Processo Civile Telematico, nuove specifiche tecniche: l’impatto e i vantaggi per gli avvocati

Il Ministero della Giustizia ha emanato nuove specifiche tecniche per il Processo Civile Telematico (PCT), entrate ufficialmente in vigore il 30 settembre 2024. Queste modifiche, previste dall’articolo 34, comma 1, del DM 44/2011, porteranno importanti cambiamenti nel sistema di deposito telematico degli atti, nelle notifiche via PEC e nelle attestazioni di conformità. L’obiettivo è semplificare e rendere più efficiente la gestione del processo telematico per avvocati, giudici e cancellerie.

Le principali novità del processo civile telematico

Tra le modifiche introdotte, spiccano le seguenti innovazioni:

  • Formati di file estesi: Ora è possibile allegare ai depositi telematici una gamma più ampia di formati, tra cui PDF, RTF, JPEG, TIFF, MPEG4, MP3, XML e HTML. Questa novità aumenta la flessibilità nella gestione dei documenti e consente agli utenti di lavorare con diversi tipi di file.
  • Aumento della dimensione della busta telematica: La dimensione massima della busta telematica è stata raddoppiata, passando da 30 MB a 60 MB. Questo cambiamento riduce la necessità di frazionare i depositi, semplificando il processo per chi deve caricare grandi quantità di documenti.
  • Accettazione automatica dei depositi telematici: La nuova procedura automatizzata di accettazione dei depositi effettuerà controlli preliminari, classificando eventuali anomalie in tre categorie: WARN (avvisi), ERROR (errori) e FATAL (errori bloccanti). Solo le anomalie più gravi richiederanno l’intervento della cancelleria, mentre gli altri depositi saranno accettati automaticamente.
  • Notifiche telematiche via UNEP: Gli avvocati potranno inoltrare richieste di notifica tramite PEC all’UNEP (Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti). Il sistema, recuperando l’indirizzo PEC del destinatario dai registri ufficiali, renderà il processo più rapido ed efficiente.
  • Deposito della prova di notifica via PEC: Per dimostrare l’effettiva trasmissione telematica dell’atto, gli avvocati dovranno depositare la copia dell’atto notificato, insieme alle ricevute di accettazione e di avvenuta consegna.
  • Attestazione di conformità separata: L’attestazione di conformità dovrà essere fornita in un documento PDF separato, firmato digitalmente, e allegata alla busta telematica o alla PEC di notifica, in base al contesto specifico.

Impatti sulle attività degli avvocati

Con l’introduzione di queste nuove specifiche tecniche, le procedure di deposito telematico si evolvono ulteriormente, con vantaggi significativi per gli avvocati. Tra i principali benefici:

  • Possibilità di depositare buste telematiche fino a 60 MB;
  • Capacità di allegare file multimediali, inclusi audio e video;
  • Accettazione automatica dei depositi senza necessità di intervento della cancelleria;
  • Perfezionamento del deposito grazie alla ricevuta di accettazione, che attesta l’avvenuto deposito se approvato automaticamente.

Le nuove specifiche tecniche del PCT rappresentano un ulteriore passo avanti verso la completa digitalizzazione della giustizia italiana, con l’obiettivo di rendere i procedimenti civili sempre più rapidi e accessibili per tutte le parti coinvolte.


LEGGI ANCHE

Molestie sessuali sul lavoro, la Cassazione: sono discriminazione di genere

Per i giudici supremi, le condotte a sfondo sessuale violano la dignità personale e professionale, obbligando il datore di lavoro a intervenire con misure adeguate,…

sciopero magistratura anm

Sciopero in vista in magistratura: l’Anm contro il concorso straordinario

L’Associazione nazionale magistrati (Anm) è sul piede di guerra contro il concorso straordinario in magistratura previsto dal decreto Pnrr del governo Meloni. La misura, che…

italia cybersecurity

Cybersecurity: l’Italia è debole su tecnologie e software

Aziende ed istituzioni italiane hanno imparato che devono assolutamente prendere precauzioni contro i cybercriminali così come da alcuni governi. Si pensi alle violazioni per scopi di…

Aggressioni in ospedale, arresto in “quasi flagranza”. Nordio: “Effetto deterrente”

Il governo ha approvato un nuovo decreto legge volto a contrastare le crescenti aggressioni contro medici e infermieri all’interno delle strutture sanitarie, introducendo l’arresto in “quasi flagranza” per chi si rende protagonista di violenze. Durante la conferenza stampa post-Consiglio dei ministri nei giorni scorsi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha difeso il provvedimento, affermando che avrà un “forte effetto deterrente” contro questi episodi.

