L’UE cerca input sulla sua futura politica digitale esterna

La Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare contributi per raccogliere riscontri che aiuteranno a definire la politica digitale esterna dell’UE. I contributi confluiranno nella prossima comunicazione congiunta su una strategia digitale internazionale, in fase di elaborazione con l’Alta rappresentante/Vicepresidente Kaja Kallas.

La comunicazione congiunta, che dovrebbe essere pubblicata nelle prossime settimane, delineerà la strategia dell’UE per rafforzare il suo ruolo di attore digitale globale, promuovere i suoi interessi strategici nel settore della tecnologia e della trasformazione digitale e sostenere la trasformazione digitale dei paesi partner.

Ciò comprende azioni volte a promuovere la sovranità tecnologica e la democrazia dell’UE e a rafforzarne la sicurezza e la difesa. Ci si baserà sui recenti progressi nello sviluppo di una rete di partenariati e alleanze digitali con i paesi partner di tutto il mondo e sulla fondazione della diplomazia digitale dell’UE.

L’invito raccoglierà opinioni, fatti e prove per comprendere meglio le sfide sottostanti e le possibili soluzioni, nonché gli effetti previsti delle azioni proposte.

Una serie di portatori di interessi, tra cui le imprese tecnologiche, le associazioni di categoria, le autorità nazionali dell’UE e dei paesi terzi, la società civile, le ONG, il mondo accademico e i cittadini, possono condividere le loro opinioni entro il 21 maggio.


LEGGI ANCHE

Recupero ex carcere borbonico di santo Stefano: accordo tra Ministero e governo

Tra gli obiettivi del progetto, che prevede la creazione di un Museo e di una Scuola di alta formazione, anche quello di restituire alla memoria…

Guida in stato di ebbrezza con incidente: niente lavori socialmente utili

La Cassazione conferma: l’aggravante dell’incidente blocca la possibilità di convertire la pena

Procedimenti disciplinari, stop al “fai da te” per gli avvocati stabiliti: serve il cassazionista

Il Consiglio Nazionale Forense ribadisce: l’avvocato stabilito non può ricorrere al CNF senza l’intesa con un avvocato abilitato alle giurisdizioni superiori. Inammissibile il ricorso privo…

Abuso d’ufficio, Nordio: “Massima soddisfazione per il provvedimento della Consulta, abrogazione compatibile con obblighi internazionali”

Roma, 8 maggio 2025 – “Esprimo la massima soddisfazione per il contenuto del provvedimento della Corte Costituzionale, che ha confermato quanto sostenuto a più riprese in ordine alla compatibilità dell’abrogazione del reato di abuso di ufficio con gli obblighi internazionali.

Mi rammarica che parti della magistratura e delle opposizioni abbiano insinuato una volontà politica di opporsi agli obblighi derivanti dalla convenzione di Merida.

Auspico che nel futuro cessino queste strumentalizzazioni, che non giovano all’immagine del nostro Paese e tantomeno all’efficacia dell’Amministrazione della giustizia”.

Dichiarazione del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha ritenuto infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate sull’abrogazione del reato di abuso d’ufficio.


LEGGI ANCHE

Ulteriori informazioni sul deposito telematico e le udienze da remoto dopo il Decreto Ristori

Ulteriori informazioni sul deposito telematico e le udienze da remoto dopo il Decreto Ristori

Il Decreto Ristori D.L. n. 137/2020 contiene alcune misure volte a rafforzare la digitalizzazione della Giustizia. L’obiettivo è limitare i rischi di contagio fra gli…

Contributo unificato per il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo proposto con rito semplificato di cognizione

La circolare 27 marzo 2024 – Contributo unificato per il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo proposto con rito semplificato di cognizione – artt. 281-decies…

Avvocato domiciliatario: chi paga il compenso?

Avvocato domiciliatario: chi paga il compenso?

Immaginiamo un cliente che debba instaurare un giudizio presso un foro diverso da quello in cui opera il suo avvocato di fiducia. Il cliente potrebbe…

Milano, Confintesa FP diffida il COA: «Stop alla piattaforma segnalazioni»

Confintesa FP, tramite il Segretario Generale Claudia Ratti, ha formalizzato una contestazione e diffida indirizzata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano in merito al Regolamento approvato il 6 novembre 2024, che ha istituito una piattaforma telematica destinata alla raccolta di segnalazioni, anche anonime, sull’operato di magistrati, uffici giudiziari e personale amministrativo.

