Ravvedimento speciale: versamenti in crescita per società “trasparenti” e loro soci

L’adesione al ravvedimento speciale si rivela complessa e onerosa per le società “trasparenti” e i loro soci. Secondo il provvedimento n. 403886/2024 dell’Agenzia delle Entrate, le società potranno sanare annualità arretrate (dal 2018 al 2022) attraverso il pagamento dell’imposta sostitutiva in F24. Tuttavia, il pagamento dovrà avvenire tramite i singoli soci, chiamati a versare la propria quota di competenza in aggiunta alla società stessa, senza ulteriori comunicazioni.

Gli adempimenti per le società e i soci prevedono fino a 120 deleghe di pagamento per un singolo anno, con una complessità che cresce in caso di rateizzazione su più annualità. A questo si aggiunge il problema dell’eventuale versamento irregolare da parte di alcuni soci, che potrebbe compromettere la regolarità dell’intero ravvedimento.

Inoltre, resta da chiarire l’uso dei codici tributo e la modalità di pagamento, soprattutto per chi ha già versato anticipatamente. L’Agenzia delle Entrate è chiamata a fornire indicazioni puntuali per agevolare l’adesione a questa complessa sanatoria fiscale, le cui scadenze restano fissate al 31 marzo 2025 per l’esercizio dell’opzione.


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Milano. I cyberattacchi si confermano la principale preoccupazione per le imprese italiane, secondo l’ultimo report Deloitte sui direttori finanziari di 13 Paesi europei. Per sette CFO su dieci, il rischio di attacchi informatici è valutato come elevato (19%) o grave (51%), vista la capacità dei cybercriminali di mettere in crisi i sistemi aziendali.

A preoccupare sono anche i conflitti vicini ai confini europei e l’aumento del protezionismo, considerato un rischio alto dal 51% dei dirigenti e molto alto dal 12%. In uno scenario già complesso, l’inflazione rappresenta un ulteriore fattore di rischio, definita grave dal 53% dei CFO. Tuttavia, rimane un cauto ottimismo per il futuro, confermato dalle prospettive prudentemente positive delle imprese.


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Rapporto Clusit 2024: attacchi informatici in aumento del 23% in sei mesi, colpita la sanità

Roma. Gli attacchi informatici a livello globale hanno raggiunto una media di nove incursioni gravi al giorno nei primi sei mesi del 2024, con un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato, contenuto nell’ultimo rapporto di Clusit – Associazione italiana per la sicurezza informatica, evidenzia una crescita preoccupante se si considera che cinque anni fa la media era di 4,5 attacchi giornalieri.

Nel complesso, nei primi sei mesi dell’anno si sono registrati 1.637 attacchi rilevanti, segnando un nuovo picco rispetto ai 230 attacchi mensili del 2023 e ai 139 del 2019. Il settore sanitario è il più colpito, seguito dal manifatturiero in Italia, dove si concentra il 7,6% degli attacchi globali. L’intensificarsi e la gravità degli episodi cybercriminali, che diventano sempre più sofisticati, destano preoccupazione tra gli esperti e richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di sicurezza digitale.


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Elezioni USA e IA: OpenAI blocca 250.000 richieste di deepfake sui candidati presidenziali

New York. Secondo stime diffuse da NBC News, nei giorni precedenti all’Election Day negli Stati Uniti sono state registrate circa 250.000 richieste per la generazione di immagini relative ai candidati alle presidenziali. OpenAI, insieme ad altri colossi del web, ha però deciso di rifiutare tali richieste. Gli utenti, non meglio profilati, avrebbero cercato di creare deepfake su personalità di spicco come il presidente rieletto Donald Trump, la vicepresidente Kamala Harris, l’ex presidente Joe Biden, il governatore del Minnesota Tim Walz e il vicepresidente eletto J.D. Vance, secondo quanto riferito da OpenAI.

L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa sta sollevando timori sul possibile impatto della disinformazione generata da questi strumenti sulle elezioni. Secondo i dati della società di machine learning Clarity, il numero di deepfake è aumentato del 900% in un solo anno. Alcuni di questi video, secondo fonti dell’intelligence americana, sarebbero stati creati o sponsorizzati da entità russe, con l’intento di destabilizzare il processo elettorale.

In un rapporto pubblicato a ottobre, OpenAI ha dichiarato di aver interrotto più di 20 operazioni ingannevoli provenienti da vari paesi, che avevano tentato di sfruttare i suoi modelli di intelligenza artificiale per diffondere notizie false o manipolare l’opinione pubblica. Tra queste minacce si contavano articoli, post sui social media generati da account falsi, e altri contenuti fuorvianti prodotti dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, nessuna delle operazioni legate alle elezioni è riuscita a ottenere un “coinvolgimento virale” o a creare un pubblico sostenuto, come conferma lo stesso rapporto di OpenAI.

La crescente capacità dei modelli linguistici di generare contenuti realistici, lanciati con ChatGPT alla fine del 2022, preoccupa particolarmente i legislatori americani, che temono l’uso improprio dell’IA per influenzare le elezioni.