Un fenomeno in crescita

Le immagini di aggressioni nei pronto soccorso, come quelle avvenute a Foggia, hanno scioccato l’opinione pubblica, rendendo evidente la necessità di un intervento legislativo. Nonostante alcune perplessità iniziali sull’utilità di nuove leggi, considerando che i reati esistenti già prevedevano sanzioni severe, Nordio ha chiarito che il decreto introduce una misura essenziale per rafforzare la risposta immediata dello Stato.

Il decreto prevede un’estensione dell’arresto in flagranza fino a 48 ore dall’aggressione, un “arresto differito” che consentirà di intervenire non appena identificati i responsabili, anche se non catturati sul posto.

Maggiore severità per chi colpisce il personale sanitario

Il provvedimento aumenta le pene per il danneggiamento aggravato delle strutture sanitarie, con una pena massima fino a 5 anni, e prevede l’arresto obbligatorio per chiunque commetta violenze o minacce nei confronti del personale sanitario. Come ha sottolineato Nordio, la particolare vulnerabilità di medici e infermieri, impegnati nel proteggere la salute dei cittadini, rende queste aggressioni ancora più intollerabili.


LEGGI ANCHE

Rallentamenti nei sistemi telematici: impatti e aggiornamenti per il deposito telematico

Servicematica continua a monitorare attentamente la situazione. “Rimaniamo a disposizione -spiegano i tecnici SM- per ogni ulteriore chiarimento e per fornire supporto tecnico qualora fosse…

Riforma dell’equo compenso, ecco le novità

Riforma dell’equo compenso, ecco le novità

È in fase di valutazione la riforma dell’equo compenso per i professionisti iscritti agli ordini (medici esclusi). La proposta di riforma nasce dalla valutazione del…

Avvocati penalisti contro Delmastro: “Nordio gli revochi la delega alle carceri”

L’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) chiede al ministro della Giustizia Carlo Nordio di ritirare la delega alle Carceri al sottosegretario Andrea Delmastro, dopo le…

Patrocinio a Spese dello Stato, avvocati: compensazione crediti fino al 31 ottobre

Gli avvocati hanno tempo fino al 31 ottobre per approfittare della seconda finestra temporale per la compensazione dei crediti legati al patrocinio a spese dello Stato con i contributi fiscali e previdenziali, inclusi quelli dovuti a Cassa Forense. Questo strumento permette ai legali di saldare le spese e gli onorari maturati in favore dello Stato mediante la compensazione con debiti previdenziali o fiscali, una misura che ha fornito sollievo economico a molti professionisti del settore.

Una misura rafforzata nel tempo

Introdotta nel 2016 grazie al Consiglio Nazionale Forense e all’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando, la possibilità di compensare i crediti è stata ulteriormente potenziata nel 2022 dall’attuale guardasigilli Carlo Nordio, che ha innalzato il tetto massimo di compensazione da 10 a 40 milioni di euro. La Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197 del 2022) ha poi ampliato ulteriormente la portata della misura, permettendo agli avvocati di compensare i crediti non solo con i debiti fiscali o previdenziali per i dipendenti di studio, ma anche con i propri contributi previdenziali verso Cassa Forense.

Questa estensione è particolarmente utile per quei professionisti che non hanno dipendenti, ma che sono comunque tenuti a versare i propri contributi previdenziali. Una misura sostenuta con forza dalla Cassa Forense e dal Consiglio Nazionale Forense (CNF).

Come funziona la compensazione

La procedura di compensazione deve essere eseguita tramite il servizio F24Web, disponibile sui portali Entratel o Fisconline, utilizzando il codice tributo “6868” specifico per il gratuito patrocinio. In molti casi, il modello F24 viene precompilato dalla Cassa Forense, ma gli avvocati possono compilarlo manualmente, soprattutto se hanno già effettuato alcuni pagamenti tramite PagoPA e desiderano compensare l’ultima rata.

Scadenze e attenzione ai tempi

Per usufruire della compensazione, è necessario registrarsi sulla piattaforma dei crediti commerciali gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) durante le finestre temporali 1° marzo-30 aprile e 1° settembre-31 ottobre. Gli avvocati devono fare attenzione a non inserire le fatture all’ultimo momento, poiché il processo di sincronizzazione può richiedere fino a 48 ore.