Pur riconoscendo l’intento dichiarato di migliorare il sistema giustiziario, Confintesa FP evidenzia pesanti criticità e profili di illegittimità, che configurano una grave lesione dei diritti e delle garanzie del personale amministrativo in servizio presso gli uffici giudiziari di Milano, nonché una violazione delle prerogative sindacali.

In particolare, l’organizzazione sindacale contesta:

  • L’inammissibile ingerenza nelle competenze organizzative e gestionali riservate alle pubbliche amministrazioni, attribuite per legge ai dirigenti ministeriali.

  • La violazione del diritto sindacale alla partecipazione e all’informazione preventiva, previsto dalla normativa sul pubblico impiego e dal CCNL Funzioni Centrali 2022–2024.

  • La non conformità del sistema alla normativa sulla protezione dei dati personali, con la gestione, da parte di un soggetto esterno, di dati giudiziari e personali dei dipendenti pubblici senza adeguata base giuridica.

  • L’assenza di garanzie procedurali per i dipendenti eventualmente segnalati, privati del diritto di essere informati e di esercitare la propria difesa.

Alla luce di queste gravi criticità, Confintesa FP ha diffidato formalmente il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano a sospendere immediatamente il Regolamento e a disattivare la piattaforma, sollecitando contestualmente la convocazione urgente di un tavolo sindacale con le sigle rappresentative del comparto.

In mancanza di un tempestivo e positivo riscontro, il sindacato ha dichiarato di riservarsi ogni azione presso le competenti sedi giudiziarie e amministrative a tutela dei diritti del personale.

Confintesa FP ribadisce l’urgenza di un confronto istituzionale responsabile e rispettoso dei ruoli e delle prerogative previste dall’ordinamento, affinché la gestione delle segnalazioni avvenga in modo trasparente e conforme alle norme, senza ledere i diritti dei lavoratori e le prerogative sindacali.


LEGGI ANCHE

Oltre la neutralità tecnologica: verso una regolamentazione necessaria della tecnica

L'evoluzione tecnologica, un tempo considerata neutra e motore di progresso, oggi richiede una riflessione critica e una regolamentazione giuridica attenta per bilanciare benefici e rischi…

Paragon, Nordio: “Nessuna persona intercettata da polizia penitenziaria”

CitizenLab svela un anno di sorveglianza su Casarini. Nordio nega coinvolgimenti della Polizia penitenziaria, ma l’opposizione incalza: "Vogliamo la verità"

Avvocati, illeciti verso i terzi: la Cassazione chiarisce che la violazione è permanente

Le Sezioni Unite civili stabiliscono che l’inadempimento dell’avvocato verso i terzi costituisce illecito disciplinare permanente, con effetti continui sulla reputazione professionale e la decorrenza della…

Doppia conforme: quando il ricorso in Cassazione non è ammesso

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla cosiddetta doppia conforme, riaffermando un orientamento consolidato: quando le sentenze di primo e secondo grado risultano identiche per motivazioni e ricostruzione dei fatti, il ricorso in Cassazione non è proponibile, salvo che non si dimostri una divergenza concreta tra le due decisioni.

A fissare il principio è l’ordinanza n. 5881/2025, depositata lo scorso 5 marzo. Il Collegio di Piazza Cavour ha evidenziato che, nel caso esaminato, la parte ricorrente non aveva indicato le eventuali differenze tra il giudizio di primo grado e quello d’appello. Una mancanza che rendeva inammissibile il ricorso di legittimità.

Il punto centrale della decisione riguarda la necessità, in presenza di sentenze conformi nei due gradi di merito, di specificare le eventuali difformità tra le motivazioni, pena l’inammissibilità del ricorso. Un principio che la recente riforma Cartabia, intervenuta con il decreto legislativo 149/2022, ha implicitamente confermato modificando l’articolo 360 del codice di procedura civile, pur eliminando il precedente filtro di inammissibilità previsto in appello dall’articolo 348-ter.