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Albano, Magistratura Democratica: “In tasca non ho Mao o Marx, ma la Carta”

Roma. Silvia Albano, giudice della sezione immigrazione del Tribunale di Roma e presidente di Magistratura Democratica, ha dichiarato fermamente la sua posizione riguardo alle recenti tensioni tra la magistratura e il governo italiano. “Non ho nessuna intenzione di andare allo scontro con il governo, è il governo che vuole fare uno scontro con me e io voglio sottrarmi. C’è stata una personalizzazione insopportabile,” ha commentato Albano, in occasione del convegno a Roma per il 60° anniversario della corrente progressista nell’Associazione nazionale magistrati (Anm). La presidente ha sottolineato il pieno supporto della comunità giuridica europea alla supremazia del diritto UE.

A riguardo è intervenuto anche Giuseppe Santalucia, presidente dell’Anm, auspicando che non si inneschi una nuova polemica: “Temo che possa reinnescarsi una polemica che non giova a nessuno, ma non c’è alcuna volontà di innescare uno scontro fazioso con le forze politiche o di politicizzazione.” La dichiarazione di Santalucia arriva in vista delle imminenti ordinanze del Tribunale di Roma sul trattenimento di migranti in Albania.

“La Costituzione e il diritto dell’Unione vengono prima della legge ordinaria”

Albano ha ribadito con fermezza che la Costituzione e il diritto europeo hanno la priorità sulle leggi ordinarie, rifiutando l’etichetta di “giudice comunista” che le è stata attribuita. “Il fatto che chi cerca di applicare la Costituzione venga appellato come giudice comunista mi preoccupa molto per lo stato della nostra democrazia e per il suo futuro. In tasca non abbiamo il libretto di Mao né il Capitale di Marx, ma la Costituzione”, ha aggiunto.

Riguardo ai rapporti con il governo, Albano ha avanzato una proposta di dialogo, sottolineando come una comunicazione costruttiva potrebbe contribuire ad evitare future frizioni tra il diritto nazionale e quello europeo. “Forse, se ci fosse un dialogo col governo invece che lo scontro, si potrebbe discutere e capire se si possano fare proposte di legge”, ha suggerito la presidente di Magistratura Democratica, che auspica anche un maggiore coinvolgimento del Parlamento.

Nordio: “Abbassiamo i toni e dialoghiamo”

Al convegno ha partecipato telefonicamente anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha richiamato al dialogo e al rispetto reciproco dei ruoli istituzionali. “Noi vogliamo il dialogo con la magistratura proprio perché sappiamo che è chiamata ad applicare le leggi. Altro problema è la critica al merito politico delle leggi una volta approvate,” ha detto il ministro, auspicando un abbassamento dei toni e un’attenzione ai confini tra giurisdizione e politica.

Le reazioni di Salvini e Gasparri

Intanto, le dichiarazioni di Albano hanno suscitato reazioni forti nel mondo politico. Matteo Salvini, leader della Lega, ha criticato apertamente la posizione della giudice, affermando che “quei giudici, pochi per fortuna, che invece di applicare le leggi le stravolgono e boicottano, dovrebbero avere la dignità di dimettersi.” A lui si è aggiunto il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha ironizzato: “La magistrata Albano dice che non ha in tasca il libretto di Mao Tse Tung, ma la Costituzione? Sono contento. Le regalerò degli occhiali così la leggerà meglio.”


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La Commissione e i paesi dell’UE simulano attacchi informatici su vasta scala per migliorare il livello di preparazione

Alti funzionari del settore della cybersicurezza degli Stati membri dell’UE e della Commissione parteciperanno oggi all’esercitazione annuale “Blueprint Operational Level Exercise” (Blue OLEx), per testare la preparazione dell’UE in caso di crisi informatiche.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato: “Questa esercitazione ci aiuterà a rafforzare le difese in materia di cibersicurezza e a garantire un ambiente digitale più sicuro per cittadini e imprese in tutti gli Stati membri.

L’edizione di quest’anno è guidata dalle autorità italiane, con il sostegno dell’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA). Nel 2024 Blue OLEx si concentra sulla cooperazione a livello esecutivo, in particolare mediante la rete delle organizzazioni di collegamento per le crisi informatiche (EU-CyCLONe), istituita al momento dell’entrata in vigore della direttiva relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell’Unione (direttiva NIS2). L’esercitazione aiuterà i responsabili della cibersicurezza a individuare i settori da migliorare per rispondere nel modo standardizzato agli incidenti e alle crisi.

L’obiettivo di EU CyCLONe è contribuire alla gestione operativa delle crisi e degli incidenti informatici su vasta scala. Integra le strutture di cibersicurezza esistenti a livello dell’UE stabilendo collegamenti tra la cooperazione a livello tecnico, come il gruppo di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente (CSIRT), e i livelli politici, come i dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi (IPCR). I risultati ottenuti durante l’esercitazione contribuiranno alla valutazione del programma per una risposta coordinata agli incidenti e alle crisi di cibersicurezza su vasta scala, adottato nel 2017.


