Si è chiuso sabato 26 settembre a Rimini il XIX Congresso Straordinario dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, dedicato al rapporto tra professione forense, Costituzione e intelligenza artificiale. Tra le mozioni approvate nell’ultima giornata, una in particolare riguarda da vicino l’operatività quotidiana degli studi legali: quella sull’edilizia giudiziaria, presentata dal dipartimento Ordinamento ed Edilizia Giudiziaria di AIGA e coordinata dall’avvocato Giuseppe Mandarino.
Il documento parte da due episodi che hanno colpito l’opinione pubblica forense negli ultimi mesi: il crollo parziale di una porzione del Tribunale di Bolzano, avvenuto il 16 luglio scorso durante lavori di ristrutturazione, e un cedimento strutturale registrato in un palazzo di giustizia milanese il 10 settembre. Episodi che, secondo la mozione, non sono incidenti isolati ma il sintomo di una gestione del patrimonio immobiliare giudiziario affidata a interventi emergenziali anziché a una programmazione pluriennale, in un contesto di spazi insufficienti, carenze di sicurezza e barriere architettoniche diffuse in tribunali e procure di tutta Italia.
La mozione, approvata all’unanimità, individua otto linee di intervento: un piano nazionale quinquennale per l’edilizia giudiziaria; un fascicolo digitale per ciascun edificio con i dati strutturali e di sicurezza aggiornati; criteri oggettivi e uniformi per stabilire le priorità di intervento tra le sedi; programmi di manutenzione preventiva pluriennale anziché correttiva; finanziamenti stabili nel tempo, sul modello delle metodologie già sperimentate con il Pnrr; un rafforzamento del raccordo tra Ministero della Giustizia, enti locali e avvocatura; piani di continuità operativa per le sedi a rischio; un sistema di monitoraggio e rendicontazione pubblica periodica dello stato del patrimonio.
Il documento richiama anche la posizione già assunta dall’Associazione Nazionale Magistrati dopo il crollo di Bolzano, quando l’Anm aveva denunciato “sedi con gravi criticità” a fronte di un’assenza di risposte da parte del governo. La mozione è stata trasmessa alla Giunta e al presidente nazionale di AIGA con mandato di rappresentarla presso le sedi istituzionali e politiche competenti: per gli avvocati che ogni giorno frequentano tribunali e procure, spesso in condizioni logistiche precarie, la vicenda pone una questione di sicurezza sul lavoro che si somma, ma è concettualmente distinta, dal più ampio dibattito sull’efficienza della macchina giudiziaria.
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