La Suprema Corte ha inoltre ribadito che, in caso di doppia conforme, resta escluso il motivo di ricorso previsto dall’articolo 360, primo comma, n. 5, relativo all’omesso esame di un fatto decisivo già discusso dalle parti, in quanto la valutazione probatoria rimane di esclusiva competenza dei giudici di merito.

Un principio ribadito anche dalla sezione tributaria della Cassazione con la recente pronuncia n. 5445/2025, che conferma l’impossibilità per il giudice di legittimità di sovrapporre una propria valutazione a quella uniforme già espressa nei precedenti gradi di giudizio.


LEGGI ANCHE

Giustizia, oggi question time alla Camera. Ma silenzio sul caso Paragon

Uso della custodia cautelare, sovraffollamento e suicidi nelle carceri, Polizia penitenziaria sono i temi oggetto delle interrogazioni alle quali risponderà oggi pomeriggio il guardasigilli alla…

legge ferragni

Legge Ferragni: cambiano le norme in materia di beneficenza

Giovedì 25 gennaio 2024 si terrà il prossimo Consiglio dei ministri, in cui si discuterà della nuova norma riguardante le attività commerciali a scopo benefico,…

immagine di mano su tablet

Referendum, pronta a breve la piattaforma digitale

Roma, 2 luglio 2024 – Presto pronta la piattaforma referendum, per la raccolta delle sottoscrizioni digitali dei cittadini delle proposte di legge di iniziativa popolare,…

Tribunali abruzzesi, Nordio riceve Marsilio e la delegazione territoriale

Si è concluso presso la sede del Ministero della Giustizia l’incontro del Ministro Nordio con il presidente  della regione Abruzzo Marco Marsilio e una delegazione territoriale composta da avvocati: il Presidente della provincia dell’Aquila Angelo Caruso, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Sulmona Luca Tirabassi, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Vasto Maria Sichetti, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Avezzano Roberto Di Pietro, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lanciano Antonio Codagnone, il Sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, il Commissario Prefettizio del Comune di Sulmona Ernesta D’Alessio, il Vice Sindaco di Vasto Licia Fioravanti e il Sindaco di Lanciano Filippo Paolini. Il ministro ha assicurato l’impegno politico a breve di una proposta di legge governativa per la stabilizzazione dei quattro tribunali subprovinciali abruzzesi e nelle more per consentire una lineare programmazione delle udienze oltre il 1 gennaio 2026 comunque una loro  proroga almeno sino al 1 gennaio 2027.


LEGGI ANCHE

Riforma Cartabia, reati a querela: sì della Cassazione all’interlocuzione delle Procure

La Cassazione ritorna sugli effetti causati dalla Riforma Cartabia per quanto riguarda i procedimenti per i reati con procedibilità a querela. Con la sentenza 22641…

cubi di legno con frecce e simbolo percentuale

La BCE taglia i tassi di interesse dello 0,25%: saggio sui depositi al 3,50%

La decisione è stata presa durante la riunione del Direttivo a Francoforte, sotto la guida della presidente Christine Lagarde. Confermate le stime sull’inflazione per i…

tavola rotonda con consiglio ministri

Consiglio dei Ministri: oggi dl codice crisi impresa e insolvenza

Roma, 10 giugno 2024 – Il Consiglio dei Ministri si riunirà oggi, lunedì 10 giugno, alle ore 13.30 a Palazzo Chigi, per la 85esima seduta.…

Inps: Unaep, la Cassazione dà ragione agli avvocati su trattenute Irap

La Corte di Cassazione ha depositato lo scorso 21 aprile le pronunce da tempo attese sulla vicenda che vedeva l’Inps contrapposta ai propri avvocati dipendenti per il rimborso dell’Irap trattenuta dall’Istituto dal monte onorari.  

