Elon Musk prende in mano il PNRR digitale: opportunità o rischio per l’Italia?

Nel cuore della sfida per la digitalizzazione del Paese, il governo italiano guarda a Elon Musk e alla tecnologia satellitare di Starlink per colmare i ritardi del PNRR. Alessio Butti, sottosegretario alla Transizione digitale, ha dichiarato: “Rischiamo di non raggiungere l’obiettivo fissato, perché non riusciamo a portare la banda larga terrestre in tutte le zone del Paese”. La soluzione? I mini satelliti di Starlink, capaci di coprire il territorio italiano in soli 6-9 mesi, superando gli ostacoli morfologici del Paese.

Tuttavia, la scelta non è priva di polemiche. Mentre Starlink lancia un’aggressiva campagna pubblicitaria per i consumatori italiani, emergono dubbi sulla sicurezza dei dati, il rispetto delle regole di concorrenza e le implicazioni strategiche. Padre Paolo Benanti, consulente del governo per l’Intelligenza artificiale, avverte: “Stiamo affidando infrastrutture critiche a un imprenditore con interessi globali e un chiaro peso politico”.

La corsa contro il tempo del governo

Con il PNRR sotto pressione, il governo italiano rischia di non rispettare i termini per la copertura nazionale con banda larga. Le zone “bianche” e “grigie”, spesso remote e inaccessibili, sono rimaste escluse dai progetti di connettività terrestre. La tecnologia satellitare sembra l’unica opzione praticabile in tempi brevi.

Tuttavia, il piano non è esente da rischi: Starlink, pur essendo tecnologicamente avanzata, opera in Italia grazie a concessioni basate su normative vecchie di quasi un decennio. E mentre Musk si espande nel nostro mercato, aumentano le preoccupazioni sulla concentrazione di potere nelle mani di un attore già influente in campo politico ed economico.

Le domande senza risposta

Il dibattito non è solo tecnologico, ma anche strategico. L’Europa sta sviluppando una propria rete di satelliti a bassa orbita, con l’Italia coinvolta attraverso Telespazio. Affidare la connettività a un attore esterno come Musk potrebbe compromettere il progetto europeo e la sovranità digitale del Paese.

Inoltre, il governo italiano ha recentemente ceduto l’80% di TIM al fondo americano KKR, competitor diretto di Starlink. Aumenta quindi il rischio di dipendenza da attori stranieri in settori critici come telecomunicazioni e sicurezza dei dati.

Le preoccupazioni degli esperti

“Qualunque tecnologia è benvenuta purché ci siano regole uguali per tutti,” afferma Pietro Labriola, AD di TIM, sottolineando come le aziende italiane debbano rispettare obblighi di sicurezza e customer care che non si applicano a Starlink.

Padre Benanti aggiunge una prospettiva etica e politica: “Elon Musk rappresenta una fusione tra capitale tecnologico e potere politico. Con il controllo di piattaforme come X (ex Twitter), può influenzare direttamente opinioni e politiche. Affidargli le nostre infrastrutture digitali significa cedere parte della nostra sovranità.”

Opportunità o minaccia?

La scelta di coinvolgere Starlink nel PNRR italiano può sembrare una soluzione rapida ai ritardi, ma solleva interrogativi sul futuro della sovranità digitale del Paese e sulla sicurezza delle sue infrastrutture critiche. A chi giova questa operazione? E quali sono i rischi per il nostro sistema-Paese?

Il governo tace, ma il tempo stringe: il PNRR non aspetta, e con esso neanche le sfide della transizione digitale.


LEGGI ANCHE

GiuriMatrix: in Italia il primo assistente legale basato sull’intelligenza artificiale

Efficienza e ambizione: questi gli elementi che caratterizzano il nuovo strumento di assistenza legale, GiuriMatrix, completamente basato sull’intelligenza artificiale. GiuriMatrix è uno strumento ambizioso, visto…

Spunta Blu per la PEC: di che cosa si tratta?

La PEC italiana continua la sua evoluzione normativa, in direzione di un sistema di comunicazione che possa essere utilizzato a livello europeo, con sempre più…

nota ocf

Per l’Ocf il Ministero deve correggere la nota sui titoli stragiudiziali a mezzo Pec

L’Ocf, con una nota del 2 agosto 2023, disapprova il contenuto della circolare del Ministero del 19.06.2023, nella quale il Ministero, rispondendo ad un quesito…

Internet Governance Forum Italia 2024, in programma a Roma il 5 e 6 dicembre

Intelligenza artificiale, competenze digitali e digital divide, disinformazione, cybersecurity e protezione dei minori in rete: saranno questi i principali argomenti oggetto di dibattito nel corso dell’Internet Governance Forum Italia 2024 (IGF) che si terrà il 5 e 6 dicembre 2024. La prima giornata avrà luogo presso la sede di AgID, a Roma, dalle ore 13.00 alle 18.30, ma sarà possibile partecipare anche da remoto. Venerdì 6, invece, il forum si svolgerà interamente in videoconferenza.

L’iniziativa nazionale anticipa la 19esima edizione dell’IGF mondiale, organizzata dall’Onu e in programma dal 15 al 19 dicembre a Riad, in Arabia Saudita, che verterà su alcune tematiche di grande attualità come: rafforzare il contributo digitale alla pace, allo sviluppo e alla sostenibilità, miglioramento della governance digitale.

IGF Italia, la cui edizione 2024 è intitolata “L’internet che vorrei. Costruiamo insieme il nostro futuro digitale”, è un evento annuale, organizzato dal Comitato IGF Italia, nato con l’obiettivo di facilitare il confronto tra i soggetti interessati alle politiche di gestione ed evoluzione di Internet privilegiando nel dibattito, oltre agli aspetti tecnici, anche quelli economici e sociali.

Il Comitato multi-stakeholder dell’Internet Governance Forum Italia è stato istituito presso il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri: promuove e sostiene uno spazio di dibattito per la governance di Internet nel nostro Paese, attraverso un approccio aperto, trasparente e inclusivo, definisce le linee guida strategiche per lo sviluppo di Internet collaborando con amministrazioni e organismi internazionali, come ad esempio le Nazioni Unite. Il Comitato, inoltre, promuove l’alfabetizzazione digitale e la conoscenza della Rete a tutti i livelli, facilitando la partecipazione dei giovani allo sviluppo della stessa.

All’evento prenderanno parte il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti e il Direttore Generale della DG-Connect (Commissione Europea), Roberto Viola. Inoltre, in collegamento da Ginevra, la Presidente del MAG, Carol Roach, il coordinatore del Segretariato IGF, Chengetai Masango, e la coordinatrice delle NRIs (National Regional and Youth Initiatives), Anja Gengo, offriranno una panoramica delle principali sfide di IGF e il programma delle attività in corso.

Per partecipare a una sola o a entrambe le giornate è necessario registrarsi tramite i seguenti link:


LEGGI ANCHE

Apple e Meta multate dall’Unione Europea per violazioni al Digital Markets Act

Maxisanzioni da 500 e 200 milioni di euro per il mancato rispetto delle regole sulla concorrenza digitale e la protezione dei dati personali

uomo con bilancia in mano

Rimborsi per spese legali agli assolti: pochi ne fanno richiesta, il Ministero pubblicherà i dati

Il Ministero della Giustizia preoccupato per le scarse domande: dal 2024 i dati saranno disponibili online

persona felice

L’Ufficio per il processo accelera la giustizia civile: la ricerca Banca d’Italia – Ministero della Giustizia

Roma, 30 maggio 2024 – Ufficio per il processo, acceleratore della giustizia civile. I dati parlano chiaro: l’assunzione degli addetti Upp prevista dal Pnrr ha avuto un…

Giudici di pace, ridotto a 12 mesi il termine per i nominati fino al 31 dicembre 2026

Roma, 3 dicembre 2024 – L’Organismo Congressuale Forense (OCF) esprime apprezzamento per la misura introdotta nel decreto legge “Misure urgenti in materia di giustizia”, che prevede una deroga importante per i giudici onorari di pace.

La disposizione, che stabilisce che “Per i giudici onorari di pace nominati fino al 31 dicembre 2026, in deroga a quanto previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, il termine di cui al comma 4 è ridotto a dodici mesi successivi al conferimento dell’incarico”, rappresenta un passo significativo verso il superamento delle difficoltà operative che affliggono da tempo i tribunali italiani.

L’OCF si è fatto portavoce, presso il Parlamento e il Governo, delle istanze sollevate dagli Ordini forensi del Paese, richiedendo una riduzione del termine a sei mesi. La decisione di ridurre il termine a dodici mesi costituisce comunque una risposta concreta e utile per fronteggiare la situazione emergenziale della giustizia di prossimità, che l’organismo ha rappresentato alle Istituzioni anche tramite un monitoraggio costante durante questo ultimo anno.

“Accogliamo con favore questa misura – ha dichiarato il segretario dell’OCF Accursio Gallo – perché rappresenta un passo avanti nella direzione che abbiamo auspicato. È evidente che la situazione dei GdP richiedeva un intervento rapido e mirato, e siamo soddisfatti che le nostre richieste siano state ascoltate. Continueremo il nostro impegno affinché la giustizia possa essere sempre più efficiente e rispondente ai bisogni dei cittadini.”

L’OCF ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per monitorare l’impatto di questa misura e per individuare ulteriori strumenti utili a rafforzare l’organizzazione giudiziaria italiana.


LEGGI ANCHE

Intelligenza artificiale, l’Europa cerca la “terza via” tra USA e Cina

Al Festival del Lavoro di Genova confronto su etica, occupazione e diritti nell’era digitale. Razzante: “Serve equilibrio tra libertà e responsabilità”. Urso: “L’IA può essere…

bonus sostegni: prima casa under 36

Decreto sostegni: bonus prima casa agli under 36

Decreto Sostegni bis: per gli under 36, garanzia all’80% del capitale Dal 26 maggio, è entrato in vigore il Bonus prima casa, che sarà valido…

salva casa

Salva Casa: via libera dalla Camera alla sanatoria per difformità e variazioni essenziali

Via libera al decreto Salva Casa, il provvedimento che punta a sbloccare il mercato immobiliare bloccato da anni a causa di piccole irregolarità edilizie. Il…

Avvocato Turetta minacciato, UNCP: “Il diritto di difesa non può essere mai messo in discussione”

Il difensore di Filippo Turetta che già era stato destinatario di una petizione affinché rinunciasse al mandato e l’Università ove insegna, se ne dissociasse, è in questi giorni nuovamente oggetto di pesanti attacchi a causa dell’arringa difensiva pronunciata in favore del proprio assistito. La nota della Giunta e dell’Osservatorio Avvocati Minacciati.

Dobbiamo purtroppo registrare l’ennesima aggressione alla funzione difensiva e all’avvocato che la esercita.

Il difensore di Filippo Turetta che già era stato destinatario di una petizione affinché rinunciasse al mandato e l’Università ove insegna, se ne dissociasse, è in questi giorni nuovamente oggetto di pesanti attacchi a causa dell’arringa difensiva pronunciata in favore del proprio assistito.
Occorre ancora una volta ricordare che il diritto di difesa, costituzionalmente garantito, è principio supremo dell’ordinamento. E non può essere mai messo in discussione a prescindere dall’atrocità del crimine commesso.
Ogni avvocato che si accinga alla propria discussione finale in un processo nel quale assiste un imputato di omicidio, sa bene di muoversi su un terreno delicatissimo.
Sa di doversi adoperare al meglio affinché il proprio assistito sia giudicato secondo le regole di un processo giusto ed equo; sa, nel contempo, che ogni sua parola è una freccia che può ferire, anche quando è necessaria o, addirittura, doverosa. E ferirà, sempre e comunque.
Pubblico Ministero, Difensori delle parti, Giudici non possono, però, sottrarsi per questo al loro dovere di contribuire a quel difficilissimo risultato che è l’accertamento della verità (con l’accettazione del fatto che sarà sempre e solo una verità “per approssimazione”). 

Lo debbono fare per non snaturare il loro indispensabile (e interconnesso) ruolo.

Con le esternazioni nei confronti del difensore di Filippo Turetta, alimentate dalla inevitabile gogna mediatica, si vuole mandare un messaggio violento, figlio di una subcultura populista per la quale si arriva addirittura a sostenere che vi sono imputati che non meritano la difesa.

Presunzione di non colpevolezza e inviolabilità del diritto di difesa sono invece le precondizioni perché l’accertamento penale si svolga secondo le regole del giusto processo.

Il ritenere che un imputato non meriti di essere difeso solo in ragione della gravità del reato che gli viene contestato, significa infatti dimenticare i valori costituzionali e democratici del nostro ordinamento ed accedere a pericolosi meccanismi di vendetta.

Non dobbiamo dimenticare che un paese incapace di comprendere il ruolo dell’avvocatura è un paese che mette in dubbio uno dei principi fondanti della democrazia liberale.

Si tratta di una pericolosa deriva che deve essere stigmatizzata e deprecata.

Una deriva che affonda le sue radici in un dilagante populismo giudiziario che dobbiamo con forza continuare a respingere attraverso la ferma affermazione di una cultura del processo come valore condiviso ed una capillare divulgazione dei principi e delle garanzie del processo e del ruolo, fondamentale, del difensore.

L’idea che nessun processo, per nessun titolo di reato, consenta manifestazioni di insofferenza nei confronti delle garanzie penali e processuali proprie dello stato di diritto e dei principi costituzionali è il pilastro del ragionamento che dobbiamo continuare a proporre e sostenere in ogni occasione con la forza del nostro pensiero rifiutando sempre e comunque ogni deplorevole attacco al diritto di difesa.

La Giunta
L’Osservatorio Avvocati Minacciati


LEGGI ANCHE

Avvocati parigini a disposizione per consulenze gratuite durante le Olimpiadi

Il Barreau de Paris, l’ordine degli avvocati della capitale francese, ha deciso di offrire un servizio di consulenza legale gratuito a tutti i cittadini, sia…

Google introduce un watermark invisibile per testo generato da AI

Questa funzionalità fa parte del Responsible GenAI Toolkit, un pacchetto di strumenti gratuito per sviluppatori, già disponibile sulla piattaforma Hugging Face.

AIGA: “Direttiva UE tirocini, necessaria una normativa specifica per il mondo delle professioni”

Le osservazioni alla proposta di direttiva elaborate dalla giunta nazionale AIGA presentate all’onorevole Zingaretti, relatore sugli stage per la Commissione Cultura al Parlamento europeo

Agenzia europea per i farmaci: il Garante europeo raccomanda maggiore tutela dei dati personali

Il Garante europeo per la protezione dei dati personali (EDPS) ha emesso un parere dettagliato riguardo alla bozza di decisione dell’Agenzia europea per i farmaci (EUDA) sull’applicazione del Regolamento (UE) 2018/1725. Le raccomandazioni, pubblicate il 18 novembre 2024, mirano a rafforzare le misure per la tutela dei dati personali e migliorare la funzione del Responsabile della Protezione dei Dati (DPO).

Nomina del DPO e chiarimenti sul titolare del trattamento

L’EDPS ha accolto positivamente l’indicazione che il direttore esecutivo dell’Agenzia debba nominare il DPO tra il personale interno, basandosi su competenze professionali e conoscenza specialistica in materia di protezione dei dati. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di chiarire il ruolo del titolare del trattamento, raccomandando di precisare che il direttore agisce come rappresentante legale dell’EUDA, responsabile della conformità al Regolamento.

Risorse e supporto per il DPO

Nel parere, l’EDPS ha ribadito che il DPO deve disporre di risorse adeguate per svolgere le proprie mansioni, comprese risorse finanziarie, infrastrutture e personale qualificato. Ha inoltre suggerito che l’EUDA formalizzi la comunicazione della nomina del DPO a tutto il personale, al fine di garantire una piena consapevolezza del ruolo e promuovere una collaborazione attiva con altri dipartimenti, come il servizio legale e il team di comunicazione.

Formazione continua e aggiornamento professionale

Per mantenere alta la competenza del DPO, l’EDPS ha raccomandato di includere nella bozza di decisione l’obbligo di fornire formazione continua in ambito tecnico e giuridico. Questo aspetto, in linea con l’articolo 44(2) del Regolamento (UE) 2018/1725, è considerato cruciale per garantire che il DPO possa affrontare le sfide emergenti nella protezione dei dati.

Valutazione d’impatto e monitoraggio

L’EDPS ha suggerito di chiarire le responsabilità del DPO in merito alla Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA). Ha consigliato che il DPO debba fornire consulenza sui rischi legati a operazioni di trattamento dati, monitorarne l’attuazione e garantire l’applicazione di misure adeguate per mitigare eventuali impatti negativi sui diritti degli interessati.


LEGGI ANCHE

Sanzione disciplinare all’avvocato che offende la collega

Sanzione disciplinare all’avvocato che offende la collega

Durante una riunione, dà della “ragazzina” alla giovane collega: sanzionato avvocato anziano Per risolvere in via bonaria una controversia, un Avvocato anziano offende la giovane…

poste italiane praticanti avvocati

Nuove specifiche tecniche per i depositi telematici: UCPI, info utili per il “penalista telematico”

L'Osservatorio sull’informatizzazione del processo penale e la Giunta UCPI sottolineano l'importanza di una conoscenza approfondita delle nuove norme, per evitare di incorrere in prassi scorrette…

Ufficio per il processo, oltre 11.700 addetti in servizio: il piano per le stabilizzazioni

Il sottosegretario Ostellari conferma alla Camera i numeri aggiornati e annuncia le prossime assunzioni. Il nodo resta la stabilizzazione dopo il 2026, con il ministero…

Rider e privacy: Foodinho multata per 5 milioni di euro dal Garante per il trattamento illecito dei dati di oltre 35.000 lavoratori

Il Garante italiano per la protezione dei dati personali ha sanzionato Foodinho s.r.l., parte del gruppo Glovo, con una multa di 5 milioni di euro per gravi violazioni del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Oltre alla sanzione pecuniaria, l’Autorità ha imposto specifiche prescrizioni alla società e vietato ulteriori trattamenti di dati biometrici dei rider, come il riconoscimento facciale.

L’inchiesta: da una tragedia alla scoperta di violazioni sistemiche

L’indagine è stata avviata d’ufficio in seguito alla diffusione di notizie relative alla disconnessione dell’account di un rider morto durante una consegna a Firenze nel 2022. Nonostante Foodinho fosse già stata sanzionata nel 2021, l’istruttoria ha rivelato una gestione dei dati non conforme alla normativa, coinvolgendo oltre 35.000 lavoratori attivi sulla piattaforma digitale della società.

In particolare, è stato accertato che, in caso di disattivazione o blocco di un account, il sistema invia automaticamente un messaggio standard che non informa i rider della possibilità di contestare la decisione o chiedere il ripristino del profilo.

Le violazioni accertate dal Garante

Nel provvedimento n. 675 del 13 novembre 2024, il Garante ha evidenziato numerose infrazioni, tra cui:

  • Mancato rispetto dei principi generali del trattamento dei dati;
  • Trattamento illecito di dati particolari senza condizioni di liceità;
  • Carenze nell’informativa agli interessati;
  • Violazione del diritto di non essere soggetti a decisioni unicamente automatizzate;
  • Controlli a distanza in contrasto con le disposizioni dello Statuto dei lavoratori.

Trattamenti automatizzati e condivisione non trasparente

Durante l’accesso diretto ai sistemi, è emerso che Foodinho utilizza algoritmi per gestire i turni lavorativi (sistema di eccellenza) e assegnare ordini, senza garantire ai rider il diritto di intervento umano o di contestazione. Inoltre, la società condivide dati sensibili, inclusa la geolocalizzazione, con terze parti, anche quando l’app è in background o non attiva.

Le prescrizioni del Garante

Oltre alla sanzione economica, Foodinho dovrà:

  1. Riformulare i messaggi relativi alla disattivazione degli account;
  2. Assicurare che le decisioni automatizzate siano supervisionate da operatori qualificati;
  3. Attivare un’icona sui dispositivi dei rider per indicare quando il GPS è attivo, disabilitandolo in background;
  4. Adottare misure contro usi impropri dei meccanismi reputazionali basati sui feedback dei clienti.

LEGGI ANCHE

Divorzi tech: ormai in tribunale contano selfie e social

Nel mondo di oggi le relazioni coniugali fanno i conti con la costante esposizione delle vite online, tra chat, social network e motori di ricerca.…

PATCH DAY DICEMBRE 2022

Per attività di manutenzione programmata si procederà all’interruzione dei sistemi civili al servizio di tutti gli Uffici giudiziari dei distretti di Corte di Appello dell’intero…

Nomi di fantasia nelle sentenze: meglio degli omissis?

Nomi di fantasia nelle sentenze: meglio degli omissis?

La sentenza n. 1134/2020 emessa dal Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia assume particolare rilevanza per la scelta linguistica di sostituire gli omissis con…

Caos Giudici onorari, nel decreto giustizia un primo passo. Gli avvocati romani: “Occorrono misure più stringenti”

Il Decreto Giustizia, fra le varie misure, introduce anche una norma sui giudici onorari venendo in parte incontro alle richieste avanzate dall’avvocatura e segnatamente dall’Ordine Forense di Roma, che sul tema di recente ha indetto una manifestazione.

Il COA, insieme all’Organismo Congressuale Forense, ha chiesto al Ministero della Giustizia l’inserimento immediato nelle funzioni dei Giudici di Pace addetti all’Ufficio del Processo senza attendere il decorso del biennio. “Ora il termine è stato ridotto ad un anno con il Decreto Legge ed è un primo passo – il commento del Presidente del COA Paolo Nesta – anche se non sufficiente, per colmare il vuoto gravissimo degli organici dei Gdp”.

“Per i giudici onorari di pace nominati fino al 31 dicembre 2026 – si legge infatti nell’articolo 5 del Decreto – … il termine di cui al comma 4 è ridotto a dodici mesi successivi al conferimento dell’incarico”.

“È la riprova che l’attenzione continua e l’impegno costante possono portare a risultati concreti – conclude Nesta  – Questo evidentemente rappresenta per noi uno stimolo a continuare”.


LEGGI ANCHE

Legittimità della rimessione in termini: quando la tempestività fa la differenza

Legittimità della rimessione in termini: quando la tempestività fa la differenza

Con l’ordinanza n. 25289/2020 dell’11 novembre 2020, la Corte di Cassazione ha fornito delucidazioni sulla legittimità della rimessione in termini. COSTITUZIONE OLTRE I TERMINI E…

L’IA che monitora lo stress sul lavoro: così aiuta aziende e dipendenti

Un software analizza le chat aziendali e segnala situazioni di stress elevato, proponendo soluzioni per il benessere dei lavoratori

Sentenze in chiaro nella Banca Dati di Merito: il TAR stoppa l’anonimato generalizzato

Con la sentenza n. 7625/2025 il TAR Lazio annulla il provvedimento del Ministero della Giustizia: illegittimo oscurare sistematicamente i dati personali nelle decisioni pubblicate. A…

Patrocinio a spese dello stato, Aiga: “Fondi insufficienti e ritardi cronici”

L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) registra ancora una volta, con rammarico, molteplici criticità circa il pagamento degli onorari dei difensori per le persone ammesse al beneficio del Patrocinio a Spese dello Stato.

“Giungono da tutta Italia segnalazioni in merito all’impossibilità ad ottenere il pagamento delle spettanze, a causa dell’esaurimento dei fondi stanziati per la difesa dei non abbienti”, denuncia Carlo Foglieni, presidente AIGA. “È un problema che si aggiunge al cronico ritardo nella corresponsione dei pagamenti, nonostante – come noto – la normativa europea preveda che le pubbliche amministrazioni siano tenute a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento”.

“In attesa di mettere finalmente mano al Testo Unico sulle spese di giustizia per semplificare e rendere più celeri le liquidazioni dei compensi, AIGA chiede al Governo italiano di implementare i fondi per il patrocinio a spese dello Stato affinché venga dato il giusto riconoscimento al lavoro svolto dagli avvocati”, conclude il presidente Foglieni.


LEGGI ANCHE

furto in studio legale servicematica

Privata dimora: il furto in studio legale è furto in abitazione

In che modo il furto all’interno di uno studio legale si configura come furto in abitazione? Tutto dipende dal concetto di “privata dimora”.  La Cassazione…

Incontro Meloni – ANM, COA Roma: “Partecipino anche gli avvocati”

La proposta del Presidente dell'Ordine Forense di Roma Nesta nel giorno dello sciopero dei magistrati

Tribunale di Portoferraio: a corto di magistrati, udienze trasferite a Livorno

Portoferraio, 10 luglio 2024 – Ancora grane per il Tribunale di Portoferraio. Nonostante l’ufficio sia operativo da maggio 2023, con tanto di personale al completo,…

Cybercrime, salta la riforma sui poteri al Procuratore antimafia

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto giustizia, ma ha escluso due delle misure più dibattute: il cosiddetto “bavaglio” ai magistrati e la riforma sul coordinamento delle inchieste sul crimine cibernetico, che avrebbe attribuito nuovi poteri al Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.

Nel testo approvato, spiccano invece un potenziamento delle norme sull’uso del braccialetto elettronico per contrastare la violenza sulle donne e una modifica che consente al Commissario straordinario per l’edilizia carceraria di approvare progetti per nuove carceri senza l’intesa con le Regioni interessate.

Le esclusioni hanno generato tensioni nella maggioranza. La norma disciplinare sui magistrati, che prevedeva sanzioni per mancata astensione dai procedimenti in caso di “gravi ragioni di convenienza”, è stata accantonata. Salvatore Casciaro, segretario dell’ANM, ha espresso soddisfazione, definendola “mal formulata e pericolosa”.

Sul cybercrime, nonostante le rassicurazioni del sottosegretario Alfredo Mantovano, il dissenso interno, soprattutto da Forza Italia, ha fatto naufragare la proposta. Rimane dunque un nodo irrisolto, segnalando che la piena intesa tecnica e politica è ancora lontana.


LEGGI ANCHE

meta password

Furto di credenziali su Facebook ad un milione di utenti

Un milione di utenti Facebook, se non di più, dovranno cambiare la loro password. Il motivo? Aver utilizzato una delle 400 app malevoli per Android e…

Nordio, stretta sulla intercettazioni: ddl entro febbraio

Carlo Nordio, durante la festa di Fratelli d’Italia ha affermato che la riforma della separazione delle carriere dei giudici e dei pm «non è stata…

Ai magistrati non piacciono i nuovi tribunali per i minorenni

Il 28 settembre il Consiglio dei ministri ancora in carica ha votato per l’approvazione finale ai decreti attuativi della riforma Cartabia. Tra questi troviamo anche…

Consiglio dei Ministri: nuove misure per la giustizia e la sicurezza

Si è tenuto venerdì 29 novembre 2024 il Consiglio dei ministri, presieduto da Giorgia Meloni, che ha approvato un decreto-legge contenente interventi urgenti in ambito di giustizia. Tra i principali provvedimenti figurano il potenziamento degli strumenti di controllo per proteggere le vittime di violenza di genere, con un focus sull’uso del braccialetto elettronico, e importanti modifiche al sistema giudiziario.

Le nuove norme prevedono che la polizia giudiziaria effettui verifiche tecniche approfondite sulla fattibilità e funzionalità del braccialetto elettronico, con un rapporto trasmesso al giudice entro 48 ore. In caso di impossibilità tecnica, potranno essere adottate misure cautelari più severe. Inoltre, il decreto stabilisce che, in caso di trasgressioni, gli arresti domiciliari potranno essere revocati e sostituiti dalla custodia in carcere.

Altre disposizioni includono:

  • il rinvio delle elezioni dei consigli giudiziari e del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione;
  • modifiche ai requisiti per incarichi direttivi e semidirettivi;
  • incentivi per i magistrati coinvolti nella creazione del nuovo tribunale delle persone, dei minorenni e della famiglia;
  • deroghe per il conferimento di incarichi e la gestione dell’emergenza carceraria tramite il Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria.

LEGGI ANCHE

specializzazioni forensi

La tabella delle nuove specializzazioni forensi

Pubblichiamo qui sotto la tabella che riassume le nuove specializzazioni forensi. Lo scorso 19 dicembre, il Consiglio di Stato ha depositato il parere 03185/2019 relativo…

Interesse record dell’industria per il ciclo 2024 del Fondo europeo per la difesa

Gli inviti del 2024 sosterranno progetti in una serie di settori critici delle capacità di difesa, tra cui lo sviluppo delle capacità di contrastare i missili…

domotica servicematica

Domotica, la nuova frontiera degli abusi domestici

La domotica, ovvero l’applicazione dell’informatica alla gestione delle abitazioni, è certamente una bella svolta nella tecnologia applicata alla vita di tutti i giorni. Eppure, potrebbe…

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto