Il Comitato dei cancellieri esperti del Ministero della Giustizia, di recente costituzione, ha organizzato uno sciopero nazionale che ha registrato un’adesione sorprendente. Nonostante l’assenza di appoggi sindacali e il boicottaggio da parte di alcune sigle, la mobilitazione ha coinvolto oltre il 70% della categoria su base nazionale, secondo i dati ANSA. Questo ha portato alla sospensione di udienze e servizi in diversi tribunali, dimostrando l’importanza di questi 3.000 professionisti per il sistema giudiziario italiano.
I cancellieri esperti, pur consapevoli della crisi che affligge il settore della giustizia, con una cronica carenza di personale, hanno deciso di alzare la voce. “Offriamo un servizio vitale per la società e mettiamo passione nel nostro lavoro, ma la misura è colma”, affermano in una nota diffusa dal Comitato. Al centro della protesta, la richiesta del passaggio all’area terza, livello funzionale che rifletterebbe meglio le competenze e le mansioni specifiche della categoria.
Il Comitato critica la tendenza a livellare indistintamente i ruoli professionali all’interno del Ministero, con conseguente dequalificazione e demansionamento dei cancellieri esperti. “Non è accettabile che figure professionali così diverse vengano trattate come pedine intercambiabili per mere semplificazioni gestionali, ignorando le legittime aspirazioni lavorative”, denunciano. Tale atteggiamento, secondo il Comitato, non tiene conto della specificità delle funzioni giudiziarie rispetto ad altri ministeri, dove il rapporto numerico tra area 2 e area 3 è invertito rispetto a quello del Ministero della Giustizia.
Un ulteriore punto di contestazione riguarda la resistenza del Ministero nel riconoscere ai cancellieri esperti il passaggio all’area terza, nonostante già in passato i giudici del lavoro si fossero espressi a favore di questa soluzione, promuovendo la progressione a funzionario per molti dipendenti.
Le manifestazioni si sono svolte in numerose città italiane, tra cui Palermo, Cagliari, Messina, Milano, Torino, Bari e Catania. Anche a Roma, davanti alla Corte di Cassazione, centinaia di cancellieri hanno sfidato l’allerta meteo per gridare il loro sdegno e reclamare il giusto riconoscimento.
Il Comitato è chiaro: “Se non verrà riconosciuto il passaggio all’area terza, con priorità su qualsiasi altra progressione o stabilizzazione, incroceremo le braccia ancora”. Un messaggio forte e deciso, rivolto al Ministero della Giustizia.
Articoli simili
Antiriciclaggio, svolta per i notai: nasce la banca dati nazionale delle operazioni sospette
Dal 23 luglio entra in vigore il decreto legislativo n. 122/2026: un nuovo organismo presso il Consiglio Nazionale del Notariato assisterà i professionisti nell'analisi delle…
Tribunali soppressi, l’Anm boccia il ritorno dei “tribunalini”
Secondo l’Associazione nazionale magistrati, la riapertura di alcuni piccoli tribunali rischia di compromettere i risultati ottenuti con la riforma della geografia giudiziaria del 2012. Al…
Cybersicurezza nazionale, cambio al vertice dell’Acn
Le dimissioni di Bruno Frattasi aprono una nuova fase per l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Alla guida arriva Andrea Quacivi, mentre resta aperto il confronto…