La vicenda era iniziata nel 2015 quando l’Inps aveva operato dei recuperi di indebito direttamente nei confronti degli avvocati dell’ex Inpdap sul rilievo che l’Ente soppresso, a differenza dell’Inps, non avesse effettuato i necessari accantonamenti per il versamento dell’imposta, come richiesto negli atti di indirizzo della Corte dei conti a tutela del principio di copertura finanziaria. In quell’occasione venne reso palese il fatto che l’Inps aveva trattenuto e tuttora trattiene, dal monte onorari corrisposti ai propri legali, non solo gli oneri riflessi (come previsto dall’art.1, comma 208, della legge 23 dicembre 2005, n. 266) ma anche l’Irap da versare all’erario, effettuando così la traslazione indirette dell’imposta dovuta dal datore di lavoro ai propri dipendenti. 

Nacque un contenzioso che vide soccombente l’Istituto in primo grado, ed anche in alcune Corti d’appello, tranne la Corte d’appello di Roma, che in tre pronunce, avvallò la tesi dell’Istituto. Oggi la Corte di Cassazione, con le sentenze nn 10404, 10861, 10862 e del 2025, respinge le difese dell’Istituto, accogliendo i motivi di gravame dei lavoratori e formulando, sul punto diversi principi di diritto cui dovranno attenersi i giudici di merito nei futuri giudizi, tra cui si segnala il seguente, nel rimandare alla lettura integrale delle sentenze per gli altri: “Gli importi dovuti, ai sensi dell’art. 30 del d.P.R. n. 411 del 1976, dell’art. 6, comma 1, del Contratto collettivo integrativo dell’8 gennaio 2003 relativo al personale dell’area dei professionisti e dell’area medica del comparto degli enti pubblici non economici in attuazione dell’art. 33 del CCNL stipulato il 16 febbraio 1999, dell’art. 1, comma 208, della legge n. 266 del 2005 e dell’art. 9 del d.l. n. 90 del 2014, conv., con modif., dalla legge n. 114 del 2014, all’avvocatura interna dell’INPS hanno natura retributiva e spettano al netto dell’IRAP, che resta a carico della pubblica amministrazione datrice di lavoro, la quale non può fare gravare tale imposta sui suoi dipendenti né in via diretta né indiretta, riducendo a monte e in proporzione all’ammontare della menzionata IRAP le risorse che, in base alla legge, alla contrattazione collettiva o al regolamento dell’ente, sono specificamente destinate ai detti dipendenti a titolo di compensi professionali”; 

Tali decisioni, oltre a restituire giustizia ai nostri Colleghi che si sono visti ingiustamente decurtare le loro retribuzioni, costituiscono una innegabile censura al comportamento dell’Istituto che, sotto il pretesto della copertura contabile, ha indebitamente traslato l’imposta a proprio carico, sui propri dipendenti. Riteniamo che l’Istituto non possa non tenere conto di queste importanti pronunce e dei principi generali che esse hanno espresso sulle retribuzioni dei professionisti legali, è debba urgentemente correre ai ripari per evitare il protrarsi di una situazione di illegittimità che ha prodotto e continua a produrre notevoli danni economici a tutti gli Avvocati dell’Ente che si spendono quotidianamente con sacrificio e spirito di servizio per l’Istituto“, commenta Il segretario nazionale Unaep INPS, Massimo Cassarino.


LEGGI ANCHE

Se la nota spese è inattendibile, i compensi vanno liquidati lo stesso

Se la nota spese è inattendibile, i compensi vanno liquidati lo stesso

Il giudice che riceve la nota spese da parte di un avvocato per la liquidazione dell’attività svolta non può decidere di tagliare alcune voci, se…

PEC “a doppio uso”: l’indirizzo comunicato all’Ordine diventa anche domicilio personale

Un cambiamento normativo amplia il valore della posta certificata: la PEC dei professionisti, oltre a essere strumento di lavoro, diventa anche recapito ufficiale per notifiche…

Colpa medica, l’infermiere deve monitorare anche i pazienti in codice verde

La Cassazione: non basta rilevare i parametri vitali, il personale di triage deve osservare l’evoluzione dei sintomi e sollecitare l’intervento medico in caso di peggioramento

Addio a Nino Marazzita, decano del foro e volto noto della tv

Il mondo della giustizia e della comunicazione piange la scomparsa di Nino Marazzita, avvocato, giornalista e scrittore, spentosi all’età di 87 anni. Nato a Palmi, in Calabria, il 2 aprile 1938, aveva costruito una carriera lunga e brillante, costellata di casi celebri e interventi televisivi che lo avevano reso un volto familiare al grande pubblico.

