Polizza sanitaria Cassa Forense: ancora pochi giorni per aderire

Ogni adesione o estensione potrà essere perfezionata dal 1° aprile 2022 al 31 maggio 2022 attraverso procedura telematica

Polizza Base

Cassa Forense ha stipulato con Unisalute S.p.A., Reale Mutua Assicurazioni e Poste Assicura S.p.A, una polizza sanitaria collettiva base per i propri iscritti. La polizza è valida dall’1/04/2022 al 31/03/2024.

La polizza è gratuita e automatica per gli Avvocati, i Praticanti e i Pensionati iscritti alla Cassa, mediante il pagamento di un premio annuo:

  • € 199,00 fino a 40 anni;
  • € 348,25 da 41 a 60 anni;
  • € 497,50 da 61 a 70;
  • € 597,00 da 71 a 80 anni.

Possono aderire, con premio a proprio carico, anche i Pensionati della Cassa cancellati dagli Albi. La garanzia assicurativa, oltre a coprire i “gravi eventi morbosi”, i “grandi interventi chirurgici” e la “garanzia per malattia oncologica” includono un check-up annuale con accertamenti ed esami, l’indennità di convalescenza e quattro prestazioni di alta diagnostica.

Piano Sanitario Integrativo

Esiste anche la possibilità di aderire ad un Piano Sanitario Integrativo, per sé e per il proprio nucleo familiare (con limite di età di 80 anni). Tale piano opera le prestazioni sanitarie che non coprono la polizza sanitaria di base.

In particolare, copre ricoveri, con o senza intervento, day-hospital, interventi chirurgici ambulatoriali, alta diagnostica, accertamenti diagnostici e visite specialistiche.

Per sottoscrivere alla Polizza Sanitaria Integrativa, l’importo del premio annuo varia in base all’età:

  • € 633,60 fino a 40 anni;
  • € 950,40 da 41 a 60 anni;
  • € 1.485,00 da 61 a 70 anni;
  • € 1.980,00 da 71 a 80 anni.

Ogni adesione o estensione potrà essere perfezionata dal 1° aprile 2022 al 31 maggio 2022 attraverso procedura telematica. Il pagamento del premio dovrà essere effettuato entro il 31 maggio 2022, mediante bonifico bancario o carta di credito.

Per ulteriori informazioni, leggi qui oppure contatta il Call Center UNISALUTE 800 822 463 (lunedì/venerdì 08.30/19.30).

È possibile rivolgersi anche al Call Center di Cassa Forense 06 51435340 (lunedì/venerdì 08.00/19.00 e sabato 08.00/13.00).

Qui trovi la procedura telematica per l’iscrizione alla polizza.

 

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Il Covid ha tagliato i redditi di avvocati e tecnici

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Nel 2020 gli avvocati sono stati quelli che hanno perso più reddito

Nel 2020, gli avvocati sono stati quelli che hanno perso più reddito. All’estremo opposto, invece, troviamo i veterinari, che hanno incrementato i loro guadagni del 10%.

I dati sono stati elaborati dal Centro Studi dell’Associazione delle Casse Professionali (Adepp), che si è basato sulle dichiarazioni relative ai redditi del 2020 e trasmesse nel 2021.

L’analisi, però, non tiene conto di agenti di commercio, notai e farmacisti. Le Casse corrispettive, infatti, non conoscono i redditi poiché la retribuzione avviene su altri parametri.

Per quanto riguarda i professionisti ordinistici, invece, l’impatto della pandemia non è stato così devastante. Anzi: il reddito medio complessivo, dal 2019 al 2020 è salito da 32.109 a 32.463.

È un risultato a cui potrebbero aver contribuito, in parte, i sostegni extra del Governo e delle Casse. Tuttavia, tecnici e avvocati sono le categorie che hanno sofferto di più. Ingegneri e architetti sono arretrati del 3,4% e i geometri del 3,8%.

I periti industriali, invece, sfiorano il 6%, dopo sei anni di crescita ininterrotta.

Le categorie più fortunate

12 categorie, invece, registrano avanzamenti rispetto al 2019. Medici e infermieri, commercialisti e consulenti del lavoro sono cresciuti durante il lockdown. Potrebbe essere una conseguenza diretta della pandemia anche la crescita dei veterinari: le maggiori adozioni di animali durante il lockdown ha sicuramente inciso sul reddito della categoria.

Per quanto riguarda il 2021, il centro studi Adepp è ottimista: «Ci si attende una ripresa dei valori anche delle professioni tecniche che dovrebbero aver beneficiato della importante ripresa del settore edilizio per effetto dei diversi bonus riconosciuti».

Agli attuari va il record di reddito, superiore di 6mila euro rispetto all’anno 2019. All’opposto, psicologi e giornalisti freelance, con un reddito inferiore di sei volte rispetto agli attuari.

La fotografia di Adepp fa riflettere sul basso livello complessivo dei guadagni. Inoltre, è ancora molto forte la differenza di genere: le donne guadagnano il 35% di meno del reddito medio.

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Si comunica che a causa di anomalie da parte del sistema Ministeriale (non di Servicematica), si stanno verificando delle interruzioni temporanee nei sistemi di consultazione dei fascicoli telematici.

Consigliamo di ripetere l’operazione in un secondo momento, se non dovesse andare a buon fine.

Ricordiamo che sarà possibile depositare telematicamente con Service1 seguendo l’apposita guida al seguente link LINK GUIDE

Smarter Italy: il programma entra nel vivo!

È cominciata la fase operativa del programma “Smarter Italy”.

Il programma è finanziato e promosso dal Ministero dello sviluppo economico, dal Dipartimento per la trasformazione digitale e dal Ministero dell’università e della ricerca. È attuato dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Entra nel vivo il programma di sperimentazione Smarter Italy: il primo bando (8,5 milioni di euro) per incrementare la mobilità sostenibile all’interno dei Comuni italiani attraverso la sperimentazione di nuove tecnologie.

“Smarter Italy”, con oltre 90 milioni di euro, vuole promuovere l’innovazione tramite la stimolazione delle imprese e della ricerca. Vuole contribuire alla creazione di nuove soluzioni, in risposta alle complesse sfide sociali in tema di mobilità, benessere, sostenibilità ambientale e cultura.

All’interno della sperimentazione sono coinvolte 11 medie e grandi città, le “Smart City” e 12 città minori, i “Borghi del Futuro”. Il bando è aperto a grandi imprese, PMI e Start up, università e centri ricerca, terzo settore presentando la candidatura entro il 30 giugno 2022.

Cos’è richiesto? Ideare una piattaforma innovativa a supporto della mobilità urbana dei comuni coinvolti, in tema di traffico, inquinamento, vivibilità dei centri storici e fruibilità dei distretti industriali.

L’Agenzia per l’Italia Digitale, in qualità di soggetto attuatore del progetto si impegnata con le proprie risorse e know how a promuovere gli appalti innovativi e favorirne lo sviluppo.

 

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Danni da vaccino anti Covid-19: chi risarcisce

Francesca Tuscano, un insegnante di sostegno, morì dopo aver ricevuto una dose del vaccino AstraZeneca a causa di una trombosi cerebrale. Il medico legale e l’ematologo hanno stabilito che «il decesso della paziente è ragionevolmente da riferirsi a effetti avversi da somministrazione di vaccino anti Covid-19». I medici coinvolti nella vaccinazione sono stati scagionati.

Francesca è stata uccisa da una rara forma di trombosi cerebrale «associata a piastrine basse, scatenata in particolare nelle giovani donne dai vaccini basati su adenovirus. Il caso di Francesca è un caso modello di reazione rarissima e gravissima avversa».

Dopo l’iniezione, Francesca aveva accusato dei fortissimi mal di testa. Successivamente, i genitori l’hanno trovata in stato di incoscienza. È morta all’Ospedale San Martino di Genova.

I familiari prenderanno dallo Stato 77.468,53 euro. Ma si tratta soltanto dell’indennizzo: i familiari, infatti, potranno anche chiedere il risarcimento del danno.

La legge 210 del 1992 prevede un indennizzo da parte dello Stato a tutti coloro che subiscono danni da emotrasfusione. Tale indennizzo è stato esteso ai danni da vaccino anti Covid-19.

Il decreto legge 4 del 2022 ha riconosciuto «l’indennità statale anche ai danni permanenti causati dalla vaccinazione anti Sars-CoV2 raccomandata dall’autorità sanitaria italiana».

Chi si ritiene danneggiato da un vaccino contro il Covid può presentare la domanda di indennizzo. Bisognerà dimostrare chiaramente, però, che i danni derivati dal vaccino dipendono esclusivamente dal vaccino e non da altre cause.

Se l’indennizzo viene riconosciuto in maniera automatica, per il risarcimento del danno è necessaria la sentenza di un giudice.

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LinkedIn per avvocati: breve guida all’uso professionale

Le nuove tecnologie e Internet hanno stravolto completamente il mondo del business. Le conseguenze hanno colpito anche il settore del lavoro indipendente.

Il web, per i lavoratori autonomi, è diventato uno spazio dove dare vita alle proprie idee. È un mercato altamente competitivo, dove bisogna trovare dei modi di sponsorizzarsi.

Sempre più avvocati usano LinkedIn come un canale di marketing legale. L’American Bar Association conferma che l’80% degli studi legali negli Stati Uniti ha creato una pagina aziendale su LinkedIn. Il social, infatti, rappresenta una grande fonte informativa per colleghi e clienti.

Come possiamo aumentare l’efficacia e la visibilità dei nostri post su LinkedIn? Basterà seguire alcuni accorgimenti.

Innanzitutto, non bisogna dare per scontato che tutte le tue connessioni vedano i post che pubblichi. Sono fondamentali le prime ore successive alla pubblicazione di un post. Bisogna essere in grado di coinvolgere sin da subito il pubblico, invitandolo a commentare tramite quesiti che richiedono risposte.

È fondamentale aver presente che non tutte le reazioni dei post hanno lo stesso peso. Un “mi piace” ha meno valore di un commento. Inoltre, la regolarità delle pubblicazioni ha un impatto positivo sui risultati di ricerca.

L’immagine di credibilità che si costruisce sui social richiede un costante sforzo. LinkedIn premia tutti gli autori che pubblicano contenuti con frequenza. Senza esagerare, ovviamente!

Ogni volta che si pubblica qualcosa, la piattaforma determina se si tratta di spam, di contenuti interessanti o di bassa qualità. Le informazioni interessanti compariranno nel feed di un numero molto ampio di utenti.

Centinaia di fattori influiscono nella valutazione di LinkedIn. Tuttavia, i 5 parametri principali che determinano il successo o l’insuccesso di un post di LinkedIn sono:

  • il giorno e l’orario di pubblicazione;
  • gli hashtag utilizzati;
  • la qualità, il peso e le dimensioni dell’immagine;
  • il numero di utenti che seguono la pagina;
  • la struttura e l’originalità del post.

Per avere una strategia vincente, è necessario stilare un calendario editoriale che tenga conto di tutto.

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Webinar Zoom organizzato dal COA di Milano tramite la Fondazione Forense

Sono aperte le iscrizioni al Webinar Zoom – Uso professionale dei Social Media. Saper utilizzare al meglio i Social Network a scopo professionale.

Il Webinar Zoom è finalizzato alla spiegazione di come funzionano i social media e come sfruttarli al meglio in ambito professionale.

Il Webinar si terrà dal 16 maggio 2022 al 31 maggio 2022, dalle ore 14:30 alle ore 17.30.

Organizzato dal COA di Milano, il Webinar Zoom ha il costo di 200 euro e prevede 6 crediti formativi (di cui 1 in materia obbligatoria).

Ci si iscrive qui. Se clicchi qua, invece, trovi il programma completo del Webinar Zoom.

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Interruzione programmata dei servizi informatici settore penale in tutti i distretti di Corte di Appello

Al fine di consentire l’installazione di modifiche correttive sui sistemi di cognizione penale, in tutti i distretti di Corte di Appello si procederà all’interruzione dei relativi servizi

dalle 15:00 di giovedì 12 maggio alle 11:00 di venerdì 13 maggio p.v.

In detto arco temporale i servizi di deposito sul Portale del Processo Penale Telematico e sul Portale NDR non saranno disponibili, anche se fosse rilasciata la relativa ricevuta di deposito.

Le modifiche potrebbero interessare l’intero territorio nazionale coinvolgendo anche i sistemi del civile.

Ricordiamo che sarà possibile depositare telematicamente con Service1, creando un nuovo fascicolo ed inserendo il numero di RG.

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
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vmvare
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