LEGGI ANCHE

Decreto Semplificazioni: le novità più rilevanti per i professionisti

Decreto Semplificazioni: le novità più rilevanti per i professionisti

Nel Decreto Semplificazioni (D.L. 76/2020) sono contenute diverse novità che toccano da vicino la vita quotidiana di molti professionisti. Tra le tante, 4 sono particolarmente…

Lo scontro tra Nordio e le toghe paralizza il CSM: il Colle osserva, Pinelli media

Le tensioni tra il ministro della Giustizia e la magistratura approdano al Consiglio Superiore, dove lo stallo blocca i lavori e mette in crisi l’organo…

Obiettivo «zero morti sul lavoro» con intelligenza artificiale e badge digitale

L’uso dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio digitale potrebbe segnare una svolta epocale nella prevenzione degli incidenti sul lavoro, ma servirà l’impegno di tutti gli attori…

Sparo di Capodanno, c’è il risarcimento: Pozzolo evita il processo

Niente processo per Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d’Italia, coinvolto nel caso dello sparo di Capodanno avvenuto alla Pro Loco di Rosazza, nel Biellese. Il parlamentare, inizialmente accusato di lesioni a seguito dell’incidente che ha ferito l’elettricista Luca Campana, ha raggiunto un accordo di risarcimento, evitando così l’udienza preliminare prevista per l’8 ottobre.

Secondo quanto confermato dall’avvocato di Campana, Marco Romanello, l’accordo ha soddisfatto pienamente il suo assistito, che ha deciso di ritirare la querela. Tuttavia, i dettagli economici dell’intesa rimangono riservati, in quanto le parti hanno concordato una clausola di riservatezza. Con il ritiro della querela, il dibattito in aula sulla dinamica dello sparo, avvenuto nella notte del 31 dicembre 2023, non avrà luogo.

Le dichiarazioni contraddittorie e le accuse di calunnia

Fin dall’inizio, Pozzolo ha negato di essere stato l’autore dello sparo che ha ferito Campana, nonostante le perizie tecniche. Durante l’interrogatorio in procura, il deputato ha puntato il dito contro Pablito Morello, caposcorta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, anch’egli presente alla festa. Secondo Pozzolo, sarebbe stato Morello a esplodere il colpo, ma quest’ultimo ha prontamente respinto l’accusa, annunciando una denuncia per calunnia contro il parlamentare.

I reati minori ancora contestati

Nonostante l’accordo per il risarcimento abbia fatto cadere l’accusa principale di lesioni, per Pozzolo rimangono ancora in piedi alcune contestazioni minori. Tra queste, il porto in luogo pubblico di un’arma classificata da collezione, l’uso di munizioni da guerra e le esplosioni pericolose. La difesa di Pozzolo, affidata all’avvocato Andrea Corsaro, ex sindaco di Vercelli, continua a sostenere l’innocenza del parlamentare su tutti i fronti.

La vicenda ha avuto un forte impatto mediatico, coinvolgendo figure di spicco della politica locale e nazionale, tra cui Andrea Delmastro e sua sorella Francesca, sindaca di Rosazza.


LEGGI ANCHE

L’Intelligenza Artificiale ha un problema con le donne?

Lensa si è rivelata un gran successo globale: più di 4 milioni di persone in tutto il mondo hanno scaricato l’app soltanto nei primi cinque…

Italia che invecchia: la forza lavoro supera i 42 anni e mette in crisi competitività e innovazione

Il progressivo invecchiamento dei lavoratori italiani diventa un vincolo strutturale per le imprese, soprattutto le piccole: meno giovani, più over 50 e un capitale di…

Carceri, altri 15 milioni di euro per lavoro detenuti, psicologi e mediatori culturali

9 milioni di euro per incrementare le opportunità di lavoro professionalizzanti, 5,5 milioni di euro per aumentare gli interventi degli esperti psicologi negli istituti penitenziari e 800 mila euro per…

Bilancio, certificati bianchi per ridurre incidenza Ecobonus e Superbonus

Il Piano strutturale di bilancio di medio termine del governo introduce una svolta significativa per il settore edilizio: i certificati bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sostituiranno progressivamente le tradizionali detrazioni fiscali, come l’Ecobonus e il Superbonus. Questa misura è volta a ridurre l’impatto di tali bonus sul bilancio dello Stato e a favorire il processo di decarbonizzazione e l’adeguamento degli edifici alla direttiva Case Green dell’Unione Europea, che mira a migliorare la prestazione energetica degli edifici.

La svolta verso i certificati bianchi

I certificati bianchi, attivi in Italia dal 2005, sono il principale strumento per promuovere l’efficienza energetica. Si tratta di titoli negoziabili che attestano il conseguimento di risparmi energetici attraverso interventi di miglioramento dell’efficienza. Un singolo certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP). Questi titoli, emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), possono essere scambiati sul mercato e rappresentano un incentivo economico per chi investe in progetti di efficientamento energetico.

L’obiettivo: ridurre il debito e favorire la transizione energetica

Secondo le stime del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), l’eliminazione graduale dei bonus edilizi avrà un impatto positivo sui conti pubblici. Senza questi incentivi, infatti, il rapporto debito/PIL sarebbe stato del 132,8% nel 2024 e del 131,5% nel 2026, contribuendo a migliorare la sostenibilità finanziaria dello Stato. Al contempo, i certificati bianchi permetteranno di sostenere il necessario adeguamento degli edifici alle normative europee senza gravare pesantemente sul bilancio pubblico.


LEGGI ANCHE

Addio ad Antonio Rossomando, custode dei valori forensi

Si è spento nei giorni scorsi Antonio Rossomando, la cui vita è stata un tributo alla professione legale e ai suoi valori più sacri. Un…

Autovelox approvato ma non omologato

Autovelox approvato ma non omologato: annullata una multa

Giovedì 18 aprile 2023, con una sentenza della Corte di Cassazione è stata annullata una multa per eccesso di velocità che riguardava un avvocato di…

Il figlio può scegliere il genitore con cui convivere

Affidamento di minori, disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento (disegno di legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Maria Eugenia Roccella e del Ministro della giustizia…

Dl Omnibus: le novità dal concordato fiscale alla lotta alla pirateria TV

Il governo ha posto la fiducia sul testo del decreto Omnibus approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Ora tocca al Senato esprimersi, prima di passare alla Camera per la conversione in legge, che dovrà avvenire entro l’8 ottobre. Questo provvedimento racchiude una serie di importanti misure su diversi fronti: dal concordato fiscale alla lotta alla pirateria, fino ai bonus per Natale e psicologo. Scopriamo i punti chiave del decreto.

Concordato fiscale: un’opportunità per autonomi e partite IVA

Una delle novità più attese riguarda il concordato fiscale biennale, pensato per una platea di 4,5 milioni di autonomi e partite IVA. Questo strumento consente di sanare le somme evase nel periodo 2018-2022 con aliquote ridotte che vanno dal 3 al 15%. L’adesione dovrà avvenire entro il 31 ottobre 2024. Una misura pensata per semplificare la regolarizzazione fiscale e che non prevede interessi né sanzioni, con l’imposta sostitutiva variabile in base all’affidabilità fiscale del contribuente. L’impatto complessivo di questa sanatoria è stimato in 986 milioni di euro tra il 2025 e il 2029.

Lotta alla pirateria: stretta sui contenuti abusivi

Il decreto prevede una forte stretta contro la pirateria audiovisiva, introducendo misure che obbligano i fornitori di servizi VPN e DNS a bloccare l’accesso ai contenuti diffusi illegalmente. Inoltre, i fornitori di servizi di rete devono segnalare alle autorità eventuali casi di frode, rischiando sanzioni penali e pecuniarie in caso di inadempienza.

Fondi Pnrr: tempi più veloci per l’erogazione

Per accelerare i lavori finanziati dal Pnrr, un emendamento impone che le amministrazioni centrali eroghino i fondi entro 30 giorni dalla presentazione delle richieste. Questo mira a velocizzare i cantieri e a garantire una maggiore efficienza nella realizzazione delle opere pubbliche.

Bonus psicologo e supporto per allevatori

Nel decreto trovano spazio anche misure di supporto economico per la salute mentale e l’agricoltura. Il bonus psicologo viene rifinanziato con 2 milioni di euro aggiuntivi per il 2024, mentre 10 milioni sono destinati agli allevatori suinicoli colpiti dalla peste suina africana. Inoltre, 13 milioni saranno impiegati nel 2025 per contenere i cinghiali selvatici.