A darne notizia è stato il figlio Giuseppe con un messaggio carico di affetto pubblicato sui social: “Oggi mio padre ha affrontato l’ultima battaglia con la tenacia di sempre. Lascia dietro di sé un vuoto immenso e il ricordo della sua intelligenza, della sua ironia e della sua profonda umanità”.

Avvocato dal 1965, Marazzita si era distinto per aver seguito processi di forte impatto mediatico: fu tra i legali nel processo d’appello a Pietro Pacciani, difese la famiglia di Milena Bianchi, assassinata in Tunisia, e rappresentò la parte civile nel procedimento per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini. Aveva inoltre assistito Eleonora Moro durante il dibattimento sull’assassinio di Aldo Moro e seguito il caso del massacro del Circeo.

Parallelamente all’attività forense, Marazzita aveva coltivato la passione per il giornalismo e la divulgazione. Fu direttore della rivista giuridica L’Eloquenza, condusse storici programmi radiofonici su Rai Radio 1 e partecipò a numerosi talk e rubriche di approfondimento, tra cui Forum e Lo Sportello di Forum. Non mancarono collaborazioni con testate di criminologia e trasmissioni televisive dedicate al diritto.

Autore di numerosi interventi e pubblicazioni, firmò insieme a Matilde Amorosi il libro L’avvocato dei diavoli, in cui ripercorse quarant’anni di casi emblematici della cronaca italiana.


LEGGI ANCHE

Cassazione: è violenza sessuale anche con dissenso implicito e senza resistenza attiva

Nel caso in esame, la donna aveva dichiarato di aver subito atti sessuali non consenzienti “per paura che il marito potesse ucciderla”, in un contesto…

Pratica forense all’INPS: aperte le domande fino al 31 luglio 2025

I laureati in Giurisprudenza possono candidarsi per svolgere il tirocinio legale presso l’Avvocatura centrale e gli uffici legali territoriali dell’Istituto. Accesso tramite SPID, CIE o…

errori giudiziari

Esiste un metodo scientifico per evitare gli errori giudiziari?

Gli errori giudiziari rappresentano però una macchia sull’immagine della Giustizia, nonché un costo: dal 1992 al 2017 lo Stato ha versato circa 656 milioni di euro in…

Euro digitale, svolta vicina: nuova spinta politica e dubbi sulla privacy

Il progetto dell’euro digitale torna sotto i riflettori. A distanza di quasi due anni dalla proposta iniziale della Commissione Europea, i capi di Stato e di governo dell’area euro hanno deciso di imprimere un’accelerazione al percorso legislativo che dovrebbe portare alla nascita di una valuta digitale emessa direttamente dalla Banca Centrale Europea, da affiancare a banconote e monete. Una mossa destinata a rafforzare l’autonomia strategica del sistema dei pagamenti europeo, ma che non manca di sollevare interrogativi e perplessità.

Al momento nel mondo sono tre le valute digitali di banca centrale (CBDC) già operative al pubblico: il Sand Dollar alle Bahamas, il JAM-DEX in Giamaica e l’eNaira in Nigeria. E mentre la Cina è ormai a uno stadio avanzato di sperimentazione con il suo yuan digitale, l’Europa sembra ora decisa a colmare il ritardo.

Stando alle linee guida diffuse dalla Banca d’Italia, l’euro digitale sarebbe un mezzo di pagamento elettronico a corso legale, utilizzabile ovunque nell’area euro, sia online che di persona, e garantito dalla BCE. Non intende però sostituire contanti o strumenti di pagamento tradizionali, ma affiancarsi a essi offrendo un’alternativa pubblica e sicura, slegata dal controllo delle piattaforme private.

Il progetto prevede un ruolo centrale per le banche e i prestatori di servizi di pagamento, incaricati di distribuire e gestire l’euro digitale, mantenendo così in parte il modello attuale. Per i consumatori privati, l’apertura e la gestione dei conti digitali non dovrebbero comportare costi, mentre per commercianti e professionisti si ipotizzano commissioni proporzionate e limitate.