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Più innovazione nell’UE grazie a sette nuove proposte di fabbriche di IA

Le prime sette proposte di fabbriche di intelligenza artificiale (IA) sono state presentate nell’ambito dell’impresa comune EuroHPC, che gestisce il bando pubblicato nel settembre 2024. Le fabbriche di IA genereranno un florido ecosistema europeo per l’addestramento di modelli avanzati di IA e lo sviluppo di soluzioni di IA. Saranno costruite intorno alla rete di prim’ordine di supercomputer europei per il calcolo ad alte prestazioni (HPC) e uniranno gli elementi chiave per il successo dell’IA: potenza di calcolo, dati e talento. Le fabbriche saranno interconnesse e a disposizione delle start-up, dell’industria e dei ricercatori europei nel settore dell’IA.

Le sette proposte, presentate in totale da 15 Stati membri e da due Stati partecipanti associati, dimostrano un forte interesse per questa importante iniziativa. Finlandia (insieme alla partecipazione di Cechia, Danimarca, Estonia, Norvegia e Polonia), Lussemburgo, Svezia, Germania, Italia (insieme alla partecipazione di Austria e Slovenia), Grecia Spagna (insieme alla partecipazione di Portogallo, Romania e Turchia) hanno presentato proposte per costruire una fabbrica di IA intorno a un supercomputer esistente o nuovo adattato alle esigenze in materia di IA.

Le proposte presentate saranno ora valutate da un gruppo di esperti indipendente. L’impresa comune EuroHPC prevede di annunciare la selezione delle prime fabbriche di IA nel dicembre 2024 e di avviarle subito dopo.

Oltre alle proposte appena menzionate, Cipro e la Slovenia hanno presentato manifestazioni di interesse per aderire o fondare una fabbrica di IA in una fase successiva. La data limite per le prossime proposte è il 1° febbraio 2025.

L’UE è ora più vicina alla fondazione, nei primi mesi del 2025, delle prime fabbriche di IA, come annunciato negli orientamenti politici della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen.


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A Napoli, nella cornice di Santa Maria la Nova, l’Unione Nazionale delle Camere Civili (Uncc) celebra il proprio congresso, offrendo uno spunto di riflessione sul contrasto tra l’ideale dell’avvocatura come strumento di giustizia sociale e le difficoltà concrete del sistema giudiziario italiano. Antonio de Notaristefani, presidente uscente dell’Uncc, ha evidenziato come il lavoro degli avvocati punti a creare rapporti sociali più equi attraverso la risoluzione delle controversie, mentre il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco, ha parlato di “grido di dolore” a causa della riforma Cartabia, che limita la presenza fisica degli avvocati in tribunale.

Sfiducia e richieste dell’avvocatura

Durante l’evento, esponenti politici e rappresentanti dell’avvocatura, tra cui il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e la vicepresidente dem Anna Rossomando, hanno partecipato alla discussione, sottolineando la distanza tra le riforme promesse e la realtà giudiziaria. Scialla dell’Organismo Congressuale Forense ha parlato delle “riforme mancate,” tra cui la questione dei compensi equi per gli avvocati civili che affrontano lunghi iter processuali. Greco, poi, ha criticato la riforma Cartabia, che limita il contatto diretto tra avvocati e giudici, indebolendo l’accesso alla giustizia per i cittadini.

Rischio di spersonalizzazione della giustizia

La presenza dell’intelligenza artificiale (IA) è stata uno dei temi centrali: Sisto e il presidente di Cassa Forense Valter Militi hanno avvertito sui rischi di una giustizia spersonalizzata, auspicando un ruolo di vigilanza degli avvocati nella gestione degli algoritmi. “La tecnologia può aiutare, ma non deve sostituire il contatto umano nella giustizia,” ha ribadito Militi.

Il congresso si chiuderà con l’elezione dei nuovi organi associativi.


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La Juventus sigla accordo con il Fisco, a dicembre l’udienza preliminare

La Juventus ha raggiunto un’intesa con l’Agenzia delle Entrate per risolvere le pendenze fiscali. Lo ha annunciato Gianluca Ferrero, presidente del club, durante l’assemblea degli azionisti, dove è stato approvato a larga maggioranza (99,92%) il bilancio 2023-2024, che registra una perdita di 199,2 milioni di euro.

In arrivo il processo sul caso plusvalenze

Ferrero ha inoltre confermato che il 5 dicembre si terrà l’udienza preliminare per lo scandalo delle presunte plusvalenze. Il procedimento coinvolgerà nove imputati, tra cui gli ex dirigenti Andrea Agnelli e Pavel Nedved, e la Juventus stessa come persona giuridica. Parallelamente, la Procura di Roma ha aperto un’indagine sul bilancio 2022, in cui la Juventus non risulta però essere direttamente coinvolta.

Lodo Ronaldo impugnato per nullità

Il presidente Ferrero ha anche affermato che La Juventus ha impugnato il “Lodo Ronaldo per nullità, perché un lodo stragiudiziale non può che essere annullato per nullità, è un percorso molto difficile, ovviamente nel merito siamo contrari a una decisione metà e metà”.


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