LinkedIn è il social perfetto per un avvocato

Tra i vari social media adatti ai professionisti, il primo posto va sicuramente a LinkedIn. Usare in maniera consapevole questo social è molto importante per migliorare la propria comunicazione online.

LinkedIn è una delle reti professionali più grandi al mondo. Lanciata nel 2003, attualmente in Italia conta 16 milioni di iscritti e 850 milioni in tutto il mondo. Al contrario di quello che si pensa, non è soltanto un luogo dove cercare lavoro, ma un posto che mette in contatto tantissimi professionisti.

Ogni settimana 50 milioni di persone utilizzano LinkedIn per cercare lavoro. Negli ultimi anni, la piattaforma ha introdotto servizi e strumenti aggiuntivi, come Premium Career, LinkedIn Recruiter e LinkedIn Sales Navigator.

LinkedIn è un investimento che ripaga

Il social preferito dagli italiani è ancora Facebook. Ma LinkedIn è il canale più adatto per collegarsi con potenziali clienti, colleghi, affini e concorrenti. LinkedIn gode di un’ottima reputazione tra gli avvocati, che mostrano ancora parecchia diffidenza verso gli altri social.

Circa il 50% degli avvocati è presente su LinkedIn con una pagina professionale. Il 22%, invece, utilizza soltanto il profilo personale. Il 28% degli avvocati non è ancora presente su LinkedIn: è un dato sorprendente, se consideriamo che la maggior parte dei potenziali clienti ricerca il nome dell’avvocato online – e i contenuti di LinkedIn spesso sono tra i primi risultati.

Se si considera che stiamo parlando di visibilità a costo zero, utilizzare LinkedIn in modo appropriato è un vero e proprio investimento per gli avvocati e per gli studi legali. È un investimento che ripaga, e che consente di essere presente proprio dove ci sono moltissimi concorrenti.

Un social media non vale l’altro

LinkedIn costituisce un primo passo verso la comunicazione online di uno studio legale. Ricordiamo che un social media non vale l’altro! Per riuscire ad utilizzare al meglio questi canali dobbiamo prendere in considerazione le peculiarità di ogni social.

Dobbiamo conoscere bene le regole e le potenzialità che ci forniscono gli algoritmi e che caratterizzano il canale di comunicazione digitale che intendiamo sfruttare. In primo luogo, dobbiamo essere costanti nella condivisione dei vari contenuti, ma dobbiamo anche partecipare attivamente nelle discussioni e coltivare le nostre reti professionali. Quello che faremmo nella vita reale, insomma.

I primi passi da compiere su LinkedIn

Innanzitutto, i primi passi da compiere su LinkedIn per sfruttare al meglio le sue potenzialità sono:

  • invitare i contatti professionali a connettersi alla propria rete. Questo tipo di relazioni sono espressione della reputazione di un professionista, e questo vale in particolar modo online;
  • personalizzare i vari inviti: per esempio, basterà ricordare alla persona alla quale si scrive in quale occasione ci si è conosciuti;
  • personalizzare l’URL della pagina, con il nome del professionista e/o dello studio legale;
  • registrarsi ai gruppi di settore, per ricevere aggiornamenti e partecipare alle discussioni;
  • aggiornare periodicamente il profilo, mettendo in risalto le competenze;
  • segnalare eventi utili;
  • mettersi in contatto con i professionisti del settore;
  • creare contenuti d’impatto;
  • condividere feedback.

Tutte queste attività richiedono impegno e tempo. Ma vanno viste in ottica di investimento, al fine di migliorare le relazioni sociali e la propria comunicazione in ambito professionale.

Gli errori più comuni secondo uno studio di Passport-Photo Online

LinkedIn Recruiter rappresenta un’opportunità per tutte quelle aziende che desiderano intercettare talenti. Ma questa operazione potrebbe non essere così semplice come sembra. Ci sono, infatti, degli «errori fatali» che commettono i datori di lavoro mentre cercano di entrare in contatto con dei candidati.

Secondo questo studio, la maggior parte dei lavoratori ha un parere positivo nei confronti dei datori che li contattano direttamente su LinkedIn. Ma contattare il lavoratore non è sufficiente per riuscire a raggiungere i propri obiettivi. Inviare un messaggio troppo generico, con troppe parole chiave, termini specifici ed errori grammaticali sono tra le principali cause di fallimento.

Più della metà degli intervistati presta attenzione anche alla scarsa presenza dell’azienda sulla piattaforma, poiché non riescono e reperire informazioni su servizi, prodotti e recensioni.