Uno degli aspetti più delicati riguarda la tutela della privacy. Se da un lato il regolamento in discussione garantisce un elevato livello di riservatezza, soprattutto per i pagamenti offline — che potrebbero avvenire senza che banche o BCE accedano ai dati delle transazioni —, dall’altro le operazioni online rimarrebbero soggette ai controlli previsti per contrastare frodi, riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Un equilibrio non facile, che suscita timori tra cittadini e consumatori circa una possibile eccessiva tracciabilità.

Il dibattito politico si è riacceso dopo il vertice dei leader europei del 20 marzo scorso, che ha definito il completamento del progetto euro digitale “prioritario per la sicurezza economica dell’Unione”. Un segnale chiaro, confermato anche dalla BCE, che il 17 aprile ha per la prima volta citato ufficialmente la moneta digitale tra gli obiettivi di politica monetaria.

Ora la palla passa al Parlamento Europeo e alla Commissione Economica e Monetaria, dove il relatore incaricato ha già avviato i colloqui con banche, imprese e associazioni di consumatori. Se il 2025 sarà davvero l’anno della svolta per l’euro digitale, dipenderà dalla capacità delle istituzioni di costruire un impianto normativo equilibrato, capace di proteggere i diritti dei cittadini senza rinunciare alle opportunità di innovazione.


LEGGI ANCHE

Nuove modifiche al codice della strada

Nuove modifiche al codice della strada

Parcheggi riservati: donne in gravidanza, bimbi piccoli, disabili, bus scolastici e auto elettriche Approvato ieri (2 settembre 2021) dal Governo il decreto infrastrutture recante alcune…

Covid, svolta dalla Cassazione: riapertura possibile per i processi sull’epidemia colposa

Una sentenza delle Sezioni Unite riconosce la configurabilità del reato anche in forma omissiva. Le famiglie delle vittime esultano: "Ora si apre una nuova fase…

diffamazione pec

Inviare un messaggio diffamatorio a più PEC: no all’aggravante della diffusione su internet

Inviare una PEC, anche a più di un destinatario, non costituisce l’aggravante dal terzo comma dell’art. 595 c.p., che punisce la diffamazione. La norma prevedeva…

Segnalazioni online negli uffici giudiziari, scoppia la protesta a Milano

Un sistema di segnalazioni telematiche che rischia di trasformarsi in una sorveglianza unilaterale e senza contraddittorio. È questa la denuncia che arriva dagli uffici giudiziari di Milano, dove il personale amministrativo ha proclamato lo stato di agitazione contro la piattaforma sperimentale avviata dall’Ordine degli avvocati cittadino. La UilPa, il sindacato che rappresenta buona parte dei dipendenti della giustizia, ha chiesto la sospensione immediata del progetto e un confronto pubblico con tutte le categorie coinvolte.

Il sistema, presentato come uno strumento per segnalare disfunzioni e comportamenti virtuosi di magistrati e personale amministrativo, prevede che le segnalazioni considerate fondate possano essere trasmesse alle autorità competenti. Una dinamica che ha già sollevato le perplessità dell’Associazione nazionale magistrati per il rischio di indebite pressioni su giudici e pubblici ministeri e che ora scatena la reazione degli amministrativi.

«Siamo rimasti sconcertati — spiega Giovanni Giannetto, responsabile UilPa all’ufficio del Giudice di pace di Milano —. Lavoriamo con organici dimezzati e ora dovremmo anche sottostare a un sistema che, senza coinvolgere i sindacati, rischia di schedare il personale». Il sindacato ha scritto al presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano chiedendo di sospendere l’iniziativa e aprire un tavolo di confronto.

Non meno critica la posizione di Confintesa FP, che solleva dubbi sulla legittimità di una piattaforma del genere senza un adeguato quadro normativo. Il nodo principale riguarda la gestione dei dati personali e il rispetto delle tutele previste dal GDPR e dal Codice Privacy italiano. Un archivio informatico di questo tipo, contenente informazioni potenzialmente sensibili sul personale, potrebbe trasformarsi in una lista nera mascherata, con effetti gravi sulla serenità lavorativa e la reputazione degli interessati.