LEGGI ANCHE

Bonus 200: si può richiedere anche senza Partita Iva

Il Bonus 200 è un’indennità una tantum contenuta nel Decreto Aiuti del 2022, destinata a professionisti e lavoratori autonomi regolarmente iscritti alle gestioni previdenziali e…

Avvocati! Ultimi giorni per partecipare ai bandi per il rimborso dei percorsi formativi e dell’acquisto di strumenti informatici

Il 16 gennaio 2020 scade il termine entro il quale gli avvocati possono partecipare a due interessantissimi bandi. Il primo, il bando 9/2019, assegna rimborsi…

diritto all'oblio

L’esercizio del diritto all’oblio: requisiti, limitazioni e procedura di cancellazione delle informazioni

Il diritto alla cancellazione dei dati personali appartenenti alle persone fisiche, meglio noto come diritto all’oblio, è stato positivizzato con l’introduzione dell’art. 17 del Regolamento…

Processo telematico, funzioni cancellieri ridotte: le preoccupazioni dei sindacati

Il processo di digitalizzazione della giustizia continua a rivoluzionare l’organizzazione degli uffici giudiziari. L’introduzione dei depositi online automatizzati nel processo telematico, sia civile che penale, ha segnato l’uscita di scena del cancelliere in alcune procedure chiave. Le nuove specifiche tecniche, recentemente entrate in vigore, permettono l’accettazione automatica degli atti per i quali non è più richiesto l’intervento diretto del personale amministrativo. Un cambiamento epocale che ha sollevato reazioni forti da parte dei sindacati.

Con l’automazione del processo di deposito, il sistema associa automaticamente l’atto all’evento corrispondente, con una comunicazione che arriva direttamente all’avvocato tramite la consueta serie di PEC. Questo nuovo metodo rappresenta un passo avanti nell’efficienza, ma ha sollevato preoccupazioni da parte del personale coinvolto, in particolare i cancellieri, la cui funzione risulta drasticamente ridotta.

La protesta di Confsal-Unsa: “un duro colpo ai cancellieri”

Il Segretario generale della Confsal-Unsa, attraverso un comunicato stampa, ha espresso il malcontento del personale amministrativo, contestando la circolare ministeriale prot. n. 34552.U del 19/09/2024. La circolare, che stabilisce l’accettazione automatica degli atti giudiziari, è stata criticata per non essere stata preventivamente condivisa con le organizzazioni sindacali (OO.SS.), né discussa in sede di concertazione.

La Confsal-Unsa ha evidenziato come questa nuova procedura contrasti con il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) in vigore, che attribuisce esclusivamente al cancelliere determinate funzioni oggi sostituite dall’automatismo informatico. Secondo il sindacato, questo cambiamento rischia di portare al demansionamento dei cancellieri, relegandoli a compiti di routine, mentre il vero impatto positivo dell’automazione sui carichi di lavoro è ancora da dimostrare.

Il punto di vista di Confintesa Funzione Pubblica

Anche Confintesa Funzione Pubblica è intervenuta sulla questione, offrendo una visione più sfumata, ma non meno critica. Se da un lato riconosce che la circolare si rivolge in maniera generica al “personale amministrativo”, dall’altro sottolinea che non elimina completamente il ruolo del cancelliere, il quale continua a svolgere funzioni di verifica e controllo sugli atti processuali dopo l’inserimento automatico.

Confintesa ha valutato che, sebbene l’automazione possa ridurre i compiti ripetitivi e agevolare l’organizzazione degli uffici, il vero problema risiede nell’atteggiamento politico del Ministero della Giustizia. Secondo il sindacato, il rischio di un vero “declassamento” risiede nella mancanza di riconoscimento del ruolo del personale nelle trattative contrattuali attualmente in corso, in particolare riguardo al potenziamento delle aree funzionali dei cancellieri e degli operatori giudiziari.

Il futuro dei cancellieri tra digitalizzazione e diritti sindacali

Mentre il processo telematico avanza e l’automazione prende piede, le organizzazioni sindacali restano vigili. La Confsal-Unsa ha già annunciato la possibilità di ricorrere a vie legali per difendere i diritti dei cancellieri, mentre Confintesa Funzione Pubblica si riserva di valutare l’esito della sperimentazione prima di intraprendere azioni sindacali. Entrambi i sindacati sottolineano l’importanza di un intervento risolutivo del Ministero per garantire che l’automazione non si traduca in una perdita di dignità e competenze per il personale giudiziario.

