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Toscana, aiuto dalla Regione per smaltire gli arretrati in Procura

La Regione Toscana ha firmato un protocollo d’intesa con la Procura Generale per inviare personale in supporto agli uffici giudiziari.

L’obiettivo è quello di smaltire gli arretrati e di contribuire a una giustizia più veloce ed efficace. In particolare, il focus sarà sul recupero delle pene pecuniarie e sull’evasione fiscale, due aree di grande importanza.

Attualmente sono 19 i dipendenti regionali che lavorano in Procura, ma il numero è destinato a raddoppiare, arrivando a 39. Questo sarà un aiuto prezioso per i magistrati e per il personale amministrativo, che potranno concentrarsi sulle loro attività core con maggiore efficienza.

L’intesa è stata siglata ieri dal Procuratore facente funzione di Prato, Laura Canovai, e dalla Regione Toscana. La collaborazione tra le due istituzioni è già consolidata e ha dato buoni risultati in passato.

Il protocollo avrà una durata di due anni, fino al 30 settembre 2025. Si tratta di un periodo importante per la giustizia a Prato, durante il quale si potranno mettere in atto azioni concrete per ridurre i tempi dei processi e migliorare la qualità del servizio.


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La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può modificare l’imputazione in udienza attraverso la contestazione di una circostanza aggravante che rende il reato procedibile d’ufficio.

Cosa significa?

In alcuni casi, un reato può essere procedibile a querela della persona offesa, ovvero solo se la persona offesa presenta una denuncia. Se, nel corso del processo, il Pubblico Ministero scopre una circostanza aggravante che rende il reato procedibile d’ufficio, può modificare l’imputazione, contestando la nuova aggravante.

Nella sua sentenza, la Corte di Cassazione ha precisato che il potere del Pubblico Ministero di modificare l’imputazione è un potere “cogente e immanente” nel nostro sistema processuale. In altre parole, questo potere è fondamentale per il corretto svolgimento del processo e non può essere limitato.

(Sentenza n. 14700 del 7 dicembre 2023-10 aprile 2024)


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Il Consiglio Nazionale del Notariato, assieme alle associazioni dei consumatori, ha presentato una nuova guida alla Camera, Volontaria giurisdizione. Il notaio e le fragilità sociali: una nuova disciplina per i minori e i soggetti incapaci.

La guida, che può essere scaricata dal sito www.notariato.it, descrive la nuova procedura che è stata introdotta grazie al dlgs 149/2022, che, con il fine di alleggerire il carico di lavoro dei Tribunali, prevede la possibilità di affidarsi ad un notaio per compiere alcuni atti di amministrazione da parte di minori o soggetti fragili, per i quali è necessario che intervenga il giudice.

In Italia aumentano i soggetti fragili. Secondo il ministero della Giustizia, le amministrazioni di sostegno in questo momento sono 350.000, circa 140.000 persone hanno subito l’interdizione e le persone con disabilità sono quasi 13 milioni.

Il notaio, grazie a questa riforma, potrà rilasciare le autorizzazioni per stipulare gli atti pubblici e le scritture autenticate in cui interviene un minore, un inabilitato, un interdetto o un soggetto beneficiario di amministrazione di sostegno. Potranno, inoltre, essere rilasciate le autorizzazioni circa gli atti con oggetto beni ereditari.

Dichiara il Consiglio durante la presentazione: «Il vademecum, nato dalla sinergia tra Notariato e associazioni dei consumatori, spiega passo per passo come funziona la nuova procedura e fornisce un primo aiuto concreto con l’obiettivo di supportare il sistema Giustizia. La fragilità non è più solo un problema giudiziario, ma è diventato un vero e proprio tema sociale. Occorre fare un lavoro di rete, valorizzare le attività di volontariato, il terzo settore e tutti gli enti intermedi, per rendere effettivo l’esercizio dei diritti da parte dei soggetti più fragili».


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Vi arriva una telefonata da parte di un parente, che dice di essere stato coinvolto in un bruttissimo incidente stradale, e che ha bisogno che voi gli inviate dei soldi.

Il numero di telefono e la voce sembrano quelli del vostro parente; tuttavia, percepite che c’è qualcosa di strano. Se riagganciate e richiamate il numero, la persona dall’altra parte del telefono vi dirà di non avere la minima idea di che cosa state parlando.

Ebbene, era una chiamata truffa, realizzata per mano dell’intelligenza artificiale. Infatti, con i passi in avanti da parte degli strumenti di IA generativa, creare degli audio tanto fake quanto convincenti diventa sempre più semplice e abbordabile economicamente.

I malintenzionati sfruttano le innovazioni per trarre in inganno le vittime, al fine di convincerle di parlare con una persona a loro cara. Ma che cosa possiamo fare per correre ai ripari da queste truffe?

Secondo gli esperti di sicurezza, far sì che una telefonata sembri provenire da un numero di telefono reale non è un’operazione così complicata. Spiega Michael Jabbara di Visa: «Molte volte i truffatori falsificano il numero da cui vi chiamano. Dovete essere proattivi».

Infatti, che sia la banca o un parente, se ricevete una telefonata nella quale vi vengono richiesti soldi oppure informazioni personali, chiedete se potete richiamare l’interlocutore. Cercate online o tra i vostri contatti il numero, e richiamate. In alternativa, inviate una mail o avviate una videochat con il presunto interlocutore.

Secondo Steve Grobman di McAfee, una buona strategia è quella di trovare una parola di sicurezza da condividere soltanto con i parenti più stretti, che potete richiedere durante la telefonata: «Potete accordarvi su una parola o una frase che i vostri cari possono usare per dimostrare chi sono veramente».

In assenza di una parola di sicurezza, potete anche optare per una domanda personale: «Va bene anche una cosa semplice, come una domanda a cui solo il vostro caro saprebbe rispondere. Per esempio: ‘Ehi, voglio essere sicuro che sei davvero tu. Puoi ricordarmi cosa abbiamo mangiato a cena ieri sera?’ Assicuratevi che la domanda sia abbastanza specifica per fare in modo che un eventuale truffatore non possa indovinare la risposta».

I cloni audio fatti con l’intelligenza artificiale non colpiscono solo le persone famose. Per Rahul Sood di Pindrop «un errore comune è pensare che non possa succedere a te, che nessuno possa clonare la tua voce. Quello che la gente non capisce è che bastano solo 5-10 secondi della vostra voce presi da una clip di TikTok o da un video su YouTube per creare facilmente il vostro clone».

In ogni caso, i truffatori sono abili nel guadagnarsi la vostra fiducia, insistendo sui vostri punti deboli. Per evitare di cadere nella trappola, dice Jabbara, «diffidate di qualsiasi situazione che susciti in voi emozioni forti, perché i migliori truffatori non sono necessariamente gli hacker più abili tecnicamente».


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Il Ministero della Giustizia, con l’avviso del 5 aprile 2024, ha comunicato la pubblicazione del bando di concorso per il reclutamento a tempo determinato di 3.946 unità di personale non dirigenziale dell’Area funzionari, con il profilo di Addetto all’Ufficio per il processo.

La domanda di ammissione al concorso deve essere presentata entro le ore 23.59 del 26 aprile 2024, esclusivamente per via telematica, autenticandosi con SPID/CIE/CNE/eIDAS, compilando il format di candidatura sul Portale “inPA”, disponibile all’indirizzo internet https://www.inpa.gov.it/ previa registrazione sullo stesso Portale.


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Il disegno di legge di iniziativa governativa sull’intelligenza artificiale (IA) muove i primi passi in Italia, introducendo anche norme specifiche per l’utilizzo di questa tecnologia nell’ambito giudiziario. L’obiettivo è duplice: da un lato, ottimizzare e semplificare il lavoro dei magistrati, dall’altro, garantire massima trasparenza e rigore nel processo decisionale. La governance dell’intelligenza artificiale è divisa tra Agid e Acn, designate autorità nazionale come previsto dall’AI Act. Vi è anche la proposta di istituire una Fondazione per la ricerca, la sperimentazione, lo sviluppo e l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale, che si occupi di formazione, studio e politiche “finalizzate a contrastare gli effetti della perdita di posti di lavoro”.  A vigilare sarà Palazzo Chigi, componente della fondazione con i ministeri dell’Economia e delle finanze e dell’Università e della ricerca. Nella bozza di legge – di cui Servicematica ha avuto in anteprima la minuta, tra i punti notevoli d’interesse, i progetti di AI che garantiscono sconti fiscali per i professionisti che rientrano in Italia e bollini anti-deepfake all’aggravante per AI.

Come verrà impiegata l’IA?

La bozza del DDL delinea alcuni ambiti chiave in cui l’intelligenza artificiale potrà supportare l’attività giudiziaria:

  • Organizzazione e semplificazione del lavoro giudiziario: l’IA potrà automatizzare compiti ripetitivi, come la gestione delle agende, la ricerca di precedenti giurisprudenziali, alleggerendo il carico di lavoro dei magistrati e consentendo loro di concentrarsi sulle questioni più complesse.
  • Ricerca giurisprudenziale e dottrinale: l’IA potrà facilitare l’analisi di un vastissimo corpus di informazioni giuridiche, aiutando i magistrati a individuare rapidamente i precedenti più rilevanti per il caso in esame e a rimanere aggiornati sugli orientamenti giurisprudenziali più recenti.
  • Predisposizione di bozze di provvedimenti: l’IA potrà generare bozze di sentenze e decreti basate sui fatti e sulle norme giuridiche pertinenti, fornendo ai magistrati un utile punto di partenza per la stesura del provvedimento finale.

Il ruolo centrale del magistrato

Nonostante l’introduzione dell’IA, il ruolo centrale del magistrato rimane indiscusso. Spetta infatti sempre al giudice l’ultima parola sull’interpretazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove e sull’adozione di qualsiasi provvedimento. L’intelligenza artificiale si configura, dunque, come uno strumento di supporto al lavoro del magistrato, non come un sostituto.

Garanzia di trasparenza e controllo

Il DDL pone particolare attenzione all’imparzialità e alla trasparenza dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati in ambito giudiziario. Sono previsti meccanismi di controllo per garantire che tali sistemi non discriminino le parti in causa e che le loro decisioni siano sempre riconducibili a criteri oggettivi e verificabili.

Un passo avanti verso una giustizia più efficiente e moderna

L’introduzione dell’intelligenza artificiale nel sistema giudiziario italiano rappresenta un passo avanti significativo verso una giustizia più efficiente, trasparente e moderna. L’utilizzo di questa tecnologia, pur con le dovute cautele, può contribuire a ridurre i tempi dei processi, migliorare la qualità delle decisioni e garantire un accesso più equo alla giustizia per tutti i cittadini.

Rimangono tuttavia alcuni interrogativi aperti: come si garantirà la sicurezza e la protezione dei dati sensibili? Come si potranno prevenire eventuali distorsioni algoritmiche? Sarà necessario un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti per garantire che l’intelligenza artificiale sia utilizzata in modo responsabile ed etico nell’ambito giudiziario.

L’approvazione del DDL rappresenta solo l’inizio di un percorso complesso e articolato. Il vero banco di prova sarà la sua implementazione concreta, che dovrà avvenire con gradualità e attenzione, garantendo sempre il rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto.


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In un decreto legislativo, attuativo della delega fiscale, all’esame del Consiglio dei Ministri di oggi 9 aprile importanti novità per la tassazione degli atti giudiziari.

L’Agenzia delle Entrate registrerà i provvedimenti giudiziari a prescindere dal pagamento dell’imposta con escussione preventiva della parte condannata al pagamento delle spese in sentenza o del debitore in caso di decreto ingiuntivo divenuto esecutivo.


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Arrivano 4 mila nuovi addetti all’Upp, l’Ufficio per il processo.

Infatti, sul sito del ministero della Giustizia è stato pubblicato il concorso per l’assunzione di 3.946 unità di personale a tempo determinato. I nuovi addetti si sommeranno agli attuali 5.700, anche loro a tempo determinato.

Il contratto scadrà a giugno 2026, ma ci sarà possibilità di proroga.

Il bando può essere consultato sul sito del ministero della giustizia, e per inviare le domande di ammissione, soltanto in forma telematica, si avrà tempo fino al 26 aprile. Si dovrà compilare il format che si trova sul portale InPa.

95 addetti andranno alla Corte di Cassazione e gli altri verranno suddivisi nei distretti delle Corti d’Appello di tutta Italia.

Dichiara il Comitato nazionale funzionari Upp: «Siamo contenti di poter contare sull’apporto dei nuovi colleghi. Tuttavia, non possiamo fare a meno di sottolineare come la previsione di 3.946 nuove assunzioni, non accompagnata dal necessario ampliamento della dotazione organica del personale del ministero giustizia, non fa altro che alimentare il precariato in un settore strategico come quello della giustizia».

Clicca qui sopra per visualizzare il bando pubblicato dal Ministero della Giustizia


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Come funziona l’attacco:

  • Email di phishing: Gli avvocati ricevono email di phishing sulle loro caselle PEC con un messaggio simile: “Il tuo dominio PEC sta per scadere. Rinnovalo subito per pochi euro”.
  • Mittente fasullo: L’email sembra provenire da un ente affidabile, come un provider di servizi PEC o l’Ordine degli Avvocati.
  • Obiettivo: Indurre l’avvocato a cliccare su un link dannoso contenuto nell’email.

Leggi anche: Esempi di Mail di Phishing

Cosa succede se si clicca sul link:

  • Redirect a un sito falso: L’utente viene reindirizzato a un sito web fasullo che imita il sito web reale del provider di servizi PEC o dell’Ordine degli Avvocati.
  • Inserimento delle credenziali: Il sito web fasullo chiede all’utente di inserire le proprie credenziali PEC, password o altre informazioni sensibili.
  • Furto di dati: Una volta che l’utente ha inserito le sue informazioni, i cybercriminali le rubano e le utilizzano per scopi fraudolenti, come ad esempio:
    • Accesso alla PEC: I criminali informatici possono accedere alla casella PEC dell’avvocato e rubare informazioni sensibili dei clienti, come documenti legali o dati finanziari.
    • Invio di email di phishing: Le credenziali rubate possono essere utilizzate per inviare ulteriori email di phishing ad altri avvocati o clienti.
    • Attività criminali: I dati rubati possono essere utilizzati per commettere altri crimini, come furto d’identità o riciclaggio di denaro.

Come proteggersi:

  • Verificare il mittente: Non cliccare su link in email di mittenti sconosciuti o sospetti. Se hai dubbi sull’autenticità di un’email, contatta direttamente il mittente per verificarne l’identità.
  • Controllare l’indirizzo web: Se decidi di cliccare su un link in un’email, assicurati che l’indirizzo web sia quello corretto del provider di servizi PEC o dell’Ordine degli Avvocati. Fai attenzione a siti web con indirizzi simili ma leggermente diversi (ad esempio, “avvocati.it” invece di “avvocati.it”).
  • Non inserire mai credenziali in un sito web non sicuro: Non inserire mai le tue credenziali PEC, password o altre informazioni sensibili in un sito web a meno che non sia sicuro. Un sito web sicuro avrà un URL che inizia con “https://” e un’icona a forma di lucchetto nella barra degli indirizzi del browser.
  • Segnalare email di phishing: Se ricevi un’email di phishing, segnala al tuo provider di servizi PEC o all’Ordine degli Avvocati.

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Il Consiglio Nazionale Forense inaugura l’anno giudiziario 2024 a Palazzo Venezia

Lunedì 15 aprile alle ore 11.30, presso la Sala Regia di Palazzo Venezia a Roma, si terrà la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario forense 2024, organizzata dal Consiglio Nazionale Forense (CNF).

L’evento, che vedrà la partecipazione di alte cariche dello Stato e dell’Avvocatura, sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione della giustizia in Italia e per tracciare le linee guida per il futuro.

La cerimonia si aprirà con la relazione inaugurale del Presidente del CNF, Francesco Greco. Seguiranno gli interventi della Prima Presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, del Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, e del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Nel corso della mattinata verranno affrontati temi di grande attualità, come l’efficienza del sistema giudiziario, l’indipendenza della magistratura, il ruolo dell’avvocatura e l’accesso alla giustizia.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Consiglio Nazionale Forense: https://www.consiglionazionaleforense.it/


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