Anche se la Legge professionale forense attribuisce agli Ordini il compito di vigilare sul rispetto delle norme negli uffici giudiziari, questo potere è limitato alla segnalazione di irregolarità agli organi competenti e non contempla la creazione di archivi telematici permanenti. «È evidente il rischio — osserva Confintesa FP — che una banca dati di questo genere possa eccedere rispetto alle finalità istituzionali e necessiti di una regolamentazione chiara e condivisa, anche con le rappresentanze dei lavoratori».

Il dibattito è aperto e la richiesta dei sindacati è chiara: sospendere la piattaforma e avviare un confronto trasparente nell’interesse di tutte le componenti del sistema giustizia.


LEGGI ANCHE

Avvocato, pensi troppo?

La tua mente si concentra sul futuro e sul passato, mai sul presente? Hai la tendenza a rimuginare sulle cose? Vediamo insieme come smettere di…

Equo compenso, i professionisti tornano a chiedere tutele: compensi dignitosi e previdenza a rischio

Nonostante la legge del 2023, molte categorie restano escluse da una reale applicazione delle regole sull’equo compenso. Le associazioni rilanciano la richiesta di criteri chiari…

ministro salvini

Caso Open Arms: la requisitoria della Procura di Palermo contro Matteo Salvini

La memoria si concentra sugli aspetti chiave del reato di sequestro di persona, sulla mancata indicazione del porto sicuro, e sul reato di rifiuto di…

Ufficio per il processo, oltre 11.700 addetti in servizio: il piano per le stabilizzazioni

Sono 11.780 gli addetti in servizio presso gli uffici giudiziari italiani nell’ambito dell’Ufficio per il processo, secondo i dati aggiornati al 31 gennaio 2025. Un contingente numeroso, destinato a essere mantenuto grazie alle prossime assunzioni previste attraverso lo scorrimento della graduatoria nazionale del concorso per 3.946 posti.

A fare il punto sulla situazione è stato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, intervenuto ieri alla Camera in risposta a un’interrogazione parlamentare. Nel corso del suo intervento, Ostellari ha ricordato che, in seguito alla revisione del Pnrr, è stato stabilito che il personale già in servizio al dicembre 2023 possa rimanere fino a giugno 2026, riducendo però il numero complessivo di contratti a tempo determinato da 19.719 a 10.000.

Nonostante il taglio programmato, i numeri attuali restano ben oltre la soglia richiesta dall’Unione europea per il raggiungimento degli obiettivi concordati. Sul tema delle stabilizzazioni post-2026, il sottosegretario ha spiegato che il dicastero di via Arenula è impegnato nel trovare una soluzione normativa e organizzativa, dal momento che la figura di addetto all’Ufficio per il processo non è ancora formalmente inclusa nella pianta organica ministeriale.

Il decreto legge 19/2024 prevede la possibilità di stabilizzazione a determinate condizioni, tramite una selezione comparativa su base territoriale e centrale, nel rispetto delle disponibilità assunzionali e dei posti in organico. Inoltre, il ministero punta a rendere operativa questa figura grazie agli aumenti di dotazione finanziaria già riconosciuti e ai lavori in corso per l’approvazione del nuovo contratto integrativo del personale della Giustizia.

In chiusura, Ostellari ha ricordato che il piano di bilancio prevede il mantenimento strutturale di 6.000 unità, mentre le ultime manovre economiche e il decreto Pa — che ha ottenuto ieri la fiducia al Senato — hanno già autorizzato la stabilizzazione di 3.000 addetti.


LEGGI ANCHE

primo piano microfono

Pa: il 20 settembre a Bologna convegno avvocati Unaep su legge Severino

In Italia ai costi della corruzione vanno aggiunti quelli legati alla burocrazia che, stando ad una recente stima dell’Istituto Ambrosetti, per le imprese ammontano a…

phishing via mail pec

Attenzione al phishing via mail PEC

A quanto pare, nemmeno la posta elettronica certificata è immune ai fenomeni dello spam, dei virus informatici e delle truffe, e i casi di phishing…

gen z job

Per i ventenni di oggi è meglio essere disoccupati che infelici

I ventenni della generazione Z (1997-2012) mettono la ricerca del benessere davanti al lavoro. Sono sempre più richiesti dal mercato, ma sempre meno disposti a…

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto