestionali, ignorando le legittime aspirazioni lavorative”, denunciano. Tale atteggiamento, secondo il Comitato, non tiene conto della specificità delle funzioni giudiziarie rispetto ad altri ministeri, dove il rapporto numerico tra area 2 e area 3 è invertito rispetto a quello del Ministero della Giustizia.

Un ulteriore punto di contestazione riguarda la resistenza del Ministero nel riconoscere ai cancellieri esperti il passaggio all’area terza, nonostante già in passato i giudici del lavoro si fossero espressi a favore di questa soluzione, promuovendo la progressione a funzionario per molti dipendenti.

Le manifestazioni si sono svolte in numerose città italiane, tra cui Palermo, Cagliari, Messina, Milano, Torino, Bari e Catania. Anche a Roma, davanti alla Corte di Cassazione, centinaia di cancellieri hanno sfidato l’allerta meteo per gridare il loro sdegno e reclamare il giusto riconoscimento.

Il Comitato è chiaro: “Se non verrà riconosciuto il passaggio all’area terza, con priorità su qualsiasi altra progressione o stabilizzazione, incroceremo le braccia ancora”. Un messaggio forte e deciso, rivolto al Ministero della Giustizia.

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