Il dibattito, tuttavia, rimane aperto, tra necessaria innovazione tecnologica e salvaguardia dei diritti dei lavoratori. La soluzione sicuramente passerà attraverso un’adeguata formazione del personale.


LEGGI ANCHE

Arriva la patente digitale: che cos’è e come funziona

Entro la fine dell’anno la nostra patente sarà completamente digitale e accessibile attraverso l’app IO, grazie ad un QR Code che ne racchiude tutte le…

polizia sorveglianza

Carceri, presentato gruppo di intervento operativo polizia penitenziaria

Si è tenuta ieri, presso la Sala Manzo del Ministero della Giustizia, la conferenza stampa di presentazione del Gruppo d’Intervento Operativo (GIO) della Polizia Penitenziaria.…

notifica teleamtica

Notifica telematica dopo le 21: valida o no?

Uno dei vantaggi delle tecnologie digitale è la possibilità di svolgere compiti in orari svincolati dall’apertura degli Uffici. Grazie alle modalità telematiche, possiamo lavorare di…

Attenzione alle truffe online: come proteggere i soldi dal bancomat

La società di sicurezza informatica ESET ha messo in guardia i cittadini riguardo a una nuova e insidiosa truffa online che consente ai malintenzionati di prelevare denaro dai bancomat delle vittime senza farsi scoprire. Scoperta per la prima volta in Repubblica Ceca nel 2023, questa frode utilizza un malware chiamato NGate, installato sui telefoni delle vittime a loro insaputa tramite un link ricevuto via SMS, che ruba i dati della carta e consente ai truffatori di clonarla.

Come funziona la truffa

Il meccanismo di questa frode è piuttosto semplice ma efficace. Una volta che la vittima clicca sul link per installare il malware, i truffatori possono accedere ai dati delle carte di pagamento memorizzate nel cellulare. Questo consente loro di clonare i dati NFC delle carte fisiche e di utilizzarli per effettuare prelievi non autorizzati dai bancomat. Spesso, le vittime non si accorgono di nulla, poiché il furto avviene silenziosamente.

Campagna di sensibilizzazione di Bankitalia

Per contrastare queste frodi, Bankitalia ha avviato una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Occhio alle truffe!”, finalizzata a educare gli utenti sui vari tipi di inganni digitali. Tra le tecniche più comuni ci sono:

  • Phishing: Richieste via email che sembrano provenire da fonti affidabili, ma mirano a rubare dati personali. È fondamentale non cliccare su link sospetti o fornire credenziali.
  • Spoofing: Messaggi o telefonate da qualcuno che si finge un rappresentante della propria banca. Controllare attentamente la comunicazione per errori di grammatica è una buona prassi.
  • Man in the browser: Un virus che intercetta i dati mentre vengono inseriti online. Per proteggersi, è essenziale avere un antivirus aggiornato e non utilizzare il banking online su reti pubbliche.

Cosa fare in caso di truffa

Se si sospetta di essere stati vittime di una truffa, è cruciale contattare immediatamente la propria banca per segnalare l’accaduto. È possibile inviare un reclamo scritto e, se necessario, rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario o presentare un esposto alla Banca d’Italia. Non dimenticare di denunciare l’accaduto anche alle Forze dell’Ordine.


LEGGI ANCHE

L’Ordine degli Avvocati lancia una piattaforma per valutare i magistrati, scatta la protesta della Confsal-UNSA

Il sindacato chiede l’immediata sospensione dell’iniziativa e annuncia il varo di una propria piattaforma a tutela dei dipendenti del Ministero della Giustizia

persona felice

L’Ufficio per il processo accelera la giustizia civile: la ricerca Banca d’Italia – Ministero della Giustizia

Roma, 30 maggio 2024 – Ufficio per il processo, acceleratore della giustizia civile. I dati parlano chiaro: l’assunzione degli addetti Upp prevista dal Pnrr ha avuto un…

Imprese in rosa, l’Italia guida l’Europa: record di imprenditrici

Con oltre 1,6 milioni di donne titolari di partita IVA, l’Italia è il Paese UE con il maggior numero di imprenditrici. Un primato che segnala…

Cassazione: ricorso improcedibile senza copia notificata della sentenza

Nel contesto del giudizio di cassazione, è stato stabilito che il ricorso è considerato improcedibile se il ricorrente non presenta la copia notificata della sentenza impugnata. Questo principio è stato sancito dall’ordinanza n. 21443 della Cassazione, emessa il 31 luglio 2024, che chiarisce le condizioni necessarie per l’ammissibilità del ricorso.

