DDL legittimo impedimento, UNAA: bene ma assenti amministrativisti

Roma, 25 settembre 2024 – L’Unione Nazionale Avvocati Amministrativisti (UNAA) ha accolto con favore l’approvazione da parte dell’Aula del Senato del Disegno di Legge sul legittimo impedimento che introduce nuove norme a tutela della professione forense, sottolineando l’importanza del diritto alla difesa come principio inviolabile per i cittadini, anche in caso di comprovati impedimenti dell’avvocato per motivi di salute, gravidanza o gravi eventi familiari.

Tuttavia, l’UNAA segnala una grave lacuna nel disegno di legge, che rischia creare avvocati di serie A e B: le disposizioni in questione non riguardano le avvocate e gli avvocati impegnati nei processi amministrativi, che ogni anno affrontano migliaia di cause presso i Tribunali Amministrativi Regionali e il Consiglio di Stato. È pertanto cruciale estendere le medesime tutele anche a questi professionisti, affinché il diritto alla difesa sia garantito in maniera equa e omogenea in tutti gli ambiti giudiziari del Paese.

In tal senso, l’UNAA porterà la questione all’attenzione del Consiglio Nazionale Forense. L’associazione fa un appello alla Camera dei Deputati affinché si modifichi il disegno di legge e si estendano analoghe garanzie anche agli avvocati della giustizia amministrativa.

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Giustizia, il Ministro incontra la sua omologa serba

Roma, 25 settembre 2024 – Il Guardasigilli Carlo Nordio ha ricevuto questa mattina nel suo studio in via Arenula la Ministra della Giustizia della Serbia, Maja Popović, in visita a Roma. Al centro del colloquio, uno scambio di vedute sui i sistemi giudiziari dei due Paesi e la collaborazione nel campo della giustizia, basata sui due accordi bilaterali firmati nel 2019 relativi all’estradizione e all’assistenza giudiziaria in materia penale. Popović ha anche illustrato i punti principali della riforma della giustizia che si sta realizzando in Serbia, richiesta per l’adesione di Belgrado ai Trattati europei.

 Il ministro Nordio e l’omologa Popović si sono poi soffermati su un tema di interesse comune: la lotta al crimine organizzato transnazionale, settore nel quale la nostra Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ha in essere collaborazioni efficaci con le controparti serbe per il contrasto ai fenomeni criminosi nei Balcani.

 La Serbia sta facendo passi in avanti molto importanti con la riforma della giustizia e anche nell’ambito del processo di adesione all’Unione Europea. La nostra comune lotta al crimine organizzato conferma le ottime relazioni fra i due Paesi che intendiamo proseguire e rafforzare per la sicurezza e il bene dei nostri concittadini”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

 La Ministra è a capo di una delegazione di magistrati serbi in missione di studio organizzata dal Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria di via Arenula, nell’ambito del progetto congiunto dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa “Support for implementation of the justice reform in Serbia”. La delegazione si recherà anche alla Scuola superiore della magistratura e al Consiglio superiore della magistratura.

Nordio: “Saetta, esempio contro la mafia”

Roma, 25 settembre 2024 – Il 25 settembre 1988 perdeva la vita in un attentato mafioso Antonino Saetta, Presidente della Corte d’appello di Caltanissetta, mentre sulla propria vettura, in compagnia del figlio, ritornava da Canicattì verso Palermo. Da pochi giorni aveva depositato la motivazione della sentenza che aveva condannato all’ergastolo i responsabili della strage in cui aveva perso la vita il collega Rocco Chinnici.

Sono proprio magistrati come Saetta che, con il loro impegno e la loro rettitudine, hanno contribuito – pagando anche con la vita – a fermare l’espansione dei clan mafiosi. A 36 anni di distanza dal vile agguato, in cui morì anche il figlio, continuiamo a ricordare il suo coraggioso esempio che, ancora oggi, deve stimolare la diffusione della cultura della legalità”.

Così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Padre e figlio aggrediscono avvocato nel suo studio per estorcere informazioni

Un grave episodio di violenza si è verificato a Taranto, dove un avvocato è stato aggredito nel suo studio da padre e figlio, rispettivamente di 51 e 23 anni. I due, accusati di estorsione e minacce, si sarebbero finti agenti delle forze dell’ordine per ottenere informazioni riservate riguardanti la vendita all’asta della loro abitazione, precedentemente pignorata.

L’incidente risale a novembre 2022, quando i due uomini, spacciandosi per appartenenti alla Guardia di Finanza, si sono introdotti nello studio dell’avvocato incaricato dal Tribunale di gestire la procedura di pignoramento. Una volta dentro, hanno minacciato il legale di morte, costringendolo a rivelare l’identità dell’acquirente dell’immobile. L’avvocato, terrorizzato, è stato obbligato ad accedere al sistema delle aste giudiziarie e a fornire le informazioni richieste. L’aggressione è durata solo pochi minuti, ma ha lasciato il professionista in stato di shock.

Grazie alla pronta denuncia dell’avvocato, le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine rapida, coordinata dal sostituto procuratore Francesco Ciardo, che ha permesso di identificare i responsabili. Entrambi dovranno rispondere delle accuse di estorsione e violenza privata.

Attualmente, il procedimento legale è in fase avanzata, con padre e figlio che hanno venti giorni di tempo per presentare la loro versione dei fatti o memorie difensive.

Nuovo Codice della nautica: patente a 16 anni e regole semplificate

Dal 21 ottobre 2024 entrerà in vigore il nuovo decreto del Ministero dei Trasporti (n. 133/2024), che introduce importanti novità nel Codice della nautica da diporto.

Tra le principali, il rilascio della patente nautica sarà possibile già a partire dai 16 anni per la navigazione diurna entro 6 miglia dalla costa. Inoltre, vengono introdotte regole sull’uso dei barcavelox e semplificazioni per le dotazioni di sicurezza.

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 settembre 2024, aggiorna e snellisce la normativa esistente, rendendo più accessibile e sicura la navigazione da diporto.

Corte Europea: la demolizione di edifici abusivi non è una pena, ma un atto di restauro ambientale

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che l’ordine di demolizione di edifici abusivi, come previsto dalla legge italiana, non è una misura punitiva, ma un atto di ripristino ambientale.

La sentenza, emessa il 12 settembre 2024 (caso n. 35780/18), chiarisce che la demolizione mira a restaurare l’ambiente violato, non a punire il proprietario. Il caso riguarda un magazzino costruito senza permesso, confermato come illegale dai tribunali italiani.

La Corte ha ribadito che il proprietario non poteva fare affidamento sulla legalità dell’edificio, sottolineando l’importanza del rispetto delle norme edilizie.

Decreto Omnibus: scudo fiscale di cinque anni per il concordato preventivo biennale

Con il Decreto Omnibus, arriva una protezione fiscale che coprirà cinque anni a partire da una soglia minima di 5.000 euro (1.000 euro per ogni annualità). Tra le modifiche introdotte all’emendamento sul concordato preventivo biennale, spicca la perdita dell’annualità 2023 dalla prima stesura.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare accertamenti fino al 2027, un anno in più rispetto alla versione precedente. L’emendamento alla legge di conversione del DL 113/2024 prosegue con l’obiettivo di incentivare l’adesione al concordato fiscale, pur non escludendo ulteriori modifiche.

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Record referendum, via Arenula: solo ieri ben 150mila firme

Roma, 24 settembre 2024 – Nella sola giornata di ieri la piattaforma digitale istituita dal Ministero della Giustizia per le firme per i referendum ha raccolto complessivamente oltre 155.000 mila sottoscrizioni relative a tutti i quesiti referendari attualmente inseriti nel sistema.

Si tratta di una cifra record, in una giornata nella quale si era verificata una momentanea interruzione fra le ore 13 e le 15 causata da un elevatissimo numero di accessi. I tecnici del Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica della giustizia, tramite la Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati, hanno immediatamente provveduto a ripristinare il servizio e nelle ore successive la piattaforma ha ripreso a funzionare con picchi di oltre diecimila firme per ogni ora, raggiungendo in serata, pur con fisiologici rallentamenti dovuti all’eccezionale flusso di accessi, il dato record di oltre 155.000 mila sottoscrizioni relative a tutti i referendum attualmente disponibili.

La Corte d’Appello conferma sul caso dei Sinti: non fu diffamazione

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, si è conclusa con un’ulteriore vittoria legale per il primo cittadino. La Corte d’Appello ha infatti confermato la sentenza emessa dal tribunale di Busto Arsizio nel novembre 2023, che scagionava Cassani dall’accusa di diffamazione nei confronti dei sinti residenti nel campo nomadi di via Lazzaretto.

Il caso aveva avuto origine nel 2021, quando un gruppo di dieci persone appartenenti alla comunità sinti, che erano tornate a vivere nell’area da cui erano state sgomberate nel 2018, aveva citato il sindaco per una serie di dichiarazioni rilasciate alla stampa. Cassani aveva accusato i residenti del campo di essersi illegalmente allacciati alla rete idrica cittadina, sottraendo acqua alla collettività. Gli abitanti del campo, assistiti dall’avvocato Luca Bauccio, avevano richiesto un risarcimento di 250mila euro per danni morali, ritenendo diffamatorie le affermazioni del sindaco.

Tuttavia, sia il tribunale di primo grado che la Corte d’Appello hanno rigettato le richieste dei querelanti. La sentenza ha stabilito che le parole di Cassani, pur forti, non configurano il reato di diffamazione poiché non erano riferite a persone specifiche ma a un gruppo generico. Per la legge italiana, affinché si possa parlare di diffamazione, è necessaria la riconoscibilità precisa e univoca delle persone oggetto delle affermazioni. Nel caso di specie, le parole del sindaco non permettevano al pubblico di identificare chiaramente le persone coinvolte.

Inoltre, la Corte ha sottolineato che le dichiarazioni rilasciate da Cassani rientravano nel legittimo esercizio della critica politica, che ammette toni più aspri rispetto a quelli tra comuni cittadini. Le parole del sindaco sono state quindi interpretate come una manifestazione di dissenso verso una situazione ritenuta illegale, ossia l’occupazione abusiva di suolo pubblico e l’uso non autorizzato delle risorse idriche comunali.

 

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Ministero: “Piattaforma referendum nuovamente in funzione”

Roma, 24 settembre 2024 – La piattaforma digitale istituita dal Ministero della Giustizia per la raccolta delle firme per i referendum ha ripreso regolarmente a funzionare. Il blocco segnalato nelle scorse ore era dovuto ad una richiesta eccezionale di accessi che ha portato ad oltre sessantamila tentativi in un’ora, causando il blocco del sistema. I tecnici del Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica della giustizia, tramite la Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati, hanno lavorato per escludere qualsiasi tentativo di hackeraggio della piattaforma e, dopo le opportune verifiche e i test, il portale ha ripreso regolarmente a funzionare.

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