Il ghosting nel mondo del lavoro

Il problema del ghosting nel mondo del lavoro non deve essere sottovalutato.

Inizialmente, il termine veniva utilizzato nel mondo delle relazioni amorose, per descrivere quelle persone che spariscono, interrompendo all’improvviso qualsiasi comunicazione. Persone che, quindi, scompaiono come un fantasma! Non rispondono ai messaggi, alle telefonate e non forniscono alcuna spiegazione.

Questo fenomeno sta colpendo anche il mondo del lavoro, sia dalla parte dei datori che da quella dei dipendenti. Indeed ha condotto uno studio su questo fenomeno, e ha visto che è aumentato molto dopo l’emergenza Covid.

Le ragioni che spingono a fare ghosting da parte del candidato sono diverse: potrebbe aver ricevuto un’altra offerta, oppure essere insoddisfatto per lo stipendio. Ma anche gli stessi candidati sono vittime di ghosting: il 77% delle persone che cerca lavoro ha subito ghosting da parte del datore di lavoro.

Alcune regole per attirare un candidato

Per attirare un candidato, l’annuncio di lavoro dovrebbe seguire alcune regole. Un lavoratore spende circa 50 secondi prima di passare all’annuncio successivo. La descrizione, dunque, dovrebbe essere chiara e concisa.

Secondo i partecipanti, alcune informazioni non possono essere omesse, come:

  • nome della professione;
  • descrizione del lavoro;
  • luogo di lavoro;
  • tipo di impiego (smart working o in presenza);
  • benefit;
  • compiti principali;
  • competenze richieste;
  • competenze aggiuntive;
  • cultura organizzativa;
  • procedura di candidatura dettagliata.

Inoltre è molto importante includere nell’annuncio la fascia salariale. La pratica, però, non sembra essere molto comune. Secondo SHRM soltanto il 12% degli annunci di lavoro include delle informazioni sullo stipendio. Se presente, lo stipendio contribuisce ad una maggior trasparenza, permettendo al candidato di capire subito se l’opportunità rispetta le sue aspettative.

Procedure fastidiose

Alle volte si chiede ai candidati di compilare un modulo di domanda separato, dove inserire alcune informazioni inerenti all’istruzione e alle esperienze lavorative precedenti. Gran parte delle persone trova la prassi fastidiosa, e tantissimi abbandonano la procedura per la candidatura perché la compilazione risulta eccessivamente lunga e complicata.

Nemmeno le attività pre-colloquio sono apprezzate dai candidati. Anche se potrebbero essere procedure determinanti nel processo di selezione, perché permettono al datore di avere un’idea chiara sull’esperienza e sulle competenze del candidato.

Davide Caiazzo: da avvocato a imprenditore

Davide Caiazzo ha più di 100.000 followers su LinkedIn, ed è la voce under 40 più ascoltata in Italia. Caiazzo nasce come avvocato, e quando diventa Responsabile Affari Legali di Colgate-Palmolive è addirittura under 30. Poi decide di cambiare strada, diventando imprenditore grazie alle sue competenze legali e alla passione per la tecnologia. Dal 2009 al 2022 ha lanciato ben 7 start-up.

Grazie alle competenze che ha acquisito sul campo, Davide è un esperto di personal branding e di crescita su LinkedIn. Che dite, ascoltiamo i suoi consigli?

I suoi consigli

Prima usavamo Google per conoscere qualcuno, ma ora andiamo su LinkedIn per conoscere un professionista. Ecco perché è importantissimo essere presenti sulla piattaforma (in modo non banale).

Se scrivo che sono un generico Avvocato, non avrò molte possibilità di trovare clienti. Se invece scrivessi Avvocato, giuslavorista per le multinazionali del settore lusso andrei a colpire direttamente il mio target.

Su LinkedIn bisogna fare personal branding: bisogna raccontarsi, entrare nell’inconscio delle persone. Bisogna riuscire a collegare quello che facciamo alla nostra storia personale. Raccontiamo chi siamo e le persone ricorderanno chi siamo!

Possiamo sfruttare, per esempio, l’immagine di copertina per far capire quello che facciamo. Ricorda che hai 2 secondi per catturare l’attenzione di qualcuno. Davide, sulla sua immagine di copertina ha scritto: «Ti faccio emergere su LinkedIn».

LinkedIn è sicuramente uno strumento molto potente, che mette in contatto domanda e offerta. Secondo le statistiche, ogni minuto vengono assunti 6 candidati grazie a LinkedIn. Questi sono numeri che fanno capire le potenzialità di un “semplice” social. Sfruttiamolo!

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