Secondo l’articolo 369, comma 2, n. 2) del codice di procedura civile, se l’impugnazione è proposta contro una sentenza notificata, il ricorrente è tenuto a depositare la relata di notifica o, in caso di notifica a mezzo PEC, le copie cartacee dei messaggi di spedizione e ricezione. Tuttavia, la Cassazione ha sottolineato che la dichiarazione di improcedibilità non si applica qualora la documentazione sia già in possesso del giudice, ad esempio se è stata prodotta dal controricorrente entro i termini previsti o se la cancelleria ha provveduto alla comunicazione del provvedimento impugnato.

Nell’analizzare un caso specifico, la Suprema Corte ha dichiarato improcedibile il ricorso, poiché non era stata prodotta neppure dalla parte controricorrente la copia autentica della sentenza con la relata di notificazione. Questo chiarimento sottolinea l’importanza della documentazione adeguata per garantire la validità delle impugnazioni in sede di Cassazione.


LEGGI ANCHE

Google al contrattacco: la sfida AI è appena cominciata

Il colosso di Mountain View rilancia la sua intelligenza artificiale: Gemini, Project Astra e nuove tecnologie per non cedere terreno a ChatGPT e alle big…

Delmastro condannato per rivelazione di segreto d’ufficio: “Non mi dimetto”

Il Sottosegretario rivelò atti riservati al collega di partito Donzelli che li usò in Parlamento. Schlein: "Meloni lo faccia dimettere", Nordio: "Disorientato e addolorato", Conte:…

Stretta sulle importazioni di basso valore: la Commissione UE rafforza i controlli sul commercio elettronico

Bruxelles punta a contrastare i rischi legati ai prodotti non sicuri e contraffatti provenienti da paesi terzi, tutelando consumatori e imprese europee. Tra le iniziative,…

Cassazione: il chirurgo risponde del mancato monitoraggio post-operatorio

La Cassazione ha stabilito che la responsabilità del capo dell’équipe chirurgica si estende anche al periodo post-operatorio, non limitandosi solo all’atto chirurgico. Con la sentenza n. 13375/2024, i giudici hanno respinto il ricorso di un ginecologo accusato di omicidio colposo per la morte di una puerpera, deceduta presso un ospedale di Salerno a causa di un’emorragia da atonia uterina.

I magistrati di merito avevano accusato il medico di non aver monitorato adeguatamente le condizioni cliniche della paziente, come la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e i livelli di emoglobina, fattori cruciali per la tempestiva diagnosi dell’emorragia post-partum. Questo difetto di vigilanza, secondo i giudici, ha contribuito alla tragica evoluzione della patologia.

La difesa del ginecologo aveva sostenuto che, una volta completato il monitoraggio post-operatorio e affidata la paziente al ginecologo di turno, il medico non potesse essere ritenuto responsabile per eventuali omissioni nella cura successiva. Tuttavia, la Cassazione ha rigettato questa tesi, ribadendo l’obbligo di sorveglianza del chirurgo anche nella fase post-operatoria.

I giudici hanno citato precedenti orientamenti giurisprudenziali che stabiliscono come il chirurgo debba garantire il benessere del paziente anche dopo l’intervento, poiché il monitoraggio post-operatorio è fondamentale per rilevare tempestivamente eventuali complicazioni, come le emorragie, che rappresentano una delle principali cause di morte materna. La Corte ha sottolineato che un controllo attento in questa fase può fare la differenza tra la vita e la morte.


LEGGI ANCHE

dossieraggio

Il bando: Regione Abruzzo assume due avvocati a tempo indeterminato

La Regione Abruzzo cerca due figure professionali da inserire a tempo indeterminato nel ruolo di Avvocato. Un’opportunità interessante per professionisti con laurea specialistica o magistrale…

Evasione, solo il 4% dei sindaci la denuncia

Nel 2023, alle amministrazioni locali che hanno segnalato casi di evasione fiscale è stato riconosciuto il 50% delle somme accertate, per un totale di 3…

Decreto Semplificazioni: le novità più rilevanti per i professionisti

Decreto Semplificazioni: le novità più rilevanti per i professionisti

Nel Decreto Semplificazioni (D.L. 76/2020) sono contenute diverse novità che toccano da vicino la vita quotidiana di molti professionisti. Tra le tante, 4 sono particolarmente…

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto